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domenica 7 novembre 2010

A Giovanni Zannola, segretario del Circolo PD di Ostia Antica

Caro Giovanni,

Ho seguito con molto interesse le tue dichiarazioni nella trasmissione andata in onda ieri (in replica oggi) su Radio Popolare in cui si parlava del XIII Municipio.

Riporto, per chi non l'avesse seguita, le tue dichiarazioni relativamente alla contestazione pacifica avvenuta durante la commemorazione dei 35 anni dalla morte di Pasolini, in cui è stato deposto un cuscino di fiori davanti alla stele del grande intellettuale proprio in concomitanza con la deposizione della corona da parte di Alemanno. Dopo la presentazione da parte della giornalista in cui afferma che hai deposto il cuscino di fiori, hai dichiarato: "L’ho firmata e la condivido per una stima e anche un apprezzamento su Pasolini, anche perché è giusto costruire un rapporto anche sul pensiero con le altre forze politiche. L’ho molta apprezzata anche perché rispetto a Pasolini la politica è un po’ lontana, almeno negli ultimi anni. Parlare anche di lui significa respirare il pensiero di un territorio in cui ci sono molte difficoltà".

Premesso che tu non c'eri affatto (così come tutti i dirigenti del PD XIII), premesso che nessun dirigente del PD XIII (di cui anche tu fai parte) ha firmato e sottoscritto questo gesto, premesso che il gesto è stato firmato e sottoscritto solamente da Simona Mignozzi (referente IDV XIII Municipio), Leonardo Ragozzino (referente SeL Ostia Levante) e da due dirigenti del PD (Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio del IV Municipio e da me), premesso che nessun dirigente del PD XIII Municipio ha scritto successivamente un comunicato stampa di appoggio, ad eccezione del consigliere del XIII Municipio, Giuseppe Sesa (che ne ha scritto uno congiuntamente con il consigliere regionale Enzo Foschi), personalmente ritengo le tue dichiarazioni vicine allo "sciacallaggio politico". Sono certa però che la prossima volta sottoscriverai davvero "gesti politici" come quello del 2 Novembre e che sarai dei nostri.

mercoledì 3 novembre 2010

Decentramento XIII Municipio: tra farsa e tragedia il progetto pilota.

"Oggi sarà calendarizzata la delibera che concede l'autonomia al XIII municipio”, così si è espresso stamani, durante la commemorazione a Pasolini, il Sindaco Gianni Alemanno. Stupefacente come sia considerata una notizia dai maggiori quotidiani nazionali, visto che la stessa frase la disse un anno fa. Vale la pena anche ricordare che la bozza iniziale del regolamento sul decentramento è stata redatta da Vizzani, da A. Paltoni, PD e Presidente della Commissione Decentramento, e dagli uffici di Roma, ma mai discussa in Commissione, secondo quanto ha affermato in aula più volte il consigliere del PDL T. D’Annibale, vicino all’Ass. Davide Bordoni. Era infatti il 24 Novembre 2009, quando tutta la giunta capitolina venne ad Ostia per il 'decentramento-day', spendendo circa 217 mila euro per imbandierare il litorale romano, fare una “romanella” alle strade e ai giardini dove passava Alemanno, pubblicare opuscoli e attaccare manifesti, pagare centinaia di uomini delle forze dell'ordine nonché organizzare la maxi cena per 1000 invitati, in prima fila gli imprenditori che avevano pagato la campagna elettorale del centro-destra. “Una svolta epocale”, disse il minisindaco del XIII Municipio G. Vizzani, durante la finta consegna dei nuovi poteri al XIII Municipio, viste le parole del Sindaco oggi. La delibera, quella della Giunta Comunale, fu annunciata prima a fine luglio 2009, poi a metà settembre 2009 e infine inscenata il 24 Novembre 2009. Non è mai stata seguita da quella del Consiglio Comunale, che oggi Alemanno promette di 'calendarizzare'. Dunque la “delibera sul decentramento, che attribuisce al minigoverno di Ostia, maggiori poteri e autonomia gestionale e di intervento su tutte le questioni primarie che interessano la cittadinanza locale” era stata scritta solo per far spendere un bel po' di soldi ai cittadini di Roma ? Secondo quanto dichiara oggi Alemanno è falso ciò che è stato dichiarato il 24 Novembre e cioè che: “la delibera introduce la compartecipazione sulle scelte che riguardano il territorio a fronte del parere non vincolante che i rappresentanti istituzionali di Ostia detengono oggi, in più e introduce inoltre un sistema premiale per le entrare tributarie del municipio, introducendo un piccolo federalismo fiscale. Con questa delibera diamo piena autonomia ad Ostia per il governo di prossimità della vita quotidiana dei cittadini, ma il decentramento sarà controbilanciato da un maggior controllo e da una maggiore vigilanza del Comune, fino ai poteri sostitutivi”. Un progetto pilota che è diventato una farsa. 

martedì 2 novembre 2010

Pasolini, IDV-PD-SEL: "Commemorazione strumentale a speculazione urbanistica


"Dopo due anni e mezzo di totale silenzio dall'insediamento di questa amministrazione di centro-destra su P.P. Pasolini, è davvero singolare che si commemori oggi la morte, e non la vita, di uno dei più grandi intellettuali che il nostro Paese abbia avuto, presentando al pubblico il progetto di riqualificazione di Torre San Michele e dell’area circostante attraverso fotografie, rendering e tavole architettoniche. A prescindere dal fatto che l'area non è ancora nella disponibilità dell'amministrazione comunale e che per ammissione dello stesso Sindaco non ci sono i fondi, la scelta operata appare come un'operazione di marketing subdolo, nella scia del revisionismo storico che imperversa in Italia in questi anni e che è inaccettabile perché irrispettoso della vita e del pensiero di un autore "scomodo" e dichiaratamente di sinistra, che certo non apprezzerebbe diventare testimonial di una amministrazione post fascista" lo dichiarano in una nota congiunta Leonardo Ragozzino, coordinatore SEL Ostia Levante, Simona Mignozzi, coordinatore municipale Idv XIII Municipio, Riccardo Corbucci e Paula De Jesus, dirigenti del Partito Democratico. "Per questa ragione e soprattutto per il fatto che Pasolini ha speso parte delle sue energie intellettuali per ridare dignità e diritti di cittadinanza alle borgate e non per eliminarle "manu militari" (vedi vicenda idroscalo e non solo), oggi abbiamo depositato pacificamente, durante la commemorazione ufficiale, una corona di fiori con la scritta: "Dopo il corpo hanno ucciso anche il tuo pensiero".

martedì 26 ottobre 2010

Malagò e i suoi fratelli - 1a puntata

Dopo “i titoli di coda, i ringraziamenti e i saluti” dello sciocchezzario vario e telecomandato su internet e sui quotidiani nazionali da parte di perfetti incompetenti, apriamo il capitolo delle cose serie sulla telenovela “Malagò e i suoi fratelli”.

Non sappiamo se Malagò abbia fratelli carnali (e non ci interessa), di certo sappiamo che ne ha molti ‘acquisiti’, e di questi vogliamo parlare.

