sabato 27 novembre 2010

Decentramento XIII Municipio: false le dichirazioni di Alemanno sulla delibera

“Non esiste alcuna deliberazione della Giunta del Comune di Roma che riguarda il decentramento amministrativo del XIII Municipio. Basta sfogliare l'elenco pubblico delle delibere, dal 23 novembre 2009 fino ad oggi, non c'è nulla” – dichiara Paula de Jesus, urbanista di LabUr ed esponente del PD – “Alemanno ha preso in giro non solo i cittadini di Ostia, ma tutta Roma. La pantomima del 24 novembre 2009, con tanto di banda dei Vigili Urbani, riposizionamento dell'aquila nel Palazzo del Governatorato, tricolori insieme alle bandiere del Popolo di Roma, al modico costo di quasi 300 mila euro deve essere smascherata”.

A un anno di distanza e tre dalle promesse in campagna elettorale Alemanno dichiara ieri davanti alle telecamere di Canale 10 "Ci siamo. E' questione soltanto dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale dell'Assemblea Capitolina che c'ha già iscritta la delibera che è stata approvata in Giunta che è già stata concordata con il XIII Municipio, con il Presidente Vizzani. Adesso si tratta soltanto di avere il tempo materiale per votarla. Quindi da questo punto di vista ogni settimana può essere buona. La delibera sarà fatta nel giro di poche settimane o al massimo di 2 mesi e quindi entro il mese di Gennaio".

“Non c’è alcuna autonomia né fiscale né urbanistica del XIII Municipio, neppure la competenza nel rilascio delle licenze per gli stabilimenti balneari” - prosegue la de Jesus – “Esiste solo un ‘Regolamento Speciale del Decentramento Amministrativo nel XIII Municipio’, che non ha alcun valore. Infatti, secondo il diritto amministrativo, i regolamenti possono essere approvati solo con delibera del Consiglio Comunale. Siamo stanchi di questi piazzisti, disposti a tutto solo per attirare ad Ostia i capitali stranieri degli sceicchi arabi per l'altro teatrino denominato waterfront”.

“Non solo è stato grottesco un anno fa il pianto a dirotto del Presidente del XIII Municipio, G. Vizzani, mentre la giunta di Alemanno fingeva di approvare il regolamento suddetto, ma ancora più grave l’affermazione, falsa, dell'Ass. al Decentramento Amministrativo, Enrico Cavallari, che in un comunicato stampa parlò di "approvazione della delibera sul decentramento amministrativo nel XIII Municipio". Si è persino affermato in quella occasione che quella votazione avrebbe revocato la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 281 del 28 ottobre 1992, vale a dire l'unico vero decentramento amministrativo per Ostia esistente e voluto da Marco Pannella, al tempo di Franco Carraro, Sindaco di Roma. Alemanno la finisca di prendere in giro i cittadini del XIII Municipio e venga ad Ostia a confrontarsi con loro invece di scappare, come ha fatto anche il 21 novembre scorso, solo perché impaurito dalle contestazioni di chi è stufo di sentirsi raccontare ogni settimana guitterie di ogni tipo, dal passaggio mai avvenuto di aree demaniali a roboanti progetti faraonici irrealizzabili. Non potrà, come per Tor Bella Monaca, rifugiarsi in un’aula universitaria” – conclude la de Jesus.

venerdì 26 novembre 2010

Valle dell'Aniene: prove tecniche di illusionismo di Bonifaci

“Dopo aver letto sul blog del Comitato Parco Aniene Città Giardino che era in atto una compensazione, ho acquisito tutti i documenti sulla vicenda. Insieme con due urbanisti abbiamo scoperto che l’area compresa tra il Ponte Nomentano e via Favignana, di proprietà della società Ostilia srl, è considerata dal Piano Regolatore zona N-verde pubblico. Su questa decisione la società del gruppo Bonifaci ha fatto due ricorsi al Tar che di fatto bloccano qualsiasi possibilità di costruire cubature e fare orti come paventato da RomaNatura. Appare quindi dannosa la procedura della compensazione edilizia richiesta dalla proprietà ed accettata dal IV Municipio, poiché Ostilia non può fare nulla su quel terreno. Pertanto i vari progetti con cui si è cercato di spaventare i cittadini sono soltanto un bluff” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio.


