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sabato 12 novembre 2011

PD e Waterfront: "Le migliori professionalità per soddisfare gli interessi dei cittadini e della collettività"

Sottotitolo: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

Ieri un pomeriggio denso di eventi ad Ostia. Presso l'Airport Palace Hotel, ad un'ora e mezza di distanza l'uno dall'altro, SEL XIII Municipio e PD XIII hanno tenuto due eventi. SEL quello su “Le mani delle mafie sul Litorale romano” e il PD sul "waterfront e sviluppo territoriale".

Dopo l'introduzione del consigliere municipale del PD, Antonio Caliendo, che ha ribadito il suo "basta con le Calippo Girls", il "sì alla pontenzialità dei giovani di questo territorio" e la ripresa dei "progetti interrotti come la Casa della Cultura", apre le danze una delle "migliori professionalità, per soddisfare gli interessi dei cittadini e della collettività" (come cita la presentazione su facebook dell'evento), l'Arch. Fabrizio Properzi.

Sostiene, a più riprese, di avere un'idea vaga di cosa sia il 'waterfront'. I progetti presentati da Alemanno "sono gli stessi di Lido di Roma 2015", "la perimetrazione è la stessa della STU", "bisogna applicare le politiche comunitarie per la valorizzazione del patrimonio marittimo" e prosegue con "nel mare di Lepanto si è deciso l'equilibrio tra Occidente ed Oriente" (già che c'era, nello sfoggio di erudizione, poteva citare anche la battaglia di Ostia dell’846, per rimanere in casa) e con "la sagra della tellina è un patrimonio per il litorale" (se è per questo anche il pinolo, di cui siamo ricchi). Peccato che di telline ce ne siano ormai rimaste ben poche, tant’è che alla sagra del borghetto dei pescatori rifilano le vongole. Sciorina i numeri del litorale da un vecchio rapporto di Litorale Spa (quello del 2005 sulla base dei dati 2001-2004, roba recentissima, non c'è che dire) e definisce di "infima, ripeto, infima qualità" gli insediamenti abusivi del litorale, con riferimento ovviamente all'Idroscalo.

Cita Marsiglia come esempio da seguire per Ostia, che ha goduto delle firme di archistar come Boeri, Fuksas e Ricciotti (dimenticandosi che il progetto veltroniano Lido di Roma 2015 prevedeva le due torri di Fuksas, le solite, quelle che propina da anni e ovunque, in Italia come all’estero, al motto di "concentrare l’insediamento in un’unica soluzione, uno spillo, una puntura" che fa coppia con l'altro suo motto “l’architettura iconica”, roba stradatata). Definisce Marsiglia "capitale europea della cultura per il 2012" prendendo una clamorossa toppa (le capitali della cultura nel 2012 sono Guimaraes (Portogallo) e Maribor (Slovenia). Marsiglia lo sarà nel 2013, insieme a Kosice (Slovacchia). Marsiglia tenta dunque l’operazione che Genova fece ormai nel lontano 2004 (ma agli italiani, si sà, piace essere esterofili), quando la città ligure fu il centro europeo della cultura per quell’anno. Genova fu sottoposta ad un significativo restyling urbanistico nella zona del Porto Vecchio. Cosa c’entri Marsiglia con Ostia non è dato sapere, visto che Marsiglia è gemellata con Genova, con cui condivide la sua natura industriale/marittima/cantieristica e che ha sofferto da un punto di vista urbanistico del processo di metropolizzazione del territorio e uno dei più importanti e urgenti problemi di integrazione sociale e culturale dovuti alla massiccia immigrazione di magrebini.

Properzi si interroga per l’ennesima volta, come se fosse un intercalare, sul perché parliamo di waterfront, "Che vuol dire? Non si capisce", ostinandosi a tradurlo "fronte mare” (perché non conosce evidentemente bene l’inglese, vista anche la pronuncia). Passa quindi a due slides tratte dal sito 'Progetto Millennium': "E' tutto quello che so" (beh, in realtà è disponibile amplissima documentazione anche all’info point del XIII Municipio). Apprezza del progetto di Alemanno (ma non è scopiazzato da quello di Veltroni?) solo il Polo della Nautica "perchè ha una sua logica" (beh, certo, lo apprezza perché è la SUA logica, essendo lui del gruppo Structura che ha progettato i nuovi cantieri della Canados per un importo di 53 milioni di euro … e quindi non può che definire di "infima, ripeto, infima qualità" gli insediamenti abusivi del litorale, con riferimento all'Idroscalo). Afferma che "il 50% della nautica sul Tevere è compatibile con le prescrizioni dell'ABT", l'Autorità di Bacino del Tevere. Peccato che l’ABT non lo sappia, anzi ha sempre affermato che sul Tevere non ci devono proprio stare le barche. Forse Properzi confonde l’ABT con l’ARDIS (l'Agenzia Regionale Difesa del Suolo) che non è uno 'stinco di santo' in tema Tevere. Insomma Properzi assomiglia a quello che dice che è fidanzato, ma lei non lo sa. E prosegue con "Ostia deve diventare non porta di Roma ma d'Europa" e mostra i suoi progetti nell'area centrale su Corso Duca di Genova (dove sempre Properzi sta facendo il progetto ex-Depot, guarda caso) e quello sulle piste ciclabili sul Canale dei Pescatori. Finalmente le slide a fondo bianco/grigino fuori moda (con inserti del simbolo infinto qua e là) finiscono, anche per effetto del rumoreggiare in sala della gente (numerosa non c'è che dire) che comincia a spazientirsi di sentir parlare di Marsiglia e non di Ostia e dell’intercalare su cosa significhi 'waterfront'.
Dopo gli interventi di Luca Capobianco (Ascom), che definisce il progetto di Alemanno un “progetto o strumento urbanistico nullo, senza alcuna concertazione con il territorio” e spara a zero contro il Centro Commerciale 'Esselunga'; e quello del consigliere del PD, Alessandro Paltoni, per il quale il “waterfront è comunque un'idea per far ripartire il territorio” e dice “no al nuovo ponte della Scafa, sì al suo raddoppio”; e quello di Ginetto Pugliè (Confesercenti) “stiamo parlando del nulla”, arriva la seconda “migliore professionalità”, l’arch. Giuliano Fausti.