Ben due delibere della Giunta del Comune di Roma (la 196 del 30 giugno 2010 e la 290 del 22 settembre 2010) vengono partorite per salvare l'Aquaniene di Giovanni Malagò, esattamente dopo un anno dai Mondiali di Nuoto Roma 2009. Due delibere fatte alla ‘meno peggio’ (per essere gentili) che occultano quella del Consiglio Comunale nr.85 del 21 maggio 2007, l'unica che doveva regolamentare l'approvazione del piano delle opere e degli interventi previsti per lo svolgimento dei Mondiali di Nuoto Roma '09. Nella delibera n°85 infatti si subordinava l'autorizzazione degli interventi proposti da soggetti pubblici o privati alla sottoscrizione di atto d'obbligo di ultimazione dei lavori, collaudo degli stessi e omologazione da parte della Federazione Italiana Nuoto, entro il 31 marzo 2009. In altre parole, gli impianti dovevano essere pronti almeno 3 mesi prima del Grande Evento, fissato per il 18 luglio 2009. Che senso avrebbe avuto infatti fare delle piscine per i Mondiali a gare iniziate ? In fondo con 4 anni di anticipo e l'impiego della Protezione Civile, dotata di poteri e fondi straordinari, il problema delle lungaggini burocratiche avrebbe dovuto essere risolto. Invece non è stato così. Giovanni Malagò (ma non solo lui) ha potuto fare per l’Aquaniene come meglio gli è parso, grazie alla benevola compiacenza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Le date parlano chiaro: il collaudo statico è stato depositato il 4 agosto 2009, cioè ben 5 mesi dopo, mentre il collaudo tecnico-amministrativo è addirittura del 24 febbraio 2010, cioè un anno dopo ! Ora, se, come sostiene il Comune di Roma, l'Aquaniene è un impianto pubblico, questi due episodi sono ancora più gravi perché i collaudi prevedono l'esame, le verifiche e le prove necessarie ad accertare la rispondenza tecnica delle opere eseguite alle prescrizioni del progetto e del contratto e delle eventuali perizie di variante approvate prima dell’impiego della struttura per i Mondiali di Nuoto, che però si sono tenuti a Luglio 2009.

Sempre studiando le carte, risulta anche che i progetti dell'Aquaniene sono pervenuti con fortissimo ritardo al Comune di Roma: il progetto di realizzazione, ad esempio, il 12 aprile 2010; il progetto architettonico esecutivo il 4 maggio 2010; il progetto architettonico definitivo il 10 maggio 2010, tanto che il provvedimento di validazione del progetto è stato firmato dal Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde – Promozione dello Sport il 4 giugno 2010, giusto in tempo per fare la prima delibera salva-Aquaniene del 30 giugno 2010. Quindi dopo i Mondiali di Nuoto !

A peggiorare le cose, le dichiarazioni dell'avvocato Carlo Longari, legale di Giovanni Malagò, che ha dichiarato che il certificato di agibilità dell'Aquaniene è stato protocollato il 28 dicembre 2009 dal Comune di Roma. Lui stesso ricorda come il d.P.R. 380 del 2001 (Testo Unico per l'Edilizia) stabilisca che, decorsi 60 giorni, si forma il silenzio-assenso, ma dimentica che la richiesta deve essere presentata, in carta bollata, al Sindaco entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori. Ciò vuole dire che i lavori dell'Aquaniene sono terminati almeno il 14 dicembre 2009, cioè 8 mesi dopo quanto previsto dalla Delibera nr.85 !

Vale la pena ricordare, a chi lo ignora, che il rilascio del certificato serve ad attestare che sono state rispettate tutte le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto disposto dalla normativa vigente.

Insomma, sempre secondo la delibera n°85, all'Aquaniene dovrebbe essere ritirata la concessione, soprattutto ora che Alemanno lo ha dichiarato impianto pubblico. Tutte queste irregolarità, se le avesse compiute un semplice cittadino, avrebbero comportato l'immediato sequestro del cantiere, invece Giovanni Malagò ci ha costruito dentro pure un ristorante, dove Giovedì 21 ottobre alle 19:30 si è svolta una 'bicchierata' per il dissequestro dell'impianto. Chissà se c'erano Letta ed Alemanno.

Cronologia:

31 marzo 2009 - consegna impianti

04 agosto 2009 - collaudo statico

14 dicembre 2009 - fine lavori

28 dicembre 2009 - protocollo certificato di agibilità

24 febbraio 2010 - collaudo tecnico-amministrativo

12 aprile 2010 - progetto di realizzazione

04 maggio 2010 - progetto architettonico esecutivo

10 maggio 2010 - progetto architettonico definitivo

04 giugno 2010 - validazione del progetto da parte del Comune

30 giugno 2010 - prima delibera salva-Aquaniene

sabato 23 ottobre 2010

Porto di Roma: dopo Gianni e Pinotto, Gianni Pinocchio.

Dopo aver smascherato le bugie di Alemanno sull'Idroscalo, adesso è il turno di quelle sull'ampliamento del Porto di Roma , più noto come il Porto Turistico di Ostia.

La Giunta capitolina afferma che ha per ora approvato solo una delibera che prevede il "Progetto dell'ampliamento del Porto di Roma".

La società ‘Porto Turistico srl’, che viene indicata dal Comune come l’attuale gestore del porto e come colei che si occuperà della sua riqualificazione, ha dichiarato di voler donare 1.000.000 di euro per il restauro di Tor San Michele (in totale, ne servono 2 di milioni, secondo quanto dichiara sempre il Comune).

Salta però subito all’occhio che il titolare della concessione dell'area è la "Attività Turistiche Imprenditoriali srl" (in breve "A.T.I. srl", con sede legale in Via Capo Palinuro 10/12), la cui attività è la costruzione e gestione del Porto Turistico di Ostia. A meno che l'ampliamento sia inteso come un nuovo porto, cosa c’entra dunque la 'Porto Turistico srl' (con sede in Largo del Porto di Roma, 5) ? Per altro, l'attività di quest'ultima non risulta essere stata dichiarata all'ufficio del Registro delle Imprese, mentre l'archivio anagrafico dell'Agenzia delle Entrate recita: "altre attività connesse ai trasporti per via d'acqua".

La 'Porto Turistico srl' dunque non gestisce il porto, contrariamente a quanto dichiara il Comune di Roma, né può realizzarne un ampliamento, per cui la domanda sorge spontanea: di che cosa si occupa ? Probabilmente di filantropia e mecenatismo: dona infatti 1 milione di euro al Comune. Ma per fare cosa, visto che Tor San Michele non solo non è del Comune di Roma, ma ricade addirittura su area demaniale ?

Alemanno ha una predilezione per le bugie soprattutto in tema demaniale: sono mesi infatti che sostiene che l'Idroscalo di Ostia sia diventato del Comune di Roma e quindi, sempre secondo il Sindaco, anche Tor San Michele. Niente di più falso. Le tappe del federalismo demaniale, incluso in quello fiscale, prevedono che, solo il 21 marzo 2011, un apposito Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarerà l’assegnazione dei beni demaniali agli enti territoriali che, entro il 21 gennaio 2011, avranno presentato una richiesta motivata di attribuzione all’Agenzia del Demanio. Ad oggi c'è solo la delibera nr.100 della Giunta Comunale dell’8 Aprile 2009, un semplice Protocollo d’Intesa tra l’Agenzia del Demanio e il Comune di Roma nella quale è inclusa la “porzione di area e fabbricati censiti a patrimonio dello Stato con scheda RMB0886 denominata Aeridroscalo di Ostia, sita in Ostia (RM) alla via degli Atlantici". Nulla di più.