“Vorrei chiedere ai cittadini ed al Comitato Parco Aniene Città Giardino di tenere sempre a mente una circostanza: la società Ostilia srl, proprietaria dell’area compresa tra il Ponte Nomentano e via Favignana, ha da sempre cercato di edificare l’area in questione. La vicenda degli orti, quindi, è stata semplicemente utilizzata strumentalmente come grimaldello, per spaventare i cittadini e continuare a chiedere al Comune di Roma e al IV Municipio una compensazione che non ha alcuna ragione di essere, perché già sconfessata in passato dalle controdeduzioni al Piano Regolatore Generale del Comune di Roma. Oggi il rischio è che il Presidente Cristiano Bonelli ed il Comune di Roma, strumentalizzando la giusta battaglia dei cittadini per la tutela di un’area verde già però destinata a zona N-verde pubblico nel Piano Regolatore, possano procedere ad una compensazione illegittima che potrebbe addirittura ricadere sul cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale di Piazza Minucciano” continua Corbucci.

“Per far comprendere meglio la questione, dobbiamo raccontare la storia fin dal principio, cosa che l’amministrazione Bonelli si è ben guardata dal fare. Il vecchio Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato dal Consiglio Comunale il 18 dicembre del 1962, è stato approvato con Decreto del Presidente della Repubblica il 16 dicembe del 1965 (pubblicato sulla GU n.36 11.02.1966) apponendo modifiche, prescrizioni e stralci specificati nelle premesse contenute nel DPR stesso. In particolare, gli stralci hanno riguardato parti del Piano non approvate dal Ministero dei Lavori Pubblici, per le quali si chiedevano nuove soluzioni, spesso indicate nello stesso Decreto, ma sempre soggette a nuova adozione da parte del comune di Roma” spiega Corbucci “nell’allegato 2 sono stati elencati i casi in cui il Comune non ha ritenuto di accogliere le richieste del DPR”.

“Tra questi compare la convenzione “Aniene di Levante”, per la quale il DPR chiedeva che la cubatura massima venisse ridotta del 50% rispetto a quella originariamente prevista. Tale convenzione della società Ostilia srl, che ricopre l’area del Parco dell’Acqua Sacra, è rimasta ‘in itinere’ fino al 31 ottobre 1997, quando la Ostilia srl ha presentato (con prot. n.377/PS) l’opposizione n. 181 contro la Variante Generale al PRG adottata con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 92 del 29 maggio 1997, denominata “Piano delle Certezze”.

“L’area in questione è di circa 30 ettari, con una edificabilità di 175 mila mc, trasformata a zona N(Verde Pubblico) dal Piano delle Certezze” spiega Paula De Jesus, urbanista, “L’Ostilia srl ha contestato questa decisione in tre punti:
1) la modifica urbanistica sarebbe solo competenza dell’organo gestore del parco e della Regione Lazio;
2) la nuova destinazione vincolistica non corrisponde al concetto di tutela attiva della legge Galasso (i valori ambientali possono convivere con le previsioni edificatorie);
3) l’ampliamento della zona N-verde pubblico, operato con la variante, è sproporzionato rispetto agli standard di PRG della zona considerata.

L’Ostilia srl propose due alternative:
1) cedere ed attrezzare l’intera area golenale (2/3 del comprensorio) ripristinando la previsione urbanistica, potebdo quindi costruire su almeno una parte dell’area;
2) ottenere compensazioni nell’ambito dei Progetti Urbani (art.2 legge 179/92, art.11 legge 493/93);

“La controdeduzione del Comune fu la seguente: premesso che l’area
1) è interna alla Riserva Naturale Valle dell’Aniene istituita con Legge Regionale n.29 del 6 ottobre 1997;
2) è interessata dai vincoli paesaggistici di cui ai punti C e F dell’art.1 della legge 431/85;
3) è assoggettata dal PTP n.15/9 Valle dell’Aniene alla tutela orientata, con Delibera del Consiglio Comunale n.176 del 9 novembre 2000;
l’osservazione non viene accolta in quanto contrastante con i principi informatori del Piano delle Certezze e perchè le ragioni poste alla base dell’osservazione tendono a tutelare il diritto della proprietà privata invece che la tutela degli interessi pubblici prevalenti”.