Secondo il “massimo esperto”, la “riqualificazione di Ostia, prima conosciuta solo per il suo degrado (cita il film 'Amore Tossico'), parte con i tre poli”: la Meccanica Romana, il Porco dello Stagno (ops, volevo dire Parco dello Stagno) che definisce "un laboratorio sociale" (guardo caso ci ha lavorato) e infine quello del Porto Turistico. “Ci danno orgoglio”, afferma. Sono sull’orlo di una crisi di riso convulso: tre esempi di scandali e di facilitazioni amministrative che il nostro territorio abbia conosciuto negli ultimi 10 anni. Chiunque di voi potrà verificarlo semplicemente facendo una ricerca su google. Segue la sua autocelebrazione, con l’elenco (breve) delle sue 'opere architettoniche': la riqualificazione della fontana delle Poste a Ostia (in realtà è stato coinvolto marginalmente avendo curato solo l’allestimento della mostra) e l’edificio della Tirrena Auto. Illustra poi per grandi linee il Centro Commerciale Naturale di Piazza Anco Marzio, di cui è Presidente, nonché progettista (pro domo sua. Ricordiamo qui il 'lunare successo' di questo progetto LINK). Sostiene la necessità di cambiare l'immagine della città partendo prima dal contenuto e poi dalle forme e, per rimanere fedele a quanto appena affermato, subito propone un 'bel volume': il parcheggio a 3 livelli sotto viale della Marina e quello del centro direzionale (c.d. "piastra"). Insomma uno che se ne intende di mobilità: c'è un problema di traffico? Facciamo i parcheggi!. E come se non bastasse cala, come si dice in gergo, una serie di grattacieli scopiazzati da Citylife a Milano di Ligresti (insomma, roba innovativa) proprio sulla "piastra" centrale di Piazza della Stazione, al grido "devo poter andare in centro, presso il grande magazzino, e così andare ai piccoli negozi per non desertificare i centri storici". Mostra come proposta, per la slide della piastra, il MAXXI, come grande opera di richiamo. Ed è un tripudio di “provocazioni”, come le definisce lui stesso, perché “la città cambia, è in working progress, bisogna gestire la trasformazione. Se ci fossero state le leggi attuali avremmo ancora la basilica costantiniana e non San Pietro, così come il portale di Santa Maria Maggiore”. Dunque, via i vincoli paesistici, lacci e lacciuli che non consentono opere grandi e grandi opere, l’espressione del genio, insomma. Per un attimo ho pensato che stesse parlando Ciocchetti, se non fosse stato per la inconfondibile voce garula e in crisi di apnea del "genio architetto". E aggiunge “quando vedete una persona anziana, ricordate che è stata giovane", quindi il vecchio è vecchio perché si è trasformato e ha gestito la sua crescita, pertanto basta gestire le trasformazioni … Parbleau! Mostra quindi la sua visione per l'area del pontile, asserendo che “il pontile è fuori asse” (è sempre stato un problema cruciale lo strabismo di Venere) e che “l'esedra laterale è troppo piccola” (mannaggia, come faremo ora?). E conclude con banalità e ovvietà tipo “serve un intervento di ricucitura urbana”, senza mai dire come, o citazioni quali “l'architettura è un gioco sapiente” di Le Corbusier (da bravo "Howard Roark", come ama definirsi, de ‘noatri). Peccato che dimentichi di riportare la citazione per intero “l'architettura è un gioco sapiente di volumi sotto la luce”. Eh sì, l’urbanistica è proprio un problema di volumi sotto la luce, soprattutto ai giorni nostri!

Insomma, da Le-Panto a Le Corbusier, Le Citazione si sprecano … ma che c’azzecano verrebbe da dire?

Parafrasando Michelangelo Bonarroti, così caro al “genio architetto”, che davanti al suo Mosè lanciò il martello urlandogli “perché non parli”, veniva voglia di lanciare anche noi qualcosa e di urlare “Perché parli”.

Properzi e Fausti dunque sono i due rappresentanti tipici del nuovo che avanza, che hanno incarichi da anni, a prescindere che governi il centro destra o il centro sinistra, dunque “le migliori professionalità per soddisfare gli interessi dei cittadini”, come scrive il PD, quelli di cui e con cui non parlano mai e di cui non conoscono nulla.

Ma si sa, in queste occasioni la claque è d’obbligo e così Andrea Storri, segretario del PD XIII, inizia il suo intervento con “la mente è volata un pochino più alta oltre il tragico periodo che attraversa la nazione. Speriamo di risalire la china. Stasera abbiamo respirato aria fresca, idee nuove. Questa città non è più dei residenti ma dei cittadini”, condita da “servono nuove infrastrutture, l'entroterra è sempre più distante da Ostia. Non servono le grandi firme, valorizziamo i professionisti che hanno avuto modo di farsi apprezzare sul territorio” e "ringrazio l'UDC" ... e l'opposizione? Tutto questo mentre Properzi scherza con Fausti chiamandolo “fascista” perché una cittadina dell’Idroscalo osserva che Fausti lavora ora con il centrodestra.

Ci penserà Umberto Marroni, capogruppo PD in Consiglio di Roma Capitale, a risollevare la serata.

Non sono però passate inosservate le assenze tra i democratici, segno della cronica spaccatura tra le diverse "anime del partito", così come le assenze di 'molti', ad eccezione di Ginetto Pugliè, all’evento al piano di sopra di SEL sulle mafie nel Litorale, ma presenti in prima fila all’evento sul waterfront, dove hanno sfilato i soliti noti e non si è detto nulla di nuovo, non si è approfondito alcunché e addirittura si è glissato su alcuni argomenti, come ad esempio il raddoppio del Porto di Ostia, l’Idroscalo, i balneari, il Ponte della Scafa, la Via del Mare, la Roma-Lido, i canali ecc. ecc.

Mi sa che ha ragione Domenico Pizzuti: siamo di fronte ad una “politica che galleggia e senza risposte”, in ogni senso e in ogni dove, aggiumgo io.

giovedì 13 ottobre 2011

Piani di Zona, quando il PD farebbe meglio a tacere

Dei Piani di Zona del II P.E.E.P. a Roma scriverò nei prossimi giorni un editoriale prettamente urbanistico. Nel frattempo però godetevi questo comunicato stampa del Comitato Civico 2013. Scoprirete che (anche) per il PD esistono cittadini di serie A e di serie B e quartieri di serie A e di serie B.



XIII Municipio, Piani di Zona: il PD locale taccia.

