giovedì 4 aprile 2019

MUNICIPIO X: SAVE THE CHILDREN, SAVE YOURSELF FIRST. (ATTO II)

Dopo un mio post di ieri sera su “Save the Children” ad Ostia, il Presidente del Municipio X, Giuliana Di Pillo, scrive un comunicato stampa, in cui annuncia che “la ex Scuola Guttuso diventerà un Punto Luce delle Arti … un progetto che verrà portato avanti da Save the Children”.
Tutto molto fumoso, per usare un eufemismo. Vediamo perché.
Secondo quanto riferisce la presidente Giuliana Di Pillo, è stato “firmato un accordo” di comodato d’uso. Tra chi? Tra Save the Children e il Municipio X? Se così è, un comodato d’uso deve essere firmato tra chi lo prende in comodato e chi ne ha la proprietà. Dunque, la Guttuso è del Comune di Roma?
Altra questione fumosa è, a che titolo? Il comodato d’uso è a titolo gratuito o oneroso? Non sappiamo, perché non ci viene detto. Inoltre, sempre nei contratti di comodato d’uso è necessario specificare la durata, altra questione che non ci viene chiarita. Cos’è un progetto “sine die”, cioè vietato per legge?
Ma il top lo raggiungiamo su un'altra questione: viene chiamata una conferenza stampa diversi giorni fa ed era prevista per oggi. Poi ci si accorge di un fatto davvero incredibile: l’avviso pubblico (repertorio 2019/2965) <> è stato pubblicato il 1° febbraio 2019 con fine pubblicazione 18/02/2019. Ma sparisce, perché manca la firma del Direttore Luca Di Maio. Quindi, la conferenza di presentazione slitta perché è tutto da rifare. Oggi esce l’annuncio, ma la pubblicazione non c’è. Poteva essere firmato un comodato d’uso senza pubblicazione dell’avviso? Nessuna aggiudicazione sull’albo pretorio. Tutto regolare? Tutto trasparente?
Ora, ricordo agli smemorati di Collegno, le parole di sdegno della Di Pillo non solo quando ai tempi di Vulpiani era delegato al Litorale, ma anche a gennaio 2018 in cui scriveva che “La Regione Lazio ha deciso di accorpare l' Istituto Comprensivo Amendola-Guttuso a quello di via delle Azzorre, nonostante il parere negativo di questa Presidenza […] La scelta dell'accorpamento va contro la volontà di questa Amministrazione […]Riteniamo sia necessario mettere in campo tutte le azioni possibili affinché Zingaretti torni indietro su questa decisione che in questo momento non fa bene ad Ostia Ponente”.
Quindi, alcune domande:
1) Come ha il Municipio X sopperito o risolto i problemi/disagi causati ai bambini a seguito dell’accorpamento? Almeno con delle navette? No.
2) “la scuola è il punto di riferimento più importante per una rinascita del Territorio”, così scriveva sempre la Di Pillo, che ora ci propone al posto della scuola uno “spazio di aggregazione” di un non meglio precisato “progetto educativo”.
3) Esiste un regolamento comunale che riguarda la tanto sbandierata “partecipazione”, cavallo di battaglia in campagna elettorale. Avete forse chiesto alle famiglie di “bambini ed adolescenti” di cosa avessero bisogno? Avete fatto un percorso con loro? Perché avete fatto un avviso pubblico di interesse generale che ha coinvolto solo un’associazione, cioè Save the Children? Una manifestazione di interesse generale in cui risponde uno solo?

mercoledì 3 aprile 2019

SAVE THE CHILDREN A NUOVA OSTIA (ATTO I)

