giovedì 4 luglio 2013

"Roma al Mare" ma senza i romani

Tralasciando gli strafalcioni storici e i molti luoghi comuni, l’incontro organizzato oggi a Ostia dall'Assobalneari Roma presso il Palafijlkam dal titolo “Roma al mare. L’affaccio della Capitale  sul Mediterraneo. Passato, presente, futuro” (in parole povere, il 'waterfront') è stato il tripudio di una pericolosa 'liasion' tra Cultura e Turismo, in cui i beni culturali e il paesaggio diventano strumento al servizio della sola rendita economica turistica. Presente, oltre a Davide Bordoni, Luciano Ciocchetti e parte della Giunta Municipale, anche il responsabile di Esselunga interessato a costruire, con l'ultimo colpo di coda, un bel centro commerciale, di cui sempre Papagni è il progettista, lungo il Canale della Lingua, combattuto un anno fa dalla Ascom e dai cittadini del Municipio X.
Un’idea di sviluppo del territorio che ancora una volta esclude i cittadini, nonostante si siano organizzati in un tavolo della partecipazione e che ancora si fa forte del motto mussoliniano “Roma al Mare” in salsa classista. Papagni infatti ha definito il turismo dei romani verso il Litorale la seconda “peggior disgrazia”, auspicandone la fine in favore di un turismo straniero "da strappare a Roma per due giorni". La prima disgrazia, sempre secondo Papagni e tutti i relatori, compreso il Vice Presidente del Municipio X e Ass. alla Cultura, Sandro Lorenzatti, sono invece le scelte urbanistiche dei primi del ‘900 operate dall’Ing. Paolo Orlando che, secondo il falso storico proposto, ha “sdraiato le dune e costruito troppo vicino al mare”. Peccato che il progetto attuale del waterfront sostenuto dai balneari preveda l’abbattimento dell'ultimo baluardo dell'antica duna costiera di Ostia e addirittura grattacieli nei pressi proprio del PalaFijlkam, all'interno dei 300 metri di inedificabilità dalla linea di costa imposti dalla legge “Galasso”. 

"Roma al mare. L’affaccio della Capitale  sul Mediterraneo. Passato, presente, futuro", che è anche il titolo dell'omonimo libro, è l'ennesima pubblicazione dell'Architetto Vittoria Crisostomi, da oltre 10 anni nel Dip.to Urbanistica del Comune di Roma, che ad ogni cambio di giunta capitolina, divulga con generosità il proprio operato grazie alle imprese di settore, senza essersi mai preoccupata di fare altrettanto verso i cittadini nelle diverse fasi dei processi partecipativi previsti dallo Statuto del Comune di Roma.
Durante tutto l'incontro Ostia è stata considerata città e non quartiere di Roma, anche da Roberto Rocca della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che arriva a criticare la definizione di Ostia, mare di Roma, in favore di "Mare con Roma". Ostia diviene così solo uno "spazio, polo di attrazione turistica', non il Municipio X della Capitale con quasi 300mila abitanti con le loro necessità di servizi, verde ed altro.
Il paradosso però è evidente: il progetto del waterfront, contenuto nella pubblicazione, è un progetto che esclude proprio il mare e la spiaggia. Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è bloccato da anni in attesa di un nuovo strumento urbanistico, così come dichiarato dalla stessa Crisostomi ad Aprile 2013, mentre di recente proprio la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato il primo Distretto Turistico Balneare, a burocrazia zero, che rimarrà l'unico in Italia per i prossimi anni, in nome dell'economia turistica di "Roma al Mare". Insomma, proprio coloro che sono fuori da ogni strumento urbanistico e arrogantemente in attesa di risolvere l'infrazione europea sulle concessioni demaniali marittime, parlano di 'Roma al Mare' senza i romani, con tutti i suoi falsi storici, di "scatole" e di "prodotto". Un territorio come il Municipio X viene dunque ridotto a merce sugli scaffali di un centro commerciale, come all'Esselunga. Nell'incapacità di avere idee innovative, nonostante Giulio Mancini, de Il Messaggero e moderatore, abbia parlato di Terza Rinascita, durante tutto l'incontro si sono portati ad esempio modelli di waterfront quali Barcellona, Lisbona, Jesolo e Rimini, vecchi e obsoleti, privilegiando sempre la "scatola" ma non il contenuto, e mai il valore sociale di una 'riqualificazione'. 
E' Papagni a definire l'incontro 'una mattinata in amicizia', tanto che il Presidente del Premio Città di Roma, Aldo Milesi, è giunto a dire che "Papagni è la dimostrazione vivente che con l'ottimismo della volontà si può fare tutto". In effetti Papagni, oggi portavoce di tutte le altre federazioni di categoria presenti, nella 'vacatio legis' di strumenti urbanistici dedicati,'fa un po' come gli pare'. Nel frattempo il Tavolo Partecipato sul Waterfront lavora affinché il turismo non divenga l'attività che vampirizza e distrugge la risorsa che alimenta.