Il 12 ottobre, presso il XIII Municipio, si è tenuto il secondo incontro del processo partecipativo sui Piani di Zona C10-Malafede (dietro le Terrazze del Presidente, sulla via di Acilia) e B36-Acilia/Saline (su via A.Chigi, zona Stagni). Entrambi fanno parte dei 20 Piani di Zona scelti tra i 36 del II P.E.E.P. (l'edilizia economico popolare, nota come '167'), aree del Comune di Roma edificate sotto le giunte di centro-sinistra e da completare. Ebbene, ancora oggi nessuno dei due ha le opere di urbanizzazione previste (strade, scuole, etc.). Al contrario, tutti gli edifici residenziali sono stati completati. Nessuno però spiega dove sono finiti quasi 10 milioni di euro previsti per tali opere né partecipano alle riunioni i vecchi comitati di quartiere che a quei tempi fiancheggiarono le cooperative nel promuoverne l'attività edilizia. Assistiamo invece allo sfogatoio di cittadini arrabbiati che forse non si accorgono della presenza dei vecchi politici locali di allora, anch'essi schierati ad inveire contro l'amministrazione Alemanno, in un processo partecipativo riservato ai cittadini. Premesso che esisterebbero altri modi per finanziare le opere mancanti (oltre quello oggi proposto di costruire nuovi comparti residenziali dentro quelle aree), siamo allibiti che personaggi come ad esempio Andrea Storri, attuale segretario del PD XIII, contestino tale manovra, dopo che hanno vantato come un loro successo un’operazione analoga all’Infernetto pochi mesi fa, con tanto di manifesti. Parliamo delle densificazioni di ben tre 167 in un quartiere a cul-de-sac come l’Infernetto e con problemi di viabilità ben più gravi del quadrante Malafede.

Storri, dal 2006 al 2008 Presidente della Commissione Urbanistica e capogruppo del PD del XIII Municipio, dovrebbe infatti sapere che ogni 167 ha un costo per l’intera comunità dovuto essenzialmente a 3 voci: esproprio dei terreni (nei casi in oggetto, completato), opere di urbanizzazione primaria (ca. 740 €/mq) e secondaria (ca. 6.700 €/abitante). Ci spiegasse allora Storri che fino hanno fatto la decina di milioni di euro dei due Piani di Zona del XIII Municipio durante le due giunte comunali di Veltroni. Di fronte alla contestazione dei cittadini che lamentavano la carenza di servizi pubblici Storri ha gridato in aula municipale: "I servizi non funzionano, ma sono stati realizzati! Che volete!" oppure "Il verde pubblico c'è, ma è mantenuto male". Una difesa che non regge, visto che oltretutto Storri è uomo di Esterino Montino, attuale capogruppo del PD in Regione Lazio, che dal 1985 al 2001 è stato Consigliere al Comune di Roma, Presidente della Commissione lavori pubblici fino al 1994 e dal 1995 fino a gennaio 2001 Assessore ai Lavori Pubblici e attuazione degli strumenti urbanistici del Comune di Roma.

I politici hanno la memoria corta, il Comitato Civico 2013 no.

venerdì 2 settembre 2011

Storri (PD): il vuoto pneumatico culturale

Ostia e il XIII che cambia. Ne parla Andrea Storri, segretario del PD nel XIII Municipio (nonché “valido esponente di quella classe dirigente che Ostia e il XIII è in grado di esprimere”, come scrive la giornalista), in un’intervista compiacente, in perfetto stile (finto) bipartisan, apparsa questa mattina sul quotidiano Il Giornale di Ostia dell’Assessore alle Politiche Commerciali del Comune di Roma, Davide Bordoni (PDL).

Cominciano dunque le manovre politiche in preparazione della prossima campagna elettorale. Si ospita la (finta) opposizione per inviare il messaggio della ‘celata nuora’ affinché ‘la vecchia suocera’ intenda. Ma l’intervista riesce a suscitare solo un riso patetico nel pneumatico vuoto culturale dell’intervistato che poi è quello di quasi tutta la classe dirigente politica territoriale e dei suoi tirapiedi e tuttologi a gettone. Storri, dal 2006 al 2008 Presidente della Commissione Urbanistica nella giunta Orneli nel XIII Municipio, uomo di Esterino Montino (a cui deve moltissimo), ex capogruppo del PD in municipio, ricicla amenità quali la necessità di una“opposizione intelligente e costruttiva”, “il rapporto con la base” attraverso la copertura sul territorio di ben “10 circoli attivi”, condendo con banalità quali i “tagli sempre più forti agli enti locali”, la necessità di “investimenti in infrastrutture”, la piaga del verde e lo sviluppo demografico di quartieri come Axa e Infernetto.

Tralasciando che la maggior parte di questi circoli siano inesistenti, quando non composti da parenti e amici e numerosi 'tesserati a gettone', che il rapporto con la base non esiste ecc. ecc., il pneumatico vuoto culturale raggiunge il suo apice quando Storri afferma che il progetto del waterfront e del Secondo Polo Turistico di Alemanno “indubbiamente sono programmi che potranno far crescere Ostia, il suo lungomare e l’entroterra”, ma c’è un problema di tempi e di prerogative che dovrebbero, secondo Storri, essere esclusivamente locali. Insomma, Storri fa parte di quei "democratici" che fanno il bello e il cattivo tempo per anni, che sostengono che la critica nuoce alla sinistra, anche quando si critica il centro-destra. Tralasciando anche di ricordare, ad esempio, le sue finte inaugurazioni delle opere dell'Art. 11 di Acilia-Dragona, il segretario del PD del XIII, papabile candidato alla futura presidenza del XIII Municipio, che vanta di essere tra i più esperti nel partito in questioni urbanistiche, non riesce nemmeno ad abbozzare una inversione di tendenza negli indirizzi urbanistici degli ultimi 17 anni. D’altronde non può. Le differenze tra sinistra e destra non si avvertono più, soprattutto in campo urbanistico: per tutti nuove cubature nel cunei verdi del PRG, sulla base di calcoli di fabbisogno inesistenti (se non quelli delle ‘cedole elettorali’), senza alcun controllo sulla spesa e senza una politica urbanistica degna di questo nome. 14 anni di governo di centro-sinistra a Roma, di cui Storri ha fatto e continua a fare parte, improntata sulla deregulation, primato del mercato, prassi dell’urbanistica contrattata, smantellamento della pianificazione, incremento della rendita come motore dello sviluppo, cemento e affari, insomma il metodo bipartisan di governo del territorio.

Chissà se a settembre, in uno degli incontri previsti per presentare le proposte del PD, assisteremo a qualcosa di diverso dalla riproposizione di vecchie logiche, e se Storri ci dirà, almeno in quelle occasioni, "qualcosa di sinistra" che sembri una “OPPOSIZIONE intelligente e costruttiva”.

Se non cambia la politica, hai voglia a rottamare la classe dirigente. Rimane così il 'nuovo che avanza’, marchio registrato Montino.

mercoledì 25 maggio 2011

Il PD XIII e la memoria corta

Primi commenti alla ri-presentazione ieri (dopo quella degli Stati Generali di febbraio scorso) del progetto del Secondo Polo Turistico presso la Luiss di Roma da parte del vice-sindaco di Roma Capitale, Sen. Mauro Cutrufo.
Alcuni sono persino soprendenti, come ad esempio le dichiarazioni rilasciate a Paese Sera da A. Storri, segretario del PD XIII Municipio, in politica dal 1985, e che ha avuto da giugno 2007 la delega all’attuazione degli strumenti urbanistici sotto l'amministrazione Orneli (vedi LINK)

Meravigliano perché evidentemente anche nel PD abbiamo la memoria corta. Il progetto di Cutrufo è la versione un po' più cafonal di quello di Portoghesi presentato da Rutelli ai tempi in cui era Sindaco di Roma e riproposto poi da Veltroni (con l’unica variante delle due torri alla fine della Cristoforo Colombo) con il nome di "Lido di Roma 2015". Dunque non era 50 anni fa.

