lunedì 11 luglio 2011
XIII Municipio: arrivano le Torri di Casalbernocchi
sabato 9 luglio 2011
"Vieni avanti cretino"
L’etimologia della parola cretino è molto interessante, così come quella sul cretinismo (LINK). Leggendo una delle ipotesi etimologiche ho scoperto che è una parola a me anche vicina, dato il mio cognome e il mio terzo nome. Ebbene, ieri ricevo sulla posta di Facebook il seguente ‘onorevole messaggio’: “di a quel cretino di Paolo Berdini di scrivere meno cazzate sul suo insulso libretto”.
A prescindere dal fatto che io non faccio la portiera (o portinaia per quelli del Nord Italia); a prescindere che l’ “insulso libretto” è stato curato da Berdini (che ha scritto l’introduzione e il capitolo conclusivo dell’ “insulso libretto “Le mani sulla città”); a prescindere anche che io abbia scritto dell' "insulso libretto" il capitolo su “Ostia modello Dubai”; a prescindere che la maggior parte degli autori dell’ “insulso libretto” li conosco personalmente e li stimo per la grande professionalità, la parola “cretino” è sintomatica dell’infimo ‘onorevole costume politico’ sempre più arrogante, offensivo e ignorante, quando non ‘rosicone’.
Ovviamente ho risposto al messaggio, ma per alcuni minuti ho valutato le seguenti ‘onorevoli risposte politiche’. Quella alla Casini “Preferisco non infierire. Meglio tacere”. Quella alla Donadi “Le tue parole su Berdini sono la cifra di come hai governato l’urbanistica a Roma e dell’allora maggioranza dannosa”. Alla Veltroni “E’ il segno del definitivo sfarinamento politico del centrosinistra e del PD in particolare”. Invece non ho scritto nulla di tutto ciò e dopo avergli risposto ‘onorevolmente a tono’ mi sono ricordata della ipotesi etimologica secondo la quale “cretino” derivava dal franco-provenzale "cretìn", che vuol dire cristiano, pertanto mi calza a pennello.
Dunque capisco che è arrivata proprio l’ora di andare al mare a fare una bella cura di iodio, come si conviene ai cretini ... e come disse Lino Banfi “Vieni avanti cretino” sperando di essere in tanti insieme a Berdini.
P.S. Chissà se l’onorevole politico mi risponderà alla Sacconi “La pubblicazione del mio messaggio la dice lunga sul grado di rispetto della privacy da parte di certi urbanisti” Salut!
Cinque Giorni: duscoreggeincinquegiorni
duscoreggeincinquegiorni è semplicemente geniale. Un sorriso in questo deserto (di idee) politico e soprattutto urbanistico. Il nuovo blog a questo link. Prima puntata dedicata ai Piani di Zona del XIII Municipio.
giovedì 7 luglio 2011
A Roma si apre la campagna elettorale con i Piani di Zona
Ieri, presso la sala Gonzaga del Comando Generale della Polizia Municipale, durante il processo di partecipazione, si è scoperta la verità circa il progetto di densificazione urbanistica di 21 Piani di Zona (noti come '167', piani per l'edilizia economica e popolare). A raccontarla un impreparato direttore del Dipartimento di Urbanistica, Ing. Errico Stravato, che ha finito per fare un intervento politico. Stravato ha accusato le precedenti giunte di centro sinistra per aver lasciato a Roma situazioni urbanistiche disastrose e senza fondi a disposizione.
