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lunedì 8 novembre 2010

Idroscalo di Ostia, Lucherini-De Jesus (PD): falsa notizia di inizio lavori scogliera a mare

Abbiamo appreso dal comunicato stampa della Comunità Foce del Tevere che questa mattina il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, durante l’incontro promosso dal Capo Segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli, con i residenti dell’Idroscalo di Ostia, ha affermato che la settimana prossima partirà il cantiere relativo ai lavori della scogliera a mare a difesa dell’abitato. E’ una notizia che apprendiamo con stupore in quanto non risulta da nessuna parte che la Regione Lazio abbia firmato il contratto con la ditta aggiudicataria. L’area di cantiere infatti, ancora non è stata consegnata. Questa sembra proprio l’ennesima promessa a vanvera propinata agli abitanti dell’Idroscalo che ancora aspettano che venga loro mostrato un progetto serio di riqualificazione dell'area dell’Idroscalo di Ostia. Purtroppo bisogna constatare che sono 9 mesi che Alemanno e Vizzani promettono impegni che non possono mantenere e che nascondono evidentemente ben altri progetti per l’area dell’Idroscalo di Ostia.



Il comunicato della Comunità Foce del Tevere su http://www.comunitafocedeltevere.it/8_nov_2010_-_scogliera.html

martedì 23 marzo 2010

De Jesus (PD): di quali fondi per l'Idroscalo della Protezione Civile Regionale parla D'Annibale (PD) ?

In un momento delicatissimo per i residenti dell’Idroscalo, escono dichiarazioni a dir poco sconcertanti da parte di due consiglieri del PD. Tonino D’Annibale e Alessandro Paltoni dichiarano un falso relativamente ai lavori per la scogliera alla foce del Tevere a difesa delle case dell’Idroscalo che non ci sono più. Questa si chiama cattiva politica. Tutti sanno che esiste solo il progetto di una scogliera a mare. Non sono mai esistiti i fondi per una scogliera a fiume. Eventuali ulteriori lavori “alla foce del Tevere” non sono possibili, come ben dovrebbe sapere il consigliere D’Annibale, visto che la Regione Lazio non può deliberare nell’ultimo mese prima delle elezioni. Pertanto si può solo dedurre che il milione e passa di euro di cui parlano, se fosse cosa nuova, si aggiungerebbe ai fondi già stanziati e dovrebbe uscire dalla Protezione Civile Regionale, cosa che sarebbe passibile di denuncia alla Corte dei Conti.
Se invece con la frase “alla foce del Tevere” intendevano il lato mare dell’Idroscalo, perché D’Annibale e Paltoni, invece di ringraziare costantemente gli amministratori di centrodestra, non si sono indignati dell’abuso di potere del Sindaco Alemanno che ha demolito le case dell’Idroscalo versante mare adducendo motivi di pubblica e privata incolumità?
I residenti dell’Idroscalo non hanno bisogno di disinformazione e nemmeno di persone che non essendosi mai occupate prima del problema lo affrontano in modo superficiale solo per fini elettorali. Per fortuna questi sono casi isolati perché nel Pd ci sono state già prese di posizione serie nel recente passato come lo scorso 14 marzo, quando il Vice Presidente del Consiglio Regione Lazio, nonché Coordinatore Provinciale del PD, Carlo Lucherini, ha promosso un evento ad Ostia di vera informazione sulle finte emergenze, le vere speculazioni e la messa in sicurezza del Tevere.