In quei documenti si possono leggere le seguenti amenità (di cui evidentemente Cutrufo e la Giunta Alemanno hanno fatto tesoro) quali ad esempio le 5 isole artificiali al largo di Ostia, da affidare ai privati previste su un fondale di 10/15 metri, di dimensioni pari a circa 1 ettaro ciascuna, a non meno di 2 miglia dalla costa, destinate a cinque modi diversi di organizzare il tempo libero:

• un’isola per gli appassionati di subacquea, con tanto di parco marino da visitare;
• un’isola per i più piccoli, ai quali offrire un grande parco giochi e una ludoteca;
• un’isola all’insegna del benessere e della cura del corpo, sulla quale costruire una spiaggia del fitness e una beauty farm;
• un’isola per il casinò, perché “il gioco d’azzardo è un incentivo turistico fortissimo”;
• un’isola al centro della quale costruire una grande discoteca per soddisfare da una parte i nottambuli, dall’altra “rendere più tranquille le notti degli abitanti del Lido”

[...]

L'8 Giugno esce per ed. Alegre il libro "Le mani sulla città" di Paolo Berdini e Daniele Nalbone. Un intero capitolo, firmato da me, ripercorre questo "scopiazzamento" ... per non dimenticare, anche i nomi di chi c'era e ora ha perso la memoria.

mercoledì 13 aprile 2011

PD XIII, l'album panini e il bon ton.


- Storri ?
- Celo
- Belmonte ?
- Celo
- Giuliano Droghei
- Celo
- Anche questa volta nella busta gialla ci sono sempre gli stessi
- Anche nella mia, quelli nuovi ancora non ci sono

"Celo, celo, manca, manca". Come un album panini ecco, dopo mesi di attesa, le nomine. Trovata la "quadra": Storri eletto Segretario municipale. Ai popolari di area zingarettiana la presidenza e Giuliano Droghei Vice Segretario. Per come è andata a finire non si capisce perché ci abbiano messo tanto (qui l'antefatto). Insomma, il nuovo che avanza nel piatto ricco della politica del territorio.
Immancabile il sigillo di famiglia, per ricordare chi comanda nel XIII Municipio: Droghei-D'Ausilio. E non si cercano di salvare nemmeno le apparenze. Ma si sa il bon-ton (per non dire il senso di opportunità che fa troppo politico) non è di casa: piovono cariche in famiglia come nel periodo dei monsoni.

Tutto cambia perchè nulla cambi.

giovedì 24 febbraio 2011

Fuso-De Jesus (PD): nel XIII Municipio finalmente una sola voce sul fallimento di questa amministrazione.

Finalmente il capogruppo del PD XIII Municipio, Andrea Tassone, fa sentire la sua voce dopo un anno e mezzo. Escono persino i manifesti del PD XIII sul fallimento di Vizzani e Alemanno. Era ora che il PD XIII riconoscesse la posizioni politica di molti suo simpatizzanti, militanti e dirigenti come parte essenziale della sua vita democratica che in queste settimane hanno firmato a migliaia per le dimissioni di Vizzani, che ha fallito anche il primo punto del suo programma elettorale, quello del Decentramento. Anche questa mattina, Vizzani, intervenuto all’evento in aula Massimo di Somma “Verso il secondo decreto su Roma Capitale: il ruolo dei Municipi”, organizzato da Piero Cucunato, Presidente Comm. Riforme Istituzionali della Provincia di Roma in quota PDL, ha dichiarato l’ennesima ulteriore versione sul Decentramento, non facendo alcun riferimento alle sue preannunciate dimissioni per il mancato esito positivo di una riforma così importante per il nostro territorio.
E’ una vittoria per tutto il PD, che finalmente si muove unitariamente su temi importanti che riguardano la vita dei cittadini del XIII Municipio.

sabato 5 febbraio 2011

La tua firma per cambiare ...

"In poco più di 2 ore abbiamo raccolto ad Ostia, in Piazza Quarto dei Mille, quasi 300 firme per chiedere che Vizzani mantenga la sua promessa di dimettersi per il mancato ottenimento del decentramento speciale di Ostia". Così dichiarano Manuela Fuso e Paula de Jesus, dirigenti del Partito Democratico. "Un'iniziativa che ha trovato al suo fianco non solo partiti dell'opposizione, come l'IDV, ma anche la cittadinanza attiva, come il Comitato Civico 2013. Nel giorno in cui si raccoglievano le firme da parte del PD per mandare a casa Berlusconi e da parte dell'IDV contro la proposta della Legge Tarzia, l'entusiasmo e la partecipazione numerosa dei cittadini ha premiato l'iniziativa. La raccolta di firme proseguirà anche nei prossimi giorni nel XIII Municipio", concludono Fuso e de Jesus.

martedì 1 febbraio 2011

A. Tassone, capogruppo PD XIII: segnalazione al garante

Lettera a Marco Miccoli, Segretario PD Roma


Questo l’estratto (per la parte che mi riguarda e interessa) dell’intervista andata in onda su Canale 10 il 15 Gennaio e registrata il 10 Gennaio, fatta da Tonino Colloca ad Andrea Tassone, capogruppo del PD XIII Municipio, nel corso della trasmissione "Parliamone a Teatro", uno spazio ideato, gestito e prodotto dallo stesso Colloca.

Tonino Colloca, per chi non lo conoscesse, è Presidente dell’Associazione Anco Marzio, nonché promulgatore del premio alla Poesia a Licio Gelli, premiato il 13 Giugno 2009 al Teatro Manfredi di Ostia, nonché padre di Salvatore Colloca, capogruppo PDL in XIII Municipio e di Ferdy Colloca, detto anche il Guru, disc jockey e pittore di corpi nudi di donne, noto anche alle cronache per aver ricevuto un lavoro a tempo determinato nell’Ufficio di Staff dell’ormai ex-Assessore alla Scuola, alla Famiglia e all’Infanzia del Comune di Roma, Laura Marsilio, esclusivamente sulla base della fiducia in lui riposta (“intuitu personae”).