Cosa lega dunque il Porto di Ostia a Tor San Michele ? Perché un ampliamento del porto dovrebbe favorire il restauro di un monumento del Demanio ? Tralasciando la boutade della filantropia e del mecenatismo, a cui non crede nessuno, va sottolineato che dietro a tutta questa operazione ci sono i fortissimi interessi dei cantieri navali e il loro ampliamento ai danni dell'abitato dell'Idroscalo di Ostia, terreni su cui il Comune non avrà competenza, almeno fino al 2013.

Sono anni che le amministrazioni, di centro-destra così come di centro-sinistra, vogliono abbattere tutto l'abitato dell'Idroscalo, raddoppiare i cantieri navali esistenti, fare un misero parco fluviale e creare un edificio-faro alla punta dell'Idroscalo, con tanto di ristorante e molto altro. Un piatto ricco e appetibile per molti, anche per gli ambientalisti, visto che l'attuale area della LIPU verrà ingrandita. Solo che c’è un ostacolo ed è quello del Demanio. Infatti, affinché i terreni possano passare al Comune di Roma, devono essere presentati progetti concreti per quelle aree (disponibilità economica, fruibilità pubblica, sostenibilità ambientale, etc.).

Ed è proprio qui che si inserisce il Porto di Ostia: progettato malissimo, tant’è che si insabbia l'ingresso, presenta un progetto per un nuovo braccio a mare al fine di raddoppiare i posti barca e competere con il nuovo e vicinissimo Porto di Fiumicino.

Uno scambio dunque fra le parti: il porto eroga finanziamenti al Comune per il suo progetto e il Comune rende il favore deliberandone l'ampliamento, così i cantieri navali potranno ampliarsi.

Cosa accadrà è tutto da vedere, anche perché l’iter prevede almeno una ventina di autorizzazioni e nulla osta di altri Enti. Non va dimenticato per altro che l'area del porto è ancora a rischio idrogeologico R4 (rischio massimo) per la mancanza di un argine mai costruito e che il Porto di Ostia non ha mai ottemperato ai suoi doveri previsti nella concessione: la caserma della Guardia di Finanza, dileguatasi nelle nebbie, e tutta la viabilità pubblica esterna, retrostante il porto, da via dell'Idroscalo a via Carlo Avegno, che, contrariamente a quanto previsto, sarà pagata con i soldi pubblici presi dalle casse del Comune di Roma.

In attesa della prossima bugia di Gianni Pinocchio, rivediamoci "gli allegri naviganti".

martedì 5 ottobre 2010

Zaha Hadid e i Faraoni

Il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato a Roma da Zaha Hadid Architects ha vinto lo Stirling Prize, il prestigioso premio conferito ogni anni dal Royal Institute of British Architects (RIBA). Molte difficoltà realizzative, risolte dagli ingegneri. Costo al mq pari a 7100 euro (che si abbassa a poco meno di 3700 euro al mq se consideriamo che la cifra totale comprende anche la sistemazione degli esterni). Costo totale di 150 milioni di euro per un progetto di 21.200 mq di spazi interni, 19.640 mq di spazi esterni, 113.000 mc realizzati. Tra i 200.000 e i 400.000 visitatori previsti l’anno, ma nessun miglioramento di infrastrutture per il quartiere (che si è paralizzato nella giornata di apertura gratuita al pubblico). Servono queste spese per fare UN MUSEO e per sostenere che non ci sono i soldi per finanziare altri 1000 MUSEI ? Serve alla città ? Si integra urbanisticamente ? Per altro tutti i meriti sono andati all’archistar anglo-irachena Zaha Hadid, pagata, a quanto si mormora nell’ambiente, 8 milioni di euro, mentre nessuno ha celebrato i meriti degli ingegneri italiani che hanno reso possibile la costruzione del Maxxi sulla sola idea di un archistar (per inciso, lo Studio Progettazione Croci che alla fine del 2002 vinse in appalto integrato la progettazione strutturale dell’edificio). Zaha Hadid fa molte di queste cose, per esempio si prepara a ridisegnare il waterfront di Salerno. È attesa a breve la demolizione dei Magazzini Generali che cederanno il posto alla Stazione Marittima, “un’ostrica di luce sospesa tra il cielo e il mare”. Opere faraoniche, come la Stazione dei Vigili del Fuoco a Basilea, più simile ad una istallazione temporanea che ad un edificio di pubblica utilità, visitata quotidianamente da centinaia di persone ma utilizzata per soli due anni a causa di alcuni aspetti poco funzionali per i Vigili del Fuoco (nella foto). L'architettura è davvero al servizio della città ? Calatrava docet.

Aquaniene, Corbucci-de Jesus: "Sequestro per mancato rispetto delle clausole di concessione del terreno"

"Le motivazioni delle sentenza del Riesame con cui è stata respinta la richiesta di dissequestro del circolo sportivo Aquaniene, nonostante l'ennesime delibera salva-abusi di Alemanno, confermano come la concessione temporanea del terreno comunale su cui è sorto l'impianto fosse subordinata ad alcune clausole che non sono state rispettate" lo dichiarano in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio e Paula de Jesus, urbanista del Partito Democratico. "Vale la pena di ricordare la storia dell'Aquaniene" spiega Paula de Jesus "con delibera della Giunta Comunale n. 330 del 18 luglio 2007, il Comune di Roma ha concesso alla A.S.D. Circolo Canottieri Aniene l'area già denominata "Palaparioli" sita nel Municipio Roma II, per la realizzazione di un impianto natatorio funzionale per i Mondiali di Nuoto del 2009, su esplicita richiesta del Commissario Delegato avvenuta in data 12 giugno 2007, in forza della deliberazione del Consiglio Comunale n. 85/2007 del 21 Maggio 2007 con cui si dava inizio all’avventura dei Mondiali di Nuoto ’09 a Roma. Con verbale del 6 agosto 2007 prot. n. 30437 del 7 agosto 2007, si è proceduto alla consegna provvisoria delle aree"."La concessione temporanea del terreno era subordinata ad alcune condizioni" continua Riccardo Corbucci "l'accertamento in merito al vincolo della compatibilità ambientale P.T.P. n. 15/8 "Valle del Tevere", l'espletamento della Conferenza di Servizi, finalizzata alla validazione del progetto esecutivo, la perfetta rispondenza dei requisiti richiesti nella delibera n. 85/2007. Quest'ultima, in particolare, richiedeva tassativamente l'acquisizione di atto d'obbligo di ultimazione dei lavori, collaudo degli stessi e omologazione da parte della Federazione Italiana Nuoto entro il 31 marzo 2009". "Come rilevato anche dalla magistratura, la realizzazione dell’impianto dell’ Aquaniene non ha soddisfatto tutti questi requisiti. Infatti, l'area dove sorge l’impianto natatorio è, tutt’oggi, sottoposta a vincolo ambientale; l'inaugurazione dell'impianto è avvenuta il 24 aprile 2009 con gli impianti ancora non funzionanti, visto che l'apertura al pubblico è avvenuta, e solo parzialmente, sei mesi dopo" continuano Corbucci e De Jesus "sicuramente però non il 31 Marzo, come richiesto dalla delibera 85/2007. Persino la validazione dei progetti esecutivi (ai sensi ex art.47 del DPR 554/99) è avvenuta solo il 4 giugno 2010, cioè oltre un anno dalla fine dei Mondiali di Nuoto, da parte del Dipartimento Tutela Ambiente e Verde - Promozione dello Sport (prot. n.2725)". "Si potrebbe poi aggiungere che su un terreno pubblico si esercitano attività commerciali che non sembrano avere alcuna funzione pubblica" continuano i due esponenti del PD "al contrario di quanto avveniva con il Palaparioli che era uno spazio espositivo fino al 2007, costituito da una elegante e funzionale tendostruttura di circa mq. 5.000, circondata dal verde, in grado di ospitare Fiere, Mostre ed Eventi di medie dimensioni, nonché convegni e convention. Un vero e proprio spazio pubblico di cui oggi sentiamo profonda nostalgia e che aveva una funzione pubblica assai diversa del pur bellissimo e tecnologico impianto dell'Aquaniene".

martedì 28 settembre 2010

Corrado Ruggeri: Bisanzio al Corriere della Sera.

