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mercoledì 7 novembre 2012

PPP: 10 novembre 2012 - P.zza Anco Marzio, Ostia

Secondo appuntamento, Sabato 10 novembre, ore 17, Piazza Anco Marzio ad Ostia, per commemorare il grande intellettuale Pier Paolo Pasolini. Stralci del film di P.P. Pasolini e Paolo Brunatto “Pasolini e... la forma della città”, del 1973, s aranno proiettati durante la tavola rotonda, coordinata da “Mare in Vista”, sul tema tratto dall'editoriale pasoliniano “Perché il Processo”: “I cittadini italiani vogliono consapevolmente sapere perché in questi dieci anni di cosiddetto benessere si è speso in tutto fuorché nei servizi pubblici di prima necessità [...] I cittadini italiani vogliono consapevolmente sapere perché in questi dieci anni di cosiddetta civiltà tecnologica si siano compiuti così selvaggi disastri edilizi, urbanistici, paesaggistici, ecologici [...]” (Corriere della Sera, 28 settembre 1975).

Sarà l’occasione per dibattere su il problema della forma della città e della salvezza della natura che circonda la città, della civiltà dei consumi, oltre la crescita e dopo lo ‘sviluppo’, della difesa di un passato anonimo e popolare ma di alto valore storico e culturale, di beni e spazi comuni, di società critica, di paesaggio, di pianificazione, di diritto alla città, di città pubblica ed equa, di vivibilità, di istituzioni, di territorio, di fabbisogno e di politica per la città.


La scaletta dell’evento:

  • ore 17             Lettura di un racconto inedito di R. Fraschetti, scritto appositamente per l’evento, sull’Idroscalo di Ostia.
  • ore 17.10        “Perché il Processo", Corriere della Sera, 28 settembre 1975 
  • ore 17.15        Riccardo Corbucci (PD), Vice Presidente del Consiglio del IV Municipio 
  • ore 17.25        Stefano Salvemme (PDL), Vice Presidente del Consiglio del XIII Municipio 
  • ore 17.35        Stralcio del documentario “Sabaudia e la civiltà dei consumi” 
  • ore 17.40        Leonardo Ragozzino, Responsabile Cultura SEL Roma Area Metropolitana 
  • ore 17.50        Paolo Surini, Esecutivo Regionale IDV Lazio e portavoce IDV XIII Municipio 
  • ore 18.00        Lettura a cura di Patrizio J. Macci, tratta da “Le vite spezzate di Roma” di Enzo Scandurra, Ed. Ediesse Roma, 2012, sull’Idroscalo di Ostia. 
  • ore 18.10        Conclusioni della tavola rotonda 
  • ore 18.15        Ospiti d’eccezione


Seguirà la proiezione del film “Ostia” (1971) di Sergio Citti, in omaggio all’attore e regista italiano, il cui nome è legato al sodalizio artistico con Pier Paolo Pasolini, morto l’11 ottobre 2005 ad Ostia.

domenica 7 novembre 2010

A Giovanni Zannola, segretario del Circolo PD di Ostia Antica

Caro Giovanni,

Ho seguito con molto interesse le tue dichiarazioni nella trasmissione andata in onda ieri (in replica oggi) su Radio Popolare in cui si parlava del XIII Municipio.

Riporto, per chi non l'avesse seguita, le tue dichiarazioni relativamente alla contestazione pacifica avvenuta durante la commemorazione dei 35 anni dalla morte di Pasolini, in cui è stato deposto un cuscino di fiori davanti alla stele del grande intellettuale proprio in concomitanza con la deposizione della corona da parte di Alemanno. Dopo la presentazione da parte della giornalista in cui afferma che hai deposto il cuscino di fiori, hai dichiarato: "L’ho firmata e la condivido per una stima e anche un apprezzamento su Pasolini, anche perché è giusto costruire un rapporto anche sul pensiero con le altre forze politiche. L’ho molta apprezzata anche perché rispetto a Pasolini la politica è un po’ lontana, almeno negli ultimi anni. Parlare anche di lui significa respirare il pensiero di un territorio in cui ci sono molte difficoltà".