“Inoltre con delibera di giunta della Regione Lazio n. 856 del 2004 venne definitivamente confermata la destinazione a zona N-Verde Pubblico così come avvenne per il Nuovo Piano Regolatore, approvato con delibera comunale n. 18 del 12 febbraio 2008, che incluse l’area nel ‘sistema ambientale e agricolo’, componente “Aree naturali protette nazionali e regionali” continua Corbucci “su entrambe queste decisioni la società Ostilia ha presentato due ricorsi al Tar del Lazio (RG 50/2005 e RG 176/2004″.

“Il 7 agosto del 2009 e siamo ai giorni nostri, la società Ostilia pur non avendo in mano alcun titolo da vantare nei confronti del Comune di Roma ha comunqur formulato all’amministrazione una proposta di transizione per risolvere il contenzioso posto in essere con i ricorsi al Tar del Lazio” spiega Corbucci “la cosa inquietante è che la Ostilia, società del gruppo Bonifaci S.p.A., ha richiesto una compensazione urbanistica su un’area ormai salvaguardata e dove è impossibile edificare”.

“Nonostante la proposta di edificazione sia stata stralciata nel 1965 e l’area tutelata ulteriormente con il Nuovo Piano Regolatore del 2008, la proprietà sta cercando di riprovarci agitando nei confronti dei cittadini lo spauracchio degli orti urbani, ben sapendo che sul quel terreno non è possibile mettere alcuna rete o cinta perimetrale che precluda l’utilizzo pubblico del verde da parte dei cittadini” continua Corbucci. “Inoltre viene il forte sospetto che la società Ostilia del gruppo Bonifaci, possa ottenere la compensazione, già ufficialmente richiesta il 3 febbraio del 2010 (prot. 051/10/UT/LC/VC), nell’ambito dei Progetti Urbani di Riqualificazione che ci fanno subito tornare in mente l’art. 11 Fidene Valmeliana, dove l’intervento edificatorio che interessa la zona di Piazza Minucciano è di proprietà di un’altra società del gruppo Bonifaci. In questo caso la proprietà ha legittimamente un’autorizzazione a costruire cubatura commerciale, ma nonostante questo continua a chiedere con insistenza un cambio di destinazione d’uso a residenziale a parità di cubature. Una richiesta che fino ad oggi è sembrata incomprensibile ed impraticabile, ma che potrebbe celare l’intenzione di mettere sul piatto della bilancia la cessione di alcune aree, come ad esempio quella del Parco dell’Aniene, al fine di ottenere la cubatura richiesta. Come a dire ti cedo un’area verde dove non posso edificare nulla e che anzi dovrei attrezzare a parco pubblico e tu in cambio mi regali metri cubi di residenziale in un’area in cui potrei costruire solo commerciale. Un vantaggio a senso unico per i costruttori, con il rischio di mettere i cittadini gli uni contro gli altri, nella difesa dei singoli quartieri, privati di una visione più complessiva dell’intera vicenda” continua Corbucci.

