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lunedì 15 novembre 2010

Ostia: il porto è a rischio esondazione ma in Municipio se ne vota l'ampliamento.

"Ad Ostia, manca la messa in sicurezza per eventuali esondazioni del Tevere. La colpa è della burocrazia, non dei politici. Per realizzare l'argine mancante ci vorranno 18 mesi dall'inizio lavori. Tra 2 settimane aggiornerò i cittadini sulla situazione". Così l'ex-Ass. all'Urbanistica del XIII Municipio, oggi 'al Cemento' , Renzo Pallotta, il 2 settembre 2010, durante il consiglio straordinario su Nuova Ostia. Mentre ancora aspettiamo, giovedì 18 novembre, il neo Ass. al Cemento sosterrà a gran forza la proposta di delibera di giunta per l'ampliamento del Porto di Ostia, costruito proprio in area esondazione.
Tutto inizia nel 1998, quando si da inizio al Programma di Riqualificazione Urbana (P.R.U.) di Ostia Ponente, che si avvaleva dei finanziamenti di cui all’Art.2, comma 2, della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica). Nel 1998 venne definita l’Opera Pubblica nr.14, il Parco Sportivo di via dell’Idroscalo (alle spalle dell'attuale scuola Amendola) con l’obiettivo di realizzare un nuovo argine da via C. Avegno all’arginatura principale del Tevere, all’altezza dell’impianto di sollevamento del Consorzio di Bonifica. Tale opera era necessaria per la messa in salvaguardia idraulica di Ostia, dichiarata ad alto rischio dal Piano Straordinario di Bacino. Il costo del Parco era di circa 2.350.000 euro nel 2002. L’opera non fu mai realizzata, lasciando così Ostia a rischio esondazione. Nel frattempo Alemanno, il 23 febbraio 2010, si è permesso di entrare con i manganelli all'Idroscalo per fare spazio ai cantieri navali, in nome proprio del 'rischio allagamenti'. Peccato che anche il Porto di Ostia sia a rischio esondazione, eppure il Comune di Roma si esprime a favore di un suo ampliamento, concedendo il permesso a costruire per residence ed alberghi a servizio del porto.
Tutti coinvolti, da destra a sinistra, nell’affaire Porto di Roma, a danno dei cittadini, primi tra tutti i residenti dell'Idroscalo. E questa sarebbe la politica del territorio ?

sabato 13 novembre 2010

XIII Municipio, Infernetto: va in onda il saccheggio da parte di una banda di incapaci.

