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martedì 23 novembre 2010

Il 'pacco' dono di Alemanno e Vizzani

Tanti auguri, Mr. President.

Domani, 24 novembre, è infatti il primo anniversario della “giornata epocale” del finto decentramento amministrativo, promesso da Lei e da Alemanno in campagna elettorale e che, dopo un anno, il Sindaco doveva calendarizzare il 2 novembre 2010. In effetti ormai ha fatto epoca.

L’ennesimo 'pacco' (dono) pieno di tante roboanti promesse e progetti faraonici venduti tutti con lo slogan “impegno mantenuto”, tipici del ‘partito del fare’, che crede che ripetendo una bugia tante volte essa diventi una verità. Come quella del passaggio delle aree demaniali al Comune di Roma (dato per sicuro il 30 ottobre) o l’inizio dei lavori della scogliera a difesa dell’abitato dell’Idroscalo di Ostia (il 15 novembre, ma non c’è nemmeno uno scoglio in mare), o come il grande bluff dei lavori sulla C. Colombo o il Ponte della Scafa. Numeri dati a vanvera che viste le grame casse del Comune i cittadini si giocheranno al Lotto per farne dono, in caso di vincita, all’amministrazione.

Auguri dunque Mr. President, perché ne avrà bisogno e non potendo chiedere a Marilyn Monroe di cantarle gli auguri, noi la invitiamo a guardare su youtube le decine di filmati che testimoniano la sua incapacità a rispondere alle domande dei cittadini e ai bisogni di questo territorio.


Simona Mignozzi, coordinatore municipale Idv XIII Municipio

Leonardo Ragozzino, coordinatore SEL Ostia Levante

Paula de Jesus, dirigente del PD

Giulio Notturni, Presidente Associazione Culturale Colere Cultura

Davide Pifferi, Presidente Comitato Civico 2013

Andrea Schiavone, Presidente LabUr - Laboratorio di Urbanistica

sabato 23 ottobre 2010

Porto di Roma: dopo Gianni e Pinotto, Gianni Pinocchio.

Dopo aver smascherato le bugie di Alemanno sull'Idroscalo, adesso è il turno di quelle sull'ampliamento del Porto di Roma , più noto come il Porto Turistico di Ostia.

La Giunta capitolina afferma che ha per ora approvato solo una delibera che prevede il "Progetto dell'ampliamento del Porto di Roma".

La società ‘Porto Turistico srl’, che viene indicata dal Comune come l’attuale gestore del porto e come colei che si occuperà della sua riqualificazione, ha dichiarato di voler donare 1.000.000 di euro per il restauro di Tor San Michele (in totale, ne servono 2 di milioni, secondo quanto dichiara sempre il Comune).

Salta però subito all’occhio che il titolare della concessione dell'area è la "Attività Turistiche Imprenditoriali srl" (in breve "A.T.I. srl", con sede legale in Via Capo Palinuro 10/12), la cui attività è la costruzione e gestione del Porto Turistico di Ostia. A meno che l'ampliamento sia inteso come un nuovo porto, cosa c’entra dunque la 'Porto Turistico srl' (con sede in Largo del Porto di Roma, 5) ? Per altro, l'attività di quest'ultima non risulta essere stata dichiarata all'ufficio del Registro delle Imprese, mentre l'archivio anagrafico dell'Agenzia delle Entrate recita: "altre attività connesse ai trasporti per via d'acqua".

La 'Porto Turistico srl' dunque non gestisce il porto, contrariamente a quanto dichiara il Comune di Roma, né può realizzarne un ampliamento, per cui la domanda sorge spontanea: di che cosa si occupa ? Probabilmente di filantropia e mecenatismo: dona infatti 1 milione di euro al Comune. Ma per fare cosa, visto che Tor San Michele non solo non è del Comune di Roma, ma ricade addirittura su area demaniale ?