mercoledì 3 luglio 2013

Municipio X, Presidente Commissione Urbanistica - Tra conflitti di interesse e opacità



Quest'uomo nella foto è Marco Siano, eletto nelle liste del PD con più di 1.000 voti in Municipio X, mai visto, mai sentito. Dopo la nomina ad Assessore all'Urbanistica della moglie del portaborse/tuttofare in campagna elettorale del neo Presidente PD, Andrea Tassone, in quota fintamente "Lista Civica", ecco la prossima nomina 'meritocratica' alla Presidenza della Commissione Urbanistica, all'uomo che lavorava nell'Ufficio dell'ex Assessore all'Ambiente Sport e Turismo del PDL, Giancarlo Innocenzi, che evidentemente molto disilluso del trattamento subito quando si è scelto il candidato Presidente per la coalizione di centro-destra, Cristiano Rasi, ha detto ai suoi discepoli "andate e moltiplicatevi" ovunque, anche nel PD meno L.
Marco Siano è attualmente un geometra presso Studio Tecnico Siano. Ogni altro commento è superfluo, anche sui conflitti di interesse.
W la meritocrazia, W la discontinuità, W la squadra!

giovedì 27 giugno 2013

Waterfront Roma: da Dubai alla Norvegia attraverso gli 'Ossi di persica"




Cosa c'entra Ostia con Dubai o con le microscopiche cittadine di Kirkenes e Bodo in Norvegia? C'entra come la cicoria al Grand Hotel. Siamo infatti passati dalle isole portoghesi di Rutelli e Veltroni, alle piste da sci sul lungomare, modello estate-inverno Ski Dubai di Alemanno, al concorso internazionale del neo sindaco Ignazio Marino. Di concorsi internazionali, per altro costosissimi, i romani ne hanno piene le tasche.
Cosa accumuna questi amministratori? La visione turistica di Ostia, che poco ha a che fare con una visione urbanistica. Ostia e il suo entroterra sono quartieri di Roma, non città balneari.
La musica non sembra essere cambiata nemmeno con la nomina ad Assessore all’Urbanistica nel Municipio X  di un’ 'esperta' di zone sismiche e appartenente a uno studio di Architettura che si è avventurato in terra scandinava per parlare di 'Waterfront'. Al suo esordio ha dichiarato: “Mi impegnerò a riqualificare tutto ciò che già esiste per migliorare il territorio anche come meta turistica … Il progetto del Waterfront è l'occasione di sviluppo del territorio”. Da una nomina definita 'tecnica' ci si aspettavano commenti 'tecnici', che però non abbiamo potuto apprezzare nemmeno in questi ultimi 20 anni, che hanno visto il nostro Municipio eletto a “pattumiera romana del cemento”, dalle densificazioni all’assenza di standard, dagli abusi urbanistici come le Terrazze del Presidente al PUA. Infatti, nel Municipio X dal 2004 al 2011 sono stati accettati 2.093 permessi di costruire su 11.068 totali di tutta Roma, vale a dire il 19%. Per abusi edilizi commessi, nello stesso periodo, il X Municipio è secondo soltanto all’ex XIX Municipio (che però ha solo 788 permessi accettati).
Per il Turismo c’è un Assessorato apposito che poco ha a che fare con l’Urbanistica, a meno che, contrariamente a quanto un ‘tecnico’ dovrebbe sapere, sia l’economia a governare l’Urbanistica e non viceversa.
Tutto cambia perché nulla cambi. Il 4 luglio prossimo, infatti, a cura della Federbalneari, si presenterà ad Ostia un bel libro su come un tempo la città sul mare era stata concepita: gli 'ossi di persica', il nome che i romani danno alle spiagge invase dai noccioli di pesca ('persica'). Insomma, di mobilità, servizi pubblici, recupero dell'edilizia, contrasto all'erosione, standard urbanistici non ne parla nessuno, nemmeno il neo Assessore competente. Eppure si tratta di 'riqualificare' un litorale romano indegno di una Capitale europea, figuriamoci mondiale.
Ad ogni tornata elettorale si spera che la musica cambi e invece è sempre la stessa, nella totale assenza di una visione urbanistica degna di questo nome. Per fortuna che i cittadini sono più maturi dei loro amministratori e si sono organizzati con il Tavolo Partecipato del Waterfront, che procede senza sosta a ricucire le idee smagliate di chi il territorio non lo conosce e che ne vuole fare, consapevolmente o inconsapevolmente, carne da macello per becera speculazione. Sono loro, numerosissimi, ad aver capito che se governa il turismo in campo urbanistico si appiattisce, inesorabilmente, la funzione dei beni culturali e del paesaggio a quella di strumento al servizio delle rendite economiche derivate dai flussi turistici. Ed è esattamente l’idea di città che non vogliono.