Articolo 3 della Costituzione: la legge eguale per tutti. Ma su questo articolo la testa di molti s’alza, o s’abbassa, a seconda. Come quella di Corrado Ruggeri, capocronista dell'edizione romana del Corriere della Sera. Mentre scrive che “la gente proprio non lo capisce come non si possa fare in 48 un lavoro onesto e concreto di amministrazione della città, e perché mai la gente dovrebbe rieleggere, anche con Roma Capitale, 60 consiglieri, riproponendo un gigantismo che sa di Bisanzio”, dall’altra afferma di non capire “la scelta di non concedere il dissequestro dell'Aquaniene”, ennesima dimostrazione di “Bisanzio a Roma”.

Corrado Ruggeri è la prova che, a prescindere dal fatto che si tratti di affari piccoli o affari criminosi, ancora una volta la stampa viene usata dai politici e dai potenti “come manganello” per liquidare l’avversario di turno, in questo caso la Procura di Roma. D’altronde legalità e morale pubblica non sono imperativi essenziali nemmeno per Ruggeri, a causa della memoria corta oltre che selettiva: i misfatti dei politici e dei potenti evaporano presto, i buoni esempi mancano e di rado le sentenze giudiziarie sfuggono al destino d’esser subito degradate a pareri, opinabili come ogni parere, come ben scrive B. Spinelli ieri su La Stampa. Mentre da una parte si chiede di restaurare la cultura della legalità, dall’altra si chiede l’eccezione per gli amici potenti.

La corruzione più grave risiede proprio in questo, una vera e propria corruzione cerebrale (perché intellettuale mi pare un complimento). L’importante è riabilitare gli amici e se serve usare strumentalmente, cinicamente e vergognosamente anche i portatori di handicap allo scopo lo si fa, come ha fatto Ruggeri.

Non è vero come Ruggeri scrive che i cittadini non capiscono. I cittadini capiscono eccome, tanto è vero che sono stati proprio loro, non i giornali prezzolati, a far uscire lo scandalo dei Mondiali di Nuoto legato a speculazioni edilizie, a milioni di euro pubblici sperperati per foraggiare privati amici di politici corrotti e ad una indecente Protezione Civile guidata da Bertolaso, su cui Ruggeri però non ha speso una parola.

La prossima volta non chieda ai cittadini di scendere in piazza per la legge bavaglio, caro Ruggeri. Lei non se lo può permettere.



L'articolo di Ruggeri: http://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=481901870268#!/notes/comitato-civico-duemilatredici/corrado-ruggeri-un-servo-del-potere-annacquato-dai-mondiali-di-nuoto/445991163446

domenica 26 settembre 2010

Aquaniene, Corbucci-de Jesus: "Riesame non si è fatto impressionare da testimonial sportivi e politici"

"Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di dissequestro del circolo sportivo presentata dai legali dell'Aquaniene. Non sono servite quindi la manifestazione degli atleti con testimonial le medaglie d'oro del nuoto e l'ennesima memoria di giunta salva-abusi approvata l'ultimo giorno utile dalla giunta Alemanno" lo dichiarano Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV municipio e Paula de Jesus urbanista e firmataria del ricorso al Tar contro le delibere salva-abusi. "La giustizia deve poter fare il suo corso. L'amministrazione Alemanno ha dimostrato di non voler risolvere i problemi, preferendo generiche delibere salva-abusi in spregio ai milioni di euro di oneri concessori che il Comune di Roma avrebbe dovuto incassare dagli impianti sportivi" spiega Corbucci "sugli impianti pubblici sosteniamo con convinzione l'azione alla Corte dei Conti già preannunciata dal WWF. Augurandoci che venga sostenuta da tutte le associazioni ambientaliste". "Non c'è nulla di pubblico in impianti destinati a pochi privilegiati che applica tariffe elevatissime" continua Paula de Jesus "per noi le opere pubbliche sono quelle destinate a tutti i cittadini con tariffe agevolate, progetti di integrazione, collaudi in regola e soprattutto il rispetto delle norme vigenti".

venerdì 24 settembre 2010

Aquaniene, PD: "ricorreremo al Tar anche contro nuova delibera salva abusi"

“Apprendiamo, secondo quanto riferisce l’ApCom, che ieri sera c’è stata l’ennesima vergognosa delibera di giunta per salvare il circolo Aquaniene e gli impianti posti sotto sequestro dall'azione della magistratura” lo dichiarano in una nota Riccardo Corbucci e Paula de Jesus, esponenti del PD e fra i proponenti del Ricorso al Tar contro le precedenti ordinanze e delibere salva-abusi varate da Alemanno e Berlusconi.“Nell'atto promulgato dal Campidoglio si approva, con effetto ora per allora, il progetto esecutivo presentato dall'Aquaniene. Per questa ragione ci vedremo costretti a ricorrere nuovamente al TAR del Lazio contro l’ennesima delibera che ha come unico scopo quello di sanare gli abusi senza far sborsare un euro di oneri concessori. Augurandoci che questa volta l'esito possa essere positivo vista anche la promozione di Pasquale De Lise” continua Silvia Di Stefano, coordinatrice del circolo Pd Settebagni dove è sorto il Salaria Sport Village e fra i firmatari del primo ricorso al Tar.“Siamo al ridicolo. Non si è mai visto che una delibera che nessuno ha ancora visionato, sia invece in mano ai legali del circolo Aquaniene, depositata al tribunale del riesame l'ultimo giorno utile” continua Riccardo Corbucci, vicepresidente del Consiglio del IV Municipio “secondo quanto si apprende dalle agenzie, la delibera chiede "di riservare analogo provvedimento per altri quattro impianti natatori pubblici". Noi continuiamo ad augurarci che alla magistratura sia consentito di fare il proprio lavoro fino in fondo, accertando tutte le responsabilità, anche quelle enormi della politica".

domenica 19 settembre 2010

PD XIII: mentre tu ti rimbocchi le maniche io mi rimbocco la coperta.

“Rimbocchiamoci le maniche”. E’ questo lo slogan scelto dal PD per la nuova campagna di comunicazione. Il PD si pone “come il vero schieramento del fare, concretamente, seriamente, responsabilmente e umilmente, tutto ciò che necessario per vivere giorni migliori”

Forse non tutti sanno che l’espressione “rimbocchiamoci le maniche” è la traduzione italiana dal dialetto neretino che letteralmente significa piegare le maniche attorno al braccio rafforzandole con pieghe multiple, e che metaforicamente significa darsi da fare perché la manica costituisce un impaccio, perciò va ridimensionata.

