martedì 29 ottobre 2013

Ostia: nuovo Direttore del Municipio, vecchie ombre di mafia

Ad Ostia si annuncia l’arrivo, come ‘nuovo’ Direttore del Municipio X, di Claudio Saccotelli, intercettato l’8 gennaio 2004 in una equivoca conversazione con l’iracheno Sulaiman Faraj, uno degli arrestati il 4 novembre del 2004 nella operazione ‘Anco Marzio’, che per prima denunciò la presenza di una “associazione per delinquere di tipo mafioso” sul Litorale romano (art. 416-bis del c.p.). Se così fosse, a cosa è servito rimuovere il 15 luglio 2013 il dirigente tecnico del Municipio X, Aldo Papalini, intercettato anche lui il 1° giugno 2012 in una conversazione con un altro esponente della malavita locale. Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, definì l’episodio “gravissimo” e “sebbene l’indagine sia ancora in corso, rivelerebbe un inquietante rapporto tra alcuni esponenti della malavita organizzata locale e l’amministrazione comunale nel Municipio X. Un fatto sul quale abbiamo deciso di intervenire subito per rispristinare la legalità e per inviare un segnale chiaro e forte alla città. La criminalità si combatte con la trasparenza e con la determinazione”. Qualcosa dunque non torna nel valzer di nomine che, dal 15 luglio, si sussegue nel Municipio X.
Nel 2004, nelle 500 pagine di ordinanza, si legge: “gli indagati hanno nelle loro mani i dipendenti pubblici che dovrebbero controllare il regolare rilascio delle concessioni per l’installazione dei chioschi sulla spiaggia libera di ponente” e che tale organizzazione malavitosa era stata in grado di bloccare “il lavoro statale di rifacimento del lungomare di Ostia”. Nelle intercettazioni, Claudio Saccotelli così dialogava con il pregiudicato ‘Frank’ l’iracheno. «Quando puoi stare sul lungomare, all’altezza del tuo lotto?» «Anche tra mezz’ora» «Tu vai, c’è l’ingegnere Tabacchiera, con il direttore dei lavori» «Ma come lo riconosco?» «Lui sa chi sei. Ti riconosce lui». In realtà le aggressioni, anche fisiche, erano iniziate già molti anni prima. L’architetto Finzi, direttore tecnico e direttore del Municipio prima di Saccotelli, fu aggredito nel 2000 da Roberto Pergola (anche lui arrestato nel 2004) che assieme all’iracheno Sulaiman Faraj fonderà la cooperativa “Marta” per gestire il parcheggio del Porto Turistico di Roma ad Ostia, concesso a loro in comodato gratuito dal proprietario del Porto Mauro Balini. ‘Frank’ l’iracheno, dopo diverse vicissitudini, è stato arrestato nuovamente il 24 agosto 2012, sempre al Porto Turistico di Roma, ubriaco.
A fine luglio 2013 scatta l’operazione ‘Nuova Alba’, sostanzialmente la fotocopia dell’operazione ‘Anco Marzio’ del 2004. Nell’ambito delle intercettazioni Papalini viene rimosso. “Quello è l’unico lotto che non l’ha mai voluto nessuno, lo sai di chi era quello là, no? È de quelli che avemo ammazzato, gli ultimi”. Armando Spada si riferisce a un chiosco della spiaggia di ponente, un tempo di Francesco Antonini e Giovanni Galleoni, soprannominati Baficchio e Sorcanera, uccisi il 22 novembre 2011 a Nuova Ostia. Papalini non fa una piega e tranquillamente seduto nel suo ufficio, ribatte: “ora è assegnato a una romena, compagna di un comandante della finanza”. Conclude Spada: “Eh vabbè, se non se ne parla, famo presto a fa… je lo brucio”. L’operazione ‘Nuova Alba’, dopo 10 anni, riproporrà anche la presenza della malavita nel Porto di Roma, attribuendo a Mauro Balini “interessenze inquietanti con gli ambienti malavitosi”, dove il termine interessenza deve intendersi come “partecipazione agli utili di un’azienda, di un affare”.
Nulla è cambiato negli ultimi 10 anni e se non fosse stato per l’intervento delle forze dell’ordine e della Procura di Roma, quei ‘rapporti inquietanti’ tra malavita organizzata e amministrazione comunale, non sarebbero mai stati denunciati. Saccotelli è stato Direttore dell’attuale Municipio X proprio in quegli anni, da luglio 2002 a luglio 2008, per poi avere altri incarichi all’interno del Comune di Roma. Domani, 30 ottobre, si preannuncia il suo ritorno. Per altro sempre domani scade anche l’incarico nel Municipio X di Paolo Cafaggi, Direttore dell’Unità Tecnica e di quella Ambiente/Litorale (subentrato ad Aldo Papalini il 15 luglio), che risulta essere rinviato a giudizio per “concorso in abuso edilizio e falso ideologico” (LINK)
Se le nomine di Cafaggi e Saccotelli sono il “segnale chiaro e forte alla città” con cui il Sindaco Ignazio Marino combatte la criminalità a poche settimane dall’inizio del processo (previsto il 17 dicembre) scaturito dall’operazione ‘Nuova Alba’, non c’è ‘niente di nuovo sul fronte occidentale’.