paula de jesus per LabUr - Laboratorio di Urbanistica

sabato 8 giugno 2013

Porto di Ostia: nuovo esposto per presunte irregolarità


Come ha fatto l'Assemblea Capitolina con delibera n.46 del 12 novembre 2012 a ratificare l'accordo di programma per il raddoppio del Porto di Ostia se l'attuale Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, oggi pomeriggio, dichiara di aver firmato lui l'accordo di programma? E' un falso in atto pubblico l'approvazione da parte della Giunta Regionale dell' Accordo di Programma con deliberazione n. 410 del 6 agosto 2012, come si sostenne a suo tempo? Per il Porto di Ostia è dunque tutto da rifare, come prevede la Legge (dell’art.34, comma V, D.l.gs. n. 267/2000)? Presenteremo un nuovo esposto dopo quello già presentato lo scorso 30 novembre 2012.

giovedì 23 maggio 2013

M5S: se non risichi non rosichi, ma se rosichi 'te l'ar-rischi'



Questo pomeriggio una scenetta a dir poco penosa. I grillocuste, evidentemente in stato di rosicamento massimo dopo la questione del "mandatario di se stesso", hanno un lampo cerebrale. Arrivano davanti allo stabilimento Urbinati, dove viene ospitato il gazebo della lista civica per Marino, con il loro camper. Scendono in 4 e cominciano a fare le riprese provocando il gestore, con domande tipo "scusi, ma si vede il mare qui?". "Certo", gli viene risposto. E si può accedere al mare liberamente?". "Certamente", prosegue il gestore. "Ma io non lo vedo il mare". Il gestore a questo punto gli risponde "Forse sei cecato". Ecco, questa è la foto che ho fatto seduta in auto, quindi all'altezza di 1m e il mare si vede benissimo, figuriamoci ad altezza uomo. Ora, se c'è uno stabilimento che non solo consente tutto l'anno l'accesso al mare, ma anche la visuale, è proprio l'Urbinati. Forse il problema era un altro e ha un nome ed un cognome: Andrea Schaivone, candidato alla Lista Civica per Marino nel X Municipio.
Ecco l'ennesimo caso, uno dei tanti, di chi pensa di essere Mandrake prima maniera e invece è ridotto a fare l'illusionista davanti al Colosseo per la gioia dei fotografi giapponesi. Occhio ai leoni.
Mi è sorta spontanea una domanda: sono andata all'AMANUSA, dove svetta, su una spiaggia pubblica con tanto di chiosco Con ristorante grande quanto la mensa del Lingotto, una bella bandiera del M5S ... tutto regolare no?

