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mercoledì 7 dicembre 2011

XIII Municipio: tre porcate urbanistiche in arrivo

Questa volta mi limito soltanto a scrivere che stanno andando in votazione in Campidoglio le seguenti tre proposte:

Proposta n. 53/2011. Autorizzazione all'alienazione del diritto di cubatura in capo a Roma Capitale di cui all'art. 7, comma 3 della Convenzione relativa all'ATO I 10 Riserva Verde.

Proposta n. 17/2011. Comprensorio convenzionato in zona E1 Castel Porziano Sud. Approvazione di modifiche relative alle opere di urbanizzazione, ai comparti fondiari Z32A, Z2 e Z33 e all'area a Servizi S1. (Municipio XIII).

Proposta n. 59/2011. Adozione di varianti di PRG ai Piani di Zona. B36 (Acilia Saline); C10 (Malafede).

Questa volta voglio proprio vedere politici locali e cdq locali cosa sanno fare.

Dopo questa volta, chi non avrà parlato è meglio che taccia per sempre sulle questioni urbanistiche del nostro Municipio.

Nel frattempo mi complimento per l'aprrovazione dell'I40 all'Infernetto!

martedì 6 settembre 2011

Città e Urbanistica

Così, tanto per ricordarlo a qualcuno (che è più di uno), la città viene da me intesa in una definizione ampia, e ricorda sempre i tre aspetti della città presenti nelle tre parole che la definiscono: urbs, civitas, polis, la città nella sua materialità, nella società che la vive, nel governo che la organizza. Soprattutto in questo momento storico non può esservi riforma della città (un nuovo “progetto” di città), senza, e forse prima, un nuovo progetto di società e di politica. Quindi anche di economia, di filosofia, di etica … e chi segue Edoardo Salzano e la sua scuola lo sa. Ogni altra definizione è propria solo di "piccoli uomini che vaneggiano di cose che non possono fare" (C. Bukowski) ... o non dovrebbero fare.

mercoledì 5 gennaio 2011

Propositi urbanistici per il nuovo anno ...

"resta sempre insoluto il grande nodo dell’urbanistica: è compito suo contrastare l’iniqua rendita di posizione, ossia l’appropriazione da parte di privati cittadini di una ricchezza che si genera nelle loro tasche senza alcun merito e senza alcuna fatica? Ricchezza prodotta da quella collett...ività che si è nel tempo fatta città pagando di tasca propria strade, scuole, edifici pubblici, servizi collettivi, insomma tutto quello che trasforma una landa incolta in luogo di residenza, lavoro e socialità. Credo sia un nodo indissolubile, che non si riesce a sciogliere ma solo a governare e che dipende dalla capacità di un Paese di muoversi verso una giustizia fiscale che recuperi alla collettività queste risorse e questa ricchezza lasciando all’urbanistica il suo vero ruolo: la definizione della forma della città e l’equilibrio delle sue funzioni. All’inizio dell’anno è lecito sognare". (estratto da: La Repubblica, Milano, 4 dicembre 2011 - di Luca Beltrami Gadola)

sabato 13 novembre 2010

XIII Municipio, Infernetto: va in onda il saccheggio da parte di una banda di incapaci.