MUNICIPIO X: EMERGENZA UMANITARIA BAMBINI. NON LO SAPEVATE?
(la mia risposta a Save The Children. Atto I. Stay Tuned)
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< Detto questo, la manfrina che ripetete come un mantra ad ogni comunicato stampa o intervento sui media, anche social, sta diventando stucchevole. Nello scrivere, ad esempio, che siete "finanziati da privati" lasciate intendere che ci sono tante persone comuni che aderiscono alla vostra ONG per spirito di bontà (se posso chiamarlo così per sintetizzare). Il che è sicuramente vero, peccato che la frase possa configurarsi come una manipolazione. 1) Voi siete finanziati anche da enti pubblici (spero di non dover indicare gli importi) e affermare che però non li avete utilizzati nel Mediterraneo ha la consistenza dello zero atomico. 2) Tra i vostri sottoscrittori ci sono privati, certo, ma non solo il Signor Rossi, ma banche, sempre per fare un esempio, le stesse banche che hanno le mani sporche di sangue in quel cerchio (magico) degli affari che vede offrire/ospitare danaro di/a chi bombarda per poi con l'altra mano aiutare generosamente le ONG affinché salvino le vite dei bombardati. Si chiama nuova economia, quella che purtroppo stiamo vivendo a livello mondiale. Così come si è presenza di una manipolazione quando scrivete che l'operazione fosse solo di "Search & Rescue": il vostro Presidente, sempre per fare un esempio, Claudio Tesauro, ricopre la medesima carica anche in Invitalia ma voi questo non lo dite. Così come non dite (e qui, per velocizzare copio e incollo da internet) che Invitalia "è una società per azioni italiana partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e si occupa di edilizia; Invitalia gestisce la quasi totalità delle agevolazioni dello stato alle imprese e alle startup a contenuto innovativo, fornisce un supporto tecnico e operativo alla pubblica amministrazione in particolar modo al Ministero dello Sviluppo Economico, e provvede all’attuazione degli accordi di programma riguardanti i progetti finanziati dall’Unione Europea. Dal 2014, Invitalia si occupa anche di edilizia ed è proprio questo settore che genera un chiaro conflitto di interessi" (problema forse almeno etico, tralasciando quello della trasparenza da voi sbandierata? Per voi evidentemente no, perché le "responsabilità sono personali" solo che lo avete scelto sapendo questa cosa benissimo, senza dire che questo signore lavora, nientepopodimeno, per la Bonelli Erede Pappalardo (!!!!) ... che ha molto a che fare lo shipment ... e mi fermo qui perché non mi pagano per fare inchieste). Quindi Tesauro, grazie alla missione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo di Save The Children di cui è presidente ha fatto arrivare i migranti in Italia, e poi grazie a Invitalia gli ha offerto l’accoglienza migliore, e in questo caso non a “scopo umanitario” essendo Invitalia una società per azioni e non una onlus. La società è la responsabile degli appalti per il Ministero dell’Interno della “progettazione e realizzazione di interventi di adeguamento strutturale e impiantistico degli immobili da destinare alle finalità dell’accoglienza dei migranti”. Ma potrei parlare anche di Gerry Salole, che vi collega eccome a Open Society Foundations. Poi, se vogliamo dire che non c'è reato perseguibile per legge siamo su un altro piano, che interessa solo le aule di giustizia.
Che voi pagavate 50 euro i vostri "volontari" per ogni salvataggio sulle coste libiche è cosa provata. Poi vi siete appellati al diritto penale italiano che sancisce la responsabilità personale per le accuse che vi sono state rivolte. La frase è vera, ma moralmente inaccetabile per una ONG, che così si è deresponsabilizzata, ma solo penalmente. Come dire, è sempre colpa del dipendente e non del manager, come se si muovessero per i fatti loro, che se fosse vero, vorrebbe dire che la vostra organizzazione è pessima, perché non controlla i suoi collaboratori. Dunque, un autogol.
Infine, per non dilungarmi oltre (ho già abusato con questa lunga risposta, non esaustiva, per le regole di un social come questo), vorrei sapere perché vi viene affidata una scuola, con modalità che fanno decisamente sorridere fino alla data di oggi, tolta ai ragazzi per ragioni che qui non sto a spiegare (e che ora devono fare molti km per giungere ad un plesso), nel quartiere di Nuova Ostia. Vorrei saperlo proprio perché non mi risulta (e se non risulta a me è sicuramente così) che ci sia un'emergenza umanitaria, tanto meno bambini che muoiono di fame o bombardati o la cui vita è a rischio.
Spero che si sia capito il senso del mio intervento (e ne sono certa), per cui vi chiederei cortesemente di non fingere di non averlo capito e dunque trattare le persone come se avessero l'anello al naso o come fossero degli odiatori seriali o dei fascisti/sovranisti/antiONG o affini, con le risposte copia e incolla perché così ha detto un superiore di una ONG che ha delle opacità. Assomigliano a dei falsi positivi. Fateci una cortesia: cercate di non essere ipocriti, perché onestamente parlando (e sarebbe ora che lo faceste anche voi), giocare sul filo del rasoio della legalità propinandoci spot con personaggi famosi per rendere tutto più credibile e vendibile, e poi essere decisamente un po' claudicanti sotto il profilo morale ed etico (e della trasparenza e lealtà), a me fa veramente ribrezzo. Alzate il livello delle vostre risposte, se potete. Se il capo ve lo consente.

Ci vediamo ad Ostia.>>

venerdì 15 febbraio 2019

LE FAKE DI FEDERICA ANGELI, LA REPUBBLICA, IL PD E IL PORTO DI OSTIA.

