giovedì 22 settembre 2011

Il futuro del "Lunedì dell'Urbinati"

Dal 4 luglio abbiamo tenuto per 10 settimane degli incontri urbanistici che abbiamo battezzato “il lunedì dell’Urbinati”. Una esigenza che abbiamo avvertito nella cittadinanza nel quadro di assenza totale di qualunque forma di partecipazione e di informazione e che si è potuto realizzare grazie alla preziosa disponibilità dello storico stabilimento balneare Urbinati ed in particolare di Clorinda Chiaraluce, che ci ha ospitato dando un segnale importante in un territorio difficile come il nostro e dove gli spazi di confronto e di informazione sono una delle note dolenti che lo caratterizzano.

Siamo partiti con una “dichiarazione di indipendenza dalle sciocchezze di Alemanno”, stanchi di leggere da mesi l’ennesima promessa del Sindaco a mezzo stampa che sarebbe venuto a presentare alla cittadinanza il c.d. “progetto waterfront”.

Abbiamo puntualmente smantellato la propaganda di questa amministrazione e abbiamo anche mostrato come i “faraonici progetti” che per tre anni hanno girato il mondo nelle più note “piazze d’affari”, non si discostassero poi molto da quelli delle amministrazioni precedenti. Anzi, abbiamo messo in luce la continuità della visione di città dell’amministrazione Alemanno con quella di Veltroni (e Rutelli prima), lontanissima da un’idea di città come “bene comune”. Ne è uscita una Ostia modello “Dubai dè noantri”, un’operazione che l’attuale Assessore all’Urbanistica ha lui stesso definito meramente “di carattere edilizio” e che si tradurrà in provvedimenti di densificazione, con varianti urbanistiche, che dovevano essere portati in giunta entro agosto, mentre ad oggi ancora non è partito il processo di partecipazione con la cittadinanza.
Ponte della Scafa, ampliamento del Porto di Ostia, sgombero dell'Idroscalo, Lungomare abbandonato al degrado e alle discoteche, ‘bufala’ del 2° Polo Turistico, speculazione edilizia nell'entroterra del XIII Municipio (che avrà 30.000 abitanti in più senza ricevere alcun servizio), accordi di programma, toponimi, zone “O”, finto decentramento amministrativo (già passato in sordina), piani di attuazione, centri commerciali naturali, finte riqualificazioni urbanistiche (come ad esempio quella di piazza Anco Marzio), degrado di Ostia Antica, speculazione edilizia, assenza di pianificazione delle infrastrutture e di un piano della mobilità. Questi i temi che LabUr ha affrontato insieme a comitati, associazioni, cittadini, professionisti, studenti, in una sola parola la società critica e che ringraziamo per i loro contributi e la loro partecipazione.

Con questa settimana si conclude questo ciclo di appuntamenti. Sono rimaste aperte alcune domande considerate stringenti: cosa possiamo fare noi, in che direzione dobbiamo spingere il nostro impegno di cittadini e di operatori o studiosi della città? In che modo possiamo contribuire a far sì che anche le nostre azioni concrete spingano nella direzione giusta e concorrano alla costruzione della “città dei cittadini” come bene comune?

Come ben ha espresso Edoardo Salzano, “non basta aiutare a comprendere che cosa c’è dietro alle scelte sbagliate e ad opporvisi, ma bisogna tentare operazioni mirate a formulare progetti capaci di camminare nella concretezza delle trasformazioni del territorio, e costruendoli insieme agli attori sociali interessati”. Per questa ragione riteniamo urgente pensare le prossime iniziative in questa direzione. Qualunque suggerimento sarà ben accetto.

A presto.

paula de jesus per LabUr, Laboratorio di Urbanistica

domenica 18 settembre 2011

Scuola di Eddyburg - Riccione, 14 - 17 Settembre

"Oltre la crescita ...
... dopo lo sviluppo"

Anche quest'anno una bella edizione. Tornerò a parlarne. Per chi fosse interessato ai materiali della scuola estiva di pianificazione "scuola di eddyburg" li può trovare a questo LINK.

