sabato 31 ottobre 2009

Manifestazione mòbasta

Mo' basta

Razzismo, antisemitismo, omofobia, xenofobia, sessismo … in una parola sola, violenza.
Violenza come modalità espressiva, soprattutto praticata in gruppo con qualunque pretesto.
L’ultimo episodio ad Ostia contro un giornalista pestato al grido di “frocio comunista”, ma poteva accadere ovunque. La sub cultura non ha confini geografici.
Di episodi tragici, come ad esempio la violenza sessuale, ne accadono in continuazione, dalla nuova fiera nella notte di capodanno all’episodio de La Storta sfruttato dalla destra in campagna elettorale. Sarà anche un problema di illuminazione elettrica, ma è soprattutto un problema di cervelli spenti.
Non è Roma ad essere violenta. Sono gli individui quando usano un linguaggio verbale e corporeo violento verso i diversi da sé. Individui prima di tutto pigri mentalmente, perché è poco faticoso associare molte persone sotto un’unica idea: tutte insieme senza distinzioni individuali. E' un vero e proprio codice di riconoscimento: gli omofobi, i razzisti, gli antisemiti, i xenofobi, i sessisti … vanno d’accordo tra loro, si riconoscono e si attraggono; rinforzano le loro credenze a vicenda e accorgendosi che non sono soli a pensare in quel modo concludono che hanno ragione, secondo il falso sillogismo che la maggioranza ha sempre ragione. Proprio perché genera emulazione la violenza è facilmente portata ad espandersi. Non si tratta di fenomeni isolati, come alcuni politici affermano, perché se delle persone hanno il coraggio di rivelare il loro odio in pubblico, di esercitare la loro violenza pubblicamente, è perché sanno di poter contare su un appoggio, spesso anche tacito, dell’opinione pubblica.
Questa si chiama barbarie.
Ed è sbagliato mettere la testa sotto la sabbia o rifiutare di vedere. E ancora più sbagliato scegliere la strada assolutoria. Essere o sembrare deboli, nella modernità della competizione, della deregolazione, dell'individualismo e del mercato elevati a religione, è una colpa in sé. È una colpa essere donna, è una colpa essere senza casa, è una colpa essere nero, omosessuale, islamico ... Tutti loro sono la misura della debolezza profonda dei ‘forti’, la precarietà del loro diritto, la tranquillità del loro dominio.
I potenti non riescono a vincere davvero le guerre, i violenti non fanno che mettere in scena la loro paura, i razzisti non riescono a sentirsi superiori alle loro vittime, la finanza globale va in rovina e porta rovina con sé ... E' la rabbia frustrata di chi si crede forte e si accorge di non esserlo più che produce violenza.
Prima che alla violenza, domani, alla manifestazione di Ostia, dobbiamo prestare attenzione al linguaggio, perché esso è il veicolo primo e più potente di ogni forma di violenza.
Con il linguaggio si può deumanizzare o onorare, spogliare della dignità o dare dignità. Dobbiamo partire da lì. In Italia, sui giornali, in televisione, in Parlamento, si fa a gara per tirar fuori la parola più razzista, omofoba, sessista o l’espressione più volgare e intollerante. E il pubblico ride, senza rendersi conto che ridicolizza se stesso e prima o poi pagherà il prezzo di un senso comune di violenza e di sopraffazione che diventerà egemonico.

venerdì 30 ottobre 2009

Francesco (ha bisogno) d'Ausilio

Pubblicata oggi sul Giornale di Ostia la lettera del responsabile organizzazione PD Lazio, Francesco D'Ausilio.
Incipit da manuale. "Straordinaria partecipazione" ... "cittadini determinati e resistenti che vogliono contare" (ecco, bravo, soprattutto resistenti !!! e che non conteranno più visto che le primarie sono finite) ... "reazione al populismo della destra" ... "il popolo del PD è un popolo di cittadini protagonisti" (quando si chiede loro il voto)... Poi, inizia il delirio ... "La vittoria di Bersani disegna un partito che intende essere vicino alla gente normale, che va nei posti dove stanno le persone vere" (sarebbe ora perché non ce ne siamo accorti) ... "donne e uomini liberi, senza fronzoli, senza troppa televisione" (mhmhmhmhm) "un partito che prova ad andare al cuore dei problemi senza scrupoli (ahahahahhahaha). "Con Bersani cala il sipario su una stagione politica intrisa di eccletismo, simbologia e retorica vuota" (ahahahhahah ma non c'eri sempre tu ???).
E qui il capolavoro di spirito di unità del partito "così si spiega il flop di alcune liste alle primarie e di alcune autorevoli personalità politiche anche sul nostro territorio" (ahahahhahahah, qui mi sono sbellicata dal ridere ahahahhahaha ... della serie "volemose bene" tra una 'corrente' d'aria e l'altra).