Paula de Jesus per LabUr

martedì 8 ottobre 2013

Ostia in stallo per le bici, tra illegalità e protagonismi

Il 17 settembre scorso sono stati montati i primi stalli per le biciclette, che giacevano nei depositi della Unità Organizzativa Ambiente e Litorale da oltre tre anni, in diversi punti del Municipio X.
Peccato che il posizionamento degli stalli sia stato operato con spesa pubblica in totale dispregio della Legge 19 ottobre 1998, n. 366, Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica, della Legge Regionale 16 febbraio 1990, n. 13, Interventi regionali per favorire lo sviluppo del trasporto ciclistico, del Regolamento viario urbano del Comune di Roma, del Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992, Nuovo codice della strada. Non solo. Questa iniziativa non risulta mai esser stata perfezionata all’atto dell’installazione da alcuna determinazione dirigenziale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, U.O. X Gruppo Mare, costituendo dunque grave illecito amministrativo, e comunque mai pubblicata per la sua eventuale efficacia presso l'Albo Pretorio on-line del Comune di Roma, come previsto dal D.Lgs del 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile. In particolare, oltre l'arbitraria ed illegittima localizzazione scelta per la realizzazione di stalli per velocipedi, non risultano nemmeno seguite le linee guide da tempo adottate nelle più importanti realtà europee relative all’offerta degli stalli (commisurata alla domanda effettiva, documentabile e quantitativamente significativa di sosta dei velocipedi), al posizionamento degli stalli (il più vicino possibile ai principali punti di approdo/sosta dei ciclisti), alla salvaguardia dei requisiti di sicurezza (accessibilità e fruibilità dello spazio pubblico come pure delle aree private regolarmente autorizzate, particolarmente in presenza di pubblici esercizi e servizi), alla visibilità ed identificabilità degli stalli ad uso esclusivo per velocipedi, con apposizione di opportuna segnaletica orizzontale e verticale.

Dopo che il Sindaco Marino ha percorso in bicicletta contromano Via Regina Elena, ha un degno compare anche nel Municipio X, l’Assessore Marco Belmonte, che ad una legittima richiesta di una mobilità alternativa ciclabile, è arrivato ad una illegale attuazione di protagonismo amministrativo.
Con i soldi impiegati per il posizionamento degli stalli e delle finte pedonalizzazioni e i costi aggiuntivi degli straordinari per i vigili urbani (che solo per i Fori Imperiali è di 400mila euro al mese), si potrebbero realizzare piste ciclabili in sede protetta per completare la magliatura di quelle esistenti. Dalla programmazione alla estemporaneizzazione del problema per una foto sul giornale in bicicletta.

Paula de Jesus per LabUr, Laboratorio di Urbanistica

mercoledì 21 agosto 2013

Ostia o Cripple Creek? Il caso di 'Approdo alla Lettura' dopo le dichiarazione del Municipio X