La relazione che ha introdotto al dibattito della quarta giornata, conclusiva, dell'edizione della scuola di eddyburg sul tema: Oltre la crescita, dopo lo "sviluppo" di Edoardo Salzano la potete leggere a questo LINK

E questo invece è il mio (personalissimo) contributo di sintesi della VII edizione della Scuola di Eddyburg.

giovedì 8 settembre 2011

Appello. Siamo indignati, costruiamo l'alternativa

Noi siamo indignati. Siamo indignati contro i governi europei, che stretti tra la crisi e le politiche liberiste e monetariste imposte dalla Bce e dall'Fmi, accettano di essere esautorati delle funzioni democratiche per diventare semplici amministratori dei tagli della spesa sociale, delle privatizzazioni, della precarizzazione del mondo del lavoro e della costruzione di opere faraoniche, incuranti dell'ambiente e delle popolazioni. Siamo indignati perché le classi dirigenti continuano a proporci l'austerity per le popolazioni, mentre le rendite e i privilegi della finanza, dei grandi possidenti e della politica rimangono intonse, quando non crescono. Siamo indignati in particolare contro il governo italiano, che ha deciso di rispondere alla crisi con una manovra i cui contenuti cambiano di ora in ora ma i cui pilastri restano sempre gli stessi: taglio ai servizi, privatizzazioni, attacco ai diritti dei lavoratori.

Siamo indignati perché il governo ha deciso di abolire per decreto il diritto del lavoro, permettendo alle aziende di derogare ed eludere contratti e leggi, compreso l'art.18 dello Statuto dei lavoratrici e dei lavoratori, proseguendo sulla strada della cancellazione della libertà e della democrazia nei luoghi di lavoro.

Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei luoghi del lavoro e si estende a tutti i lavoratori il ricatto della precarietà, e della clandestinità per i migranti, con cui negli ultimi due decenni si sono livellate verso il basso i diritti e le condizioni di vita di migliaia di giovani, esclusi dal sistema di welfare e da ogni orizzonte di emancipazione.

Siamo indignati perché poco più di 2 mesi fa abbiamo votato, insieme alla maggioranza assoluta del popolo italiano, per la ripubblicizzazione dell'acqua e per le energie rinnovabili, e ora vediamo il nostro governo riproporre esattamente le vecchie ricette basate sulla svendita dei beni e su un modello di sviluppo energivoro.

Siamo indignati perché si potrebbe fare altro; perché vorremmo uscire dalla crisi attraverso un grande processo di innovazione, attraverso al costruzione di un nuovo modello di sviluppo che colga la sfida della riconversione ecologica dell'economia e di uno sviluppo sociale partecipato, basato sulla centralità dei saperi e dell'innovazione. Invece il nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l'università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori che si sono mobilitati negli scorsi mesi e preferendo ascoltare la voce delle rendite baronali e dei profitti aziendali.

Siamo indignati perché i governi europei inseguono il dogma del pareggio di bilancio, cercando di far quadrare i conti della finanza, appesi come sono ai giudizi delle agenzie di rating o dei mercati di borsa, invece di fare i conti con le esigenze e i bisogni dei loro cittadini.

Siamo indignati perché in questo modo non abbiamo più una reale sovranità democratica, che è affidata alle stesse élite finanziarie transnazionali che prima hanno generato la crisi, poi hanno chiesto di essere salvate dagli stati e ora vorrebbero far pagare il conto a noi, giustificando con lo stato di necessità dichiarato della crisi la privatizzazione della vita delle persone e della natura.

Siamo indignati perché vediamo il serio rischio che a una vera alternativa al governo di Berlusconi e della Lega, si tenti di sostituire un'alternanza, fatta delle stesse politiche con maggioranze diverse, perché tutto cambi senza che in realtà nulla cambi.

E allora sappiamo che siamo indignati, ma indignarsi non basta.

Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l'hanno insegnato le vicende degli scorsi mesi: le grande battaglie per i saperi, le lotte dei lavoratori in difesa del contratto nazionale, i diritti e i beni comuni in Italia, le rivolte del Mediterraneo, ora la crescita di un sentimento di ribellione contro le manovre finanziarie insostenibili e tutto ciò che ci viene propinato in nome della crisi.

Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo. Per il 15 ottobre in tanti stanno promuovendo appelli, discussioni pubbliche, verso la giornata internazionale United for global change.

Noi crediamo sia necessario aprire una discussione pubblica nel paese, tra tutti coloro che si stanno prodigando sulla mobilitazione internazionale del 15, ma anche e soprattutto con tutti coloro che pagano sulla loro pelle quanto sta accadendo. Vorremmo, iniziando dalla giornata di sciopero generale del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far sì che quella giornata sia una grande mobilitazione di tutti per l'alternativa, condivisa e partecipata. Consultazione che vorremmo far proseguire con un'assemblea pubblica a Roma, sabato 24 settembre alle ore 10. Un'occasione importante per qualificare il profilo politico della manifestazione del 15 ottobre, ma anche per far incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro drammatizzazione. Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un'alternativa politica e di sistema nell'assemblea del 24, con la manifestazione del 15 ottobre, pensando a queste scadenze come a un passaggio e non a un punto d'arrivo, con passione e spirito d'innovazione.

Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le politiche di austerity, significa immaginare e proporre per il nostro paese e per l'Europa un nuovo modello di sviluppo basato sulla democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

Ugo Mattei, Guido Viale, Giulio Marcon, Luciano Gallino, Alessandro Ferretti, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Tiziano Rinaldini, Bruno Papignani, Andrea Amendola, Giorgio Molin, Michele De Palma, Laura Spezia, Loris Campetti, Angelo Mastrandrea, don Andrea Gallo, Nicola Mancini, Francesco Raparelli, Luca Cafagna, Mario Pianta, Isabella Pinto, Augusto Illuminati, Gianni Rinaldini, Luca Casarini, Stefano Bleggi, Monica Tiengo, Sergio Zulian, Alessandro Metz, Luca Tornatore, Giuseppe Caccia, Tommaso Cacciari, Michele Valentini, Marco Baravalle, Vilma Mazza, Nicola Grigion, Luca Bertolino, Gianni Boetto, Enrico Zulian, Sebastian Kohlsheen, Olol Jackson, Francesco Pavin, Marco Palma, Cinzia Bottene, Antonio Musella, Pietro Rinaldi, Andrea Morniroli, Egidio Giordano, Eleonora de Majo, Francesco Caruso, Gianmarco de Pieri, Manila Ricci, Daniele Codeluppi, Roberto Musacchio, Patrizia Sentinelli, Roberto Cipriano, Andrea Alzetta, Giovanna Cavallo, Ada Talarico, Massimo Torelli, Claudio Riccio, Luca Spadon, Mariano Di Palma, Francesco Sinopoli, Giuseppe De Marzo, Emiliano Viccaro, Daniele De Meo, Matteo Iade.

Per aderire a questo appello scrivere a: 15ott2011@gmail.com. Io l’ho fatto.