giovedì 25 aprile 2013

Ostia, Waterfront - Il Dietrofront di Alemanno e Vizzani



Il 29 Marzo dichiarava un tronfio Presidente del XIII Municipio G. Vizzani “Quanto accaduto per il progetto Waterfront è da considerare un fatto epocale, un risultato inaspettato. La prossima settimana  insieme all'ingegner Stravato dovremo redigere il regolamento (della cabina di regia, n.d.r.)  […] Il sindaco si è inoltre riservato di riferire ulteriori considerazioni entro martedì prossimo. Il regolamento sarà oggetto dell'ordinanza che darà vita alla cabina di regia e al tavolo tecnico” .
E’ passato quasi un mese e siamo al nulla di fatto. Non solo. La bozza che gira, oggetto di ordinanza sindacale, redatta nell’incontro tra il Resp. Dipartimento Programma e Attuazione Urbanistica, Ing. Errico Stravato, e il Presidente del Municipio XIII, Giacomo Vizzani, è una presa per i fondelli. Si tratta infatti della fotocopia del Processo Partecipato.
Non è tollerabile che un Presidente del Municipio, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e che ha osteggiato per mesi il Tavolo Partecipato sul Waterfront, si vanti di aver ottenuto per primo in Italia un risultato che in realtà disattende. Una becera strumentalizzazione da campagna elettorale.
Nonostante il fax del 4 Aprile, in cui si sollecitava l'ordinanza sindacale o d.d. per la Cabina di Regia sul "waterfront" di Ostia, e il fax dell’11 Aprile, in cui si chiedeva con urgenza di aver copia del verbale della riunione tra il Presidente Vizzani e l’Ing. Stravato, l’amministrazione, in totale dispregio dei principi della partecipazione, quali la trasparenza e il dialogo, redige un documento lontanissimo da una cabina di regia, che il tavolo aveva proposto al Sindaco per venire incontro all’esigenza di abbreviare i tempi della Progettazione Partecipata, votata dal consiglio del Municipio XIII il 28 Marzo scorso.
La cabina di regia doveva prevedere la presenza del Tavolo alle conferenze di servizi e non la fotocopia del Processo Partecipato. I cittadini non sono merce per becere speculazioni di propaganda politica.

paula de jesus per LabUr

giovedì 4 aprile 2013

Candidati alle primarie del XIII Municipio: Un mondo di @-mozioni intergalattiche

Da anni si producono documenti a profusione nel nostro municipio che iniziano pressappoco tutti così: “… che impegni il Presidente e l'Assessore competente a sollecitare presso ….” Di solito si tratta di mozioni, assolutamente inutili e sempre disattese, che assomigliano a quei giudizi sulle pagelle stile “Il ragazzo si impegna, ma non riesce a raggiungere risultati apprezzabili”, che è come dire, meglio che vada a lavorare.
In un paese come il nostro abituato ad essere così indulgente da produrre aberrazioni morali ed etiche ad ogni livello, compreso quello amministrativo e politico, si continua ad assistere a programmi elettorali che molti definirebbero, nella migliore delle ipotesi, un libro dei sogni. Come nel caso dei candidati alle primarie del XIII Municipio. Tra desideri, sogni e utopie inter-tutto, mancano solo le planetarie, vengono sciorinati punti programmatici che sono fuori dalle competenze di un amministratore municipale e viene spontaneo chiedersi (chissà se qualche bravo giornalista porrà la domanda) se i candidati conoscano gli ambiti di competenza del Presidente del Municipio X (ex-XIII), carica per la quale appunto si candidano. I loro programmi elettorali sembrano usciti dal plot di Star Trek "esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, per andare là dove nessun uomo è mai giunto prima".

Prendiamo il caso di Patrizia Salis (LINK), candidata per Centro Democratico fondato da Tabacci: totalmente assente ogni riferimento a urbanistica, decentramento, turismo, competenze invece specifiche del Municipio. Parla invece di Sanità e dell’ospedale Grassi in particolare, competenze tipicamente regionali. Appena un accenno alla collaborazione con i medici di base, ma nulla dice sull'istituzione di punti di primo intervento con conseguente individuazione di locali comunali a questo scopo allestiti, cosa che invece è di competenza municipale. Sulla Scuola non affronta p.es. il problema dell'edilizia scolastica e degli arredi (banchi, lavagne, sedie) o della sicurezza. Cita invece l’ex-Gil e la scuola alberghiera dell'ENALC che non sono di competenza municipale. Sulla cultura, non sapendo cosa scrivere, si limita ad un copia e incolla da wikipedia, che forse non era la fonte più adatta. Sull'ambiente riesce in un capolavoro di tafazzismo. Ripropone i punti verde ristoro e la raccolta differenziata porta a porta, due fallimenti conclamati da anni. Le banalità contenute alla voce trasporti e mobilità sono imbarazzanti: car-pooling, Roma-Lido (ferrovia Regionale concessa, vabbé, ma forse non lo sa) e nodi di scambio per consentire il parcheggio ai non residenti che vanno al mare. Ah però! Nessun accenno ad esempio alle piste ciclabili e alle infrastrutture necessarie.
Ma poi, la Salis, ma chi l'ha vista in questi anni?