L'Infernetto è una zona urbanistica del XIII Municipio (13i) estesa per oltre 1000ha, quanto la Pineta di Castel Fusano, solo che è grigia di cemento e non verde di pini. La parte centrale (532 ha) è quella sorta spontaneamente, poi perimetrata nel 1994 (Zona 'O'), grazie a Pannella, ma il cui piano particolareggiato (cioè la definizione di scuole, strade, servizi) non è mai partito. Attorno, negli oltre 500 ha restanti, sta sorgendo di tutto, grazie alla Giunta Alemanno che negli ultimi 3 anni ha ben pensato di aumentare le cubature di quanto già previsto dal PRG. Così le 3 aree di edilizia residenziale pubblica (167) porteranno 2000 abitanti, mentre le due aree di Parco di Plinio e l'ATO I40, 1200, grazie allo strumento delle compensazioni edificatorie, cioè cubature portate da altre aree di Roma e vendute ai costruttori. Il Comune di Roma, non avendo soldi né per gli espropri dei terreni né per costruire alloggi per l'emergenza abitativa, baratta, come è accaduto giovedì in aula consiliare: su di un’area di 22 ha destinata a servizi pubblici consente la costruzione di 200mila mc per 750 appartamenti, cioè altri 3000 abitanti sulla base di uno scarabocchio depositato il 15 marzo 2010, mai discusso con i cittadini. Il baratto prevede lavori sulla Colombo che, se si potranno fare, vedranno la luce forse tra 7 anni. Nel frattempo l'Infernetto continua a crescere, le aree destinate a verde e ad accogliere servizi nel P.P. restano in abbandono e una vasta area, confinante con la Tenuta di Castel Porziano, viene destinata ad un altro sconosciuto progetto urbanistico. Si tratta del Piano Urbanistico Attuativo (iniziativa privata per l'ambito di trasformazione ordinaria (ATO-R17, Ponte Fusano, circa 20ha), presentato al Dip. di Urbanistica in data 15 aprile 2010 (prot. QF7965). Tutto da fare, ma intanto il progettista Arch. G. Messina sta contattando i proprietari dei lotti per l’adesione. Lo stesso sta accadendo per le aree denominate 'Toponimi', alle estremità del quartiere, come Macchione e Ponte Olivella. Il primo toponimo porterà (tra insediati e da insediare) 2.800 persone, il secondo 3.400, in aree agricole dove non si poteva costruire. Poiché è difficile recuperare i servizi necessari a simili insediamenti, il Comune di Roma ha già detto che ne estenderà i confini, invadendo altre zone agricole. Pochi i lottisti che hanno aderito al progetto globale, perché chi ha già costruito aspetta e chi ha solo il terreno non comprende perché mai deve cederne quasi metà per servizi che forse neanche verranno. Per questa ragione il Comune è stato costretto a posticipare la data di consegna dei progetti dal 30 giugno al 31 dicembre 2010. Solo con questo elenco siano a 13.400 abitanti sottostimati. Servizi di quartiere, zero. Basta pensare che nella Zona 'O' mancano ancora il 70% delle scuole previste. Gli abitanti dell’Infernetto oggi sono 40.000, ma il sito web del XIII Municipio, aggiornato al 2001, ne indica 13.054. E siccome gli affari sono affari, nei Patti Territoriali di Ostia del 2002, si inserì anche un mega centro commerciale (oltre 300mila mc) che con Alemanno sta prendendo forma. Così come sta prendendo forma un piccolo presidio dei Vigili del Fuoco (250 mq, grande a malapena per metterci un autobotte) in cambio di 75 appartamenti, che nessuno del quartiere ha chiesto. In un quartiere cul-de-sac, va in onda il saccheggio. Questa amministrazione, nella migliore delle ipotesi, è una banda di incapaci.

(Per l'immagine tutti i diritti sono riservati, copyright LabUr)

lunedì 18 ottobre 2010

Evento: Idroscalo di Ostia (1975-2010), non solo Pasolini


Storie di demolizioni da Veltroni ad Alemanno. 25 milioni per ‘allagare’ l’Idroscalo di Ostia, 10 milioni per abbatterlo. Si raddoppiano i cantieri navali (che inquinano il Tevere) mentre il Comune di Roma millanta la proprietà dell’Idroscalo, che invece è del Demanio. Progetti ideati da Veltroni che Alemanno esegue con illegittimi sgomberi come quello del 23 febbraio u.s. Questi i principali risultati dell’incontro che ha proposto la trasformazione dell’Idroscalo in Idroburgo.

Ieri, lunedì 18 ottobre 2010, presso il Centro “Affabulazione”, si è tenuto l’evento “Idroscalo di Ostia, non solo Pasolini”. A 35 anni dalla morte di P.P. Pasolini e a 8 mesi dal fallito sgombero di Alemanno, l’Idroscalo di Ostia ha voluto tornare a far parlare di sé, ma in una veste nuova, sfatando i luoghi comuni che lo circondano.
Se sulla morte del poeta e grande intellettuale ancora esistono dubbi, la certezza è che il corpo fu trovato ben più vicino ad Ostia che all’Idroscalo. L’immagine di questa area come luogo di degrado, abusivismo, irregolarità è stata utilizzata sia da Veltroni (la mente) sia da Alemanno (il braccio) ed è servita, nel corso di questi anni, per sostenere la ‘delocalizzazione’ di tutta la comunità che vive da 50 anni alla foce del Tevere. Pretestuosa anche la valutazione del rischio idrogeologico dell’area. E’ stata, infatti, l’Autorità di Bacino del fiume Tevere ad affermare che, per salvare Fiumicino dalla piena di riferimento (quella devastante, ricorrente ogni 200 anni) si debba costruire un manufatto ripartitore a Capo due Rami (progetto TE19), deviando tutta l’acqua del Tevere sul ramo di Fiumara Grande, liberando così il canale di Fiumicino. La stessa Autorità non si è però mai curata di dragare il fiume, di regolare le aree di esondazione a nord di Castel Giubileo, di realizzare casse di espansione e nuove dighe oltre quella di Corbara, affidandosi invece alle ‘traverse’ di Alviano, Ponte Felice, Nazzano e Castel Giubileo, puri e semplici sbarramenti. Il progetto del ripartitore di Capo due Rami (costo previsto: 25 milioni di euro) è fermo dal 2003, mentre è andata avanti la politica dello sgombero di tutto l’Idroscalo di Ostia da parte dei Sindaci di Roma che si sono susseguiti dal 2001. Nessuno però parla del fatto che dal 1983 è stato adottato il Piano di Zona A7 “Idroscalo”, ma che ancora si cercano i terreni; nessuno parla del raddoppio dei cantieri navali, che inquinano il Tevere; nessuno parla del fatto che sarà costruito (per un importo di 5,7 milioni di euro) un edificio faro presso la foce del Tevere, all’interno del quale sono previsti un ristorante e un albergo, così come nessuno parla dei 5 milioni di euro per la creazione di un parco intorno al faro, nell’area demaniale (mai passata al Comune di Roma), che Alemanno ha invaso il 23 febbraio 2010 con una finta ordinanza di protezione civile. Nessuno che si sia domandato fin’ora perché siano previsti investimenti per centinaia di milioni di euro per un’area ‘a rischio idrogeologico’.
Gli affari del porto e dei cantieri navali, che sono come gli abitati dei residenti ugualmente a rischio per colpa di un argine mai realizzato all’interno del Programma di Riqualificazione Urbana di Ostia Nuova, non possono condizionare il futuro di oltre 500 famiglie.
La storia ci insegna che l’antica città di Ostia visse per secoli nelle stesse condizioni e che, per evitare le inondazioni a Roma, si aprì (non si chiuse, come vuole fare l’Autorità di Bacino) la Fossa Traiana, oggi Canale di Fiumicino. Così come ci insegnano paesi come l’Olanda che i progetti di “floating cities” (città galleggianti, in aree soggette ad allagamento) sono ormai la realtà presente e futura con cui confrontarsi.
Gli abitanti dell’Idroscalo non corrono altri rischi se non quelli generati dalla speculazione su queste terre.
Da Idroscalo a “Idroburgo”, dal vecchio concetto di inquinare il Tevere, attraverso l’ampliamento dei cantieri navali, a quello innovativo di ‘pianificazione didattica’, un percorso con il quale coinvolgere i residenti nel progetto di costruzione del loro insediamento pensandolo come un quartiere ecologico. I soldi ci sono, basta saperli spendere bene e non perdere l’occasione per esportare un nuovo modello di politica urbana, che veda al centro la socializzazione della rendita, affinché la trasformazione di un territorio non rappresenti una mera occasione di valorizzazione immobiliare.