Oggi sono stati messi i sigilli a una libreria sul Pontile di Ostia, 'Approdo alla Lettura', vincitrice di un bando di gara (società "Il Libraio sas"). Dopo l'esposto del Comitato Civico 2013 (v. LINK), inviato in Procura, a cui l'Assessore alla Cultura dell'attuale X Municipio, Sandro Lorenzatti, ha assicurato che risponderà, sono state rilasciate da Lorenzatti e dal Presidente del Municipio X, Andrea Tassone, dichiarazioni a dir poco imbarazzanti. Il bando pubblico per la manifestazione "Libramare", triennio 2013-2015 (periodo 1 giugno-10 gennaio), recitava chiaro (art.1): "Per l’anno 2013 l’affidamento avverrà, presumibilmente entro il 15 giugno 2013, per consentire l’espletamento della procedura di assegnazione". La presentazione delle offerte scadeva il 27 maggio 2013. Il 25 giugno si è insediata la nuova giunta del Municipio X: erano dunque trascorsi già 10 giorni dalla data prevista di affidamento e 24 da quella d'inizio attività. La comunicazione di aver vinto il bando è stata alla fine inoltrata alla società "Il Libraio sas" mediante delibera dirigenziale dell'8 luglio 2013, mai pubblicata all'Albo Pretorio del Comune di Roma come previsto per legge, dunque 23 giorni dopo la data prevista di affidamento, 37 da quella d'inizio attività.
Il 15 luglio 2013, dopo la notizia pubblicata dal quotidiano La Repubblica sulle infiltrazioni malavitose dentro l'attuale Municipio X, si è insediato come nuovo direttore l'Avv. Rodolfo Murra, che solo in data 29 luglio 2013 (44 giorni dopo la data prevista di affidamento), ha inviato la diffida alla società "Il Libraio sas". Questa la motivazione: poichè non è stata stipulata alcuna convenzione, la struttura non può occupare il pontile, cosa invece già fatta dalla società per necessità di esercizio, in attesa di definire le pendenze. Addirittura Murra ha valutato una "indennità risarcitoria" di 57.300 euro per l'avvenuta occupazione senza convenzione, da non confondere con l'indennità di occupazione di suolo pubblico, tanto che nella successiva determinazione di sgombero forzoso firmata il 16 agosto, Murra scrive testualmente: "con successivi provvedimenti si procederà alla quantificazione dell'indennità di occupazione di suolo pubblico (OSP)".
L'assurdo si ottiene con il comunicato stampa rilasciato dall'attuale Municipio X in cui invece si dichiara che i 57.300 euro sono i canoni COSAP e OSP. Insomma, questi 57mila e rotti euro, che cosa sono? Perché per più di un mese la nuova giunta non ha definito la stipula del contratto? Se c'erano irregolarità o inadempienze, perché non è stata fatta alcuna azione? Ci sono gli estremi per omissione in atti di ufficio da parte dei dirigenti e politici del Municipio?
Il ritardo politico nel far partire la manifestazione, l'inadeguatezza della struttura amministrativa nella gestione del bando, sono evidenti, come è evidente il danno recato ai cittadini, privati di uno spazio culturale. Nel frattempo la sindrome dello sceriffo de' noantri pervade chiunque possa vantare una stella di latta.
Ma è Ostia o Cripple Creek?