In data 9 marzo 2016, secondo quanto riportava Federica Angeli, La Repubblica e il PD in conferenza stampa, mi sarebbe stato oscurato il profilo facebook. Semplicemente falso. Ecco le prove. Nel frattempo, dopo aver condotto in solitaria per 8 anni un dettagliato lavoro di controinformazione sulle vicende tecniche, amministrative e autorizzative del Porto Turistico di Roma ad Ostia, nonché sul suo mancato raddoppio, non posso che essere soddisfatta dell’assoluzione con formula piena sentenziata nei confronti del Presidente di LabUr- Laboratorio di Urbanistica, Andrea Schiavone, e miei dal Tribunale di Roma, X Sezione Penale (Dott. Renato Orfanelli).
E’ stato l’unico rinvio a giudizio che LabUr, di cui faccio parte, ha dovuto affrontare in oltre 10 anni di battaglie urbanistiche su Roma, una costante attività sempre finalizzata alla difesa dell’interesse pubblico.

Ringrazio tutti i giornalisti con i quali ho collaborato che in questi anni hanno creduto in noi e nella bontà del nostro lavoro. Chi pensava di fermarci infangando brutalmente il nostro impegno e/o impadronendosi delle nostre inchieste per avere un po’ di visibilità si metta l’animo in pace, se ci riesce.

Ci dispiace solo che l’ex Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, e l’attuale Sindaco di Fiumicino (ai tempi, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma), Esterino Montino, non abbiamo colto l’opportunità per contribuire ad illuminare un argomento, come quello del Porto turistico di Roma ad Ostia, dalle mille ombre. Noi comunque continueremo nel nostro cammino.
Per chi volesse approfondire quanto da noi prodotto in 8 anni, può consultare il nostro sito al seguente puntatore: http://www.labur.eu/public/blog/?cat=32

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Dal blog di Luna Nuova (LINK)
Luna Nuova non è mai stata un'associazione, figuriamoci antimafia, ma un manifesto sottoscritto da oltre 1.000 cittadini.

"L'oscuramento non c'è MAI stato per il semplice motivo che non poteva MAI essere autorizzato. L'iniziativa del PM della Procura di Roma, Eugenio Albamonte, di emettere un discutibile decreto di oscuramento, non era dunque praticabile ed è strano che sia stato a farlo a marzo 2016, durante il processo di Mafia Capitale, un pubblico ministero (nato nel 1967 a Venezia, magistrato dal 1995) considerato dalla Procura di Roma punto di riferimento della lotta ai crimini informatici, esperto di social network, nonchè ex presidente (2017- 8) dell'Associazione Nazionale Magistrati in quota a Magistratura Democratica. È noto che Luna Nuova dà fastidio perchè racconta le verità che annullano i bugiardi seriali. Forse per questo si cerca di censurarci illegittimamente?
Qui di seguito il diniego all'oscuramento del 13 settembre 2016 inviato da Facebook ad Albamonte. Dopo taĺe diniego, non solo la pagina ma neppure uno dei 3 post ritenuti 'illeciti' da Albamonte è MAI stato rimosso. Sono ancora pubblici e mai ci è stato richiesto di rimuoverli o di ospitare repliche ai contenuti".

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Milano 13 settembre 2016
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Alla c.a. del Pubblico Ministero Eugenio Albamonte

Oggetto: procedimento penale n. XxxxX decreto di sequestro preventivo n. XxxxX (traduzione di cortesia)