A parte la noiosissima falsa citazione di Voltaire che Tonino Colloca ci regala tutte le volte che deve intervistare qualcuno dell’opposizione, Tassone esordisce affermando che "i giudizi sull’opposizione sono opinabili". In mezzo ad una serie di false amenità di Colloca sr, che Tassone non smentisce (tra queste il fatto che Alemanno avesse affermato già dal suo insediamento che avrebbe rivoluzionato la Giunta a metà del suo mandato) arriva la domanda del provocatore Colloca: (cito testualmente)

T. Colloca: “Ma io una cosa ti vorrei chiedere, proprio per la stima che ho nel tuo gruppo, io non voglio entrare nel merito perché la pensiamo diversamente e quindi è inutile che ci prendiamo in giro, ma vorrei che mi spiegassi, secondo me non credi che siete stati cavalcati o superati da alcuni gruppi, o meglio alcuni gruppi che stanno tentando di scavalcarvi sia a destra che a sinistra ?”

A. Tassone: “gruppi politici ?”

T. Colloca: “gruppi politici e associazioni pure, ma qualcuno dice pure che fa parte della politica del tuo partito per intenderci, gruppi non politici ma associazioni del territorio tentano di scavalcarvi o vi hanno o provano a scavalcarvi su alcuni argomenti importanti del territorio”

A. Tassone: “Io non sono abituato a dare peso a persone che si arrogano il diritto di fare opposizione e non hanno i requisiti per farlo. E’ riduttivo nei miei confronti e nei confronti di tutti i consiglieri eletti nel PD. Quando dietro a presunte associazioni ci sono sempre i soliti personaggi … “ e prosegue “I motivi per contestare non sono quelli che fanno loro … “

Questa la parte che mi riguarda, ma riguarda anche il Comitato Civico 2013, LabUr, Ass. Culturale Severiana.

La frase “ma qualcuno dice pure che fa parte della politica del tuo partito per intenderci” è ovviamente rivolta a me.

La frase non viene smentita dal capogruppo del PD XIII Municipio, che finge di non sapere che io sono iscritta al PD, che sono dirigente del PD (essendo membro nell’esecutivo dell’Assemblea Regionale delle Donne del PD), che sono un urbanista che svolge la sua attività professionale all’interno di LabUr–Labortorio di Urbanistica.

Ritengo, questo, l’ennesimo reiterato episodio di attacco alla mia persona come iscritta e come dirigente del PD e pertanto sono costretta a segnalare la questione al Garante del PD, rispolverando tutte gli episodi pregressi di cui ho tenuto traccia.

Inoltre, reputo altamente offensiva, falsa e tendenziosa la frase “presunte associazioni”. Ricordo che le parole del capogruppo A. Tassone smetiscono di fatto la linea del PD Romano, così come anche riaffermato dal neo- segretario Marco Miccoli recentemente.

A prescindere dalle provocazioni di infimo ordine dell’intervistatore, il capogruppo cade, forse fintamente e pretestuosamente, nella trappola della vecchia volpe Colloca, mostrando un comportamento poco consono al ruolo che ricopre.

Il capogruppo del PD XIII Municipio, afferma inoltre altre inesattezze, anche relative a se stesso: non ricorda infatti di aver votato astenuto e non a favore del raddoppio del Porto di Roma.

Risponde in modo inopportuno alla domanda sull’Idroscalo mostrando un gesto muscolare che danneggia il partito, dimenticandosi per altro (forse perché è troppo giovane e non ricorda la storia urbanistica del XIII Municipio) che l’ampliamento del Porto non era previsto né 15 anni fa, né 12, ma nel 2010.

Per altro, esprime una posizione politica che non è unitaria, in un momento molto delicato per l’Idroscalo, che non è una questione del raddoppio del Porto, ma riguarda 500 famiglie e non 500 barche.

La mancanza di senso di opportunità, l'evidente poca informazione su troppe questioni relative all’argomento Idroscalo di Ostia, minano gravemente il già difficile lavoro che il PD sta facendo all'Idroscalo e che non lo ha mai visto presente.

Tassone così dichiara alla domanda di Colloca “ Cosa pensi della situazione dell’Idroscalo. Cosa pensa il PD.” “Mi hai fatto una domanda che non mi ha messo in difficoltà. In quel consiglio il PD si è spaccato e due consiglieri, tra cui io, abbiamo votato a favore del raddoppio del Porto. Gran parte del gruppo contro e hanno commesso un grosso errore. Ci siamo mangiati un percorso lungo 15 anni per il capriccio di qualcuno. C’è stata un’ampia discussione, confronto anche duro, dove ognuno si è preso la sua responsabilità e non si poteva sconfessare 12 anni di lavoro”.

  1. Il Capogruppo del PD quindi prosegue nella sua linea che non prevede un confronto con le realtà associative del territorio, contro la linea del PD
  2. Conferma la spaccatura storica all’interno del PD XIII
  3. Vota astenuto (a differenza della maggioranza del PD XIII e non a favore come invece sostiene) sul raddoppio del Porto senza aver mai dialogato con il territorio o con gli esponenti del PD che stanno lavorando da moltissimi mesi sul tema, senza aver discusso con il segretario romano, dimenticandosi che ha votato una delibera alle 16 di un pomeriggio, fornita dalla “presunta associazione” LabUr (di cui io faccio parte) alle 11 del mattino dello stesso giorno in Commissione Urbanistica, dove per altro non era nemmeno presente.
  4. Insiste, come ormai da molto tempo, nel cavalcare una falsità e cioè che io non sia iscritta al PD e che non abbia i requisiti per fare opposizione sul territorio.
Augurandomi che sia l’ultimo episodio increscioso che vede il XIII Municipio ormai balcanizzato, auspico, a prescindere dalla mia segnalazione al Garante relativamente alla mia posizione nel partito, l'intervento da parte del segretario romano Marco Miccoli affinché non solo venga ristabilita la verità, ma anche un clima di collaborazione all'interno del PD nel XIII Municipio, che, per tutti, ha lo stesso obiettivo.

venerdì 3 dicembre 2010

Brogli Democratici nel XIII Municipio

“QUALCUNO STA' INSISTENTEMENTE INSINUANDO CHE ALCUNE PERSONE AL CIRC. SAN GIORGIO NON HANNO POTUTO ESPRIMERE IL LORO DIRITTO AL VOTO. QUESTO EPISODIO PALESEMENTE FALSO GETTA FANGO SU PERSONE CHE QUOTIDIANAMENTE DEDICANO TEMPO AI CITTADINI DI QUEL QUADRANTE RICEVENDO IN CAMBIO VALANGHE DI CONSENSI. COMPLIMENTI PER IL R...ICORSO CHE E' SQUALLIDO COME CHI LO HA PRESENTATO. ANDREA TASSONE CAPOGRUPPO PD ROMA XIII”.

