Oggi, la polizia è venuta a casa mia per comunicarmi che sono stata denunciata d’ufficio perché avrei manifestato senza autorizzazione e ho dovuto eleggere domicilio per le notificazioni di legge relative al procedimento penale. Non è questa la sede per un dibattito processuale che stabilisca come siano andati i fatti. Se ci sarà lo farò nelle sedi opportune. Però voglio fare alcune considerazioni a più ampio respiro. Ieri sera ho assistito al dibattito alla festa dell’Unità di Ostia Antica con David Sassoli, Alessandro Fulloni e Paolo Pau sul problema dell’informazione e della libertà in questo Paese. Erano presenti diversi giornalisti locali. Senza fare il nome dell’ambasciatore (che non porta pena), mi è stato riferito che il direttore di una nota televisione locale ha chiesto di intercedere nei miei confronti perché non ha gradito i miei comportamenti. Ecco, nella stessa serata in cui si parla dello stato dell'informazione in Italia, della sua concentrazione in poche mani e del tentativo dei poteri forti di chiudere le voci libere, fuori dal coro, del fatto che la mancanza di informazione ha a che fare direttamente con la democrazia e la libertà d'espressione, della chiusura delle testate indipendenti dal potere e dalle sue direttive, della preoccupazione di un ritorno al fascismo ... ecco nello stesso preciso momento un direttore, sul cui operato, in occasione della contestazione del premio a Licio Gelli, ho fatto un esposto all’ordine dei Giornalisti, invece di rispondere alla mia mail o di telefonarmi (come ha fatto con altri), manda, come nella più antica tradizione borbonica, un emissario, non perché io possa esercitare un mio diritto e lui un suo dovere, previsto dalla categoria alla quale appartiene, ma per chiedermi di fare un passo indietro.
Questa è la mediocrità di questo misero Municipio.
Oggi, con chiaro intento intimidatorio, mi si ripete "d'ufficio"che devo stare tranquilla, guarda caso alla vigilia dell'inaugurazione del Polo Natatorio di Ostia e non solo.
Questa si chiama prepotenza, che spesso sfocia in repressione e qualche volta anche in galera.
Diceva Benjamin Disraeli che con la giustificazione della necessità si compiono i delitti più spaventosi e, aggiungo io … si alzano i toni anche degli innocenti.
sabato 4 luglio 2009
mercoledì 24 giugno 2009
I furbetti del bagnomaria
Dopo che i furbetti del Lungomare (decifrare balneari), meglio noti come i furbetti del bagnomaria, si sono accaparrati aree demaniali per farci i parcheggi, esibendo solo la concessione del Demanio, ma non le autorizzazioni necessarie per fare i parcheggi (tanto che manca all'ingresso il regolare cartello di passo carrabile).Dopo che il Dott. Ing. Renato Papagni ha gestito per anni l'area del polo natatorio a parcheggio abusivo, con tanto di parcheggiatore abusivo, che prendeva i soldi abusivamente ai poveri bagnanti che ivi posteggiavano.
Dopo che il Dott. Ing. Renato Papagni ha pianto lacrime di coccodrillo sostenendo, in televisione, che il Polo Natatorio gli aveva creato un danno economico togliendogli i posteggi abusivi con parcheggiatore abusivo su area comunale.
Dopo che il Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto '09, Dott. Ing. Claudio Rinaldi, regala degli 800 posteggi (mai assoggettati al VIA della Regione) ben 300 posteggi ai balneari (decifrare sempre i soliti noti).
Dopo che circa un mese fa abbiamo personalmente domandato al posteggiatore abusivo del Dott. Ing. Renato Papagni se potevamo posteggiare nell'area demaniale recintata con pali di legno, al cui ingresso aveva messo un'autovettura per impedire l'entrata ai non graditi, e ci era stato risposto che vi potevano posteggiare solo gli abbonati a Le Dune, di proprietà del fratello del Dott. Ing. Renato Papagni, ma appena veniva pronto il Polo Natatorio avremmo potuto posteggiare nell'area demaniale con concessione ma senza autorizzazione, ovviamente solo se eravamo giornalieri de Le Dune, chiaramente a pagamento (le cui tariffe non erano note).