Egregio Dott. Albamonte,

La contatto in riferimento al procedimento penale indicato in oggetto. Sono venuto a conoscenza del fatto che il Suo ufficio ha ordinato l'esecuzione del decreto di sequestro preventivo n. XxxxX nei confronti dl Facebook Ireland Limited (“Facebook Ireland”) ai sensi dell'art. 321 c.p.p., concernente i profili Facebook di sei utenti del sito e una pagina Facebook pubblica. Per comodità, allego una copia del decreto di sequestro preventivo suddetto. Come esplicitato nelle Condizioni d'uso di Facebook (“Statement of Rights and Responsibilities SRR"), il servizio Facebook è gestito da Facebook Inc., una società avente sede legale nello Stato del Delaware, USA, e da Facebook Ireland, una società avente sede legale nella Repubblica d'lrlanda. Come meglio evidenziato nella nostra Data Policy, Facebook Ireland è la responsabile del trattamento dei dati personali degli utenti di Facebook localizzati al di fuori degli Stati Uniti e del Canada, compresi gli utenti Italiani. Le Condizioni d’uso e la Data Policy di Facebook sono disponibili al seguente link: https://www.facebook.com/policies
La prego di far presente che Facebook Ireland, avendo sede fuori dal territorio Italiano, non è soggetta alla giurisdizione dei Giudici Italiani. Le infomazioni contenute in questa lettera non devono suggerire una diversa interpretazione. Nel procedimento penale summenzionato, nell'ambito del quale si stanno svolgendo le indagini per il reato di diffamazione ex art. 595 c.p., è stato ordinato a Facebook Ireland di rimuovere completamente i profili di sei utenti e di una pagina pubblica. Facebook Inc. e Facebook Ireland possono rispondere rispettivamente alle richieste di natura gludiziaria sulla base dei loro termini di servizio e della legge a loro applicabile. Analizzando il decreto di sequestro preventivo di cui sopra, ho ragione di ritenere che l’ordine di rimuovere completamente i post e la pagina pubblica in questione sia sproporzionato. Mentre il decreto di sequestro preventivo si riferisce a specifici contenuti illegali postati sui profili e sulla pagina, l’ordine dl rimozione non si limita a tali contenuti. L'ordine si riferisce, infatti, aIIa rimozIone totale del profili e della pagina, i quali non contengono solamente i contenuti in questione, ma anche altri contenuti leciti. L’ordine di rimuovere i profili e la paglna, pertanto, richiede che vengano rimossi anche dei contenuti leciti, azione non necessaria e dannosa sia per Facebook che per i suoi utenti. Di conseguenza, chiedo rispettosamente che la modalità del sequestro preventivo venga raggiunta attraverso misure alternative e meno restrittive ovvero. un ordine che si limiti alla rimozione dello specifìco contenuto ritenuto illecito. L'attuale ed ampio decreto di sequestno preventivo incide negativamente sui diritti fondamentali dei nostri utenti di esprimersi liberamente e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso i media (così come sancito dalle leggi internazionali e da quella italiana). Se Facebook Ireland rimuovesse completamente i profili e la pagina in questione, si otterrebbe una chiusura permanente degli interi profili degli utenti, anzichè la rimozione mirata e selezionata dei presunti contenuti illeciti in questione. Come illustrato sul nostro sito web, Facebook è stato fondato sulla base del principio di libertà di espressione personale. La missione di Facebook è quella di creare un mondo più aperto e connesso. Facebook cerca di fornire una piattaforma dove le persone possono condividere e visualizzare liberamente contenuti, messaggi e idee, rispettando comunque i diritti dei terzi. Per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, Facebook lavora duramente anche per far si che la sua piattaforma sia un luogo di condivisione e di connessione sicuro e rispettoso. Questa finalità ci obbliga a compiere delle scelte difficili  bilanciate tra la libertà dI espressione e il rispetto della comunità. Facebook proibisce che i contenuti siano tesi a danneggiare qualcuno direttamente, ma permette che ne vengano pubblicati alcuni che potrebbero essere ritenuti sgradevoli o discutibili da qualche soggetto. Facebook definisce dannoso i contenuti che incitano alla violenza, al furto, alla distruzione di beni, o che infliggono direttamente stress emotivo a un individuo specifico (per esempio, il bullismo). Una lista dl contenuti proibiti può essere trovata tra i nostri Community Standard a questo link: www.facebook.com/communitystandards. Ogni interferenza con Ia libertà dl espressione dei nostri utenti deve essere prevista dalla legge, necessaria, proporzionata e confome a uno scopo legittimamente perseguito. A tal fine, chiedo rispettosamente che l'Autorità Gludiziaria limiti Ia portata del sequestro summenzionato, indicando gli URL specifici dei contenuti ritenuti illeciti dei quali è stata ordinata la rimozione. Spero che la spiegazione delle circostanze di cui sopra e la nostra richiesta forniscano informazioni che potranno esser d'aiuto nella risoluzione di questa questione. Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Con osservanza.

Andrea Kirkpatrick
Associate General Counsei
Facebook inc.