“In conclusione l’area a verde pubblico compresa tra il Ponte Nomentano e via Fagnana gode di tutti i vincoli possibili. Non vi possono esser fatte edificazioni. Non vi possono essere installati orti perimetrati ed affidati a chicchessia che la sottraggano al verde pubblico ed al pubblico utilizzo. Difatti la paventata rete non è stata mai installata poichè sarebbe stato un vero e proprio abuso. E in sintesi, infatti, alla Ostilia non interessa nulla di quell’area poiché vorrebbe una compensazione residenziale in altre zone, pur sapendo di non aver alcune titolo per ottenerla. Il rischio è che sostenere la posizione dell’amministrazione di centrodestra di Bonelli sulla compensazione edilizia, votata in municipio con l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Jessica De Napoli, possa portare altro cemento ingiustificato in un’altra zona del Municipio. Sarebbe addirittura paradossale se poi quella zona fosse proprio Piazza Minucciano, sempre di proprietà del gruppo Bonifaci” conclude Corbucci “al comitato Parco Aniene Città Giardino chiediamo quindi di continuare a combattere, e noi saremo al loro fianco, per la difesa del verde pubblico senza però perorare l’idea di una compensazione edilizia ingiustificata che serve soltanto a promuovere una speculazione da parte della proprietà. Fino a che sono in discussione i due ricorsi al Tar sull’area non si potrà fare nulla, ne edificazioni ne orti. Questa è la verità, i progetti di Ostilia sono solo un bluff”.

da: http://riccardocorbucci.wordpress.com/2010/11/26/valle-dellaniene-corbucci-pd-i-cittadini-non-cadano-nella-trappola-della-compensazione-proposta-dai-costruttori-ed-avallata-dal-centrodestra/

martedì 23 novembre 2010

Il 'pacco' dono di Alemanno e Vizzani

Tanti auguri, Mr. President.

Domani, 24 novembre, è infatti il primo anniversario della “giornata epocale” del finto decentramento amministrativo, promesso da Lei e da Alemanno in campagna elettorale e che, dopo un anno, il Sindaco doveva calendarizzare il 2 novembre 2010. In effetti ormai ha fatto epoca.

L’ennesimo 'pacco' (dono) pieno di tante roboanti promesse e progetti faraonici venduti tutti con lo slogan “impegno mantenuto”, tipici del ‘partito del fare’, che crede che ripetendo una bugia tante volte essa diventi una verità. Come quella del passaggio delle aree demaniali al Comune di Roma (dato per sicuro il 30 ottobre) o l’inizio dei lavori della scogliera a difesa dell’abitato dell’Idroscalo di Ostia (il 15 novembre, ma non c’è nemmeno uno scoglio in mare), o come il grande bluff dei lavori sulla C. Colombo o il Ponte della Scafa. Numeri dati a vanvera che viste le grame casse del Comune i cittadini si giocheranno al Lotto per farne dono, in caso di vincita, all’amministrazione.

Auguri dunque Mr. President, perché ne avrà bisogno e non potendo chiedere a Marilyn Monroe di cantarle gli auguri, noi la invitiamo a guardare su youtube le decine di filmati che testimoniano la sua incapacità a rispondere alle domande dei cittadini e ai bisogni di questo territorio.


Simona Mignozzi, coordinatore municipale Idv XIII Municipio

Leonardo Ragozzino, coordinatore SEL Ostia Levante

Paula de Jesus, dirigente del PD

Giulio Notturni, Presidente Associazione Culturale Colere Cultura

Davide Pifferi, Presidente Comitato Civico 2013

Andrea Schiavone, Presidente LabUr - Laboratorio di Urbanistica

venerdì 19 novembre 2010

XIII Municipio: il pessimo teatrino di maggioranza e opposizione

Una settimana ricca di colpi di scena nel XIII Municipio.

Si inizia giovedì 11 novembre con una seduta consiliare di 14 ore che approva oltre 200 mila mc di cemento del costruttore Parnasi. Nessun progetto, ma solo un baratto tra le cubature provenienti da Tor Marancia e Monte Arsiccio e opere pubbliche tecnicamente irrealizzabili. Durante il consiglio, devono intervenire i Carabinieri perché il clima è molto teso: volano parolacce e insulti tra i consiglieri, alcuni arrivano persino alle mani. Saltano gli accordi pre-consiglio. Tre voti dell’opposizione, dati per favorevoli, diventano contrari e i tre contrari della maggioranza di centro-destra diventano astenuti. Nelle 14 ore si susseguono un numero imprecisato di sospensioni, decine e decine di telefonate ai propri referenti in Regione, minacce di dimissioni da parte del Presidente del Municipio, Giacomo Vizzani, urla persino nella stanza anche dell’opposizione, di chi è stufo di sentir parlare delle telefonate del consigliere regionale Marco Di Stefano. Pressioni di ogni sorta, finché alle 6 del mattino lo schema di delibera viene approvato senza che i capigruppo facciano la dichiarazione di voto e soprattutto contro il parere dei cittadini che hanno gremito l’aula Massimo di Somma.