Dopo che, durante la notte che ha preceduto l'AIR SHOW, qualcuno (decifrare i soliti noti) aveva messo dei tondini di ferro e posteggiato caravan recintando abusivamente anche l'area (questa volta comunale), che si trova a ridosso di quella demaniale del Dott. Ing. Renato Papagni, per impedire che il povero bagnante potesse posteggiare l'auto se non sotto il diretto controllo del posteggiatore abusivo del Dott. Ing. Renato Papagni.
Dopo che c'è stato per ore un maxi ingorgo nel quadrilatero Quinqueremi, Palombari, Scialuppe e Caio Duilio perché le persone non sapevano più dove posteggiare.
Dopo che qualcuno (questa volta non i soliti noti di cui sopra, ma quelli definiti tali da Il Giornale di Ostia) hanno tolto i tondini di ferro e poi sono saliti su un terrazzo a filmare il tutto.
Dopo che il posteggiatore abusivo del Dott. Ing. Renato Papagni si è precipitato sull'orlo di una crisi di nervi perché non controllava più il flusso delle auto nell'area comunale che avevano abusivamente recintato con tondini di ferro e caravan per farne un parcheggio abusivo.
Dopo che, sempre lo stesso parcheggiatore abusivo del Dott. Ing. Renato Papagni, filmato da noi, riscuoteva i soldi dai poveri ignari cittadini, che posteggiavano nell'area comunale, quella abusivamente recintata con tondini di ferro e caravan dai soliti noti.
Dopo che ci arriva la telefonata che qualcuno (decifrare i soliti noti) ha con un camioncino portato lastre di travertino pesantissime per recintare abusivamente l'area comunale in modo da non far passare le auto dei poveri cittadini e bagnanti.
Ecco, dopo tutto questo, i soliti noti (leggasi quelli definiti tali da Il Giornale di Ostia), sono andati sul posto e hanno ritolto i tondini di ferro e riportato le lastre di travertino al legittimo proprietario, adagiandole sull'area demaniale, quella con la concessione ma senza autorizzazione ... e su una di queste hanno scritto:
IL NOSTRO OROLOGIO SEGNA L'ORA LEGALE. IL TUO ?
Il filmato: http://www.youtube.com/watch?v=oM1QKRrLzzQ
lunedì 22 giugno 2009
domenica 21 giugno 2009
Kultura littoria nel XIII Municipio: le guitterie delle ultime due settimane.
“Via gli accordi di programma” . Così il centro-destra in campagna elettorale. Dalla campagna alla scampagnata il passo è breve, basta anteporre la preposizione "AL" a "VIA". Dopo gli accordi di Vizzani con Casini/Parnasi, anche Pannacci vuole il suo accordo per Prato Cornelio al grido “I prati verdi li lasciamo ai leghisti. A noi er benedetto cemento littorio”.Benedetto Cristiano Rasi, dopo aver ingerito per sbaglio semi di papaveri durante la scampagnata littoria, al grido fassista di eia eia alalà, ha impugnato l’ascia di bronzo capitozzando selvaggiamente tutti gli alberi del XIII, colpevoli, secondo lui, di fargli ombra in municipio. Ricoverato al Grassi nel delirio ha dichiarato “Il Comune comunista ha recintato i parchi del popolo, ma non sono i suoi”. Il musicista Orazio Vecchi ha eseguito il requiem per lui.
Mentre nel XIII Municipio il presidente Vizzani sponsorizza la torre con piscina di Babel, a Roma il Generale Granatiere Torre si defila dall’arrocco al re Alemanno. Corsi, ricorsi e Corsini, i ciclopi dell’urbanistica chiudono l’occhio di fronte all’agone mondiale al grido “ I vincoli sono solo quelli della Romana Chiesa”. Rinaldi plaude intonando “Me ne frego, non so se ben mi spiego, me ne frego fo’ quel che piace a me”.
“Eran 300, erano giovani e forti e non sono morti”, apre così il TG dal Mare Nostrum Antonello Piscolla, dopo la manifestazione contro il premio al piduista.
Gelli si deprime alla notizia “Non sono più lo stragista di una volta”.