L'obiettivo di Stravato è di recuperare un po' di soldi (57 euro/mc) facendo costruire nuovi comparti edilizi dentro le 167. I soldi, secondo Stravato, rimarrebbero destinati dentro le singole 167 per portare avanti le opere incompiute (strade, scuole, servizi). Infatti quello che è emerso dagli interventi dei pochi comitati presenti, è che nelle 167 gli standard urbanistici (verde, parcheggi, scuole e servizi) non ci sono ancora, senza parlare che in alcuni casi non ci sono neppure le opere di urbanizzazione primarie (strade, fogne, etc.). Ridicolo dunque parlare, come fa Stravato, di 'ristrutturazione urbanistica delle aree extra-standard', perché in realtà nelle 167 non ci sono nemmeno gli standard. Ricordiamo che le aree delle 167 dovrebbero sorgere proprio con un eccesso di standard per consentire alle aree limitrofe, spesso nate con edilizia spontanea, di dotarsi di quanto mancante. Illogico dunque privare le attuali 167 del verde pubblico e dei servizi in più, per due motivi: il primo pratico, perché non ci sono neppure le dotazioni minime, l'altro teorico, perché decadrebbe il concetto urbanistico delle 167.
Stravato questo non lo sa e dice che i suoi uffici, quando hanno redatto il piano di densificazione, hanno tenuto conto di tutti i dati recandosi sul posto. Addirittura ha sostenuto che non ci saranno costi per la comunità in quanto le aree destinate alle nuove edificazioni sono di proprietà comunale. Stravato dimentica che quelle aree a suo tempo sono state pagate dai cittadini per rimanere secondo la destinazione urbanistica originale e dimentica anche che ogni 167 ha sempre un costo per l'intera comunità dovuto essenzialmente a 3 voci: esproprio dei terreni (in questo caso, già fatto a suo tempo), opere di urbanizzazione primaria (ca. 740 €/mq) e secondaria (ca. 6.700 €/abitante). Non solo, ma il Decreto Interministeriale 1444/68 prevede che per ogni nuovo abitante insediato ci siano 4,5 mq dedicati all'edilizia scolastica. Se consideriamo che nella densificazione dei 21 piani di zona verranno quasi 8 mila abitanti, con un incremento medio del 10%, e che nessuna scuola è prevista, neppure dove ancora le scuole mancano, si capisce che al bluff degli extra-standard si aggiunge quello della politica che comincia proprio nelle 167 la sua campagna elettorale per le amministrative del 2013.
Ieri infatti non solo Stravato ha svolto un ruolo politico e non tecnico, ma addirittura sono intervenuti al processo di partecipazione dei politici. Fuori luogo per esempio l'intervento del Responsabile PD del XIII Municipio, Andrea Storri, che, attaccando la giunta Alemanno, ha dimenticato che l'urbanistica a Roma l'hanno fatta proprio le 4 giunte rosso-verdi di Rutelli e Veltroni, compresi questi 21 piani di zona, scelti adesso da Alemanno tra i 36 del II PEEP precedenti alla deliberazione del Consiglio Comunale n.65/2006.
Se dunque le 167 sono state da sempre una bella 'favoletta' (perché non hanno mai portato a compimento gli obiettivi per cui erano nate), adesso si trasformano in un sistema per far cassa da parte del Comune di Roma e per aprire la prossima campagna elettorale. A rimetterci sempre i cittadini che a parte la denuncia poco possono fare e ai quali non viene detto che processi come quello indicato da Stravato, cioè il recupero di fondi dalle nuove costruzioni per realizzare le vecchie opere incompiute, è un processo che non partirà prima di 3 anni. Chi oggi ad esempio dunque non ha una scuola, non l'avrà ancora per molto tempo.