Siamo a giovedì 18 novembre, consiglio che verte sull’ampliamento del Porto di Ostia. Un porto a rischio esondazione che l'Autorità di Bacino autorizza ad ampliarsi. Ennesimo progetto su cui la cittadinanza non viene coinvolta, come invece dovrebbe essere per legge, alla faccia dell’urbanistica partecipata di cui si riempie sempre la bocca questa amministrazione di centro-destra. Tutto sembra deciso e invece accade un nuovo incidente: il capogruppo del PdL, Salvatore Colloca, interviene parlando di trame oscure nel PD che minano gli accordi presi con la maggioranze e che prevedevano l’unanimità di un voto a favore. Il consigliere del PD, Paolo Orneli si innervosisce. Al momento della votazione, 5 del PD votano contro, due si astengono, tra cui il capogruppo, che dichiarerà, fuori dal palazzo del governatorato, che se i referenti in Regione sono a favore lo deve anche essere il PD del Municipio, è una questione di coerenza di linea politica. Passa l’ampliamento del Porto, malgrado ci siano ben 108 cittadini che protestano, ma il fatto grave è che viene votata una Decisione di Giunta Comunale che i consiglieri non avevano ricevuto. Tutti lo sanno, ma nessuno dice niente.

Almeno una domanda sorge spontanea: ma se tutto è approvato da Roma o in Regione, loro in Municipio che ci stanno a fare ?

Questi i comunicati stampa delle Associazioni testimoni dell’ultima grottesca e maleodorante vicissitudine consiliare.

Comunità Foce del Tevere - Ostia: si allarga il porto e si allaga l'idroscalo per colpa del porto - Il XIII Municipio si è riunito ieri in consiglio per esprimere un parere favorevole sull'ampliamento del porto dimenticando una corretta e imparziale amministrazione del territorio. Questa l'arroganza del XIII Municipio il cui Presidente abbandona l'aula, davanti a 108 persone che gli chiedono di vedere i progetti di riqualificazione dell’Idroscalo e dell’ampliamento del Porto, ma vi rientra, dopo due ore e mezza, per votare il progetto dell’ampliamento senza curarsi dell'impatto che avrà sull'Idroscalo. Nei 10 minuti in cui è stato in aula si è persino compiaciuto dei controlli (illegittimi) operati verso i residenti dell'Idroscalo, come se l'Italia si fosse trasformata in uno stato di polizia, affermando "Non sono stato io a mandare nei giorni passati la Polizia Municipale a fare i controlli all'Idroscalo, anche se ne ero al corrente. Però concordo con questo modo di fare e vi informo che sono stati eseguiti anche controlli legali e tributari su tutte le persone residenti in quel posto". Questo ci sembra inaccettabile e controlleremo la veridicità di tale affermazione rilasciata in un luogo pubblico, riservandoci di adire alle vie legali qualora si ravvisassero gli estremi per un abuso d'ufficio, come previsto dall'art. 323 del codice penale. Dopo che Alemanno è entrato con i manganelli nelle nostre case lo scorso 23 febbraio, attendiamo da 9 mesi che il primo cittadino di questo Municipio, che dovrebbe essere il rappresentante di tutti i cittadini, smetta di mostrare il progetto del waterfront di Ostia agli sceicchi danarosi e lo mostri prima di tutto ai cittadini. Riteniamo le affermazioni fatte in aula ieri lesive nei confronti della comunità dell'Idroscalo. Dopo il consiglio di ieri pomeriggio, prendiamo atto che l’amministrazione vuole parlare con la Comunità dell’Idroscalo solo di sgomberi per portarla nelle nuove case previste sempre in area a rischio esondazione.