Signore e Signori ecco a voi il filmato (un capolavoro da non perdere !!!) tratto dalla lettera, sempre di D'Ausilio, al termine delle primarie dell'ottobre 2008 con i volti di coloro che furono eletti allora e il link agli eletti delle ultime primarie. Ogni commento sarebbe superfluo ... Francesco, dammi retta, hai bisogno d'Ausilio per i comunicati stampa ...



http://www.pdlazio.it/wp-content/uploads/2009/10/eletti-assemblea-regionale-2009.pdf).

I comportamenti dissennati di alcune persone hanno sempre più l'aria dei personaggi di quella poesia di Brecht in cui, dopo aver compatito i compagni piombati nell´abisso per avere segato il ramo sul quale stavano seduti, gli astanti hanno proseguito compunti a segare il ramo su cui erano seduti.

sabato 24 ottobre 2009

Forza PD: un po' di coraggio con Marrazzo

Mi sono stupita della velocità con la quale alcuni dirigenti del PD si siano lanciati nella difesa di Marrazzo dopo le prime notizie apparse sui quotidiani nazionali. Un po' di prudenza sarebbe stata d'obbligo.
E' una grande occasione per il PD per dimostrare il proprio valore etico e morale.
La vicenda di Marrazzo è squallida quanto quella di Berlusconi.

Penalmente non è rilevante se i politici 'se la fanno' con un trans, un uomo o una donna. Lo è invece se li pagano (Marrazzo dichiara di aver pagato 3.000 euro). Lo è se fanno uso di droga (da diimostrare). Lo è eticamente e penalmente se per mesi non denunciano le estorsioni alla magistratura (fatto gravissimo per un uomo dello Stato a maggior ragione se "è tutta una bufala" come dichiara). Lo è eticamente se sono ricattabili. Solo per questo ultimo motivo dovrebbero, a prescindere dalla fine delle indagini, non occupare ruoli istituzionali in cui rappresentano e dovrebbero curare gli interessi della collettività.

Ricordo ai dirigenti del PD, che negli Stati Uniti, a cui il PD si ispira, Clinton subì l'impeachment per aver MENTITO su un pompino di una stagista.
Chiederne le dimissioni e non ricandidarlo è l'unica scelta possibile. Altrimenti è il suicidio.

giovedì 22 ottobre 2009

La disciplina sportiva del ‘lancio del mattone’

Pensavamo in tanti che il pranzo luculliano del nuovo Piano Regolatore di Roma non avesse lasciato spazio nemmeno per un caffè. Invece no. Si ricomincia con l’antipasto.
Si sa, chi fa sport ha necessità di reintegrare le calorie bruciate, sopratutto se pratica la disciplina del ‘lancio del mattone’.
Dopo le piscine per i Mondiali di Nuoto 09, arrivano gli stadi di calcio in vista degli Europei 2016. Insieme totalizzeranno un totale di cinque milioni di metri cubi di cemento sull’Agro romano. L’ Olimpico, sul quale si sono spesi e si continuano a spendere soldi pubblici, non si sa che fine farà.
Anche nel ‘lancio del mattone’ c’è bisogno dell’ ‘aiutino’ per vincere. Si chiama Crimi, un Ddl approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura del Senato in sede deliberante, in nome della pubblica “utilità, indefferibilità e urgenza” di avere strutture più funzionali e moderne. Le squadre italiane di calcio potranno così ottenere le concessioni in affidamento diretto, senza gara e senza troppi vincoli in accordo di programma. Basterà presentare il progetto, chiudersi in una stanza e ottenere una votazione a maggioranza. Se l’Ambiente o i Beni culturali faranno storie ci penserà a rimuovere l’ostacolo, con buona probabilità, il Consiglio dei ministri. L’accordo consentirà le varianti al Piano regolatore. Tutto in nome del rilancio dell’economia delle città.
A Roma i nuovi impianti non prevedono solo lo stadio di calcio, ma residenze, uffici e negozi senza i quali l’operazione sarebbe in perdita secca. Crimi però pensa proprio a tutti. Il Coni, proprietario dell’Olimpico, potrà infatti cedere lo stadio «con affidamento diretto», con «la possibilità di un ampliamento edificatorio delle cubature che già insistono sull'area interessata». Tradotto significa ‘lancio del mattone’ in variante al Piano regolatore. E siccome Crimi è performante, sono previsti anche incentivi finanziari, un flusso di danaro straordinario al credito sportivo per concedere contributi in conto capitale sugli investimenti.
La Roma e la Lazio hanno annunciato i loro progetti per i due stadi. Il primo dovrebbe sorgere in zona Massimina, lungo l'Aurelia, sui terreni di proprietà di Scarpellini, il secondo in zona Tiberina, sui terreni di Mezzaroma a rischio idrogeologico. Il progetto della Roma prevede uno stadio di 55/60 mila posti su due livelli, infrastrutture, abitazioni e il più grande centro commerciale d'Europa. Le autorizzazioni urbanistiche non ci sono, nemmeno quella della Soprintendenza ai beni archeologici che ha dichiarato l'esistenza di una villa imperiale. Si attendono invece le tavole dell’impianto della Lazio.
Dunque anche gli ‘sport minori’ come il ‘lancio del mattone’ fanno uso di doping. Le società in crisi ottengono credito a tasso agevolato con soldi pubblici, basta esibire progetti edilizi approvati. Comune, Provincia, Regione e Governo apriranno i loro portafogli per risanare le casse private delle due società sportive. E i romani ‘si daranno all’ippica’ nell’Agro romano … quello delle cartoline di una volta.