venerdì 18 maggio 2018

REPORT, "OSTIAGGI" - LA MALA INFORMAZIONE


Nella puntata di Report su RAI3 dal titolo “Ostiaggi”, del 7 maggio scorso, è andata in onda una brutta pagina di giornalismo definito d’inchiesta. Nessuna investigazione approfondita, ma solo la costruzione di un teorema su indizi sguaiati. Dallo sciocchezzaio di google maps,  spacciato per elemento probatorio tecnico, alla fonte a viso coperto per paura di presunte ritorsioni, che in realtà tutti conoscono; dall’associazione che non esiste, all’uso strumentale di un tecnico ‘infedele’ appartenente all’Ispettorato Edilizio, che però non aveva alcuna competenza sul demanio e anzi era stato utilizzato in qualità di consulente esperto dal famoso sceriffo dell’antiabusivismo della Polizia Municipale di Roma Capitale, Antonio Di Maggio. Più che le testimonianze hanno colpito le assenze eclatanti, come ad esempio i protagonisti degli uffici che contano, a partire dalla UOAL – Unità Operativa Ambiente e Litorale preposto alla gestione e al controllo delle spiagge, o gli ex Direttori dei Municipi che hanno gestito la partita dei bandi di gara per gli affidamenti delle sabbie divenute mobili. Un crogiolo di illazioni degno di una fiction, dove tutto si fonde e si confonde. Il danno non è solo alla verità dei fatti, ma soprattutto alla società civile e democratica. Non è infatti accettabile che si presenti una narrazione basata sulla contrapposizione tra due uomini dello Stato, in cui uno fa la parte del buono e l’altro del cattivo, con l’utilizzo della collaudata tecnica della retorica dell’antimafia che ammette solo atti di fede. Chi osa sollevare un ragionamento critico o anche solo delle perplessità viene tacciato di mafiosità.  Non è accettabile affermare che il Prefetto Domenico Vulpiani è cattivo perché è stato nominato Commissario Straordinario dal Ministro degli Interni Angelino Alfano, a cui spettavano le ratifiche, reo di aver mangiato in un ristorante balneare. La nomina dei tre Prefetti dopo il Commissariamento di Ostia è avvenuta sotto la concertazione del Capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, e del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, attuale Capo della Polizia. Non è invece discriminante per Report il fatto che un magistrato come Alfonso Sabella, si sia  prestato alla politica del PD renziano e sia stato nominato inopportunamente da Paolo Gentiloni membro della Corte dei Conti qualche giorno prima della sentenza della stessa Corte che lo ha condannato al risarcimento di quasi 1,2 milioni di euro per i fatti del G8 di Genova alla Bolzaneto e per il danno di immagine al Ministero degli Interni e della Giustizia.
Alfonso Sabella è stato al governo di Ostia solo 5 mesi dopo di che è stato Commissariato. In quei 5 mesi, un tempo che non è sufficiente nemmeno per conoscere gli oltre 900 dipendenti del Municipio X tra cui si aggirava con la pistola, Alfonso Sabella si è distinto per la superficialità delle sue azioni, che hanno ondeggiato tra interventi ‘manu militari’ sulle spiagge di CastelPorziano (lasciando bagni chiusi, spiaggia sporca e dune invase e devastate da comportamenti di illegalità diffusa oltre che una scia di ricorsi) di cui Report non ha parlato e omissioni colpevoli sulle spiagge libere, compresa quella in affidamento a Libera. E poco importa che il Prefetto Vulpiani, con una lunga e onorata carriera alle spalle, abbia istruito anche la richiesta di decadenza di 44 concessioni. Per Report egli è colpevole, non si è comportato come uomo dello Stato, ma come giocatore di una squadra imprecisata, semplicemente perché non indossava la casacca di Alfonso Sabella. E poco importa a Report che l’esito delle indagini da parte dell’ANAC su esposto di LabUr non abbiano dato ragione a Sabella. Il M5S ha potuto solo prendere atto delle delibera di Raffaele Cantone e procedere con gli abbattimenti, viste le illegalità compiute dagli Uffici preposti al controllo delle spiagge, cioè la UOAL e la Direzione del Municipio X sotto Sabella, anche quando era Assessore alla Legalità per il Comune di Roma. Di questo Report non ha parlato, perché il teorema avrebbe mostrato tutta la sua fragilità. Cui prodest questa narrazione?
Se la “legalità non ha colore politico” e “va applicata sempre con forza e indipendenza”, non si comprende perché il Prefetto Vulpiani e gli altri due Commissari (donne e uomini dello Stato attaccati più volte con acrimonia durante il loro operato proprio dal PD renziano), che si sono mossi nel  corso dei due anni di commissariamento con l’obiettivo di ripristinare la legalità nel Municipio X, vengano da Report strattonati e spinti dentro all’agone politico che va dall'ex Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, passando per Angelino Alfano fino ad approdare al M5S, mentre un uomo dello Stato come Alfonso Sabella, che ha scelto liberamente quale casacca indossare, abbia la patente del puro. Eppure sarebbe stato meglio per un magistrato tenersi alla larga dalle sirene della politica. E’ una questione più che etica di opportunità, di coscienza. Dismettere disinvoltamente la maglia dell’arbitro per indossare la casacca di una squadra, diventando di fatto partigiano, è quanto di più lontano dall’indipendenza evocata da Report e che è propria dei magistrati. E questo vale anche per i preti che dismettono l’abito talare per occuparsi di politica.

Scritto per LabUr  Laboratorio di Urbanistica

giovedì 17 maggio 2018

ALFONSO SABELLA, L'ARROGANZA DI UN CONDANNATO


L'arroganza di chi si sente di essere il 'perfetto uomo di Stato' che addirittura 'non concepisce' che la legge è uguale per tutti, pur essendo un magistrato. In tutta l'intervista prevale l'ego: mai un passo indietro per condannare la macelleria messicana di Genova. Come per le sue vicende di mafia o di Ostia. Lui è perfetto, lui è vittima di un complotto etc etc. L'unica persona che può punirlo è solo lui stesso e vende a Vanity Fair la frase grottesca di aver pensato al suicidio. Sulle spiagge di Castelporziano ad Ostia, prima del suo commissariamento, ha agito 'manu militari' senza preoccuparsi di capirne la vicenda e di gestire l'interesse pubblico. Un personaggio pericoloso che gira per gli uffici con la pistola, che dice di essere imparziale ma che si presta a giochini politici, che ha bisogno di essere la prima donna in ogni occasione. Intanto ha venduto i diritti alla RAI per una fiction. Chissà se saranno sufficienti a pagare la condanna pari a 2 milioni 160 mila euro per i fatti del G8 a Genova nel 2001, quando era al vertice del DAP, ossia il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il risarcimento dovrà essere pagato alle parti offese, per le spese legali e il danno di immagine provocato ai ministeri della Giustizia e dell’Interno. Nel frattempo Paolo Gentiloni lo ha nominato consigliere della Corte dei Conti, senza alcun senso di opportunità. Ad maiora.