Premesso che tu non c'eri affatto (così come tutti i dirigenti del PD XIII), premesso che nessun dirigente del PD XIII (di cui anche tu fai parte) ha firmato e sottoscritto questo gesto, premesso che il gesto è stato firmato e sottoscritto solamente da Simona Mignozzi (referente IDV XIII Municipio), Leonardo Ragozzino (referente SeL Ostia Levante) e da due dirigenti del PD (Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio del IV Municipio e da me), premesso che nessun dirigente del PD XIII Municipio ha scritto successivamente un comunicato stampa di appoggio, ad eccezione del consigliere del XIII Municipio, Giuseppe Sesa (che ne ha scritto uno congiuntamente con il consigliere regionale Enzo Foschi), personalmente ritengo le tue dichiarazioni vicine allo "sciacallaggio politico". Sono certa però che la prossima volta sottoscriverai davvero "gesti politici" come quello del 2 Novembre e che sarai dei nostri.

martedì 2 novembre 2010

Pasolini, IDV-PD-SEL: "Commemorazione strumentale a speculazione urbanistica


"Dopo due anni e mezzo di totale silenzio dall'insediamento di questa amministrazione di centro-destra su P.P. Pasolini, è davvero singolare che si commemori oggi la morte, e non la vita, di uno dei più grandi intellettuali che il nostro Paese abbia avuto, presentando al pubblico il progetto di riqualificazione di Torre San Michele e dell’area circostante attraverso fotografie, rendering e tavole architettoniche. A prescindere dal fatto che l'area non è ancora nella disponibilità dell'amministrazione comunale e che per ammissione dello stesso Sindaco non ci sono i fondi, la scelta operata appare come un'operazione di marketing subdolo, nella scia del revisionismo storico che imperversa in Italia in questi anni e che è inaccettabile perché irrispettoso della vita e del pensiero di un autore "scomodo" e dichiaratamente di sinistra, che certo non apprezzerebbe diventare testimonial di una amministrazione post fascista" lo dichiarano in una nota congiunta Leonardo Ragozzino, coordinatore SEL Ostia Levante, Simona Mignozzi, coordinatore municipale Idv XIII Municipio, Riccardo Corbucci e Paula De Jesus, dirigenti del Partito Democratico. "Per questa ragione e soprattutto per il fatto che Pasolini ha speso parte delle sue energie intellettuali per ridare dignità e diritti di cittadinanza alle borgate e non per eliminarle "manu militari" (vedi vicenda idroscalo e non solo), oggi abbiamo depositato pacificamente, durante la commemorazione ufficiale, una corona di fiori con la scritta: "Dopo il corpo hanno ucciso anche il tuo pensiero".

lunedì 18 ottobre 2010

Evento: Idroscalo di Ostia (1975-2010), non solo Pasolini


Storie di demolizioni da Veltroni ad Alemanno. 25 milioni per ‘allagare’ l’Idroscalo di Ostia, 10 milioni per abbatterlo. Si raddoppiano i cantieri navali (che inquinano il Tevere) mentre il Comune di Roma millanta la proprietà dell’Idroscalo, che invece è del Demanio. Progetti ideati da Veltroni che Alemanno esegue con illegittimi sgomberi come quello del 23 febbraio u.s. Questi i principali risultati dell’incontro che ha proposto la trasformazione dell’Idroscalo in Idroburgo.