mercoledì 21 ottobre 2009

Ostia: l'isola che non c'è.

Ieri pomeriggio si è tenuto il Consiglio Straordinario sulle isole artificiali al largo di Ostia, che qualcuno ha battezzato "isole ecologiche" (il 'dotto' Bonvicini) e che propriamente si chiamano Portoghesi, dal nome del noto Architetto. Consiglio inutile, soprattutto sotto il profilo informativo. Invitato il Vice Sindaco Cotrufo, che evidentemente preferisce venire ad Ostia solo quando c’è “pizza in tour” per sentir cantare la figlia di Claudio Villa, in compagnia di Vizzani e Bordoni (anche loro assenti in aula, così come tutta la Giunta Municipale), invece che in aula municipale a illustrare il futuro del litorale di Ostia. Ma si sa, lui di questo ne parla a Bruxelles, dove presenta i progetti, che nessuno ha mai visto (nemmeno i consiglieri) alla ricerca di sponsor finanziari. Presente invece l’Arch.Maria Vincenzina Iannicelli, dirigente della II Unità Organizzativa Tecnica Ufficio Turismo e Assetto istituzionale Roma Capitale, il cui compito è quello di monitorare le attività di pianificazione urbanistica e programmazione attuativa di localizzazioni ed interventi turistico ricettivi. Tradotto, (cito sempre dal loro sito) individuare dove si possono fare alberghi, agriturismi, campeggi e ostelli, ma anche villaggi turistici e arie attrezzate per la sosta temporanea. Gli unici due grandi progetti in programmazione sono: il parco a tema sull’impero romano e l’accoglienza turistica. Il resto: il deserto delle idee intelligenti. Dunque, delle isole Portoghesi l'Architetto non sa dire niente, così come non sa nulla del nostro territorio. Ripete a pappagallo quello che è riportato sul loro sito, una sequenza di banalità sconcertanti, quali ad esempio la “vocazione turistica del nostro territorio” ecc. ecc. Delle isole artificiali nemmeno due parole, tranne che sono previste, ma commette l’errore di parlare di cose che nemmeno competono al suo Ufficio, tirando fuori un po’ di brillantina da sbattere negli occhi dei consiglieri digiuni di tutto, parlando di centralità, di corridoi della mobilità, di ponti sul Tevere, della quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino, dell'ovovia Eur-Ostia e di altre amene sciocchezze, come un libro dei sogni che invece è il libro degli incubi.
L’Architetto si risente quando i cittadini prendono la parola, forse perché abituata a fare monologhi di slogan pubblicitari senza contradditorio. I soliti noti spiegano all’Architetto che senza alcun riferimento cartografico, senza dati dimensionali o analisi serie sui flussi turistici sono tutte chiacchere e non è nemmeno carnevale. I riferimenti evocativi ai cittadini non interessano. Che Roma, ed in particolare Ostia e l’entroterra, abbiano un patrimonio storico-artistico di altissimo livello lo sanno benissimo. Proprio per questo i cittadini non capiscono come il rilancio del turismo del territorio si voglia costruire su un parco a tema in area archeologica. E’ come se si volesse abbattere il Colosseo per ricostruirne uno nuovo in plastica rifinito in tutte le sue parti.
L’Architetto addirittura parla di un campo da golf di 80 ettari (!!!), la cui reperibilità forse è possibile dove è prevista la centralità di Acilia-Madonnetta o abbattendo gli alberi della pineta di Castel Fusano. Non vale la pena di riportare l’elenco dello scioccheziaro di questo dirigente, così come il comportamento del Consigliere Bonvicini che sembra prepararsi a fare la controfigura dell’animale nel Circo Massimo del nuovo parco a tema sulla Roma Imperiale. Allo stesso modo non vale nemmeno la pena di raccontare che l’aula si è desertificata prima della votazione della mozione su cui i Capigruppo erano tutti d’accordo nel dire il proprio no alle isole artificiali, facendo mancare così il numero legale.
Vale invece la pena sottolineare un aspetto importante. Da mesi attendiamo il famoso decentramento amministrativo, che coinvolge anche le scelte urbanistiche, e su cui il PDL ha costruito tutta la campagna elettorale e ottenuto il consenso degli elettori. Risulta non pervenuto e non perverrà nemmeno a breve. Nel frattempo però gli appetiti degli affaristi del quartierino ostiense si sono fatti sentire sui tavoli che contano, lasciando la cittadinanza, l’imprenditoria sana e la politica sana di questo municipio fuori. Ad esempio l'Ing. Renato Papagni, che nella mattinata di ieri faceva il bulletto sull'importanze delle isole, sostenendo che ne stava discutendo sui tavoli che non erano quelli del Municipio, che, secondo lui, non conta nulla. Le cose allora sono due: o qualcuno non ha capito l'importanza del progetto delle isole artificiali o le isole artificiali sono, come direbbe Fantozzi, "una cagata pazzesca".
Ricordiamo che chi deciderà se si faranno o meno le isole artificiali sarà la cittadinanza attiva e seria di questo territorio e non i finti imprenditori sputtanati dalle Iene.