Dai pizzini di Provenzano alle poesie di Gelli, arriva anche la lettera all’ordine dei giornalisti per il direttore impomatato. Papagni dichiara “La segnalazione all’ordine l’ho ricevuta per primo. Sono il numero uno”.
Bordoni sfondoni annuncia la festa “de borgata”. L’entroterra insorge: “borgataro ce sarai tu e tu sorella”. Il calendario dell’estate è ricco di premi e cotillons. Dopo il premio internazionale "Città di Ostia", si proclameranno i vincitori dei premi internazionali della poesia portoghese, del recital portoghese, delle isole portoghesi e del portoghese DOC. Papagni afferma che il premio ce l’ha in tasca: "De Jesus è figlia di nessuno. Il vero portoghese sono io. Entro dove mi pare, quando mi pare e non pago mai". Dall’alto del pennone della luce che illumina la piscina del Polo natatorio, l’Ingegnere ostiense intrattiene la folla enunciando la nuova crociata per la spesa proletaria comunista. “I terreni sono del popolo e il popolo sono io. Non sono porcheggi, bensì parcheggi”. Un piccione viaggiatore interrompe il comizio portandogli il seguente messaggio dei "soliti noti del Giornale di Ostia": "Libero ar-cesso"
lunedì 15 giugno 2009
Nuovi paradigmi e vecchi paraculi.
Della serie: a volte ritornano.In aula Massimo Di Somma nel XIII Municipio, c’è la bandiera tricolore, quella della città di Roma e quella europea, la foto del capo dello Stato e il crocifisso. Come in tutti i luoghi Istituzionali. Simboli di parole che hanno perso di significato in questo Paese.
E’ accaduto ciò che nella storia risorgimentale e unitaria sembrava impossibile, assurdo, da incubo: vivere in uno Stato mafioso, fuorilegge, senza più una Costituzione rispettata.
In Italia i giochi mafiosi sembrano quasi fatti, un nuovo sultanato affaristico e criminale è ormai al potere a tutti i livelli, anche quelli locali, e dispone di corpi armati, di leggi ad personam, di privilegi, di impunità. Il voto democratico alle idee e alle persone meritevoli è stato sostituito dal voto al partito di raccolta dei ricchi sempre più ricchi, dei potenti sempre più potenti, quali che siano i simboli e le bandiere dietro cui si presentano. La democrazia è diventato un gioco delle parti indecente: i partiti vengono scelti e scambiati in continuazione, usati per violare le leggi, ottenere privilegi, prebende, finanziamenti, per fare affari comodi e abusivi. Il tutto avviene fuori da ogni controllo legale e persino professionale. Nel linguaggio e nell'ideologia mafiosi, non a caso la parola amicizia ha sostituito le altre virtù, quali onestà, giustizia, bontà; a una persona non si chiede più di avere queste virtù impegnative, difficili, basta che sia amico. Il modo di pensare mafioso, la catena mafiosa degli amici degli amici è diventato dominante. Basta servire e approfittare. Dopo rimane solo il baratro dell’autoritarismo.
Chi è passato per il lungo viaggio dentro i fascismi lo sa. E’ così che accade: passo dopo passo, si arriva alla riduzione prima e alla perdita poi della libertà. Vige la paura borghese per ogni riformismo, il progressivo distacco dall'antifascismo come vigilanza e impegno continuo, il revisionismo storico presentato come rigore intellettuale per far passare la diffamazione della democrazia, le piccole e grandi viltà, i piccoli e grandi profitti di chi salta sul carro del vincitore, trasversalità, brandita come una clava, per coprire le impudicizie e le vergogne proprie e altrui, in nome di una libertà che viene confusa con il libero arbitrio.
La legge non è più uguale per tutti, come campeggia in tutti i palazzi di giustizia italiani.