LabUr - Porto di Ostia: l'ampliamento cancellerà l'Idroscalo ? - L'espressione favorevole del XIII Municipio per l'ampliamento del porto di Ostia, testimonia una profonda incapacità amministrativa, decisionale e tecnica che deve ormai essere denunciata. Il consiglio municipale riunitosi ieri pomeriggio (con più di un'ora di ritardo, senza presentare il progetto) era stato preceduto in mattinata da una seduta della Commissione Urbanistica, alla presenza dei progettisti privati e di Aldo Papalini, direttore dell'Ufficio Tecnico del XIII Municipio, nonché del Presidente del XIII Municipio, Vizzani, e dell'Assessore all'Urbanistica, Pallotta. Alla specifica domanda rivolta da LabUr, circa il rischio di esondazione cui sarebbe sottoposto il vecchio e nuovo porto, così i privati hanno risposto: "Abbiamo avuto parere favorevole dall'Autorità di Bacino del fiume Tevere (ABT) in funzione del progetto del partitore di Capo due Rami, assumendoci noi, quando sarà realizzato, gli oneri di costruzione di un canale scolmatore e di un bacino di raccolta, sempre dentro la nostra area, prima dei cantieri navali Rizzardi, su via dell'Idroscalo". Quindi l'ABT, pur sapendo che il porto di Ostia è già in area esondazione, ne autorizza addirittura un ampliamento giustificando la decisione in funzione del partitore di Capo due Rami, un progetto mai realizzato che risale a prima del 1983, che forse mai si farà e che si riferisce al punto in cui il Tevere, venendo da Roma, si biforca nel Canale di Fiumicino e nel ramo di Fiumara Grande (zona chiamata appunto Capo due Rami). Si tratta dell'intervento TE19 del Piano di Stralcio 5, dal costo complessivo di 25 milioni di euro e che consiste in "opere di regolazione dinamica del livello idrico in alveo, mediante realizzazione di una traversa mobile a scomparsa sul fondo dell’alveo, asservita alla misura della portata transitante nel canale navigabile". In pratica, se si dovesse verificare la piena di riferimento ultracentennale del Tevere, tutta l'acqua verrebbe convogliata per il ramo di Fiumara Grande, essendo il Canale di Fiumicino privo di argini nel tratto dell'abitato. Ciò comporta che, alla foce di Fiumara Grande, su entrambi i lati, gli abitati dell'Idroscalo di Ostia e di Passo della Sentinella devono essere demoliti per consentire il massimo deflusso del fiume. La situazione dei 2 abitati viene poi peggiorata proprio dall'ampliamento del porto. Lo ha affermato la stessa ABT (prot. n.3711/C del 7 Novembre 2009), chiedendo che l'intestazione del nuovo molo non alteri il deflusso di piena, ma aggiungendo anche di stabilire "livelli di priorità per assumere procedure delocalizzative della stessa zona complessiva dell'Idroscalo di Ostia". Tradotto, poiché il molo ha finito per intestarsi nella fascia di deflusso AA, si devono 'delocalizzare' le 'costruzioni abusive attuali' (così viene chiamato l'abitato da parte dell'ABT). Tutto questo è riportato nella Decisione di Giunta Comunale, nr.95 del 20 Ottobre 2010 su cui il XIII Municipio ha espresso 16 voti favorevoli (tutta la PdL, Vizzani e UDC), 5 contrari (PD), 2 astenuti (PD, tra cui il capogruppo). Ma l'aspetto più grottesco e grave della questione è che la Dec.G.C n.95 non era nota ai membri della Commissione Urbanistica né al Presidente Vizzani fino alle ore 11:48 di ieri, quando noi di LabUr abbiamo gentilmente concesso al consigliere Stornaiuolo (PdL) di farne una fotocopia (ma solo della pagina 3) per portarla a Vizzani che non la trovava. La stessa Dec.G.C n.95 era però quella su cui si doveva votare alle 15:15 della stessa giornata, essendo stato calendarizzato il consiglio ben 15 giorni prima. Aggiungiamo che durante il consiglio, S. Pannacci, Presidente della Commissione Urbanistica, ha dovuto leggere la nota dell'ABT informando i consiglieri presenti che non l'avevano ricevuta e aggiungendo che comunque dall'elaborato R10 ('Analisi di fattibilità Idraulica') non risultavano cambiamenti del 'valore idrodinamico' del fiume dovuti all'ampliamento del porto. Peccato che tutti si siano dimenticati che il parziale sgombero dell'Idroscalo, avvenuto il 23 febbraio 2010, era stato organizzato (come ha detto davanti alle telecamere l'Ass. all'Urbanistica del Comune di Roma, M. Corsini) già da fine 2009, abbattendo le case proprio in prossimità della intestazione del nuovo molo. Insomma il sospetto che 'le procedure delocalizzative' per l'abitato dell'Idroscalo, siano iniziate e siano dovute al nuovo porto, rimane più che fondato. Ma il Municipio XIII se ne lava le mani. Quello che è certo è che il nuovo braccio prosciugherà la spiaggetta dell’Idroscalo, dove sarà possibile così costruire un bel parcheggio.