martedì 5 luglio 2011
Tassone (PD), lo smemorato di Collegno
Domani si avvia il processo partecipativo sui 21 Piani di Zona tra i quali il B36 Acilia Saline (zona Stagni) e il C10 Malafede. La cosa davvero incredibile è che in un'intervista ad AGR TV durante la festa dell'Unità di Ostia Antica che si è conclusa domenica, il capogruppo del PD, Andrea Tassone (al suo secondo mandato) ha dichiarato che il PD XIII non ne sapeva nulla e che la notizia gli è caduta tra capo e collo. Tassone sembra lo smemorato di Collegno, perché se si è distratto sui banchi del Municipio XIII negli ultimi 8 anni, poteva sempre chiedere, anche telefonicamente, a Maurizio Cursi (PD), ex Presidente del Comitato di Quartiere di Malafede, oltre che Presidente della Commissione LL.PP sotto la presidenza di Paolo Orneli o anche ad Alessandro Paltoni (PD) che a Stagni è di casa. E' una cosa vecchia come il cucco ... Quando una telefonata ti allunga la vita 'politica'.Da Veltroni ad Alemanno, storia di un Litorale in vendita
Aveva promesso davanti alle telecamere di una TV locale che sarebbe venuto oggi a presentare i progetti per il waterfront di Ostia presso Cineland, nello stesso luogo in cui Veltroni 6 anni fa presentò il piano strategico per il Litorale. E invece ha rimandato per l’ennesima volta l’incontro, che ora è previsto per il 15 luglio. Così il laboratorio di urbanistica LabUr ieri ha presentato tutti i progetti che Alemanno e il Vice Sindaco, Mauro Cutrufo, da 3 anni mostrano in ogni consesso, soprattutto internazionale, ma mai ai cittadini del XIII Municipio. Una presentazione che ha messo in luce la continuità della visione di città dell’amministrazione Alemanno con quella di Veltroni (e Rutelli prima), lontanissima da un’idea di città come “bene comune”. Ne è uscita una Ostia modello “Dubai dè noantri”, un’operazione che lo stesso Assessore all’Urbanistica definisce meramente “di carattere edilizio che ora deve essere tradotto in un provvedimento di densificazione, con variante urbanistica che sarà portata in giunta entro agosto”, cioè mentre, secondo quanto afferma il Sindaco, dovrebbe svolgersi il processo di partecipazione (in pieno Agosto dunque) con la cittadinanza, fino a metà settembre. Insomma, l’ennesima presa per i fondelli e la conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che anche la giunta di centro destra è legata ai poteri forti e non solo. Mentre si svolgeva l’evento di LabUr, dal titolo emblematico “Dichiarazione d'Indipendenza dalle sciocchezze di Alemanno”, il Sindaco presenziava ad Ostia all’inaugurazione del parco dedicato a Monsignore Clemente Riva, disertata dalla Caritas di Ostia per protesta contro la violenza dello sgombero del campo rom di via della Acque Rosse. “Nemmeno le bestie sono trattate così”, ha detto Don Franco Dedonno. Alemanno ha ribadito che gli sgomberi proseguiranno e che il Comune di Roma assisterà solo gli elementi più fragili dei senzatetto ovvero le donne e i bambini, senza offrire alcun percorso di inclusione. Un Sindaco forte con i deboli e debole con i poteri forti. Lo sgombero del 26 giugno scorso nella Pineta delle Acque Rosse è l’ultimo di una serie numerosa, che hanno portato alla memoria quello illegittimo e ancora più grave operato il 23 Febbraio 2010 all’Idroscalo di Ostia. La Comunità Foce del Tevere ha ricordato ieri al Sindaco, attraverso uno striscione, tutte le promesse mancate, a partire dai tavoli di concertazione fermi da luglio dell'anno scorso, mentre il mini sindaco dichiarava il prossimo sgombero del centro sportivo di via Mario Ruta, area che non è nelle disponibilità del Comune di Roma e il cui proprietario ha un regolare contratto di 6 anni e dove dovrebbero sorgere le 70 case popolari destinate ai 500 famiglie residenti all’Idroscalo.