paula de jesus per LabUr, Laboratorio di Urbanistica

mercoledì 31 luglio 2013

OSTIA, WATERFRONT: LA NUOVA GIUNTA DEL 'FARE' DIETROFRONT

Il silenzio della nuova giunta di Ostia sulle recenti operazioni di polizia è inquietante, soprattutto perché accompagnato da una impropria logorrea quando si parla invece di interventi pubblici. Nessuna cautela. Tutti hanno ora necessità di far vedere che l'emergenza è superata e che è ora di 'fare'. E sul 'fare' sono tutti d’accordo, ma nessuno che si degni, almeno per senso di responsabilità, di parlare di legalità e sicurezza. Mentre a Fiumicino si mette all’ordine del giorno l’“anti mafia”, ad Ostia si parla degli F35. Nessuna richiesta di costituirsi parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso afferenti il nostro territorio. Nessuna richiesta di strumenti amministrativi per rafforzare la trasparenza, la legalità e il controllo delle procedure di appalto, di lavori, servizi e forniture. Nessuna richiesta di coinvolgimento delle realtà civiche al fine di promuovere la partecipazione a garanzia della legalità e della vita democratica locale.  
Anzi, riparte la solita manifrina propagandistica per regalare illusioni ai cittadini sul raddoppio del Ponte della Scafa, questa volta definendolo "low cost", che poi “low” non è e l’iter non è affatto a buon punto, come dichiara invece Andrea Tassone.
L'Assessore Comunale alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, cancella il processo partecipativo sul Waterfront  (di cui però fa parte anche l’ampliamento del Porto di Roma). Quello municipale, Giacomina Di Salvo, vuole tavoli tecnici universitari per rimanere nelle quattro mura sicure della “casa accademica”. Il Presidente del Municipio X, Andrea Tassone, dichiara di non voler utilizzare la parola internazionale “waterfront”, però (a sproposito) "low cost" sì. Insomma, una sorta di damnatio memoriae il cui principale obiettivo non è cancellare i cinque anni di Alemanno, bensì fingere che i cinque anni siano trascorsi con un nulla di fatto, quando invece per la prima volta si è riusciti a costruire nel Municipio X un tavolo (il Tavolo Partecipato sul Waterfront di Roma Capitale) intorno al quale tutte le forze civiche del territorio (imprenditoriali, sindacali, professionali e cittadine) sono in grado di discutere con elevata competenza della riqualificazione del Lungomare e hanno già fatto ciò che auspica il Vice Presidente del Municipio X, Sandro Lorenzatti, sempre assente come tutti gli altri, ad eccezione dell’Assessore ai LL.PP. del Municipio X, Antonio Caliendo.
Ad interessarsi del Tavolo è invece l’Assessore comunale Caudo. La nuova giunta, nel vuoto pneumatico di idee proprie ed originali, dopo il fallimento per loro stessa ammissione delle politiche urbanistiche per il Litorale dal 1993 ad oggi, riesuma il 'Progetto Litorale' addirittura di 30 anni fa (forse per pubblicizzare il libro del capogruppo del PD in Campidoglio Francesco D’Ausilio), come se il resto del mondo fosse rimasto immobile. Ripropone il solito refrain dei privati illuminati e architetti più o meno famosi e il sacrificio delle aree demaniali dentro il processo di trasformazione urbana. E come se non bastasse aprono il confronto con i balneari e con le forze imprenditoriali del territorio, compreso il Porto di Roma, scosso dalla bufera delle recenti indagini giudiziarie, esattamente come ha fatto il centro-destra.
La politica ancora una volta si dimostra vecchia e miope e in barba al regolamento di partecipazione del Comune di Roma non dialoga con le realtà civiche tutte, ma discute con i soliti noti di progetti ammuffiti nei cassetti. Primo tra tutti, appunto, quell'inutile 'Progetto Litorale' che già dal 1981 imponeva il Porto ad Ostia (il settore diportistico da anni è in forte crisi), l'arretramento del lungomare e un maxi campeggio dentro Castelfusano (oltre 600 milioni di allora per realizzarlo).
Come diceva Gaber in una famosa canzone, qualcuno era comunista. Forse varrebbe proprio la pena riascoltarla.

lunedì 29 luglio 2013

OSTIA, UFFICIO TECNICO: CAFAGGI INDAGATO 'PER CONCORSO IN ABUSO EDILIZIO'. SALE MARINO E PESCI IN BARILE.

Dentro le vicende giudiziarie della 'mafia delle spiagge' esiste anche un mistero che riguarda Paolo Cafaggi, dal 15 luglio 2013 nuovo direttore dell'ufficio tecnico (UOT) di Ostia. Risulta infatti da un articolo di Repubblica mai smentito (1), quanto segue: "Paolo Cafaggi e due geometri Alessio Marini e Gianfranco Pannunzi, rischiano di finire a processo per concorso in abuso edilizio e falso ideologico. Secondo il pm Roberto Felici avrebbero fatto ottenere a una società per azioni la sanatoria per l' uso commerciale di un complesso invece adibito ad uso agricolo". La notizia si riferisce al 2009 ed è stata pubblicata il 20 giugno 2013: questo il Sindaco Marino, lo sa? In una amministrazione che si dichiara trasparente, è perlomeno 'anomalo' che con queste accuse Paolo Cafaggi, fino alla rimozione di Papalini del 15 luglio, abbia ricoperto l'incarico ad interim come dirigente dell'UOAL (2), l'Unità Organizzativa Ambiente e Litorale di Ostia demandata al controllo delle concessioni balneari. Inoltre Aldo Papalini era già stato rimosso dall'UOAL nel 2012. A riferirlo l'ex-presidente dell'ex-XIII Municipio (ora Municipio X), Giacomo Vizzani (3): “Preciso che sono stato io personalmente, in una lettera protocollata il 4 ottobre scorso, a chiedere la sostituzione del direttore dell’UOAL, Aldo Papalini. La nomina era temporanea in quanto l’ingegner Papalini è già direttore dell’UOT del XIII Municipio". Perché allora Marino si è scapicollato ad Ostia a destituire Papalini e a rafforzare il ruolo di Cafaggi quando Papalini era già stato rimosso e risulta Cafaggi ancora indagato, almeno davanti all'opinione pubblica? C'è un altro piccolo particolare. Sempre Paolo Cafaggi risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma insieme ad Alemanno per la vicenda del 'sale tossico' legata alla nevicata di febbraio 2012 (4). Paolo Cafaggi è inoltre tutt'ora direttore dell'UOT del II Municipio (*) (ex-II e III): come fa a sostenere il carico di lavoro degli uffici tecnici di ben due municipi? Tutte queste domande meritano risposte immediate. In compenso, Rodolfo Murra, neo nominato Direttore del Municipio X, inizia il suo operato con un coupe de teatre: invia un atto di diffida nei confronti della manifestazione storica di Approdo alla Lettura per occupazione abusiva di suolo pubblico, nonostante sia l’unico partecipante nonché vincitore del bando di Libramare, aggiudicato il 7 luglio 2013. Ad majora!