OSTIA SpA: Alemanno scompare ma il flash mob rimane


OSTIA SpA: Alemanno scompare ma il flash mob rimane: "'Famose du' spaghi!' Doveva essere una sorpresa, ma l'abbiamo saputo. Però l'ha saputo pure lui. Quindi, per la serie 'io so che tu sai ch..."

OSTIA SpA: Ostia S.p.A Flash-Mob domenica 21 novembre



OSTIA SpA: Ostia S.p.A Flash-Mob domenica 21 novembre: "Flash-Mob contro gli ordini di Roma. Il XIII Municipio si ribella e domenica 21 novembre, in una località non precisata, ma molto frequentat..."

lunedì 15 novembre 2010

Ostia: il porto è a rischio esondazione ma in Municipio se ne vota l'ampliamento.

"Ad Ostia, manca la messa in sicurezza per eventuali esondazioni del Tevere. La colpa è della burocrazia, non dei politici. Per realizzare l'argine mancante ci vorranno 18 mesi dall'inizio lavori. Tra 2 settimane aggiornerò i cittadini sulla situazione". Così l'ex-Ass. all'Urbanistica del XIII Municipio, oggi 'al Cemento' , Renzo Pallotta, il 2 settembre 2010, durante il consiglio straordinario su Nuova Ostia. Mentre ancora aspettiamo, giovedì 18 novembre, il neo Ass. al Cemento sosterrà a gran forza la proposta di delibera di giunta per l'ampliamento del Porto di Ostia, costruito proprio in area esondazione.
Tutto inizia nel 1998, quando si da inizio al Programma di Riqualificazione Urbana (P.R.U.) di Ostia Ponente, che si avvaleva dei finanziamenti di cui all’Art.2, comma 2, della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica). Nel 1998 venne definita l’Opera Pubblica nr.14, il Parco Sportivo di via dell’Idroscalo (alle spalle dell'attuale scuola Amendola) con l’obiettivo di realizzare un nuovo argine da via C. Avegno all’arginatura principale del Tevere, all’altezza dell’impianto di sollevamento del Consorzio di Bonifica. Tale opera era necessaria per la messa in salvaguardia idraulica di Ostia, dichiarata ad alto rischio dal Piano Straordinario di Bacino. Il costo del Parco era di circa 2.350.000 euro nel 2002. L’opera non fu mai realizzata, lasciando così Ostia a rischio esondazione. Nel frattempo Alemanno, il 23 febbraio 2010, si è permesso di entrare con i manganelli all'Idroscalo per fare spazio ai cantieri navali, in nome proprio del 'rischio allagamenti'. Peccato che anche il Porto di Ostia sia a rischio esondazione, eppure il Comune di Roma si esprime a favore di un suo ampliamento, concedendo il permesso a costruire per residence ed alberghi a servizio del porto.
Tutti coinvolti, da destra a sinistra, nell’affaire Porto di Roma, a danno dei cittadini, primi tra tutti i residenti dell'Idroscalo. E questa sarebbe la politica del territorio ?

sabato 13 novembre 2010

XIII Municipio, Infernetto: va in onda il saccheggio da parte di una banda di incapaci.