(Il LINK all'intervista)

lunedì 24 luglio 2017

Ostia, Marco Travaglio: “Non è Mafia Capitale e questa sentenza scopre il culetto a certi politici"

(per Il Quotidiano del Litorale)



Si è svolto sabato, presso lo stabilimento Le Dune, la serata con Marco Travaglio dal titolo “I segreti della Cronaca Giudiziaria e Politica raccontati ad Ostia”, grazie all’Associazione Culturale di Teresa D’Antoni, “Quelli che la … Cultura in collaborazione con le Biblioteche di Roma (LINK). Una serata che ha registrato una fortissima partecipazione di pubblico che ha aperto le danze con le sue domande al Direttore de Il Fatto Quotidiano. 

PACE FATTA CON I BALNEARI?
E’ stata una delle prime domande. “Non ho alcun disagio a stare qui”, ha detto Travaglio. Il padrone di casa, L’Ing. Renato Papagni, Presidente di Federbalneari, ha aggiunto: “Quando uscirono alcuni articoli su Il Fatto Quotidiano contro la nostra categoria, ho inviato a Travaglio una nota, spiegandogli come stavano le cose, l’infondatezza delle accuse. Il Direttore ha ritenuto la nostra nota sufficiente rispondendomi che era tutto chiaro, tutto già chiarito. Mi ha confermato che capita anche ai migliori giornali di sbagliare se la fonte non è precisa nel fornire informazioni”.

L’incontro con Marco Travaglio non ha deluso il pubblico. Si è parlato di tutti i casi più scottanti della politica e della cronaca giudiziaria di questi ultimi mesi, da Consip fino ad arrivare alla sentenza di Mafia Capitale.

MAFIA CAPITALE? MEGLIO MAZZETTA CAPITALE O TANGENTE CAPITALE
“Chiamiamola Tangente Capitale, chiamiamola mazzetta Capitale. E’ stata un fenomeno trasversale. Prendiamo per buona la sentenza che ha fatto decadere il 416bis.  Ostia non sarebbe una città mafiosa nemmeno se la sentenza di primo grado avesse confermato il 416bis. Sarebbe stata una semplificazione e le semplificazione sono assurde. Roma è formata da milioni di abitanti che nulla hanno a che vedere con la mafia. Sono del parere che se Ostia è stata commissariata avrebbe dovuto allora esserlo anche Roma, perché si sta parlando di gangli dell’amministrazione inquinati, di una permeabilità della pubblica amministrazione a livelli allarmanti. Quando si fanno entrare negli uffici importanti del Comune personaggi come Buzzi e Carminati vuol dire che è infetta la macchina comunale. Non basta fare le elezioni per cambiare il Sindaco e gli Assessori e sperare che tutto sia risolto. Stiamo parlando di un enorme macchina amministrativa formata da oltre 20mila dipendenti dove più della metà dei dirigenti sono sotto inchiesta, in una città che non ha mai brillato per grandi indagini, tant’è che la Procura era definita il Porto della nebbie. Qui a Roma un potente per venire indagato deve proprio accoltellare qualcuno sotto le telecamere di piazzale Clodio. Era necessario dunque commissariare la Capitale, un Commissariamento accompagnato da qualche legge speciale che consentisse, magari eccezionalmente, di sospendere dal lavoro i dirigenti indagati per fatti gravi accaduti prima dell’avvento della Raggi costretta a tenerseli e farli lavorare. La Raggi poi si è appoggiata su alcuni personaggi che non erano indagati, come Salvatore Marra, dopo di che gliel’hanno arrestato per cose avvenute 5 anni fa. Il tessuto politico/amministrativo è marcio dalle fondamenta. Non sarà una soluzione garantista, ma il Commissariamento avrebbe potuto far ripartire la macchina avendo la certezza di lavorare con persone che magari arrivavano anche da altre città, che quindi non erano in rapporti con i palazzinari, i Cavallaro, gli usuraio, i cravattaro, insomma, nessuno di quelli che comandano a Roma”.