E’ decisamente un’espressione evocativa forte perché prelude nell’immaginario anche al venire alle mani. In effetti l’istinto ci sarebbe quando si legge sul sito del PD XIII che, mentre in altri Municipi di Roma si volantina da giorni davanti alle scuole e nei mercati sui grandi e gravi problemi che attanagliano i cittadini, nel XIII Municipio non si volantina affatto (malgrado la riapertura scolastica sia una delle più brutte dal dopoguerra e il XIII sia il secondo municipio più giovane di Roma con fortissimo deficit di aule), ma si organizza un seminario di formazione sulla comunicazione dal titolo “Comunicare la politica”.

Interessantemente inutile o inutilmente interessante, a seconda del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Mentre qualcuno si “rimbocca le maniche”, qualcun altro parla del sesso degli angeli. In effetti, se prima dormivano a casa, ora dormono ai seminari. Mentre studiano come comunicare, qualcuno può dirgli cosa comunicare ?

Certo però che l’espressione “schieramento del fare” non è proprio una grande idea comunicativa. Echeggia destrorsi pensieri. Ma il coordinatore del PD XIII, Giuliano Droghei, ha le idee chiare: “Il ‘non fare’ a volte può danneggiare più del “fare male”. Amen.

venerdì 3 settembre 2010

L'ennesima vampa d'agosto su Roma Capitale

Questa amministrazione viaggia nel caos più assoluto, mostrando tutta la sua incapacità. Il 7 maggio 2009 Berlusconi ed Alemanno hanno presentato la bozza dell’ordinamento di Roma Capitale all’interno della Carta delle Autonomie locali, un colpo al cerchio della Lega e uno alla botte di AN, finito in un bel spezzatino politico. Il 20 Luglio 2010 il Comune di Roma all’unanimità ha presentato la proposta che modifica la bozza del primo decreto attuativo per la riforma dello status del Comune nell’ottica di ridurre i costi della politica: meno consiglieri, meno assessori, meno municipi. Secondo il testo governativo i Municipi infatti dovevano passare da 19 a 12, ma il Comune di Roma ha proposto che “il numero, comunque inferiore a quello attuale, viene individuato dallo statuto di Roma Capitale in modo da garantire l’efficace ed efficiente espletamento delle funzioni di loro competenza, nonché una conseguente riduzione dei costi”. Ora, il buon funzionamento della pubblica amministrazione non è un obiettivo bipartisan, ma è strettamente correlato all’impostazione politica complessiva di chi governa. Come un problema di “finanza” si sposi con l’urbanistica rimane però un mistero.

Gli accorpamenti proposti modificano di fatto i cardini del piano regolatore, a partire ad esempio dalle Centralità, che andrebbero ricalibrate, ma soprattutto salta il concetto di 'periferia' che Alemanno, con i suoi architetti compiacenti, vuole demolire, delocalizzare, densificare, verticalizzare … ma anche no. Alcuni Municipi oggi sono 'periferia', ma se uniti ad altri interni alla cinta del GRA non manterrebbero più la stessa vocazione urbanistica, a meno di creare un secondo livello all’interno del medesimo Municipio. Per fare un esempio concreto il Municipio XIII, che ad oggi non riesce nemmeno a ricucire urbanisticamente Ostia con il suo entroterra, avrebbe dei nuovi e più ampi confini sulla base di un progetto turistico, quello del Secondo Polo, cioè un’”unità di misura” che non si applicherebbe però per tutti i Municipi. Con lo stesso principio allora non si capisce a questo punto perché non creare un solo "Municipio del Fiume" lungo tutta l’asse del Tevere da Castel Giubileo ad Ostia per coerenza e vocazione turistica, con grandi risparmi di costi. Rimane dunque un mistero come si sposino esigenze funzionali, amministrative e urbanistiche tra di loro. In tutti i workshop (presunti) urbanistici che questa amministrazione ha svolto in questi due anni e mezzo non si è mai parlato del ridisegno della città secondo questa 'innovazione'. Più che amministratori sembrano imbanditori di tavole d’affari o sarebbe meglio dire un modo per rimanere in sella altri 5 anni dopo la scadenza. Più che amministratori sembrano dei contabili creativi. La città è un luogo della vita umana, non una partita doppia.

sabato 21 agosto 2010

Mondiali di Nuoto, Corbucci-De Jesus (Pd): "pericoloso l'utilizzo del Polo Natatorio in assenza di collaudo e assicurazione"

"Dopo le fandonie che campeggiano sui manifesti affissi abusivamente dal Sindaco Alemanno sui presunti 'impegni mantenuti', ancora non abbiamo visto quello sui tre impianti pubblici sorti per i Mondiali di Nuoto Roma '09"" affermano Riccardo Corbucci e Paula De Jesus del Pd.

"I cittadini attendono dopo un anno dalla fine dei Mondiali l'apertura al pubblico così come promesso dal Sindaco durante le finte inaugurazioni del 2009. Non è bastato l'abuso da parte della Protezione Civile dello strumento delle deroghe per i Grandi Eventi per avere tre impianti non terminati, chiusi al pubblico e costati complessivamente il doppio di quanto preventivato. Si è aggiunta anche la beffa per i cittadini romani: mentre Alemanno taglia servizi essenziali per la cittadinanza, al contempo stanzia milioni di euro a copertura di ulteriori spese per gli impianti natatori pubblici. Perché non ci pensa il Governo a saldare il conto visto che è stata la Presidenza del Consiglio a dichiarare Roma 2009 un'emergenza?" – continua Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio dove è sorto l'impianto abusivo del Salaria Sport Village.

"E' davvero incredibile come il primo cittadino, a capo della Protezione Civile di Roma, la utilizzi come un gendarme per fare sgomberi spesso illegittimi come all'Idroscalo di Ostia con la scusa dell'incolumità pubblica, non preoccupandosi invece del fatto, ad esempio, che all'interno del Polo Natatorio di Ostia di proprietà comunale e ancora non collaudato, si tengano gare in presenza di pubblico senza alcun controllo da parte della concessionario FIN. Saremmo curiosi di sapere se esiste un'assicurazione a tutela del pubblico" spiega Paula De Jesus, fra i primi a denunciare gli abusi dei Mondiali di Nuoto e l'aumento dei costi degli impianti pubblici.

"Se lo stesso Castellucci, responsabile dell'impianto di Ostia, è costretto ad ammettere che non ha il permesso per fare entrare più di 200 persone, senza riuscire però a controllarne il numero effettivo, perché Alemanno nel luglio 2009 ha invece permesso che si svolgesse la serata inaugurale con 1.000 invitati, affidandone l'organizzazione al progettista Renato Papagni? Se i mondiali di nuoto sono stati il banco di prova per testare l'incapacità dell'attuale amministrazione, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere per le Olimpiadi 2020" concludono Corbucci e De Jesus.



venerdì 30 luglio 2010

Idroscalo di Ostia: fissata la data per aggiudicare la gara della scogliera a mare.