Così scrive urlante, il 30 novembre, Tassone, sulla sua bacheca di Facebook, avara di qualunque tipo di informazione, ma piena zeppa di link musicali al motto di “canta che te passa”. Quel qualcuno non viene nominato, ma l’indomani esce un articolo sul Giornale di Ostia ‘vicino-vicino’ all’Ass. Davide Bordoni con tanto di nome e cognome: Marco Belmonte. Secondo quanto viene riferito, Belmonte avrebbe chiesto al garante di controllare le votazioni al circolo Stagni-Madonnetta (nell’area in cui ci sarebbero stati 200 transfughi in VIII Municipio) perché gli appare impossibile non aver preso nemmeno un voto.

Sembrerebbe anche che la tabellina riassuntiva dei voti riportata da Andrea Storri sul suo blog, e qui riprodotta, non sia nemmeno corretta in quanto lo scarto dei voti assoluti tra Storri e Belmonte è di soli 29 voti e non 35. Insomma, un fotofinish.

Tra le varie ‘amene curiosità’ ve n’è un’altra: ci sarebbero diverse persone che sono andate a votare al circolo di Ostia Centro “su richiesta” senza essere tesserate al Partito Democratico, ma il garante ha chiuso un occhio mentre con l’altro prendeva gli estremi dei loro documenti.

L’unica cosa garantita è che si va 'democraticamente' di male in peggio.

lunedì 29 novembre 2010

PD XIII: Andrea Storri è eletto segretario municipale

Immagine tratta da: http://www.storri.net/

Ecco il risultato finale in termine di voti assoluti dei congressi del PD nel XIII Municipio.

Alcune osservazioni: all'Infernetto, un quartiere con oltre 35.000 abitanti hanno votato in 34, cioè meno dello 0.0001% della popolazione. All'Infernetto comunque riconfermato con 32 voti Carlo Serraglia, uomo di Lelli, area Popolari. Il PD ancora una volta dimostra di essere veramente democratico e aperto a tutti: anche i fantasmi hanno il loro congresso. Serraglia dunque viene riconfermato perché ha lavorato benissimo in un circolo che ha meno di un quarto degli iscritti di quelli che lo hanno aperto nel 2008.

Ma il congresso non va meglio al circolo di Casal Palocco, ex coordinatore Emiliano Boschetto, in cui hanno votato in 45.
Andrea Storri è dunque eletto segretario municipale: già capogruppo dei DS e poi del PD, ex collaboratore di Esterino Montino, Vice Presidente alla Regione con delega alla Sanità nella giunta Marrazzo, da 3 anni è segretario del circolo di Acilia, dove perde però contro Marco Belmonte. In realtà vince solo in tre circoli di Ostia (il 4°, quello di Giuseppe Sesa perde).
Belmonte invece ha una lunga esperienza nei moderati dell'UDC, dove ha ricoperto incarichi a livello nazionale del direttivo giovanile, nel 2006 l'adesione nel PD, attualmente è presidente della Comm. Controllo e Garanzia e vicino al consigliere regionale Di Stefano. Il cugino lavora per Ciocchetti.

Andrea Storri, il nuovo che avanza o il vecchio che ritorna ?


venerdì 19 novembre 2010

XIII Municipio: il pessimo teatrino di maggioranza e opposizione

Una settimana ricca di colpi di scena nel XIII Municipio.

Si inizia giovedì 11 novembre con una seduta consiliare di 14 ore che approva oltre 200 mila mc di cemento del costruttore Parnasi. Nessun progetto, ma solo un baratto tra le cubature provenienti da Tor Marancia e Monte Arsiccio e opere pubbliche tecnicamente irrealizzabili. Durante il consiglio, devono intervenire i Carabinieri perché il clima è molto teso: volano parolacce e insulti tra i consiglieri, alcuni arrivano persino alle mani. Saltano gli accordi pre-consiglio. Tre voti dell’opposizione, dati per favorevoli, diventano contrari e i tre contrari della maggioranza di centro-destra diventano astenuti. Nelle 14 ore si susseguono un numero imprecisato di sospensioni, decine e decine di telefonate ai propri referenti in Regione, minacce di dimissioni da parte del Presidente del Municipio, Giacomo Vizzani, urla persino nella stanza anche dell’opposizione, di chi è stufo di sentir parlare delle telefonate del consigliere regionale Marco Di Stefano. Pressioni di ogni sorta, finché alle 6 del mattino lo schema di delibera viene approvato senza che i capigruppo facciano la dichiarazione di voto e soprattutto contro il parere dei cittadini che hanno gremito l’aula Massimo di Somma.

Siamo a giovedì 18 novembre, consiglio che verte sull’ampliamento del Porto di Ostia. Un porto a rischio esondazione che l'Autorità di Bacino autorizza ad ampliarsi. Ennesimo progetto su cui la cittadinanza non viene coinvolta, come invece dovrebbe essere per legge, alla faccia dell’urbanistica partecipata di cui si riempie sempre la bocca questa amministrazione di centro-destra. Tutto sembra deciso e invece accade un nuovo incidente: il capogruppo del PdL, Salvatore Colloca, interviene parlando di trame oscure nel PD che minano gli accordi presi con la maggioranze e che prevedevano l’unanimità di un voto a favore. Il consigliere del PD, Paolo Orneli si innervosisce. Al momento della votazione, 5 del PD votano contro, due si astengono, tra cui il capogruppo, che dichiarerà, fuori dal palazzo del governatorato, che se i referenti in Regione sono a favore lo deve anche essere il PD del Municipio, è una questione di coerenza di linea politica. Passa l’ampliamento del Porto, malgrado ci siano ben 108 cittadini che protestano, ma il fatto grave è che viene votata una Decisione di Giunta Comunale che i consiglieri non avevano ricevuto. Tutti lo sanno, ma nessuno dice niente.

Almeno una domanda sorge spontanea: ma se tutto è approvato da Roma o in Regione, loro in Municipio che ci stanno a fare ?

Questi i comunicati stampa delle Associazioni testimoni dell’ultima grottesca e maleodorante vicissitudine consiliare.