L'Infernetto è una zona urbanistica del XIII Municipio (13i) estesa per oltre 1000ha, quanto la Pineta di Castel Fusano, solo che è grigia di cemento e non verde di pini. La parte centrale (532 ha) è quella sorta spontaneamente, poi perimetrata nel 1994 (Zona 'O'), grazie a Pannella, ma il cui piano particolareggiato (cioè la definizione di scuole, strade, servizi) non è mai partito. Attorno, negli oltre 500 ha restanti, sta sorgendo di tutto, grazie alla Giunta Alemanno che negli ultimi 3 anni ha ben pensato di aumentare le cubature di quanto già previsto dal PRG. Così le 3 aree di edilizia residenziale pubblica (167) porteranno 2000 abitanti, mentre le due aree di Parco di Plinio e l'ATO I40, 1200, grazie allo strumento delle compensazioni edificatorie, cioè cubature portate da altre aree di Roma e vendute ai costruttori. Il Comune di Roma, non avendo soldi né per gli espropri dei terreni né per costruire alloggi per l'emergenza abitativa, baratta, come è accaduto giovedì in aula consiliare: su di un’area di 22 ha destinata a servizi pubblici consente la costruzione di 200mila mc per 750 appartamenti, cioè altri 3000 abitanti sulla base di uno scarabocchio depositato il 15 marzo 2010, mai discusso con i cittadini. Il baratto prevede lavori sulla Colombo che, se si potranno fare, vedranno la luce forse tra 7 anni. Nel frattempo l'Infernetto continua a crescere, le aree destinate a verde e ad accogliere servizi nel P.P. restano in abbandono e una vasta area, confinante con la Tenuta di Castel Porziano, viene destinata ad un altro sconosciuto progetto urbanistico. Si tratta del Piano Urbanistico Attuativo (iniziativa privata per l'ambito di trasformazione ordinaria (ATO-R17, Ponte Fusano, circa 20ha), presentato al Dip. di Urbanistica in data 15 aprile 2010 (prot. QF7965). Tutto da fare, ma intanto il progettista Arch. G. Messina sta contattando i proprietari dei lotti per l’adesione. Lo stesso sta accadendo per le aree denominate 'Toponimi', alle estremità del quartiere, come Macchione e Ponte Olivella. Il primo toponimo porterà (tra insediati e da insediare) 2.800 persone, il secondo 3.400, in aree agricole dove non si poteva costruire. Poiché è difficile recuperare i servizi necessari a simili insediamenti, il Comune di Roma ha già detto che ne estenderà i confini, invadendo altre zone agricole. Pochi i lottisti che hanno aderito al progetto globale, perché chi ha già costruito aspetta e chi ha solo il terreno non comprende perché mai deve cederne quasi metà per servizi che forse neanche verranno. Per questa ragione il Comune è stato costretto a posticipare la data di consegna dei progetti dal 30 giugno al 31 dicembre 2010. Solo con questo elenco siano a 13.400 abitanti sottostimati. Servizi di quartiere, zero. Basta pensare che nella Zona 'O' mancano ancora il 70% delle scuole previste. Gli abitanti dell’Infernetto oggi sono 40.000, ma il sito web del XIII Municipio, aggiornato al 2001, ne indica 13.054. E siccome gli affari sono affari, nei Patti Territoriali di Ostia del 2002, si inserì anche un mega centro commerciale (oltre 300mila mc) che con Alemanno sta prendendo forma. Così come sta prendendo forma un piccolo presidio dei Vigili del Fuoco (250 mq, grande a malapena per metterci un autobotte) in cambio di 75 appartamenti, che nessuno del quartiere ha chiesto. In un quartiere cul-de-sac, va in onda il saccheggio. Questa amministrazione, nella migliore delle ipotesi, è una banda di incapaci.

(Per l'immagine tutti i diritti sono riservati, copyright LabUr)

mercoledì 10 novembre 2010

Roma, XIII Municipio: nasce l'Assessorato al Cemento


Renzo Pallota, Assessore all'Urbanistica del XIII Municipio verrà nominato giovedì 11 novembre 2010, dal Sindaco Alemanno, Assessore al Cemento. Se tutto va come è stato previsto, questo lungimirante politico locale potrà vantare a fine mandato di aver contribuito a portare ben 15 milioni di mc di cemento in quello che doveva essere non solo il municipio marino di Roma, ma anche quello più 'verde'. C'è di tutto: dalla villetta monofamiliare nell'entroterra agli alberghi sul lungomare di Ostia, dal raddoppio del porto alla centralità Acilia-Madonnetta, dalle nuove 5 chiese ai vecchi impianti abusivi dei Mondiali di Nuoto Roma ‘09 ancora non terminati.

L'11 novembre infatti si discuterà del "Progetto urbanistico Infernetto, aree servizi pubblici di livello urbano a compensazione - Monte Arsiccio e Tor Marancia". La data non è stata scelta a caso perché proprio un anno fa Pallotta disse: “Non assisteremo più a colate di cemento che cadranno dall’alto, bensì parteciperemo in modo costruttivo al futuro sviluppo di questo territorio”. Così Renzo Pallotta, detto 'Mosè' perché da 10 anni sta cercando di far aprire l'inutile Via Mar Rosso così da consentire un'altra speculazione edilizia, regalerà al XIII Municipio almeno 200.000 mc di nuove case, schierandosi addirittura contro l'UDC che invece non li vogliono e che certo non si può dire un partito non vicino ai palazzinari.

In questa occasione Pallotta chiederà ai costruttori 20 milioni di euro per opere che avrebbe dovuto fare già lo squattrinato Comune di Roma: un asilo nido, una scuola materna, un’elementare e una media, il sottopasso di Via C. Colombo all’altezza di Via Pindaro (mai progettato dal Comune di Roma e tecnicamente impossibile per via dei canali di scolo paralleli alla Colombo e all'urbanizzazione dell'area, ma questo Pallotta non lo sa). Questi 20 milioni, cifra insufficiente vista la lista della spesa dell’Assessore, li darà un grande costruttore romano, Sandro Parnasi, Presidente di Parsitalia, realizzatore del centro commerciale Euroma2 all'EUR. Poi, siccome il XIII Municipio è notoriamente la discarica di tutte le compensazioni cementizie di Roma, arriveranno anche le compensazioni di Monte Arsiccio, che hanno origine da un'area di 11 ettari nel XIX Municipio di proprietà sempre di Parnasi, in quanto l’area è stata inserita nel parco regionale "Insugherata" e quindi oggi non più edificabile. Dunque per salvare un’area preziosa sotto il profilo ambientale e paesaggistico si scaricano le cubature all'Infernetto, dove la rendita fondiaria è maggiore e si può realizzare di più dalla vendita delle case.