PIANI ALTI E PIANI BASSI NELL’INFORMAZIONE
Citando Enzo Biagi, Travaglio ricorda quanto sia importante domandarsi sempre se si vuole essere amati dai piani alti o dai piani bassi. “Mi preoccupo sempre quando un giornalista viene lodato dai politici perché vuol dire che ha sbagliato qualcosa”. Sulla stato dell’informazione anche sul nostro Municipio, Travaglio ha sottolineato come non esistono solo le minacce dei clan ai giornalisti, ma anche quelle politiche contro chi rivela malefatte dell’amministrazione di Roma e di Ostia. “I giornali sono pieni di azionisti, cioè personaggi che non hanno alcun interesse a far sapere i propri impicci, quindi non ci sono editori che abbiano come unico interesse quello di pubblicare un giornale, motivo per cui ho fondato Il Fatto Quotidiano” e ha aggiunto “C’è stato un certo conformismo nei confronti della Procura di Roma perché il Procuratore Capo è una persona potente, è un uomo di relazioni e quindi metterglisi contro non è facile. Lo dice uno che quando l’attuale Procuratore di Roma era Procuratore aggiunto a Palermo, e il Procuratore Capo era Piero Grasso, e Grasso e Pignatone hanno smantellato il pool antimafia, mandando via tutti i migliori magistrati, guarda caso quelli che facevano i processi di mafia e politica (da Ingroia a Scarpinato a Lo Forte a tanti altri). Allora scrissi un libro insieme a Saverio Lodato dal titolo “gli intoccabili”, in cui criticavo pesantemente i vertici di quella Procura. Per cui io non credo di essere molto amato dal Dott. Pignatone e tutt’ora quando fa qualcosa che non mi convince lo scrivo, mentre è raro trovare critiche al suo operato da parte dei giornali. Forse è l’unico Procuratore che non subisce critiche in Italia, gli altri li può massacrare come si vuole. Lui è abbastanza intoccabile”.

LA SENTENZA MAFIA CAPITALE
“Abbiamo vissuto per più di 100 anni con la mafia, quando era ancora un fenomeno soprattutto siciliano, senza il reato di mafia che è nato solo nel 1982.  Io non lo se si potesse dire o non si potesse dire se l’organizzazione che avevano messo in piedi Buzzi e Carminati e gli altri fosse una vera e propria cosca mafiosa sia pure minore. Alcun elementi facevano pensare di sì, ma mi sono sempre domandato che bisogno c’era di stiracchiare un reato che probabilmente, per così come è scritto, è comunque rischioso? Perché non si è puntato sulle cose assolutamente sicure? Per esempio le mazzette sistematiche. Ogni appalto era truccato, ogni appalto era fatto senza bando di gara, ogni appalto aveva dietro la tangente, chi non era amico di quei signori non poteva neanche avvicinarsi al Comune, alla Regione, a certi Municipi, a certe municipalizzate. Non gli bastava questo gigantesco latrocinio, questo gigantesco sacco di Roma che ha portato la Capitale con le casse praticamente vuote e con un tasso di devianza criminale che non si riscontra nemmeno nelle periferie metropolitane più degradate? L’accusa di associazione mafiosa è decaduta, ma la Procura ha stravinto per quanto riguarda i reati di corruzione, di turbativa d’asta, di falso, di abuso, di concussione perché il tribunale ha inflitto pene più severe soprattutto ai politici, verso i quali la Procura era stata forse troppo generosa. Siamo di fronte ad un fenomeno criminale nuovo e se lo si vuole punire bisogna riscrivere il 416bis e istituire un reato che potremmo chiamare di “mafio-corruzione” che accetta anche comportamenti borderline che non sono proprio quelli tipici del 416bis”.

PERCHE’ LA POLITICA HA CRITICATO LA SENTENZA
Travaglio causticamente risponde: “Molti politici, soprattutto del PD, avrebbero preferito le condanne per mafia. Perché? Perché se ti condannano uno del tuo partito per mafia tu puoi sempre dire <>. Quindi i politici dietro al grande alibi della mafia nascondevano la loro cattiva coscienza quella di avere promosso, premiato, candidato e messo nei posti chiave personaggi che lo sapevano tutti che erano loschi, che erano chiacchieratissimi anche prima che arrivassero i Carabinieri ad arrestarli. Ecco perché i politici sono incazzati per questa sentenza, perché questa sentenza gli scopre il culetto, lo fa vedere sporco a tutti, non solo a quelli che sono stati condannati, ma anche a quelli che li hanno messi in quei posti, che gli hanno lasciati rubare per anni e che invece di punirli gli hanno promossi proprio perché rubavano per loro. Ieri hanno condannato della gente che non è nata sotto un cavolo che ha portato la cicogna. Ma chi gli ha messi lì, chi li ha promossi risponderà? Mistero. Ecco perché avrebbero voluto una condanna per mafia. Al volgare ladro è facile resistere così come è facile beccarlo. E la voce di solito gira. I magistrati sono gli ultimi a saperlo, sono come i cornuti come li ha definiti Piercamillo Davigo, ma la politica sui territori chi ruba, chi vive sopra le sue possibilità con un tenore di vita insostenibile rispetto al suo stipendio, lo sanno che sono e li dovrebbero fermare prima che arrivi la magistratura. Non basta che gli caccino un attimo prima.  Dove sono i controlli interni ai partiti?