mercoledì 7 settembre 2011

Fai 'Pace' con la matematica

Puntuale, come ogni inizio anno scolastico, spunta il comunicato stampa dell'Assessore alla Scuola del XIII Municipio, Lodovico Pace. Le dichiarazioni complete si possono leggere a questo LINK. In sintesi si tratta dell'ennesimo comunicato fotocopia degli anni scorsi. I posti raddoppiano ogni anno su basi triennali differenti: in pratica se nel 2007 i posti erano 100 nel 2010 sono 200, ma Pace sostiene di averli raddoppiati anche nel 2011 sulla base del 2008. Fantastico ! Solo che se nel 2008 l'aumento è stato di una sola unità, nel 2011 ce ne sono 202 !!! Ah però. E fin qui siamo di fronte alla statistica usata a fini di propaganda. Pace, non contento, azzarda altri numeri: rileggendo il comunicato dell'anno scorso si scopre che dai 13 asili convenzionati siamo passati a 10 a cui se ne aggiungeranno altri 8, secondo quanto afferma quest'anno, ma l'Assessore non spiega che fine abbiano fatto quei 3 che vengono ricontati come nuovi, perché nell'elenco degli asili convenzionati quei 3 ci sono sempre visto che la lista è sempre la stessa. Dulcis in fundo Pace si inerpica in calcoli evidentemente non alla sua portata, malgrado siano di una banalità sconcertante: vanta alle agenzie di stampa, che i 2.140 posti pubblici disponibili negli asili nido di Ostia e dintorni soddisfino il Trattato di Lisbona (che impone di garantire al 33% dei bambini, da 0 a 3 anni, un nido entro il 2010). A prescindere che siamo nel 2011 (e vabbé), se si accede ai dati anagrafici del Comune di Roma (aggiornati al 31/12/2010), nel XIII Municipio il totale dei bambini in quella fascia di età è di 9.699. Servirebbero dunque altri 1.000 posti negli asili nido oltre agli attuali 2.140, che rappresentano appena il 22% dell'obiettivo europeo. L'Assessore Pace dovrebbe dunque spiegare come intende colmare questa lacuna, magari non affidandosi a soluzioni come l'asilo nido Aurora all'Infernetto nato dentro uno degli impianti sorti per i Mondiali di Nuoto Roma '09 (Babel), ancora sotto l'occhio della Procura di Roma.
Ma soprattutto l'Assessore dovrebbe fare 'Pace' con la matematica !

martedì 6 settembre 2011

Riproduzioni (poco) riservate


Accade, per la seconda volta, un fatto davvero 'divertente'. Sulla testata Cinque Giorni, che ha addirittura una redazione ad Ostia e su cui si sono scoperte 'amenità' varie (vedi LINK), a distanza di pochi giorni, compare il secondo articolo a firma di Gianni Trapani alias di Flaminia Savelli, pubblicista de La Repubblica. La cosa divertente è la seguente: entrambi gli articoli pubblicati su Cinque Giorni, rispettivamente il 2 e il 6 settembre, riguardano le lamentele "chiagne e fotte" dei balneari di Ostia, ma quello che è davvero esilarante è che si tratta di due articoli praticamente identici a quelli pubblicati il 30 luglio su La Repubblica sezione Roma, che per altro contenevano un po’ di inesattezze qua e là. Quando si dice “stare sul pezzo”, ma in questo caso sarebbe meglio dire “E’ la stampa bellezza !”.

7 minuti fa, cioè alle 17.20, sulla bacheca pubblica di Facebook di Flaminia Savelli è comparso il seguente suo commento: "poi non stupiamoci se una sera, tornando a casa, magari quando meno te lo aspetti. Ti gambizzano. (per dirne una...)".

Non è mica rivolta a me, ovvio, la minaccia ;-)

Città e Urbanistica

Così, tanto per ricordarlo a qualcuno (che è più di uno), la città viene da me intesa in una definizione ampia, e ricorda sempre i tre aspetti della città presenti nelle tre parole che la definiscono: urbs, civitas, polis, la città nella sua materialità, nella società che la vive, nel governo che la organizza. Soprattutto in questo momento storico non può esservi riforma della città (un nuovo “progetto” di città), senza, e forse prima, un nuovo progetto di società e di politica. Quindi anche di economia, di filosofia, di etica … e chi segue Edoardo Salzano e la sua scuola lo sa. Ogni altra definizione è propria solo di "piccoli uomini che vaneggiano di cose che non possono fare" (C. Bukowski) ... o non dovrebbero fare.

venerdì 2 settembre 2011

Storri (PD): il vuoto pneumatico culturale

Ostia e il XIII che cambia. Ne parla Andrea Storri, segretario del PD nel XIII Municipio (nonché “valido esponente di quella classe dirigente che Ostia e il XIII è in grado di esprimere”, come scrive la giornalista), in un’intervista compiacente, in perfetto stile (finto) bipartisan, apparsa questa mattina sul quotidiano Il Giornale di Ostia dell’Assessore alle Politiche Commerciali del Comune di Roma, Davide Bordoni (PDL).