Alemanno ha una predilezione per le bugie soprattutto in tema demaniale: sono mesi infatti che sostiene che l'Idroscalo di Ostia sia diventato del Comune di Roma e quindi, sempre secondo il Sindaco, anche Tor San Michele. Niente di più falso. Le tappe del federalismo demaniale, incluso in quello fiscale, prevedono che, solo il 21 marzo 2011, un apposito Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarerà l’assegnazione dei beni demaniali agli enti territoriali che, entro il 21 gennaio 2011, avranno presentato una richiesta motivata di attribuzione all’Agenzia del Demanio. Ad oggi c'è solo la delibera nr.100 della Giunta Comunale dell’8 Aprile 2009, un semplice Protocollo d’Intesa tra l’Agenzia del Demanio e il Comune di Roma nella quale è inclusa la “porzione di area e fabbricati censiti a patrimonio dello Stato con scheda RMB0886 denominata Aeridroscalo di Ostia, sita in Ostia (RM) alla via degli Atlantici". Nulla di più.

Cosa lega dunque il Porto di Ostia a Tor San Michele ? Perché un ampliamento del porto dovrebbe favorire il restauro di un monumento del Demanio ? Tralasciando la boutade della filantropia e del mecenatismo, a cui non crede nessuno, va sottolineato che dietro a tutta questa operazione ci sono i fortissimi interessi dei cantieri navali e il loro ampliamento ai danni dell'abitato dell'Idroscalo di Ostia, terreni su cui il Comune non avrà competenza, almeno fino al 2013.

Sono anni che le amministrazioni, di centro-destra così come di centro-sinistra, vogliono abbattere tutto l'abitato dell'Idroscalo, raddoppiare i cantieri navali esistenti, fare un misero parco fluviale e creare un edificio-faro alla punta dell'Idroscalo, con tanto di ristorante e molto altro. Un piatto ricco e appetibile per molti, anche per gli ambientalisti, visto che l'attuale area della LIPU verrà ingrandita. Solo che c’è un ostacolo ed è quello del Demanio. Infatti, affinché i terreni possano passare al Comune di Roma, devono essere presentati progetti concreti per quelle aree (disponibilità economica, fruibilità pubblica, sostenibilità ambientale, etc.).

Ed è proprio qui che si inserisce il Porto di Ostia: progettato malissimo, tant’è che si insabbia l'ingresso, presenta un progetto per un nuovo braccio a mare al fine di raddoppiare i posti barca e competere con il nuovo e vicinissimo Porto di Fiumicino.

Uno scambio dunque fra le parti: il porto eroga finanziamenti al Comune per il suo progetto e il Comune rende il favore deliberandone l'ampliamento, così i cantieri navali potranno ampliarsi.

Cosa accadrà è tutto da vedere, anche perché l’iter prevede almeno una ventina di autorizzazioni e nulla osta di altri Enti. Non va dimenticato per altro che l'area del porto è ancora a rischio idrogeologico R4 (rischio massimo) per la mancanza di un argine mai costruito e che il Porto di Ostia non ha mai ottemperato ai suoi doveri previsti nella concessione: la caserma della Guardia di Finanza, dileguatasi nelle nebbie, e tutta la viabilità pubblica esterna, retrostante il porto, da via dell'Idroscalo a via Carlo Avegno, che, contrariamente a quanto previsto, sarà pagata con i soldi pubblici presi dalle casse del Comune di Roma.

In attesa della prossima bugia di Gianni Pinocchio, rivediamoci "gli allegri naviganti".

giovedì 20 maggio 2010

No al federalismo demaniale, senza demagogia o pressapochismi.

Ieri è stato approvato a maggioranza il parere sul primo decreto che trasferisce i beni demaniali dello stato agli enti locali: 17 sì (Pdl, Lega, Svp e Idv), 3 contrari (Udc/Api) e 10 astenuti del Pd. Oggi pomeriggio il cosiddetto “federalismo demaniale” sarà approvato anche dal consiglio dei ministri e si avvierà un gigantesco processo di trasferimento politico ed economico dal quale tornare indietro sarà molto difficile.
Molti i commenti, tra cui quello di Causi, che spiega, attraverso il suo blog, le ragioni dell’astensione del PD.
Personalmente da molti mesi porto avanti una battaglia contro il federalismo demaniale (marittimo e idrico) senza demagogia o pressapochismi. L’argomento è complesso e meriterebbe di essere trattato punto per punto, cosa che richiede tempo e spazio. Mi preme però far notare un punto fondamentale che è l’errore alla base di tutta l’operazione sul federalismo: Siccome lo Stato gestisce male il bene pubblico demaniale, lo aliena agli enti di prossimità, spezzettandolo e modificandone la destinazione urbanistica, derogando alla pianificazione, affinché venga finalmente valorizzato economicamente.