Infine Pallotta aggiungerà un ultimo tassello per devastare definitivamente il quadrante ovest del XIII municipio, già compromesso dai futuri 250.000 mc di cemento della 'Piccola Palocco', sempre da lui concessi. Si tratta di Mediapolis, un progetto di demolizione dello storico Drive-In sulla Colombo (nel punto dove verrà il sottopasso di Via Pindaro) per costruirci dentro un'arena per spettacoli, un centro commerciale e un edificio polivalente (sportivo, congressuale e del divertimento). Auguri a Pallotta per la sua nuova nomina ad Assessore al Cemento.

martedì 4 maggio 2010

Pedalare caro Presidente, pedalare !

Quando vedi che un Presidente avanza fino alla metà del suo mandato (a esternare sciochezzario vario) e l’unica mano che passa sembra quella del barista. Quando vedi la Giunta vestita a festa anche nei giorni feriali e non c’è niente da festeggiare. Quando vedi i cittadini, anche quelli che ti hanno votato, imprecare per l’ennesimo autogol, fuori tempo massimo, si capisce che forse è mancata la “capacità amministrativa”. Lo si capisce, soprattutto lo si sente, perché il XIII Municipio esplode tutto, complice di una debacle eccellente che però non è servita, che non si è fatta infilare dall’opposizione.
Colpi di testa di Vizzani, Olive, Pallotta, Pace e Innocenzi. Colpi di fortuna per Vizzy e la sua squadra: l’opposizione che becca solo pali esterni a due a due. La squadra si salva, anche se la matematica non c’è e nemmeno i soldi in bilancio. E poi il calendario di conferenze stampa spalmato tra un mercoledì e giovedì. Il caso scoppiato con la partita doppia sul giro di conto dei permessi ZTL, che inesorabilmente coinvolge tutti i consiglieri: il Presidente parla di “partita doppia incommentabile” e non è l’unico. Poi però si lascia andare a qualche battuta “potevamo risparmiare soldi dell’acqua calda, utilizzata per lavarci le mani, e quelli della luce, per evitare di far vedere le macchie di sugo”.
“Abbiamo fatto una rimonta eccellente” – dichiara Vizzani, “evidentemente a qualcuno non è piaciuto. L’opposizione avrebbe potuto anche non scendere in campo. Il risultato sarebbe stato lo stesso, 3-0 a tavolino”. Forse quello del bar dello sport …
Tanti i commenti dopo il “fischio” dell’ultimo comunicato stampa “Sono venuti meno i principi della sana competizione: l’amore incontrastato dell’elettorato di centro-destra, la lealtà, l’onore, la cultura delle regole e di una buona amministrazione”.

Questo il testo di un articolo indecente apparso oggi su Il Giornale di Ostia, in cui sono stati sostituiti i sostantivi e corretti gli errori grammaticali più evidenti. Questa l’ennesima prova della consistenza di un’amministrazione che, dopo due anni, non solo non ha fatto nulla per il Municipio XIII, ma è riuscita anche a fare danni, oltre che a prendere per i fondelli i cittadini. Siamo in attesa, ad esempio, della concretizzazione della buffonata, pagata dalle nostre tasche, del decentramento amministrativo che non si realizzerà per mancanza di fondi. Un’amministrazione che ha ricevuto l'anno scorso 21 milioni di euro, più di qualunque altro Municipio di Roma, e speso milioni in somme urgenze semi-fantasma ad assegnazione diretta, ma non ha i soldi per una navetta scuola destinata alle famiglie deportate sull’Ardeatina. Senza parlare di tutta una serie di importi assegnati alle associazioni più diverse secondo il solo principio discrezionale. Un Presidente che non ha tempo di rispondere ai cittadini che fanno richieste di chiarimento sulla legittimità e la trasparenza del suo operato e di quello dell’amministrazione che presiede. Che inaugura un impianto abusivo dichiarando impunemente e sfacciatamente “sono amici miei”. E mentre il municipio sprofonda tra buche e smottamenti, regali demaniali, abusivismi vari, infiltrazioni mafiose e soldi pubblici per opere mai finite, lui non ha altro da dire se non parlare di Lazio-Inter e convocare una conferenza stampa perché stizzito per essere stato pizzicato su una spesa per l’acquisto di permessi ZTL. E l’unica risposta di rimando è stata “dovremmo andare in centro con i mezzi ?”