sabato 14 novembre 2009

Piano Casa: mistificazione e subalternità della politica ai palazzinari

Le città le disegnano i palazzinari. Cruda verità. Peccato che Alemanno non abbia per se, né Giotto, né Cimabue. Lo slogan, con cui siamo usciti dall’incontro sul Piano Casa organizzato da Carta presso la sua redazione, dice sostanzialmente che non ci sono più gli standard urbanistici e che la politica di Alemanno, incentrata su “quante stanze” costruire è orientata alla vendita e non all’emergenza abitativa. Presenti i nomi più famosi tra gli urbanisti romani e nazionali e rappresentanti delle diverse Regioni e professori universitari. Si è affrontato il tema del Piano Casa lungo un percorso mirato ad evidenziare le contraddizioni Regione per Regione.
Ad una attenta analisi i Piani Casa sono a tutti gli effetti una mistificazione e l’ennesimo esempio della subalternità della politica alla lobby dei costruttori. Ancora una volta non si affronta infatti il problema tra cittadino e proprietario e il loro conflitto, spesso tutto interno. Scompaiono parole come rendita ed immobiliarismo, che invece ne sono l’anima. La pianificazione viene di nuovo cancellata dall’enfasi per il mercato, unico attore e principe di ogni argomentazione squisitamente neoliberista. Per quanto riguarda in particolare la Regione Lazio si è anche sottolineato come il Piano Stadi finisca per aggravare ancora di più la situazione, che ormai è talmente insostenibile da prospettare come unica soluzione il NO al consumo di territorio. Fuori dal tecnicismo della discussione destinato agli operatori, sottolineiamo come sia un vero peccato constatare che questo genere di incontri siano organizzati e sponsorizzati solo da alcune realtà e non vedano il coinvolgimento e la partecipazione attiva e critica di partiti importanti all’opposizione. Mentre il centro-sinistra latita, il PDL invece è bravissimo a vendersi un piano casa come un capolavoro, in effetti tagliato come un bravo sarto farebbe sul proprio target elettorale (v. cementificazione delle coste della Sardegna).
L’ultimo esempio viene dalla conferenza stampa che doveva esserci proprio ieri in Campidoglio sulle linee guide del piano casa e che è saltata con la scusa della non presenza di Antoniozzi. Forse devono ancora affinare la quadra, sistemando gli affari di qualcuno che è rimasto fuori e che sbraita. Il Piano Casa è solo un affare per i costruttori e ci rallegriamo che siano le conclusioni a cui è giunto anche Carapella.
Non si può avere un piano casa che crede di risolvere il problema dell’emergenza abitativa con l’housing sociale. Qualche dato. ¼ delle case nella Regione Lazio è abusivo, quasi 300.000 le case sfitte a Roma e gli oneri concessori derivanti da tale operazione serviranno per finanziare le spese correnti del comune e non per entrare nel fondo vincolato alle opere. D’altronde le casse dei Comuni sono vuote, a causa del mancato introito dell’ICI e di finanziamenti governativi solo promessi, per cui la prima manovra che fa un Sindaco, di qualunque colore, è quella di definire un piano edificatorio sulla base delle necessità di cassa. La collettività dunque viene gabbata due volte.
Sono dunque i palazzinari che finanziano i Comuni e dalla morsa di questo circolo vizioso non c’è volontà politica di uscirne. Un circolo vizioso che non consente uno sviluppo economico corretto e che finisce per controllare l’intera classe politico/amministrativa.
Scellerate le manovre di vendita del patrimonio pubblico, così come quelle del privatismo ecologista. La sostenibilità ambientale infatti deve andare assieme a quella urbanistica e non in contrapposizione, come ancora oggi molti movimenti ambientalisti continuano a sbandierare. Non si può guardare, come accade ad esempio con le 167 ai soli standard di zona, ma a quelli generali. Ancora oggi c’è chi propone la visione ottocentesca come unica risposta al fallimento della visione del 900, cioè alzare per non consumare. E’ dal 1995 che l’unica formula contenuta nei piani casa è quella dell’ampliamento, di case e casette, condomini e capannoni, gazebi e alberghi, indipendentemente da qualsiasi piano urbanistico o paesaggistico, dunque un non piano casa.
Il Piano Casa del Lazio, che si è limitato a ridurre i danni del Piano Casa Berlusconi senza riuscire ad essere riformista, ha due grandissimi difetti: la monetizzazione degli standard urbanistici e la continuazione dell’urbanistica contrattata, pratica scellerata che ha creato i guasti che tutti conosciamo. Accanto a questo mistificatorio piano casa è in atto una scellerata politica di privatizzazione degli spazi pubblici nel loro complesso, con la complicità di una stampa omertosa e silenziosa (come sta ad esempio accadendo sull'argomento de l’housing sociale) su vere e proprie truffe.
Non è vero che i soldi non ci sono, ci sono eccome, ci sono per fare opere scellerate come il ponte di Messina o il MOSE di Venezia.

E’ necessario dunque richiamare alla responsabilità tutti gli intellettuali che hanno tradito il loro mandato, a partire dalle università, concentrate più sulla gestione aziendale che non a produrre cultura. Va combattuto lo smarrimento culturale, subalterno alle egemonie che governano il nostro paese e che lo rendono sempre più schiavo e più povero. Va combattuta la perdita della memoria. E’ infatti dagli anni ’60 che non si riesce più a portare avanti battaglie importanti per dotarsi di strumenti adeguati alle esigenze del buon vivere, dimenticandosi che alcune importanti conquiste sono più attuali che mai. Si deve tornare a parlare di Welfare urbano come produzione di città con case, servizi e trasporti. Oggi invece si producono solo case come assemblaggi di stanze. Bisogna dire basta al fatto che ciascuno fa quello che vuole del territorio, alle deroghe alla pianificazione, al condono dell’abusivismo, all’incoraggiamento al consumo di suolo, al via libera alle iniziative immobiliari. Bisogna tornare a pianificare. Bisogna tornare alla pianificaziione partecipata.

martedì 13 ottobre 2009

Mondiali di nuoto: opposizione in Campidoglio e Regione di chi siete servi ?

La notizia apparsa su Il Messaggero.it, secondo la quale per otto dei quindici circoli sportivi romani interessati dal sequestro di strutture realizzate in vista del mondiali di nuoto potrebbe prospettarsi a breve un'ipotesi di sanatoria, è un'ammissione che i permessi non c'erano né del Comune, né della Regione, come abbiamo sempre sostenuto e denunciato. Si ammette dunque che il reato c'è.

Chiediamo all'opposizione in Campidoglio e alla Regione Lazio di prendere una posizione chiara su questa ipotesi. Altrimenti anche loro appartengono al popolo del fare: un esercito di servi dell'illegalità.

Questo paese è sempre più senza decenza e senza pudore. L'ennesima sanatoria di tutte le violazioni, come premio ai disonesti.

Dicono che gli italiani non abbiano il senso dello stato. E come potrebbero averlo se questa è la classe politica ?

Non veniteci a chiedere i voti.