Rimaniamo comunque dell'idea che le cinque isole portoghesi sono solo un paravento per coprire la borsa degli affari sottobanco che riguardano altre cose che non sono le isole artificiali … che, come tali … sono come la canzone di Bennato … l’isola che non c’è.

lunedì 19 ottobre 2009

Sanatoria agli abusi dei Mondiali di Nuoto: la 'dolce Euchessina'.

Molte cose ci sarebbero da dire sulla storia dei Mondiali di Nuoto 09 che è stata costellata da eventi, grandi e piccoli, comportamenti oggettivamente virtuosi e altri oggettivamente condannabili. Oggettivamente perché, come dice Scalfari, così si rispetta la norma che condanna il peccato, ma non il peccatore. Non è questa la sede per analizzarli tutti. Sono contenta però del fatto che ci sono le avvisaglie di una piccola rivoluzione: la società civile ha vinto una battaglia, quella sugli abusi degli impianti privati. Quella sugli impianti pubblici è ancora in corso. I sedicenti imprenditori, a rischio zero, sono indagati per il reato penale di abuso edilizio. Come ha scritto il gip Donatella Pavone, in una delle ordinanze di sequestro “Nessun dubbio può sussistere circa la esistenza, ad oggi, del reato per cui si procede per le implementazioni (i lavori per la realizzazione delle strutture nel circoli romani interessati dai sequestri) in quanto gli interventi edilizi posti in essere erano da qualificarsi illeciti sino al giugno 2009, ma restano tali anche successivamente all’intesa data dal Comune di Roma e al nuovo provvedimento di raggiunta intesa del luglio 2009″. Malgrado gli ampi poteri dei Commissari Delegati che si sono avvicendati (A. Balducci e C. Rinaldi). Malgrado l’Ing. Claudio Rinaldi, nei poteri conferitigli da Bertolaso e Berlusconi, si sia timbrato e firmato da solo un decreto (d.c.d.6198 del 30 Giugno 2009) in cui si auto-autorizzava a poter fare tutte le varianti agli strumenti urbanistici esistenti, andando anche in deroga agli standard e prescindendo dall’intesa con l’Assessorato all’Urbanistica e dal parere del Giunta comunale di Roma, sostituendo, a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso. Malgrado l’intesa di Alemanno di Luglio 2009. Malgrado tutti i soldi pubblici concessi dall’Isituto di Credito sportivo anche ai privati … Insomma, malgrado tutto questo, la fionda di Davide ha fatto centro. La valenza etica di questo comportamento civico, oggettivamente virtuoso, è altissima, mentre è assolutamente bassissimo il valore etico della frase pronunciata, prima dei Mondiali di Nuoto, dal Sindaco Gianni Alemanno di “chiudere un occhio per il bene della collettività” e il comportamento che sta tenendo la Giunta, ed in particolare l’Assessore all’Urbanistica Marco Corsini, che ha sempre vantato di essere un uomo dell’Avvocatura dello Stato.