Ieri ad Ostia è accaduto qualcosa che non si vedeva da anni in questo territorio. Oltre 500 persone (e lo sappiamo perché abbiamo appositamente dato i palloncini per contarci) hanno manifestato non solo per urlare la vergogna di un premio culturale ad un pidduista e criminale come Gelli, ma soprattutto perché si sono riconosciuti come cittadini che vogliono il rispetto dovuto per legge da chi dovrebbe rappresentare lo Stato della Repubblica Italiana e gli Italiani tutti. Rispetto per i morti delle stragi, rispetto per i valori costituzionali, rispetto per la legalità, per la trasparenza, per la giustizia, per la cosa pubblica. Nelle loro diversità culturali hanno affermato un valore fondamentale: la democrazia non è negoziabile. Hanno compreso che se aspettano i giorni in cui cadono le foglie forse saranno anche cadute le residue libertà.
500. Pochi ? Forse. Ma erano sempre di più delle persone sedute al teatro Manfredi, molte, molte di più, malgrado l’ostracismo dell’informazione locale, asservita e servile ai poteri e non all’informazione. E’ solo l’inizio. Quei 500 si riprendono quello che gli appartiene: i loro diritti, tutti.
Perché il metodo del “panem et circenses” è arrivato al capolinea.
sabato 13 giugno 2009
OSTIA: NO AL PREMIO DELLA POESIA A GELLI

E' confermata la manifestazione di oggi alle ore 17:00, ma non più presso via dei Pallottini, dove ha sede il Teatro Manfredi, ma presso la Stazione Lido Centro. La Questura di Roma ci ha infatti IMPEDITO di manifestare davanti al Teatro, dove verrà consegnato il premio a Licio Gelli. Sarà il suo editore Amos Cartabia, per la Acar Edizioni, a ritirarlo. Vergognoso, altro che 'passo indietro'. E che il premio lo dia l'Associazione "Anco Marzio" piuttosto che sia incluso nel premio "Città di Ostia", cambia poco. L'artefice è sempre il Signor Tonino Colloca che già nel 2003 aveva consegnato il premio a Gelli (premio "Città di Ostia" per la poesia edita). Il Signor Tonino Colloca è recidivo. Vedremo oggi se invece i politici del XIII Municipio verranno alla nostra manifestazione o assisteranno in prima fila allo spettacolo della P2 di Ostia. Altro che cultura...
giovedì 11 giugno 2009
Caso Gelli: Fax al municipio XIII
Chiunque ne condivida il contenuto è pregato di inviare a sua volta il fax.Abbiamo avuto notizia infatti che presenzieranno tutti i consiglieri municipali alla premiazione a Licio Gelli del 13 Giugno presso il teatro Manfredi, premio che verrà ritirato dall'editore per presunte e false ragioni di ordine pubblico.
___________________________
FAX A: XIII MUNICIPIO Fax 06/5627648
Presidente: Giacomo Vizzani
Assessori: Innocenzi, Olive, Pace, Pallotta
Consiglieri: Bellavista, Belmonte, Bergamini, Bonvincini, Caliendo, Colagreco, Colloca, D’Annibale, Marchesi, Marinelli, Paletta, Paltoni, Pannacci, Picca, Rasi, Ricci, Salvemme, Sesa, Spanò, Stornaiuolo, Tassone, Vartolo, Zaccaria
Da: Comitato Civico Entroterra13
Oggetto: Premio a Licio Gelli – 13/06/2009 Teatro Manfredi (Via dei Pallottini 10, Ostia)
p.c. COMUNE DI ROMA
Sindaco: Gianni Alemanno Fax 06/6794759
Roma, 12.06.2009
Spett.le XIII Municipio,
il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha dichiarato il 31 maggio: “Personalmente esprimo la mia totale contrarietà all’idea di conferire un premio al signor Licio Gelli, qualsiasi sia la motivazione che abbia portato a questa decisione. Le oscure vicende della P2 negli anni 70 non sono mai state definitivamente chiarite e non mi risulta che il signor Licio Gelli abbia mai fatto un completo atto di pentimento o di discolpa dalle pesanti accuse che gli sono state mosse”.
Partendo da queste dichiarazioni, invitiamo il Presidente, gli Assessori ed i Consiglieri del XIII Municipio a non partecipare ad alcuna forma di premiazione di Licio Gelli per non incrementare il clima di tensione sociale e politica artificiosamente portato avanti in questi giorni dal Sig. Tonino Colloca, Presidente dell’Associazione “Anco Marzio”.
Distinti saluti
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