Cominciano dunque le manovre politiche in preparazione della prossima campagna elettorale. Si ospita la (finta) opposizione per inviare il messaggio della ‘celata nuora’ affinché ‘la vecchia suocera’ intenda. Ma l’intervista riesce a suscitare solo un riso patetico nel pneumatico vuoto culturale dell’intervistato che poi è quello di quasi tutta la classe dirigente politica territoriale e dei suoi tirapiedi e tuttologi a gettone. Storri, dal 2006 al 2008 Presidente della Commissione Urbanistica nella giunta Orneli nel XIII Municipio, uomo di Esterino Montino (a cui deve moltissimo), ex capogruppo del PD in municipio, ricicla amenità quali la necessità di una“opposizione intelligente e costruttiva”, “il rapporto con la base” attraverso la copertura sul territorio di ben “10 circoli attivi”, condendo con banalità quali i “tagli sempre più forti agli enti locali”, la necessità di “investimenti in infrastrutture”, la piaga del verde e lo sviluppo demografico di quartieri come Axa e Infernetto.

Tralasciando che la maggior parte di questi circoli siano inesistenti, quando non composti da parenti e amici e numerosi 'tesserati a gettone', che il rapporto con la base non esiste ecc. ecc., il pneumatico vuoto culturale raggiunge il suo apice quando Storri afferma che il progetto del waterfront e del Secondo Polo Turistico di Alemanno “indubbiamente sono programmi che potranno far crescere Ostia, il suo lungomare e l’entroterra”, ma c’è un problema di tempi e di prerogative che dovrebbero, secondo Storri, essere esclusivamente locali. Insomma, Storri fa parte di quei "democratici" che fanno il bello e il cattivo tempo per anni, che sostengono che la critica nuoce alla sinistra, anche quando si critica il centro-destra. Tralasciando anche di ricordare, ad esempio, le sue finte inaugurazioni delle opere dell'Art. 11 di Acilia-Dragona, il segretario del PD del XIII, papabile candidato alla futura presidenza del XIII Municipio, che vanta di essere tra i più esperti nel partito in questioni urbanistiche, non riesce nemmeno ad abbozzare una inversione di tendenza negli indirizzi urbanistici degli ultimi 17 anni. D’altronde non può. Le differenze tra sinistra e destra non si avvertono più, soprattutto in campo urbanistico: per tutti nuove cubature nel cunei verdi del PRG, sulla base di calcoli di fabbisogno inesistenti (se non quelli delle ‘cedole elettorali’), senza alcun controllo sulla spesa e senza una politica urbanistica degna di questo nome. 14 anni di governo di centro-sinistra a Roma, di cui Storri ha fatto e continua a fare parte, improntata sulla deregulation, primato del mercato, prassi dell’urbanistica contrattata, smantellamento della pianificazione, incremento della rendita come motore dello sviluppo, cemento e affari, insomma il metodo bipartisan di governo del territorio.

Chissà se a settembre, in uno degli incontri previsti per presentare le proposte del PD, assisteremo a qualcosa di diverso dalla riproposizione di vecchie logiche, e se Storri ci dirà, almeno in quelle occasioni, "qualcosa di sinistra" che sembri una “OPPOSIZIONE intelligente e costruttiva”.

Se non cambia la politica, hai voglia a rottamare la classe dirigente. Rimane così il 'nuovo che avanza’, marchio registrato Montino.

domenica 21 agosto 2011

Da "waterwars" a "watercloset"

Al ritorno dalla prima tappa delle mie vacanze ho trovato un 'cadeau' del borioso Archimegalomane, un filmato penosissimo, che non fa nemmeno ridere per sbaglio. Ma siccome sono educata, prima di ripartire, ho voluto mandargli i miei ringraziamenti.

Il lunedì dell'Urbinati riprenderà il 29 agosto. Per questo lunedì un filmato dissacratore di quello che fino ad oggi è stato spacciato come esempio di riqualificazione urbanistica di Ostia e del suo 'waterfront': piazza Anco Marzio. Particolare riferimento alle 'pietre lunari', solo una parte dello sperpero di pubblico denaro (250 mila euro). Buona visione!