Comunità Foce del Tevere - Ostia: si allarga il porto e si allaga l'idroscalo per colpa del porto - Il XIII Municipio si è riunito ieri in consiglio per esprimere un parere favorevole sull'ampliamento del porto dimenticando una corretta e imparziale amministrazione del territorio. Questa l'arroganza del XIII Municipio il cui Presidente abbandona l'aula, davanti a 108 persone che gli chiedono di vedere i progetti di riqualificazione dell’Idroscalo e dell’ampliamento del Porto, ma vi rientra, dopo due ore e mezza, per votare il progetto dell’ampliamento senza curarsi dell'impatto che avrà sull'Idroscalo. Nei 10 minuti in cui è stato in aula si è persino compiaciuto dei controlli (illegittimi) operati verso i residenti dell'Idroscalo, come se l'Italia si fosse trasformata in uno stato di polizia, affermando "Non sono stato io a mandare nei giorni passati la Polizia Municipale a fare i controlli all'Idroscalo, anche se ne ero al corrente. Però concordo con questo modo di fare e vi informo che sono stati eseguiti anche controlli legali e tributari su tutte le persone residenti in quel posto". Questo ci sembra inaccettabile e controlleremo la veridicità di tale affermazione rilasciata in un luogo pubblico, riservandoci di adire alle vie legali qualora si ravvisassero gli estremi per un abuso d'ufficio, come previsto dall'art. 323 del codice penale. Dopo che Alemanno è entrato con i manganelli nelle nostre case lo scorso 23 febbraio, attendiamo da 9 mesi che il primo cittadino di questo Municipio, che dovrebbe essere il rappresentante di tutti i cittadini, smetta di mostrare il progetto del waterfront di Ostia agli sceicchi danarosi e lo mostri prima di tutto ai cittadini. Riteniamo le affermazioni fatte in aula ieri lesive nei confronti della comunità dell'Idroscalo. Dopo il consiglio di ieri pomeriggio, prendiamo atto che l’amministrazione vuole parlare con la Comunità dell’Idroscalo solo di sgomberi per portarla nelle nuove case previste sempre in area a rischio esondazione.

LabUr - Porto di Ostia: l'ampliamento cancellerà l'Idroscalo ? - L'espressione favorevole del XIII Municipio per l'ampliamento del porto di Ostia, testimonia una profonda incapacità amministrativa, decisionale e tecnica che deve ormai essere denunciata. Il consiglio municipale riunitosi ieri pomeriggio (con più di un'ora di ritardo, senza presentare il progetto) era stato preceduto in mattinata da una seduta della Commissione Urbanistica, alla presenza dei progettisti privati e di Aldo Papalini, direttore dell'Ufficio Tecnico del XIII Municipio, nonché del Presidente del XIII Municipio, Vizzani, e dell'Assessore all'Urbanistica, Pallotta. Alla specifica domanda rivolta da LabUr, circa il rischio di esondazione cui sarebbe sottoposto il vecchio e nuovo porto, così i privati hanno risposto: "Abbiamo avuto parere favorevole dall'Autorità di Bacino del fiume Tevere (ABT) in funzione del progetto del partitore di Capo due Rami, assumendoci noi, quando sarà realizzato, gli oneri di costruzione di un canale scolmatore e di un bacino di raccolta, sempre dentro la nostra area, prima dei cantieri navali Rizzardi, su via dell'Idroscalo". Quindi l'ABT, pur sapendo che il porto di Ostia è già in area esondazione, ne autorizza addirittura un ampliamento giustificando la decisione in funzione del partitore di Capo due Rami, un progetto mai realizzato che risale a prima del 1983, che forse mai si farà e che si riferisce al punto in cui il Tevere, venendo da Roma, si biforca nel Canale di Fiumicino e nel ramo di Fiumara Grande (zona chiamata appunto Capo due Rami). Si tratta dell'intervento TE19 del Piano di Stralcio 5, dal costo complessivo di 25 milioni di euro e che consiste in "opere di regolazione dinamica del livello idrico in alveo, mediante realizzazione di una traversa mobile a scomparsa sul fondo dell’alveo, asservita alla misura della portata transitante nel canale navigabile". In pratica, se si dovesse verificare la piena di riferimento ultracentennale del Tevere, tutta l'acqua verrebbe convogliata per il ramo di Fiumara Grande, essendo il Canale di Fiumicino privo di argini nel tratto dell'abitato. Ciò comporta che, alla foce di Fiumara Grande, su entrambi i lati, gli abitati dell'Idroscalo di Ostia e di Passo della Sentinella devono essere demoliti per consentire il massimo deflusso del fiume. La situazione dei 2 abitati viene poi peggiorata proprio dall'ampliamento del porto. Lo ha affermato la stessa ABT (prot. n.3711/C del 7 Novembre 2009), chiedendo che l'intestazione del nuovo molo non alteri il deflusso di piena, ma aggiungendo anche di stabilire "livelli di priorità per assumere procedure delocalizzative della stessa zona complessiva dell'Idroscalo di Ostia". Tradotto, poiché il molo ha finito per intestarsi nella fascia di deflusso AA, si devono 'delocalizzare' le 'costruzioni abusive attuali' (così viene chiamato l'abitato da parte dell'ABT). Tutto questo è riportato nella Decisione di Giunta Comunale, nr.95 del 20 Ottobre 2010 su cui il XIII Municipio ha espresso 16 voti favorevoli (tutta la PdL, Vizzani e UDC), 5 contrari (PD), 2 astenuti (PD, tra cui il capogruppo). Ma l'aspetto più grottesco e grave della questione è che la Dec.G.C n.95 non era nota ai membri della Commissione Urbanistica né al Presidente Vizzani fino alle ore 11:48 di ieri, quando noi di LabUr abbiamo gentilmente concesso al consigliere Stornaiuolo (PdL) di farne una fotocopia (ma solo della pagina 3) per portarla a Vizzani che non la trovava. La stessa Dec.G.C n.95 era però quella su cui si doveva votare alle 15:15 della stessa giornata, essendo stato calendarizzato il consiglio ben 15 giorni prima. Aggiungiamo che durante il consiglio, S. Pannacci, Presidente della Commissione Urbanistica, ha dovuto leggere la nota dell'ABT informando i consiglieri presenti che non l'avevano ricevuta e aggiungendo che comunque dall'elaborato R10 ('Analisi di fattibilità Idraulica') non risultavano cambiamenti del 'valore idrodinamico' del fiume dovuti all'ampliamento del porto. Peccato che tutti si siano dimenticati che il parziale sgombero dell'Idroscalo, avvenuto il 23 febbraio 2010, era stato organizzato (come ha detto davanti alle telecamere l'Ass. all'Urbanistica del Comune di Roma, M. Corsini) già da fine 2009, abbattendo le case proprio in prossimità della intestazione del nuovo molo. Insomma il sospetto che 'le procedure delocalizzative' per l'abitato dell'Idroscalo, siano iniziate e siano dovute al nuovo porto, rimane più che fondato. Ma il Municipio XIII se ne lava le mani. Quello che è certo è che il nuovo braccio prosciugherà la spiaggetta dell’Idroscalo, dove sarà possibile così costruire un bel parcheggio.