Pedalare caro Presidente, pedalare !

martedì 16 marzo 2010

Ostia ponente. Lucherini - de Jesus (PD): ma a Via Fasan non c'era pericolo di crollo ?

Situazione paradossale. Le famiglie rientrate nelle abitazioni ma dopo 7 mesi l’unico intervento il puntellamento del piano interrato.

"Il Sindaco Alemanno il 17 Febbraio 2010 ha firmato le ordinanze di sgombero ai residenti dell'Idroscalo senza però consegnarle agli interessati prima delle demolizioni delle loro case il 23 Febbraio, mentre è stato solerte il 13 Agosto 2009 a consegnare le ordinanze di sgombero previsto per il 19 agosto, ma mai eseguite, agli abitanti della vicina palazzina di Via Marino Fasan 15, dichiarata in pericolo di crollo” – afferma Paula de Jesus, Urbanista ed esponente del PD - "Oggi, 16 Marzo 2010, cioè 7 mesi dopo, in Via Fasan nulla è cambiato in termini di sicurezza. Lo conferma, tramite fax indirizzato a LabUr (prot. 6668), la Direzione Generale del Patrimonio del Comune di Roma, asserendo che è stato eseguito solo il puntellamento dei locali costituenti il piano interrato, cioè quello pilotis. Nel fax, tra l’altro, sono richiamati, gli articoli 56 ("Provvedimenti per costruzioni che minacciano pericolo") e 94 del Regolamento Edilizio del Comune di Roma, che darebbe al Sindaco la facoltà di provvedere d'ufficio ai lavori da eseguire a danno della proprietaria dello stabile, la Larex S.p.A, che è stata diffidata con d.d. rep. nr.1150 del 14.09.2009 dal IX Dipartimento comunale. La situazione è grottesca: il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, e l'Assessore all'Urbanistica, Renzo Pallotta, rassicurarono i residenti di Via Marino Fasan il 28 Agosto 2009, al loro rientro nelle abitazioni dichiarate 'pericolanti', con la promessa che sarebbe stato redatto un programma specifico per il risanamento dello stabile e la definitiva messa in sicurezza degli edifici. Nulla è avvenuto in 7 mesi”.
“La situazione è paradossale” – dichiara Carlo Lucherini, Vice Presidente del Consiglio Regione Lazio e segretario provinciale del PD– o si trattava di un finto allarme di crollo o siamo di fronte ad una pericolosa negligenza da parte dell'Amministrazione comunale. Stupefacente poi che questo accada a solo 3 settimane dallo sgombero forzoso dell'Idroscalo, motivato da ragioni di incolumità pubblica e privata. Attendiamo che il Sindaco Alemanno intervenga con urgenza a chiarire la questione rassicurando così i cittadini di Via Fasan”.
“Forse in Via Fasan si trattava solo di una manovra speculativa per far liberare gli alloggi per speculazioni private ?” – prosegue la de Jesus - "Nessuna perizia analitica degli interventi di manutenzione straordinaria è stata fatta sullo stabile che ricade, proprio nei locali interrati, in zona a rischio idrogeologico R4, il più alto previsto dalla Legge”.
“In effetti è anomalo che anche il Municipio XIII di fronte ad una situazione di pericolo da loro stessi denunciata, si comporti con tanta superficialità. Il presidente Vizzani addirittura si è recentemente rifiutato di rispondere ad una interrogazione cittadina proprio sulla mancata messa in sicurezza idraulica dell'area. Nel frattempo però il progetto del raddoppio del prospiciente porto turistico di Ostia, situato nella stessa area a rischio R4, procede senza sosta. Chissà se un decreto interpretativo andrà in soccorso di questa amministrazione che usa due pesi e due misure” – conclude la de Jesus.