(*) Il II municipio è quello dei Parioli, dell'Olimpico, di via Nomentana, di Villa Borghese.
(1) LINK 1
(2) LINK 2
(3) LINK 3
(4) LINK 4

giovedì 25 luglio 2013

Roma-Latina, Municipio X: tre ponti, nessuna idea



Mentre il Sindaco di Roma lavora sulla chiusura dei Fori Imperiali al traffico, mentre l’Assessore alla Trasformazione Urbana del Comune di Roma si incontra con le associazioni e i cittadini per portare avanti l’attuazione del piano quadro attraverso azioni strettamente integrate con quelle più generali della mobilità (riduzione del traffico auto, potenziamento del TPL e intermodalità) e dell’urbanistica, la Regione Lazio forza vecchi schemi di mobilità con impatti devastanti sul territorio nel silenzio totale del Municipio X. Si tratta della bretella autostradale Tor De’ Cenci A12 16 km (autostrada Roma-Latina),  bretella camionabile a pedaggio. Dalla zona di Malpasso in viadotto passerà sopra Via Del Risaro, in galleria tra l’abitato di Via Belluzzi e la Caserma del NOCS, scavalcherà la Via C. Colombo, continuerà in viadotto tra Via di Mezzocammino e Vitigna, con un ponte di 1,5 km scavalcherà il Tevere passando in complanare vicino alla Roma-Fiumicino per innestarsi alla A12. Il tutto al modico prezzo di 500 milioni di euro per far transitare 9.560 veicoli leggeri al giorno e 6.760 veicoli pesanti dalla Roma-Fiumicino/GRA. I cantieri sarebbero dovuti partire ad Aprile 2013, dopo l’approvazione del CIPE del 3 Agosto 2012 per un importo totale del Corridoio intermodale Roma-Latina e Collegamento Cisterna-Valmontone, considerata di pubblico interesse, di 2,728 miliardi di euro, con contributo pubblico fino al 40%.

Nonostante i comitati di quartiere abbiamo chiesto alla Regione di stornare 400 milioni per la messa in sicurezza e il miglioramento della Pontina, il cui percorso si sovrapporrebbe a quello della futura autostrada, la Regione Lazio sembrerebbe decisa ad andare avanti.

Da che non c’erano ponti dal Grande Raccordo Anulare a quello dello Scafa ora addirittura ne sono previsti tre: nuovo Ponte della Scafa, il Ponte di Dragona e il Ponte della bretella A12 – Tor De’ Cenci (il c.d. Corridoio plurimodale Tirrenico-Nord Europa). Dei primi due se ne parla da 15 anni, del terzo dal 2001. Quello con maggiori probabilità di venire realizzato è il terzo, se verrà firmato il contratto a dicembre di quest’anno. E’ certo però che i tre ponti sono altamente impattanti per il Municipio X. Eppure non troviamo traccia né nel programma del neo Presidente Andrea Tassone, né dichiarazioni sul tema da parte della sua Amministrazione, salvo le solite dichiarazioni vecchie e stantie sul potenziamento della Roma-Lido, le complanari sulla C. Colombo e l’unificazione della Via del Mare con l’Ostiense.