domenica 21 giugno 2009

Kultura littoria nel XIII Municipio: le guitterie delle ultime due settimane.

“Via gli accordi di programma” . Così il centro-destra in campagna elettorale. Dalla campagna alla scampagnata il passo è breve, basta anteporre la preposizione "AL" a "VIA". Dopo gli accordi di Vizzani con Casini/Parnasi, anche Pannacci vuole il suo accordo per Prato Cornelio al grido “I prati verdi li lasciamo ai leghisti. A noi er benedetto cemento littorio”.
Benedetto Cristiano Rasi, dopo aver ingerito per sbaglio semi di papaveri durante la scampagnata littoria, al grido fassista di eia eia alalà, ha impugnato l’ascia di bronzo capitozzando selvaggiamente tutti gli alberi del XIII, colpevoli, secondo lui, di fargli ombra in municipio. Ricoverato al Grassi nel delirio ha dichiarato “Il Comune comunista ha recintato i parchi del popolo, ma non sono i suoi”. Il musicista Orazio Vecchi ha eseguito il requiem per lui.
Mentre nel XIII Municipio il presidente Vizzani sponsorizza la torre con piscina di Babel, a Roma il Generale Granatiere Torre si defila dall’arrocco al re Alemanno. Corsi, ricorsi e Corsini, i ciclopi dell’urbanistica chiudono l’occhio di fronte all’agone mondiale al grido “ I vincoli sono solo quelli della Romana Chiesa”. Rinaldi plaude intonando “Me ne frego, non so se ben mi spiego, me ne frego fo’ quel che piace a me”.

“Eran 300, erano giovani e forti e non sono morti”, apre così il TG dal Mare Nostrum Antonello Piscolla, dopo la manifestazione contro il premio al piduista.
Gelli si deprime alla notizia “Non sono più lo stragista di una volta”.
Dai pizzini di Provenzano alle poesie di Gelli, arriva anche la lettera all’ordine dei giornalisti per il direttore impomatato. Papagni dichiara “La segnalazione all’ordine l’ho ricevuta per primo. Sono il numero uno”.

Bordoni sfondoni annuncia la festa “de borgata”. L’entroterra insorge: “borgataro ce sarai tu e tu sorella”. Il calendario dell’estate è ricco di premi e cotillons. Dopo il premio internazionale "Città di Ostia", si proclameranno i vincitori dei premi internazionali della poesia portoghese, del recital portoghese, delle isole portoghesi e del portoghese DOC. Papagni afferma che il premio ce l’ha in tasca: "De Jesus è figlia di nessuno. Il vero portoghese sono io. Entro dove mi pare, quando mi pare e non pago mai". Dall’alto del pennone della luce che illumina la piscina del Polo natatorio, l’Ingegnere ostiense intrattiene la folla enunciando la nuova crociata per la spesa proletaria comunista. “I terreni sono del popolo e il popolo sono io. Non sono porcheggi, bensì parcheggi”. Un piccione viaggiatore interrompe il comizio portandogli il seguente messaggio dei "soliti noti del Giornale di Ostia": "Libero ar-cesso"