L'11 Agosto alle ore 10:30, presso la Regione Lazio, verranno aperte le buste economiche relative alla gara per la realizzazione della scogliera a mare a difesa dell'Idroscalo di Ostia. "E' la prova che esiste il modo per proteggere dalle mareggiate l'Idroscalo e che non c'era alcun bisogno di procedere alle demolizioni comandate da Alemanno il 23 febbraio scorso" - afferma Paula de Jesus, urbanista di LabUr ed esponente del PD. "Ci aspettiamo a questo punto - conclude Andrea Schiavone, Presidente di LabUr - che anche il Comune di Roma realizzi a fiume l'intervento incluso nella finta ordinanza sindacale di Protezione Civile usata a febbraio e non pubblicata, come per Legge, all'Albo Pretorio. A questo punto, se ci saranno ulteriori ritardi, denunceremo il Sindaco Alemanno per procurato pericolo".

domenica 25 luglio 2010

Mondiali di Nuoto, Corbucci-De Jesus (Pd): "presenteremo ricorso al Tar contro delibera salva-abusi"

“Presenteremo ricorso al Tar del Lazio contro la delibera del 30 giugno 2010 del Sindaco Gianni Alemanno. Il Comune di Roma deve recuperare più di 30 milioni di euro dagli impianti abusivi sorti per i Mondiali di Nuoto Roma '09, sequestrati dalla Procura di Roma ad Ottobre 2009 e rilasciati su intercessione di Alemanno, per pubblica utilità, fino al 30 Giugno 2010” – lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci (PD), vicepresidente del IV Municipio – “Gli impianti sono però ad oggi tutti funzionanti e non hanno versato ancora un centesimo di quanto dovuto. Quasi tutti ospitano ristoranti, ludoteche, centri di benessere e asili nido convenzionati, ma anche palestre e campi da calcetto che nulla hanno a che fare con il nuoto, ma che incassano soldi. Ricordiamo che in tutta Italia la Legge stabilisce che ogni nuova costruzione debba pagare degli 'oneri concessori' a vantaggio di opere di pubblica utilità come strade e scuole. Recentemente, questi soldi vengono invece deviati dal Comune di Roma nel bilancio ordinario. Come può allora un Comune di Roma, con le casse ormai vuote, rinunciare a 30 milioni di euro, addirittura facendo appositamente una delibera di giunta proprio il 30 giugno per regolarizzare il 'non pagamento'?”
“Ci troviamo di fronte alla solita squallida storia dei favori alla casta” – spiega Paula de Jesus (PD), urbanista di LabUr – “Per adesso sono solo 5 su 17 gli impianti privilegiati, per gli altri 12 lo stesso Alemanno ha detto 'che sta provvedendo', ma basta vedere chi c'è dietro a questi impianti sportivi: Circolo Canottieri Aniene, Presidente G. Malagò; Roma Team Sport, Maurizio Perazzolo, Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio; Bruno Campanile, rappresentante legale di Sport 2000, di recente nominato direttore dell'Ufficio Promozione Sportiva e Gestione Impianti del Comune di Roma, lo stesso ufficio che ha proposto la delibera di giunta per non pagare gli oneri concessori; Sport Club Roma 70 legato a Paolo Barelli, Presidente FIN, che ha avuto delle quote fino a Giugno 2001; Polisportiva Città Futura, di cui Nando Bonessio, Presidente Verdi Regione Lazio, è socio fondatore. Proprio quest'ultimo circolo, all'indomani della delibera di giunta, ha chiesto a gran voce il dissequestro degli impianti, negato dalla Procura di Roma che ha chiamato il 22 Luglio Alemanno per spiegazioni. La risposta del Sindaco di Roma ? "... tutti gli atti adottati dalla nostra Amministrazione sono ispirati dalla valutazione della natura pubblica delle opere eseguite e del conseguente interesse della città al mantenimento delle spese".
“Secondo Alemanno, non solo i cittadini romani non vedranno i 30 milioni di euro e mai nuoteranno nelle piscine, per esempio del Circolo Canottieri Aniene, ma in più dovranno sborsare altri soldi per mantenerle. Nel frattempo, Alemmanno e la Polverini stanno preparando la sanatoria per gli altri 12 impianti per cui la Procura ha disposto verifiche sull'impatto ambientale” conclude Corbucci.

venerdì 16 luglio 2010

OstiaTV e l'informazione nel XIII Municipio.

Per chi non lo sapesse, informo che questo signore "l'Avvocato di Roma Italo Mannucci", che ha dichiarato “Innanzitutto onore al camerata Pierpaolo Zaccai" (http://ziczac.it/a/leggi/072db10fd4b7046feee803348ee0c8b5/) è amministratore di OstiaTV s.r.l., oltre che essere Presidente della Commissione Rapporti con le Istituzioni del Rotary Club di CasalPalocco.

L'informazione in questo Municipio è in mano a questa gente. Ora sapete perché LabUr, il Comitato Civico 2013 ed io, non trovano spazio su nessun quotidiano, mensile o organo di informazione in questo municipio.
Meno male che il direttore responsabile di OstiaTV ha scritto sulla home del sito, alla voce 'chi siamo', "non esiste la verità, esiste la “verità sostanziale dei fatti”: ognuno guarda dal proprio punto di vista, per essere bravi giornalisti dovete guardare da tutti i punti di vista e, forse, così ci avvicineremo alla “realtà”. (http://www.ostiatv.com/ostiatv_wp/chi-siamo/)

Non fiat lux. Saluti romani-(sti).

domenica 11 luglio 2010

Ostia: Indecorose indecenze, ma potremmo essere ovunque.

In tutte le epoche storiche le città sono sempre state i luoghi in cui si manifestano con la massima radicalità tutte le conseguenze delle grandi trasformazioni della società. Ebbene, basta andare ad Ostia per rendersi conto in cosa, non in chi, ci siamo trasformati. La realtà che ci circonda è orribile, cui non reagisce quel potere pubblico cui spetterebbe governare il territorio. Ostia è sempre più luogo esemplare di degrado urbano e culturale, un ambiente urbano che non può più definirsi civile. Non c’è decoro, né godimento delle sue parti, ma solo l’assalto al consumo in gabbia. Come un circo, pieno di gabbie e baracconi, dove le belve e i fenomeni però siamo noi. Recinti ovunque, pagodismo da concessionario d’auto, dove si esibiscono bambini, adulti ed anziani dentro a minicircuiti per animali fintamente feroci.
Dovrebbe essere pane quotidiano non solo della discussione politica, ma delle sue attuazioni. Invece tutti tacciono, anche gli architetti paesaggisti di questo territorio. Quando ci si arrende al brutto, perché di questo si tratta, si smette di ragionare sulla propria vita quotidiana. La qualità ambientale è qualità della vita, di cui sono responsabili i costruttori, gli architetti, le istituzioni. E’ il modo come viene socialmente vissuto l’ambiente fisico che è importante.
Siamo sotto assedio, sotto l’attacco costante alla cultura e alla bellezza. Mai raggiunti livelli così bassi. Questa amministrazione, che da più di due anni invoca un nuovo volto per il mare della Capitale con progetti speculativi cafoni, invece di trarre forza dalla bellezza per produrre ricchezza, di capitalizzare l'immaginario positivo che i luoghi evocano, li svilisce con fenomeni da baraccone.
Camion bar, esercizi abusivi, installazioni di ogni tipo, che degradano e congestionano i pochi luoghi belli di Ostia, sono il chiaro sintomo di modificazioni dell’uso urbano che l’amministrazione ha incentivate senza una chiara analisi delle conseguenze. A Ostia è impossibile “godere” del panorama del mare. Il Lungomare è davvero ora un Lungomuro, come lo hanno battezzato da anni gli ostiensi. Da quando anche il pontile è occupato dagli ingombri sempre più invadenti di dehors e ‘allestimenti’ in plastica, più o meno gonfiabili, il mare è divenuto un miraggio. Siamo all’esproprio de facto dello spazio pubblico. Si regalano alle attività commerciali quei spazi pubblici che sono stati pensati per i cittadini, stravolgendone la loro natura e il loro destino. Ogni centimetro viene offerto e assegnato con procedure discutibili e mai ad eventi di qualità, ma per paccottiglia spacciata per intrattenimento culturale. Girare per Ostia significa vedere alla luce del sole la volgarità di amministratori cafoni e senza scrupoli. Il circo Barnum è servito. Ai cittadini tocca esibirsi in gabbia e pagare, senza nemmeno un pubblico che applauda, nel silenzio di tutti, nessuno escluso.