Insomma, nonostante il colore politico delle amministrazioni sia lo stesso a tutti i livelli, siamo di fronte a due approcci diametralmente opposti. Quello del Sindaco di Roma e dell’Assessore alla Trasformazione Urbana che tenta un approccio che guardi alla città non come la somma di nuclei edilizi delimitati da vie di scorrimento, dal momento che un accettabile livello di qualità urbana non esiste con alti livelli di motorizzazione. E quello della Regione Lazio e del Governo che mette ancora l’automobile al centro delle politiche sulla mobilità e dove i cittadini sono equiparati ad un flusso in una conduttura stradale.

Nell’ottica del Distretto Turistico balneare (il primo concesso dal Governo proprio al Litorale romano) scelte di questo genere, antiquate e non innovative, sono quanto di più antitetico ad uno sviluppo sostenibile di un territorio e di una città a vocazione turistica che voglia ambire ad essere una moderna Capitale europea.

paula de jesus per LabUr - Laboratorio di Urbanistica

lunedì 15 luglio 2013

“Ecco il legame tra mafia e politica sul litorale romano. Marino intervenga a costo di sacrificare anche alcuni dei suoi”

di Lucio Lussi - da Il Monitore Romano



Qual è la situazione delle concessioni demaniali dell’arenile di Ostia?
“Si confondono concessioni rilasciate dal demanio con quelle delle spiagge pubbliche rilasciate dal Comune, si confondono concessioni per gli esercizi commerciali con quelle per le pertinenze demaniali. Con la recente attuazione del decentramento amministrativo il XIII municipio ha messo mano su tutte queste cose, scavalcando a volte di fatto i poteri e il ruolo della capitaneria di porto (per il controllo delle aree occupate sugli arenili) e quello dell’Agenzia delle Entrate/Regione Lazio (per la determinazione degli importi da pagare). Aggiungiamo il potere che ha il tribunale di Ostia per le diatribe tra balneari e Stato sul pagamento delle concessioni stesse e abbiamo un quadro di piena confusione gestito dall’Ufficio Tecnico municipale, a sua volta gestito dalla giunta politica del Municipio, a sua volta gestita dai voti ricevuti dai poteri forti del territorio”.

Si parla di infiltrazioni criminali nelle concessioni. Ci può spiegare meglio?
“Le infiltrazioni fanno parte di quel malsano meccanismo che parte dal riciclaggio dei soldi che esiste nel XIII Municipio, attuale X, (usura, videogiochi, riciclaggio) che lega molta imprenditoria alla malavita e che porta i voti ai politici affinchè proteggano i propri interessi economici. Avere uno stabilimento balneare significa avere una lavatrice di soldi in quanto il controllo fiscale sugli ormai ‘villaggi turistici balneari’ è quasi zero. Non si ricorda da molti anni alcun intervento della Guardia di Finanza. Strano vero?”.

Il tutto corredato da ingenti spese per milioni di euro avallate da rappresentanti politici conniventi
“Basti pensare agli ingenti capitali che vengono investiti sulla finta battaglia per l’erosione o che si vogliono spendere per l’industria turistica sul litorale (secondo polo turistico, distretto turistico balneare) per capire come la politica da Veltroni ad oggi voglia difendere questo marcio sistema in cui la malavita ha il suo preciso ruolo”.

Del resto la presenza del clan Spada sull’arenile e la richiesta di un esponente Spada al dirigente dell’ufficio tecnico del Municipio di Ostia confermano un forte legame tra criminalità organizzata e amministrazione del litorale…

“L’esistenza di un legame non è una novità, basti pensare a quanto già emerso con Fasciani e Mokbel. Non scopriamo nulla di nuovo, ad Ostia si sa tutto da anni ma si insabbia tutto da
sempre. La politica locale combatte le infiltrazioni mafiose tenendo una candela in mano durante le manifestazioni”.

Viva preoccupazione è stata espressa anche dal Campidoglio. Ignazio Marino infatti ha ordinato una approfondita ispezione sull’operato degli amministratori di Ostia coinvolti nella concessione delle licenze demaniali. E’ la volta buona per combattere le infiltrazioni criminali a Ostia e sul litorale romano?
“Singolare che Marino abbia deciso questa iniziativa apprendendo la notizia dai giornali. Chi governa un territorio queste cose le conosce già da tempo. Se la Procura non avesse fatto uscire le carte consegnandole a Repubblica, sarebbe rimasto tutto a posto? Le Commissioni Municipali sulla trasparenza e garanzia, affidate all’opposizione, non hanno mai funzionato. L’unico modo in cui c’è stato un tentativo serio di fare pulizia sul territorio è stato quello di Pannella nel 1992, la prima vera tangentopoli partì da Ostia. Ad oggi si stanno ricreando solo nuovi equilibri. Marino deve andare fino in fondo, a costo di sacrificare anche alcuni dei suoi, o si presterà soltanto ad un gioco sporco"