L'Infernetto è una zona urbanistica del XIII Municipio (13i) estesa per oltre 1000ha, quanto la Pineta di Castel Fusano, solo che è grigia di cemento e non verde di pini. La parte centrale (532 ha) è quella sorta spontaneamente, poi perimetrata nel 1994 (Zona 'O'), grazie a Pannella, ma il cui piano particolareggiato (cioè la definizione di scuole, strade, servizi) non è mai partito. Attorno, negli oltre 500 ha restanti, sta sorgendo di tutto, grazie alla Giunta Alemanno che negli ultimi 3 anni ha ben pensato di aumentare le cubature di quanto già previsto dal PRG. Così le 3 aree di edilizia residenziale pubblica (167) porteranno 2000 abitanti, mentre le due aree di Parco di Plinio e l'ATO I40, 1200, grazie allo strumento delle compensazioni edificatorie, cioè cubature portate da altre aree di Roma e vendute ai costruttori. Il Comune di Roma, non avendo soldi né per gli espropri dei terreni né per costruire alloggi per l'emergenza abitativa, baratta, come è accaduto giovedì in aula consiliare: su di un’area di 22 ha destinata a servizi pubblici consente la costruzione di 200mila mc per 750 appartamenti, cioè altri 3000 abitanti sulla base di uno scarabocchio depositato il 15 marzo 2010, mai discusso con i cittadini. Il baratto prevede lavori sulla Colombo che, se si potranno fare, vedranno la luce forse tra 7 anni. Nel frattempo l'Infernetto continua a crescere, le aree destinate a verde e ad accogliere servizi nel P.P. restano in abbandono e una vasta area, confinante con la Tenuta di Castel Porziano, viene destinata ad un altro sconosciuto progetto urbanistico. Si tratta del Piano Urbanistico Attuativo (iniziativa privata per l'ambito di trasformazione ordinaria (ATO-R17, Ponte Fusano, circa 20ha), presentato al Dip. di Urbanistica in data 15 aprile 2010 (prot. QF7965). Tutto da fare, ma intanto il progettista Arch. G. Messina sta contattando i proprietari dei lotti per l’adesione. Lo stesso sta accadendo per le aree denominate 'Toponimi', alle estremità del quartiere, come Macchione e Ponte Olivella. Il primo toponimo porterà (tra insediati e da insediare) 2.800 persone, il secondo 3.400, in aree agricole dove non si poteva costruire. Poiché è difficile recuperare i servizi necessari a simili insediamenti, il Comune di Roma ha già detto che ne estenderà i confini, invadendo altre zone agricole. Pochi i lottisti che hanno aderito al progetto globale, perché chi ha già costruito aspetta e chi ha solo il terreno non comprende perché mai deve cederne quasi metà per servizi che forse neanche verranno. Per questa ragione il Comune è stato costretto a posticipare la data di consegna dei progetti dal 30 giugno al 31 dicembre 2010. Solo con questo elenco siano a 13.400 abitanti sottostimati. Servizi di quartiere, zero. Basta pensare che nella Zona 'O' mancano ancora il 70% delle scuole previste. Gli abitanti dell’Infernetto oggi sono 40.000, ma il sito web del XIII Municipio, aggiornato al 2001, ne indica 13.054. E siccome gli affari sono affari, nei Patti Territoriali di Ostia del 2002, si inserì anche un mega centro commerciale (oltre 300mila mc) che con Alemanno sta prendendo forma. Così come sta prendendo forma un piccolo presidio dei Vigili del Fuoco (250 mq, grande a malapena per metterci un autobotte) in cambio di 75 appartamenti, che nessuno del quartiere ha chiesto. In un quartiere cul-de-sac, va in onda il saccheggio. Questa amministrazione, nella migliore delle ipotesi, è una banda di incapaci.

(Per l'immagine tutti i diritti sono riservati, copyright LabUr)