lunedì 5 luglio 2010

La piscina nel deserto.

Tutto pronto per il 20 giugno per i Campionati Italiani Master di Nuoto e Nuoto Sincronizzato 2010.
Tutto pronto ? I cittadini, a cui è negato l’accesso, non lo sanno, ma gli atleti di tutta Italia sì. Un assaggio dei commenti girati su Internet dal 10 Giugno.

“La FIN non solo non ha i soldi per coprire i 8.5 milioni di buco, ma nemmeno quelli per comprare le magliette per i nuotatori dei campionati italiani master. A pagare siamo sempre noi”, afferma una nuotatrice.
Dalle altre regioni d’Italia sono preoccupati: “Per raggiungere il Polo natatorio di Ostia o si è automuniti o si rischia di non potersi nemmeno muovere da lì”.
Le battute ironiche si sprecano. Da nord a sud tutti sanno che le piscine del Polo Natatorio sono inutilizzate.
“La FIN paga un canone ridicolo e per motivarne l’esistenza, chi meglio dei master da spennare?” – scrive un nuotatore - “Si saranno detti: “se non lo usiamo, ci accuseranno d’aver mangiato in occasione dei mondiali sprecando soldi dei contribuenti. Facciamo vedere che qualcosa si fa … e via, mandiamo i Master allo sbaraglio … in fondo sono sacrificabili””.
Qualcuno va in avanscoperta qualche giorno prima dell’inizio dei campionati e riporta notizie poco confortanti “Ma dove parcheggiamo?” Eh sì, perché i parcheggi non sono pronti. Le domande sono moltissime “Sarà omologato ?” Qualcuno, che la sa lunga, solleva il problema: “Tutte le strutture pubbliche di nuova costruzione o in ristrutturazione hanno bisogno di collaudi tecnici, funzionali e amministrativi, prima del rilascio di tutte le autorizzazioni (Vigili di Fuoco, ASL, ISPESL, ecc. ecc...). Tralasciando tutto quello che riguarda la parte burocratica/amministrativa, i collaudi tecnici necessitano del "loro" tempo affinché tutto funzioni regolarmente. Il cosiddetto "star-up" non si fa in 2 giorni. Speriamo davvero che siano partiti per tempo con questi collaudi e con la richiesta delle autorizzazioni.”


“Ma perché per arrivare lì devo prendere dall’aeroporto il Taxi o una macchina a noleggio se non voglio fare un’ora e mezza con i mezzi pubblici e 1km a piedi dalla stazione del trenino, quando l’aeroporto dista in linea d’aria 10 minuti ?”

E poi, risa sul fatto che i campionati italiani assoluti si svolgeranno in Agosto in vasca corta nella piscina coperta. Ma il pezzo forte deve ancora arrivare “Ci sono problemi di spogliatoi e cloraggio. I bagni non si capisce se sono aperti o chiusi. Forse c’è il pozzo, con catenella e puleggia. In compenso c’è il chioschetto della porchetta all’esterno del Polo Natatorio”.

Iniziano i Campionati e le “recensioni” su Internet sono al fulmicotone.
“Gadget riciclati, acqua ghiacciata, e non rientra nei canoni di standardizzazione per una manifestazione!! sia nella piscina interna che esterna. Ingresso lato opposto al mare (per andare allo stabilimento di fronte tocca fare quasi 1 km). Non si respirava il clima dei campionati italiani, era tutto un po’ dimesso. Le piastre funzionano male!!! Tempi un pelo improbabili”. Intorno all’impianto c'è il nulla, anzi la desolazione”.
Gli fanno eco altri atleti: “L'acqua era fredda, di malori che io sappia ce ne sono stati almeno due, 1 nei 400 sl uomini e 1 nei 200 fa donne”.
“E poi una pecca terribile: la zona della prechiamata. Un solo gazebo non è sufficiente, si sta troppo accalcati e c'è pure la gente che passa in mezzo”.
“La chiamata è piccola, affollata e caldissima...logisticamente messa malissimo! A batterie già formate tocca stare sotto il solleone”.
E proseguono: “Le tribune sono veramente assolate e la chiamata è veramente insufficiente! Buono lo squadrone di servizi e pulizie (ammazza, ma quanto costeranno?)..non c'è servizio ristorazione..il bar fuori è chiuso. E poi insopportabili le guardie in ogni angolo e la serie infinita di divieti (che lievitavano giorno dopo giorno)...ogni minuto c'era da litigare con uno diverso..molto maleducati e arroganti!”
Denuncia una atleta: “Si son sentite male troppe persone...un numero davvero oltre la media secondo me, per il troppo caldo sulle tribune e l’acqua troppo fredda. Non ho mai visto viaggiare tanto la barella ad una manifestazione... Il riciclo dei gadget dei mondiali roma 09, veramente triste”.

E ancora sulla guardiania: “Ma le domande tipo''che fai? Dove vai?'', manco in Israele ci martellavano così! ... non ci si poteva cambiare sulle tribune ... (se ho il costume sotto la maglia non posso sfilarmi la maglia??!!che è del Vaticano l'impianto???). Va bene, ok … non leviamoci le scarpe sulle tribune! Al bagno col costume in mano no … perché sennò ti cambiavi al bagno … scusa adottata dai controllori: 'non ci sono le chiavi e ti vedono' … quindi mentre caco mi puoi vedere, mentre mi metto un costume no???? … insomma facevano gli antipatici … perché?? Mancanza di assicurazione dell'impianto?? Per Raul Bova??? Boh ... e comunque ...fino a che non faccio nulla di male te a me la parola non me la devi rivolgere ...non mi puoi scassare la minchia perché passo in un posto dove non c'è scritto che non posso passare! Sono qui per divertirmi, ho pagato, non faccio nulla di male ...”
Altro esempio?
“Vialetto vuoto con una catenella e due passaggi laterali ... passiamo distrattamente perché chiacchieriamo tra il marciapiede e il paletto della catenella ...ormai oltre la catena la guardia ci dice di tornare indietro e fare il giro. Tornare indietro!!!!! … facendoci quindi passare un'altra volta sulla mattonella, in teoria pericolante (non vedo altri motivi al divieto!) … allora ... se sei una persona garbata e intelligente mi dovresti dire''ragazzi non dovevate passarci e non fatelo più'' (tra l'altro … non c'era scritto nulla e non sembrava ci fosse nulla di strano/pericoloso/non calpestabile … inoltre, se lui deve fungere da divieto-parlante invece di guardare i culi fermaci prima!!!) al ché, se me lo dici in questi termini, ti chiedo anche scusa ... ma non mi fai tornare indietro … non sono una bestia da circo e non sei lì ad insegnarmi tu l'educazione... che esagerati … e in vaschina piccola ho visto sfiorare la rissa più volte ... insomma..facce tirate da fascio..”.