ORFINI
Travaglio lo definì “culetto di piombo” di Renzi. Lo equiparò, in un famoso editoriale, a Vieceslav Michailovic Skriabin detto Molotov,  che riuscì a sopravvivere a tutte le purghe di Stalin. Il perché lo spiegò quella serpe di Kruscev nel suo Rapporto sui crimini del Piccolo Padre al XX Congresso del Pcus: era più bravo a farsi pestare che a pestare, tant’è che al Cremlino lo chiamavano tutti Culo di Piombo. Quando Stalin era nervoso, lo convocava in ufficio e lo prendeva a calci nel sedere. Era il suo modo di sfogarsi, per scaricare la tensione. E Molotov niente, mai una piega: anzi ringraziava se, oltre ai calci, non gli arrivava pure qualche sputo in faccia. “Orfini non ne azzecca una neanche a pagarlo o per sbaglio. Persino con gli orologi fermi, due volte al giorno danno l’ora esatta. Lui nemmeno due volte al giorno. E’ un caso davvero pazzesco. Quando dovrebbe dare l’ora giusta sposta le lancette. Una sera quando gli dissi che erano circondati dai ladri e non se n’erano siete accorti, anzi li avevano promossi, lui mi rispose <>. <>. Buzzi si è fatto una 15-20 anni dopo di che è stato graziato perché era diventato bravo. Faceva l’assistenza ai detenuti e nel frattempo ha conosciuto una serie di altri galeotti insieme ai quali, all’uscita dal carcere, hanno costituito la ‘banda’ che si è messa a gestire gli affari a Roma. Uno che entra ed esce dal Comune di Roma e fa il bello e il cattivo tempo e ha un ergastolo non insospettisce? Cosa deve fare uno per diventare sospetto per la politica italiana se non basta neanche che abbia dato 34 coltellate? Per Orfini era insospettabile. Forse per Orfini diventano sospettabili solo coloro che fanno delle stragi o bombano una città? Chissà.

LA CRONACA POLITICA E QUELLA GIUDIZIARIA
Noi siamo un paese bizantino, come diceva Flaiano, quindi ci si mette a disquisire sul 416 bis, il 322 e così via. Hanno ragione ad esultare gli avvocati difensori nel processo Mafia Capitale, ma i politici e soprattutto i giornalisti dovrebbero parlare di fatti e i fatti, assolutamente evidenti anche prima della sentenza. Bastava sentire le intercettazioni, vedere i filmati. Da Tangentopoli in poi la cronaca politica e quella giudiziaria sono diventate la stessa cosa, non per colpa dei Giudici che acchiappavano i ladri, ma per colpa dei politici che rubavano insieme agli imprenditori. La cronaca giudiziaria la dovrebbero fare solo quelli che sanno cosa sia un processo, cosa è una sentenza, un reato. La cronaca politica quelli che stanno alla buvette, che parlano con i politici, che seguono il parlamento. Invece, dato che molto spesso i processi riguardano politici che commettono reati tutti quelli che si dovrebbero occupare di politica si occupano anche di cronaca giudiziaria, di commentare le sentenze, i processi e viceversa”.

IL RAPPORTO TRA STAMPA E POTERE GIUDIZIARIO
Prima di congedare il pubblico Travaglio aggiunge «Credo si debba avviare una riflessione più ampia sul rapporto tra la stampa e il potere giudiziario, che includa una chiara definizione di cosa si intende per diritto di cronaca e diritto di essere informati. Spesso i giornalisti si limitano a soffermarsi su piccoli dettagli, su elementi che meglio si prestano al meccanismo mediatico. E l'opinione pubblica finisce per essere solo apparentemente informata».
Su questa ultima riflessione l’Ing. Renato Papagni interpellato sulla condanna a 5 anni dell’ex minisindaco Andrea Tassone (PD), afferma: “Se i giudizi hanno accertato tutte queste responsabilità evidentemente. Hanno cercato di difenderlo in tutti i modi, anche attraverso un’azione mediatica. Dobbiamo andare a votare quanto prima e speriamo che il Ministro degli Interni Minniti firmi il decreto. Non nascondo di essere favorevole a Ostia e Ostia Antica Comune. A livello di immagine questi anni di commissariamento ci hanno danneggiato moltissimo. A tutti noi manca una figura politica”. E sul timore che la campagna elettorale che verrà si concentri sul Lungomuro aggiunge: “Abbiamo diffidato per iscritto con 48 ricorsi al TAR per danni l’Amministrazione Comunale perché non ci fa demolire il Lungomuro. Ancora aspettiamo l’approvazione del PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) del Litorale romano nonostante noi abbiamo presentato decine di progetti.