Vi prego di rileggere questa frase, più volte, perché il nodo e la gravità di quanto sta accadendo è tutta qui. Sinteticamente potrei cavarmela con una battuta: siccome la mia azienda è in perdita risolvo il problema VENDENDO l'azienda a chi l’ha amministrata male sino ad ora! In pratica siccome non sono stato in grado di “valorizzare economicamente” il bene pubblico lo vendo. Stiamo però parlando di beni demaniali che sono stati considerati sino a ieri costituzionalmente inalienabili e imprescrittibili perché, per la loro natura, soddisfano in modo diretto un bisogno pubblico nazionale, non regionale o localistico. E’ il caso del demanio marittimo (spiagge, porti, lido del mare, ecc.), di quello idrico, (fiumi, torrenti, laghi, ecc.). Sul demanio militare invece bisognerebbe fare un discorso a parte. L’abbiamo visto anche nell’ultima puntata di Report sulla questione delle spiagge: già oggi sono di fatto gestite dai privati in modo privatistico e non ‘rendono’ allo Stato per assenza di controllo.
Quindi, è come se lo Stato dicesse: siccome non sono in grado di controllare la mia cassaforte decido di vendere i miei beni, che sottolineo sono beni pubblici riconosciuti fondamentali!
Per cui, come giustamente commenta qualcuno, è pauroso il segnale politico e culturale che emerge da questa vicenda. La “valorizzazione economica” diventa l’obiettivo principe che cancella l’obiettivo della natura di quel bene.
Perché dunque il PD si accoda a questa visione neo-liberista del centrodestra disquisendo solo sulle modalità di dismissione e non sulla natura dei beni che andrebbe difesa proponendo un modello di gestione che preveda i controlli mai applicati ?
O ci aspettiamo, ad esempio, che Renato Papagni, Presidente dell’Assobalneari, una volta che le spiagge saranno date alla Polverini e ad Alemanno, venga redarguito perché non paga il canone ? Già oggi il Comune non esige da diversi balneari ciò che è dovuto, figuriamoci quando ne diventeranno proprietari, visto che rappresentano un bel pacchetto di voti ! E siccome le casse regionali e comunali sono vuote, cosa accadrà quando i balneari continueranno a non voler pagare gli aumenti della valorizzazione ? Cosa faranno la Polverini ed Alemanno? Invocheranno da papà Tremonti la calamità naturale per mancato pagamento o alzeranno le tasse ? Se i balneari fino ad oggi sono scesi in piazza, ricattando i partiti ogni volta che si è tentato di aumentare il canone irrisorio e di applicare le leggi europee, cosa accadrà dopo ? Le amministrazioni locali gli venderanno le spiagge per non sentirli più ? Forse che alcune categorie stanno spingendo l'operazione di "sdemanializzazione" solo perché così potranno chiedere estensioni delle concessioni trasformando defintivamente un bene demaniale in privato de facto? Forse che il PD si astiene proprio per questo motivo ?

Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma chiudo con quest’ultimo pensiero di Edoardo Salzano: a nessuno (o a troppi pochi) viene in mente che il “federalismo”, predicato e praticato per dividere ciò che è unito, è una contraddizione in termini, e che la rottura dello stato unitario è una negazione della storia, dal Risorgimento alla resistenza e alla Costituzione, giustificata solo in alcuni dal rapace egoismo dei più ricchi e dei più ciechi rispetto al futuro, in altri dalla rassegnazione all’impossibilità di migliorare lo stato quale oggi doroteismo, craxismo e berlusconismo lo hanno ridotto.

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Di oggi la notizia su Corsera:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_maggio_20/demanio-spiagge-affitto-fulloni-1703050012291.shtml