Passiamo ora a Filippo Lange (LINK), candidato indipendente per SeL. Anche qui manca urbanistica, decentramento, turismo. Anche qui si parla di argomenti che non sono di competenza municipale (liberalizzazione degli accessi alle spiagge, Roma-Lido ecc. ecc.). Sulle politiche giovanili nulla da dire. Però mi sarei aspettata da lui un accenno alla formazione professionale, ma forse sul futuro non ci scommette nemmeno lui. Sulle politiche dell'infanzia mancano all’appello solo i chupa-chups gratis per tutti. Splendido il 'piedibus' nel programma di una candidato alla presidenza di un municipio. Con una parola gli americani definirebbero questa proposta “precious”. Bene lo sportello anti-violenza per le donne, che per altro è presente nella ASL-RMD e che forse andrebbe potenziato per un'ottimizzazione delle scarse risorse, ma anche questo è argomento regionale. Ma una domanda sorge spontanea:ma quante sono le donne che subiscono violenza in questo Municipio? Lascia perplessi il bilancio partecipato, perché sia Lange sia Salis, non fanno alcun accenno al decentramento, che prevede una cosa ben diversa dal bilancio partecipato. Chissà, forse non conoscono le delibere che riguardano il nostro Municipio. Per quanto concerne le attività culturali è fondamentalmente il programma di Affabulazione, un po' "pro domo sua". Trovo invece molto discutibile, perché a me pare un utilizzo strumentale alla propaganda politica, la questione Shoah e Resistenza, al limite del cattivo gusto.
Molta intercultura nel programma di Lange, ma di cultura in senso vero e proprio silenzio assoluto. Scavi, cinema, musica e arte in senso ampio nessun accenno. Quando parla di Piano Regolatore della Cultura confonde cultura con associazionismo. Limitare la creatività e imbrigliarla è quanto di più lontano dal senso più alto della parola Cultura. Idem sul Sociale: l'antimafia sociale sembra una battuta della supercazzola uscita dal film “Amici miei”.  Sul turismo una banalità assoluta, quella dell’incentivazione dei bed&breakfast, per altro modello superato ovunque, persino nelle altre regioni d’Italia che di turismo vivono.  Su Rom e Sinti non fornisce una struttura descrittiva di come dovrebbero essere attuati questi fantomatici programmi di intergrazione, visti i milioni di euro fin’ora spesi per non integrare un bel niente. Ambiente e mobilità: inesistenti, con una perifrasi si potrebbe coniare il seguente slogan "orti ciclabili e piste fusane per tutti" (
perché poi la sostenibilità ambientale urbana ha poco o niente senso - salvo forse fungere da improbabile laboratorio - quando non coinvolge direttamente gli aspetti sociali, di accessibilità, diritti, pari opportunità. Diventa un giocattolino da buttare quando - presto - ci si stufa).

Infine Andrea Tassone, il candidato unitario del PD, talmente unitario che ancora non ha scritto una riga di programma e se provate a digitare sul motore di ricerca allorandrea.it vi dirà che il sito non è raggiungibile, in pratica non esiste, non è nemmeno in allestimento. Potevamo aspettarci qualcosa di più? Allora Andrea, che famo?