Forse dalla destra ci aspettavamo un gesto istituzionale in linea con la sbandierata loro vocazione legalitaria. Invece no. Rieccoci di nuovo di fronte all’ordinaria volgarità morale, quella di una amministrazione forte con i deboli e debole con i forti. Mentre l’amministrazione capitolina ogni giorno sforna comunicati stampa sulla lotta all’abusivismo commerciale, all’occupazione abusiva di case, all’immigrazione clandestina, va in onda il condono. E’ stato sufficiente che un imprenditore locale, dalle amicizia che contano, in corsa per le prossime regionali, inscenasse una finta protesta, poco originale in stile Cobas come è nella moda del momento, e salisse sul tetto del suo impianto sportivo abusivo, in un pomeriggio assolato, minacciando di gettarsi se non avessero tolto i sigilli posti a sequestro, che Corsini si precipita in Procura per tentare un accordo. L’accordo si trova. Vengono tolti i sigilli, il reato penale di abuso rimane, ma il Comune, con la scusa dei finti posti di lavoro e dei finti servizi alle famiglie, invece di costituirsi parte civile per i mancati pagamenti degli oneri concessori, decide per una sanatoria che consente la riapertura dei fidi bancari chiusi a seguito del sequestro. Cosa non da poco. Insomma, basterà pagare e tutto sarà risolto.
L'abusivismo speculativo è un cancro sociale, culturale ed economico di questo paese, l’unico al mondo con il record di 18 condoni. Una vera e propria industria e il modo prevalente di edificare. Dopo lo storico abusivismo per necessità si è passati dagli anni ottanta all’abusivismo come attività economico–speculativa. I condoni sono dei preziosi incentivi. L’aumento dell’abusivismo dopo ogni condono ne è la dimostrazione. Esso infatti è un elemento non marginale dell’economia sommersa che dovrebbe essere combattuta e invece viene sostenuta proprio da scelte come la sanatoria proposta da Corsini, che forse dimentica, nel suo ruolo di Assessore all’urbanistica, che si tratta per l’urbanistica e per le discipline che regolano il buon funzionamento del territorio di una ‘dolce Euchessina’.
Siamo ancora in pieno medioevo culturale in cui vige la simonia. L’amministrazione scende a patti con chi ha scempiato il territorio, e addirittura lucra con l'illecito, dimenticandosi che esiste un primario interesse collettivo al quale devono sottomettersi le ragioni dei privati. Ed è un comportamento oggettivamente condannabile quello di un amministratore, tutt’ora in servizio presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che lavora per smantellare lo Stato di diritto.

martedì 13 ottobre 2009

Mondiali di nuoto: opposizione in Campidoglio e Regione di chi siete servi ?

La notizia apparsa su Il Messaggero.it, secondo la quale per otto dei quindici circoli sportivi romani interessati dal sequestro di strutture realizzate in vista del mondiali di nuoto potrebbe prospettarsi a breve un'ipotesi di sanatoria, è un'ammissione che i permessi non c'erano né del Comune, né della Regione, come abbiamo sempre sostenuto e denunciato. Si ammette dunque che il reato c'è.

Chiediamo all'opposizione in Campidoglio e alla Regione Lazio di prendere una posizione chiara su questa ipotesi. Altrimenti anche loro appartengono al popolo del fare: un esercito di servi dell'illegalità.

Questo paese è sempre più senza decenza e senza pudore. L'ennesima sanatoria di tutte le violazioni, come premio ai disonesti.

Dicono che gli italiani non abbiano il senso dello stato. E come potrebbero averlo se questa è la classe politica ?

Non veniteci a chiedere i voti.