giovedì 11 luglio 2013

Ostia e i Rom: nasce con la Droghei l'Urbanistica del disprezzo


Grazie al PD dell'attuale X Municipio si apre un nuovo capitolo dell'emergenza abitativa a Roma: l'edilizia per i Rom. In poche parole, casa e lavoro diventano i due elementi base per risolvere un annoso problema sociale e di integrazione, ingigantito dalle scelte sbagliate della sinistra e affrontato con inutili e costosi sgomberi da parte della destra. Così, dopo il fallimento di Alemanno con i campi Rom, si parla in questi giorni di trovare aree "per realizzare villaggi temporanei", cioè campi Rom che poi diventano definitivi, e si portano avanti 'soluzioni alternative'. Come i programmi di autocostruzione: dare ai Rom case e cascine da ristrutturare.
Il pretesto è la sistemazione di poche decine di famiglie insediatesi nella modesta pineta delle Acque Rosse ad Ostia e minacciate da una serie di microincendi estivi. Una pineta, quella delle Acque Rosse, da sempre sede di insediamenti abusivi e non solo Rom. La decisione politica è quella di Emanuela Droghei (PD), Assessore alle Politiche Sociali del X Municipio e moglie del capogruppo PD in Campidoglio, Francesco D'Ausilio. Inquietante la sua dichiarazione: "opereremo in tempi strettissimi". La Droghei non solo ignora problemi urbanistici, igienico-sanitari e legati al turismo, ma ancor peggio ignora realtà locali come quella della Caritas che, sponsorizzata da SeL, PD e in collaborazione con la facoltà di Architettura di Roma Tre, sta portando avanti per i Rom un progetto di autocostruzione e di formazione professionale ad Acilia. Eppure non più di un anno fa l'attuale capogruppo PD del X Municipio, Giuseppe Sesa, in qualità di 'esperto' PD per le politiche sociali sosteneva: "non c’è alcuna volontà di risolvere il problema dell'emarginazione alla radice", contestando le scelte di Alemanno. Oggi al governo del Municipio, Sesa dimentica quello che aveva detto, il problema dell'emarginazione rimane e la Droghei si adopera per consumare ulteriore suolo. Non ci sono strumenti urbanistici che contemplino la bizzarra soluzione della Droghei del 'villaggio temporaneo' a meno che la Droghei non voglia risolvere in forma illegittima il problema realizzando il solito ghetto moderno con cui si accompagna in Italia la figura del Rom, del Sinto o del Camminante. Premesso che un censimento vero e proprio non c'è e che dunque il dimensionamento del 'villaggio temporaneo' è fittizio, premesso che i progetti di autocostruzione in Italia sono pochissimi, come si fa a pensare a campi Rom o 'villaggi temporanei' nel X Municipio, destinato, a detta di tutti, allo sviluppo del turismo e al recupero urbanistico del territorio? Non è solo colpa del PD e della poco illuminata Droghei, ma anche del neo Assessore all'Urbanistica del X municipio, Giacomina Di Salvo, che evidentemente non ha suggerito alla collega Droghei che i campi nomadi non possono ricadere né in zone residenziali né vengono considerati insediamenti abitativi, ma rientrano nella categoria (ormai di accezione comune) di "area per allestimenti pubblici sovracomunali". In altre parole, i campi nomadi costituiscono quella che è definita l'urbanistica del disprezzo, che impiega aree prive di valore e che presto diventano nuovi luoghi di emarginazione. Gestire l'emergenza abitativa è una cosa, gestire i nomadi un'altra. La prima è una pianificazione urbanistica ed edilizia, la seconda una pianificazione sociale che deve comprendere servizi, assistenza e politiche di integrazione, quelle vere. Reperire "un’area pubblica nella quale poter montare unità abitative per una ventina di nuclei familiari", come sostiene invece la Droghei, è solo il parto di chi ignora e che non conoscendo le regole ordinarie per gestire un problema si inventa regole straordinarie che ti sbattono in prima pagina.