Ieri, lunedì 18 ottobre 2010, presso il Centro “Affabulazione”, si è tenuto l’evento “Idroscalo di Ostia, non solo Pasolini”. A 35 anni dalla morte di P.P. Pasolini e a 8 mesi dal fallito sgombero di Alemanno, l’Idroscalo di Ostia ha voluto tornare a far parlare di sé, ma in una veste nuova, sfatando i luoghi comuni che lo circondano.
Se sulla morte del poeta e grande intellettuale ancora esistono dubbi, la certezza è che il corpo fu trovato ben più vicino ad Ostia che all’Idroscalo. L’immagine di questa area come luogo di degrado, abusivismo, irregolarità è stata utilizzata sia da Veltroni (la mente) sia da Alemanno (il braccio) ed è servita, nel corso di questi anni, per sostenere la ‘delocalizzazione’ di tutta la comunità che vive da 50 anni alla foce del Tevere. Pretestuosa anche la valutazione del rischio idrogeologico dell’area. E’ stata, infatti, l’Autorità di Bacino del fiume Tevere ad affermare che, per salvare Fiumicino dalla piena di riferimento (quella devastante, ricorrente ogni 200 anni) si debba costruire un manufatto ripartitore a Capo due Rami (progetto TE19), deviando tutta l’acqua del Tevere sul ramo di Fiumara Grande, liberando così il canale di Fiumicino. La stessa Autorità non si è però mai curata di dragare il fiume, di regolare le aree di esondazione a nord di Castel Giubileo, di realizzare casse di espansione e nuove dighe oltre quella di Corbara, affidandosi invece alle ‘traverse’ di Alviano, Ponte Felice, Nazzano e Castel Giubileo, puri e semplici sbarramenti. Il progetto del ripartitore di Capo due Rami (costo previsto: 25 milioni di euro) è fermo dal 2003, mentre è andata avanti la politica dello sgombero di tutto l’Idroscalo di Ostia da parte dei Sindaci di Roma che si sono susseguiti dal 2001. Nessuno però parla del fatto che dal 1983 è stato adottato il Piano di Zona A7 “Idroscalo”, ma che ancora si cercano i terreni; nessuno parla del raddoppio dei cantieri navali, che inquinano il Tevere; nessuno parla del fatto che sarà costruito (per un importo di 5,7 milioni di euro) un edificio faro presso la foce del Tevere, all’interno del quale sono previsti un ristorante e un albergo, così come nessuno parla dei 5 milioni di euro per la creazione di un parco intorno al faro, nell’area demaniale (mai passata al Comune di Roma), che Alemanno ha invaso il 23 febbraio 2010 con una finta ordinanza di protezione civile. Nessuno che si sia domandato fin’ora perché siano previsti investimenti per centinaia di milioni di euro per un’area ‘a rischio idrogeologico’.
Gli affari del porto e dei cantieri navali, che sono come gli abitati dei residenti ugualmente a rischio per colpa di un argine mai realizzato all’interno del Programma di Riqualificazione Urbana di Ostia Nuova, non possono condizionare il futuro di oltre 500 famiglie.
La storia ci insegna che l’antica città di Ostia visse per secoli nelle stesse condizioni e che, per evitare le inondazioni a Roma, si aprì (non si chiuse, come vuole fare l’Autorità di Bacino) la Fossa Traiana, oggi Canale di Fiumicino. Così come ci insegnano paesi come l’Olanda che i progetti di “floating cities” (città galleggianti, in aree soggette ad allagamento) sono ormai la realtà presente e futura con cui confrontarsi.
Gli abitanti dell’Idroscalo non corrono altri rischi se non quelli generati dalla speculazione su queste terre.
Da Idroscalo a “Idroburgo”, dal vecchio concetto di inquinare il Tevere, attraverso l’ampliamento dei cantieri navali, a quello innovativo di ‘pianificazione didattica’, un percorso con il quale coinvolgere i residenti nel progetto di costruzione del loro insediamento pensandolo come un quartiere ecologico. I soldi ci sono, basta saperli spendere bene e non perdere l’occasione per esportare un nuovo modello di politica urbana, che veda al centro la socializzazione della rendita, affinché la trasformazione di un territorio non rappresenti una mera occasione di valorizzazione immobiliare.


Idroscalo di Ostia (1975-2010): non solo Pasolini