LabUr ha mostrato non solo le diverse versioni dei progetti per il waterfront, ma anche la loro incongruità, gli errori grossolani e le dimenticanze tra la versione presentata agli Stati Generali nel febbraio scorso e quella successiva di maggio alla Luiss, a dimostrazione non solo che non c’è un progetto urbanistico, ma che chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica gioca al Lego insieme al potentato di turno, spostando 1 milione di metri cubi lungo il Litorale su richiesta. Ciò che era previsto nelle 5 isole Portoghesi dell’era Rutelli e Veltroni al largo di Ostia, è stato spostato sul Lungomare: beauty farm, alberghi, centri commerciali, mega discoteca con 20 piste da bowling, ristoranti, nuova darsena sul canale dei Pescatori, raddoppio de Porto, centri sportivi compreso un impianto per una delle più grandi scuole di surf d’Europa, nuovo Ponte della Scafa e naturalmente molta edilizia privata. Tutto in aree o vincolate, o demaniali o a patrimonio dello Stato o delle Ferrovie. Ma Cutrufo è certo: “tra il 2012 ed il 2013 saranno pronte il 60% delle opere del Secondo Polo Turistico, dove il waterfront gioca una parte fondamentale”. Manca solo il Casinò, il ‘casino’ invece è assicurato ad Ostia, soprattutto nei fine settimana della lunga estate romana. In assenza di qualunque forma di partecipazione e di informazione, ieri lo storico stabilimento balneare Urbinati, che ha ospitato l’evento, ha voluto dare un segnale importante, mettendo a disposizione di tutti il proprio spazio ogni lunedì, affinché i cittadini abbiano un punto di riferimento dove potersi confrontare con i tecnici di LabUr sulle trasformazioni del loro territorio.
Sul sito di LabUr a breve tutte le presentazioni www.labur.eu
sabato 2 luglio 2011
Dichiarazione d'Indipendenza dalle sciocchezze di Alemanno
Il 4 luglio, a partire dalle ore 19:00, presso lo stabilimento Urbinati (L.re P.Toscanelli 119, Lido di Ostia) smantelleremo la propaganda che Alemanno si appresta a propinare alla cittadinanza. Lo ha promesso lui stesso davanti alle telecamere il 10 giugno: verrà ad Ostia, il 5 luglio, per presentare il progetto del futuro Lungomare, presso il multisala Cineland e racconterà le stesse cose che 6 anni fa, nello stesso posto, rac...contò Veltroni. L'unica differenza è che ad Alemanno piace di più prendere in giro i cittadini. Dopo aver infatti speso 3 anni del suo mandato a sbandierare ad imprenditori ed affaristi progetti faraonici per racimolare soldi, Alemanno verrà ad Ostia non a presentare il progetto conclusivo, ma una “bozza, a cui faranno seguito momenti di confronto con la cittadinanza, fino a metà settembre. Poi, grandi nomi internazionali dell'architettura saranno chiamati a realizzare in concreto le idee del Lido". Dopo le ‘sparate” di agosto 2010 in cui Alemanno ci deliziò con le sciocchezze dell'abbattimento e della riqualificazione di Tor Bella Monaca (di cui non parla più), ecco quelle del 5 luglio 2011 su Ostia. Il caldo, evidentemente, facilita la fantasia del sindaco. Allora, a rinfrescargli le idee ci penseremo noi, facendo il punto sui danni fatti e sulle sciocchezze dette da Alemanno in 3 anni: il nuovo Ponte della Scafa, l'ampliamento del Porto di Ostia, lo sgombero dell'Idroscalo, il Lungomare abbandonato al degrado e alle discoteche, la ‘bufala’ del 2° Polo Turistico e l'entroterra di Ostia che avrà 30.000 abitanti in più senza ricevere alcun servizio. Senza contare il finto decentramento amministrativo, già passato in sordina. Insomma, consigliamo ad Alemanno di venire preparato perché il 4 luglio si firmerà ad Ostia la 'Dichiarazione d'Indipendenza' dalle sue sciocchezze.Interverranno comitati, associazioni e anche l'urbanista Paula de Jesus, autrice del capitolo "Ostia modello Dubai" del libro "Le mani sulla città" di Paolo Berdini e Daniele Nalbone, ed. Alegre.