Insomma, nessun riferimento al decentramento, al bilancio aggiuntivo, alla questione urbanistica a cui sono legati gli oneri (cosa non di poco conto, perché per “fare” c’è bisogno di danaro), nulla sul verde, che confondono con il decoro urbano e su cui invece il Municipio X (ex-XIII) ha sempre avuto importanti deleghe e competenze. A leggere i programmi di queste anime belle sembra di assistere ad una puntata di Star Trek, e ai cittadini del XIII Municipio, che avrebbero un gran bisogno di avere finalmente amministratori competenti, rimane solo di dire  “Beam me up, Scotty”. “Signor Scott, mi faccia risalire!”, andiamo lontano da qui. Sono stufo di questo mondo di @-mozioni.

mercoledì 27 marzo 2013

X Municipio di Roma (ex-XIII): 5 Toponimi e un nuovo Santo. I cittadini chi li ha visti?



'Santo' subito. Questo il coro unanime per l'Ing. Tonino Egiddi, dirigente U.O. Città Periferica presso il Dipartimento di Urbanistica del Comune di Roma. A sperticarsi in elogi, anche il Presidente del X Municipio (ex-XIII), Giacomo Vizzani: "Le grandi soluzioni si trovano con grandi uomini", ovviamente riferito ad Egiddi. "Egiddi ci ha sopportato in questi tre anni" è il coro dei progettisti. "Grazie Egiddi, grazie!", il coro dei presidenti dei Consorzi di autorecupero, 'miracolati' da Egiddi. Queste le dichiarazioni che si ricavano dalle registrazioni degli interventi e dagli scritti nel processo partecipativo.
Ma che cosa ha fatto Egiddi? Ha portato avanti in 3 anni il processo di progettazione dei cosiddetti toponimi, cioè nuclei abusivi non perimetrati. I primi 55 furono già individuati con la deliberazione di Consiglio Comunale n. 92 del 29 maggio del 1997. Però solo in data 21 dicembre 2009 il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 122, ha definitivamente approvato gli “Indirizzi per il recupero urbanistico dei nuclei di edilizia ex abusiva: modalità per la formazione, l’approvazione e l’attuazione della Pianificazione Esecutiva”. Da quella data, i cori osannanti l'Ing. Tonino Egiddi al grido di 'Santo subito'. Sebbene l’iter burocratico non sia terminato, finalmente tutti i consorziati all'interno dei toponimi possono dedicarsi al famoso mantra: "Speriamo che quanto prima possiamo costruire le nostre piccole case nei nostri piccoli lotti". Ma è realmente così?

Da marzo 2006 il Comune di Roma si è dotato di un importante strumento per favorire il confronto e il dialogo tra Amministrazione e cittadini: il "Regolamento del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana", in cui rientrano i toponimi. Dunque, ci si aspetterebbe un fiume di persone interessate a ‘partecipare’ agli incontri pubblici aperti alla cittadinanza del 18 luglio e del 21 novembre 2012 visto che sono ben 5 nuclei i edilizia ex abusiva da recuperare.

In particolare:
n. 13.03 denominato “La Lingua Aurora”
n. 13.04 denominato “Infernetto Ponte Olivella”.
n. 13.07 denominato “Dragona - Via di Bagnoletto”
n. 13.08 denominato “Infernetto Via Lotti”
n. 13.10 denominato “Monti San Paolo - Monte Cugno”

Invece, a parlare durante il processo partecipativo solo i presidenti dei Consorzi, rispettivamente: Franco De Luca (1), Rina Rovo, Franco de Luca (2), Giancarlo Anelli, Giuseppe D'Anzieri. Nessun cittadino. Ma i miracoli un Santo Urbanista non li fa e dei 5 toponimi, ad oggi, solo uno ("La Lingua Aurora") è stato adottato con la delibera di Assemblea Capitolina n.56 del 6 dicembre 2012, ed ora aspetta il via libera della Regione Lazio. Per gli altri 4, la strada è ancora lunga, anche se il 22 marzo la Giunta Capitolina, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Marco Corsini, ha approvato quello Infernetto-Ponte Olivella. Ora dovrà passare in commissione Urbanistica e nei rispettivi consigli Municipali prima di approdare in Aula Giulio Cesare e dopo in Regione. Peccato che per Ponte Olivella ci sia il progetto, ma non le adesioni dei cittadini. Ecco perché durante il processo partecipativo non c'era nessuno. Perché dunque tutta questa fretta e tutta questa santità?