Si apre poi la disputa se sia meglio Ostia o Riccione: “Ostia batte Riccione? eh nooo, Riccione resta Riccione, 2 vasche da 50 in funzione, impianto dalle grandi potenzialità, dentro/fuori, località ad alta ricettività e prezzi più abordabili di quelli romani, ‘spiaggette a go-go’. Ostia, una cattedrale nel deserto ... i dintorni non sono certo curati ... mancano spazi ombra, dove appendere gli asciugamani in doccia ...al bar era da paura....il caos regnava sovrano, ma ci è stato detto che era normale … per me non lo era affatto”.
Le lamentele sembrano un fiume in piena: “Devono completare e riaggiustare le parti già finite (vedi bagni scassettati e senza chiavi)”.
“La chiamata è fatta nel posto sbagliato con tutto lo spazio a disposizione al di fuori della recinzione di vetro. Chilometri per fare i due metri per entrare nella vasca di riscaldamento perché dotata di un unico e non motivato ingresso”

E ancora: “Troppo cemento, poca ombra, pochi spazi vivibili ...c'era gente (io per primo) abbrasati sui muri in cerca di spicchi d'ombra. Percorsi obbligati troppo arzigogolati per andare da un sito all'altro. Camera di chiamata tipo Metro A, fermata di Giulio Agricola alle 8:00 di mattina ..."scusa, scenni alla prossima?”, piccola e ubicata nell'accesso alla tribuna principale. E pensare che hanno predisposto un allegato specifico per i trofei al fine di garantirne la qualità!”.


E sulle guardie: “Rompevano il cazzo , punto! avevano la divisa: facevano prepotenze”.
E aggiunge un altro nuotatore: “Ho sentito dire che fosse per ragioni di "assicurazione".. i tesserati godevano dell'assicurazione FIN... ma a causa delle condizioni che gravano sull'impianto, nessun altro sarebbe stato coperto.


Gli fa eco una nuotatrice: “Tutte cose insensate: giri infiniti per far 20 metri, vietato cambiarsi sugli spalti vietato cambiarsi nei bagni? ragazzi quelli erano dei rincoglioniti ai limiti e spesso oltre la molestia, c'è poco da ragionare anzi ci sarebbe da scrivere alla fin e chiedere spiegazioni.”


“Sono andato a fare casino in segreteria per via dei divieti del quarto giorno non presenti al terzo ... li ho invitati almeno ad affiggere qualche cartello per avvisare dell'uso della cuffia per lo scioglimento in vaschetta, per il non potersi spogliare sulle tribune ‘sti st …nzi!

“A me hanno proibito di andare nei bagni della piscinetta col costume in mano perché non volevano che mi cambiassi lì dentro ... ho chiesto spiegazioni e loro mi hanno risposto che non c'erano le chiavi e che quindi qualcuno poteva entrare e trovarmi nudo al che io ho detto : "mi trovano nudo anche a cac…re”

“Ho avuto comunque il sentore che il clima, tra assistenti e atleti, non fosse dei più idilliaci
quando ho sentito uno dei bagnini mormorare un ‘...'sti nuotatori di m...a!’ mentre andava a
riprendere non so bene chi e perché...!!

La chicca finale: per le riprese di una fiction, forse per pubblicizzare l'impianto mai finito, non interamente pagato e mai aperto al pubblico come invece promesso dal Sindaco, in vasca scende Raul Bova, che però non è iscritto alla gara del 100 sl, ma comparirà in tabellone al terzo posto, rubando la medaglia a chi è arrivato al 4° … e nemmeno l’ha ritirata.

mercoledì 30 giugno 2010

La schizofrenia di Alemanno sull'Idroscalo di Ostia.

Le bugie del Comune di Roma sono ormai quotidiane. L'ultima: "Tutto l'Idroscalo passerà dal demanio dello Stato al Comune di Roma che, attraverso il Municipio XIII, è già pronto a valorizzare l’area in senso naturalistico". In realtà nella partita del federalismo demaniale c'è solo l'area che da Tor San Michele arriva fino ai cantieri navali e se ne parlerà, se tutto va bene, tra 6 anni." – dichiara Paula de Jesus, urbanista ed esponente del PD – “Nella delibera nr.100 della Giunta Comunale dell'8 Aprile 2009, si è approvato il Protocollo d'Intesa tra l'Agenzia del Demanio e il Comune di Roma finalizzato ad un processo di razionalizzazione, ottimizzazione e valorizzazione del rispettivo patrimonio. In quella seduta veniva solo individuata ed inclusa la "porzione di area e fabbricati censiti a patrimonio dello Stato con scheda RMB0886 denominata Aeroscalo di Ostia, sita in Ostia (RM) alla via degli Atlantici". Le stesse indicazioni si ricavano anche dall'elenco in possesso dell'ANSA. Sono i beni censiti dal nr.7929 al nr.8059 ('Elenco beni patrimonio disponibile 23A1", pagg. 111 e 112), relativi appunto alla scheda RMB0886, cespite RM2293 di valore d'inventario pari a 6.691.335,3 euro”.

“La lista comprende più di 150 beni classificati come fabbricati.” – prosegue la de Jesus - “Quindi quelle che l’Ass. all’Urbanistica Marco Corsini ha definito 'baracche' sono diventate magicamente fabbricati e incluse nel patrimonio dello Stato ? Stesso discorso per il terreno, che è solo quello all'altezza del civico 259 di Via dell'Idroscalo. Da Via delle Piroghe in poi, non vi è traccia”.

“E’ incredibile la schizofrenia di cui è affetta questa amministrazione. Per mesi afferma che l’Idroscalo è passato al Comune, poi intimorisce i residenti e quando la verità viene a galla fa saltare gli incontri previsti con i cittadini. Senza parlare poi dell’imbarazzante Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, che tiene chiuso nell'armadio del suo ufficio il 'progetto' della parte finale dell'Idroscalo, quella abitata, attuabile solo con le demolizioni delle case.” – conclude Paula de Jesus “Non c’è limite al peggio. Da una parte gli ambientalisti come Alessandro Polinori, dei Verdi e responsabile della LIPU di Ostia, che definisce l'Idroscalo "un cancro"; dall'altra, i progetti di espansione dello stesso porto che sogna un campo da golf in quell’area. A concertare gli appetiti di diversa natura l'arroganza dell'amministrazione comunale. Per fortuna che il TAR ha chiarito, su nostro ricorso, che la finta ordinanza di protezione civile del 23 febbraio scorso, con cui Alemanno fece abbattere una trentina di case, è terminata. Nel frattempo LabUr (laboratorio di urbanistica) denuncerà alla Corte dei Conti l’amministrazione comunale e municipale per le spese sostenute dai cittadini romani per lo sgombero e le demolizioni e tutto quello che ne è seguito”.