
INVIATE VIA FAX (O ALLEGATELO ALLA MAIL) AL NOSTRO BENEAMATO SINDACO, GIANNI ALEMANNO. MOLTIPLICATEVI !!!
Corrado Ruggeri è la prova che, a prescindere dal fatto che si tratti di affari piccoli o affari criminosi, ancora una volta la stampa viene usata dai politici e dai potenti “come manganello” per liquidare l’avversario di turno, in questo caso la Procura di Roma. D’altronde legalità e morale pubblica non sono imperativi essenziali nemmeno per Ruggeri, a causa della memoria corta oltre che selettiva: i misfatti dei politici e dei potenti evaporano presto, i buoni esempi mancano e di rado le sentenze giudiziarie sfuggono al destino d’esser subito degradate a pareri, opinabili come ogni parere, come ben scrive B. Spinelli ieri su La Stampa. Mentre da una parte si chiede di restaurare la cultura della legalità, dall’altra si chiede l’eccezione per gli amici potenti.
La corruzione più grave risiede proprio in questo, una vera e propria corruzione cerebrale (perché intellettuale mi pare un complimento). L’importante è riabilitare gli amici e se serve usare strumentalmente, cinicamente e vergognosamente anche i portatori di handicap allo scopo lo si fa, come ha fatto Ruggeri.
Non è vero come Ruggeri scrive che i cittadini non capiscono. I cittadini capiscono eccome, tanto è vero che sono stati proprio loro, non i giornali prezzolati, a far uscire lo scandalo dei Mondiali di Nuoto legato a speculazioni edilizie, a milioni di euro pubblici sperperati per foraggiare privati amici di politici corrotti e ad una indecente Protezione Civile guidata da Bertolaso, su cui Ruggeri però non ha speso una parola.
La prossima volta non chieda ai cittadini di scendere in piazza per la legge bavaglio, caro Ruggeri. Lei non se lo può permettere.
L'articolo di Ruggeri: http://www.facebook.com/note.php?saved&¬e_id=481901870268#!/notes/comitato-civico-duemilatredici/corrado-ruggeri-un-servo-del-potere-annacquato-dai-mondiali-di-nuoto/445991163446
Forse non tutti sanno che l’espressione “rimbocchiamoci le maniche” è la traduzione italiana dal dialetto neretino che letteralmente significa piegare le maniche attorno al braccio rafforzandole con pieghe multiple, e che metaforicamente significa darsi da fare perché la manica costituisce un impaccio, perciò va ridimensionata.
E’ decisamente un’espressione evocativa forte perché prelude nell’immaginario anche al venire alle mani. In effetti l’istinto ci sarebbe quando si legge sul sito del PD XIII che, mentre in altri Municipi di Roma si volantina da giorni davanti alle scuole e nei mercati sui grandi e gravi problemi che attanagliano i cittadini, nel XIII Municipio non si volantina affatto (malgrado la riapertura scolastica sia una delle più brutte dal dopoguerra e il XIII sia il secondo municipio più giovane di Roma con fortissimo deficit di aule), ma si organizza un seminario di formazione sulla comunicazione dal titolo “Comunicare la politica”.
Interessantemente inutile o inutilmente interessante, a seconda del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Mentre qualcuno si “rimbocca le maniche”, qualcun altro parla del sesso degli angeli. In effetti, se prima dormivano a casa, ora dormono ai seminari. Mentre studiano come comunicare, qualcuno può dirgli cosa comunicare ?
Certo però che l’espressione “schieramento del fare” non è proprio una grande idea comunicativa. Echeggia destrorsi pensieri. Ma il coordinatore del PD XIII, Giuliano Droghei, ha le idee chiare: “Il ‘non fare’ a volte può danneggiare più del “fare male”. Amen.