giovedì 11 novembre 2010

PD, Circoli Fantasma

PD: in VIII Municipio, presso il circolo fantasma di Ponte di Nona risultano numerosi trasferimenti (circa 200) da “Stagni-Madonnetta”. Alcune delle persone interessate hanno ammesso candidamente di non aver mai visto il circolo dove risultavano iscritte. Probabilmente sono le stesse che girano nei circoli fantasma del XIII Municipio … o forse avranno raccattato dall’VIII. Mah …

martedì 22 dicembre 2009

PD XIII: Il Partito Dellamore del XIII Municipio

Succede anche questo nel nostro Municipio.
Oggi, alla presenza del segretario del PD XIII Municipio (Giuliano Droghei) in aula Massimo Di Somma (assente solo Paolo Orneli per motivi di lavoro), il PD si fa bocciare (con l'astensione della maggioranza) le sue proposte di osservazioni alla proposta di delibera della Giunta Alemanno sul finto decentramento del XIII Municipio e vota a favore di quelle della maggioranza, dove per altro mancavano ben 4 consiglieri del PDL dissidenti. E siccome non bastava la testimonianza d'amore, la consigliera Ornella Bergamini (PD) ha chiesto pure l'applauso finale a fine votazione.
Un capolavoro.

Complimenti vivissimi. Un grande partito di opposizione.

Buon natale, cari democratici.

giovedì 26 novembre 2009

Il Popolo di Roma e zi Beppe Vizzani


Il giorno del decentramento amministrativo per Ostia e il XIII Municipio ho fatto una scoperta. La mia vita è un romanzo criminale. Eh sì, perché, per tutta Ostia erano state affisse le bandiere tricolore e quelle del Popolo di Roma su tutti i lampioni delle strade principali, persino davanti al Municipio. Mi viene implicitamente comunicato che io non appartengo al Popolo di Roma, eppure sulla mia carta di identità c’è scritto Cittadina italiana residente a Roma. D’altronde i miei messaggi non affondano le proprie radici in 3000 anni di storia. Pare anzi che l’Urbe, faro per il mondo e per la Civiltà dove valori come giustizia, diritto e partecipazione hanno da sempre costituito le sue colonne portanti, non sia un riferimento per me. Evidentemente non faccio parte del popolo, di questo umanesimo identitario, sano meritocratico, capacitante, romano.
D’altronde io non passo per la Romanità avendo solo 42 anni, ma nemmeno dalla cultura marxista che l’ha emarginata per decenni. Nel ’68 non avevo capacità di intendere e di volere, per cui del movimento inverso del Popolo di Roma non ne capisco le motivazioni. Il Popolo di Roma ha le idee chiare: rilancio della meritocrazia contro la cultura dell’egualitarismo, pronto ad affrontare la crisi educazionale che attanaglia la nostra generazione, rispondendo con i Valori e la giustizia sociale, pronto a combattere le sfide del presente e del futuro. Espressione di tutti i cittadini dell’Urbe che sostengono il Rinascimento romano, punto d’incontro dinamico di tendenze culturali e di affermazione di un’Idea moderna e sociale di Patria e di partecipazione politica e militante, in grado di ribadire la priorità della politica sull’economia e degli interessi nazionali sui vantaggi dei singoli o delle singole classi. Romanità dunque contro posizioni di rendita, interessi ideologici o di casta. Territorio e Federalismo contro burocrazia e disunità nazionale, che sospinge e guida la voglia di radicale cambiamento voluto da tutto il popolo attraverso la conquista degli spazi culturali, artistici, meta-politici e di aggregazione da decenni monopolizzati dalle sinistre e dai nemici del rinnovamento. Insomma, viva l’IDENTITÀ, la PARTECIPAZIONE, la LIBERTÀ, espressione popolare ed identitaria, che rifiuta schemi ideologici e divisioni di fazione, punto centrale per tutto il popolo figlio della Nuova Italia, espressione vera e reale del mondo sociale tutto. Cioè RIVOLUZIONE IDENTITARIA.

Molto bene. Cominciassero a togliere tutte le bandiere che hanno messo, con la compiacenza delle istituzioni tutte e senza autorizzazione, su centinaia di lampioni, che hanno ovviamente richiesto tempo e scale apposite, e che a distanza di due giorni campeggiano ancora per il neo quartiere decentrato. Nel frattempo io, come altri, faremo un bell’esposto al Comandante dei Vigili Urbani del XIII Gruppo, Angelo Moretti, e al Commissario di Polizia Antonio Franco, visto che erano presenti e alla richiesta dei cittadini del perché fosse consentito persino di aprire uno striscione lungo 15 metri nessuno di loro abbia battuto ciglio, anzi ci hanno voltato le spalle. Anche perché questo Popolo non l’ho visto nelle battaglie di legalità e contro la casta nell’ultimo anno e mezzo, loro che sono il Popolo del fare, mentre gli uomini di Antonio Franco mi hanno portata in questura non appena sono scesa dall’auto, in occasione dell’inaugurazione da parte del Sindaco del Polo Natatorio di Ostia, per un cartello di cartone con su scritto “questo polo è ‘na ficata, famone nartro uguaglio", e denunciata d’ufficio per manifestazione non autorizzata pur essendo da sola.

Decisamente non faccio parte del Popolo di Roma.
Dopo il decentramento da Roma che il Popolo di Roma migri dentro il GRA. Io chiederò asilo politico a zi Beppe Vizzani, come è soprannominato simpaticamente il nostro Presidente dopo che Alemanno lo ha collocato nel presepe a fare S. Giuseppe. Ma una domanda mi sorge spontanea. Ma il PD, presente addirittura con il coordinatore PD XIII Municipio e i consiglieri al gran completo (ad eccezione di Paolo Orneli), alcuni di loro persino alla cena organizzata da Alemanno, le centinaia di bandiere del Popolo di Roma non le hanno viste ?

XIII Municipio, perequazione selvaggia: l'IDV XIII è l'unica a dire NO.

Ringrazio pubblicamente l'IDV del XIII Municipio, per aver creduto e fatto con noi questa battaglia e per aver raccolto le firme per l'interrogazione/interpellanza al Sindaco sulle 167. Per tutti gli altri partiti che hanno nicchiato su questa battaglia che (a partire dal centro-destra del Municipio XIII, ai Verdi e al PD anche in Campidoglio), malgrado propagandino di "ascoltare la base e puntare sui talenti", rendiamo pubblica, avendone ricevuta l'autorizzazione, lo scambio con Paolo Berdini, noto urbanista.

Caro Paolo,
secondo quanto convenuto all’incontro sul Piano Casa presso la sede di Carta, ti giro queste note che fanno parte dell’interpellanza rivolta al Sindaco di Roma. Un tuo commento sarebbe graditissimo.

Ciao e grazie in ogni caso per l’attenzione
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Risponde Paolo Berdini - Urbanista

Il ragionamento che mi hai inviato è perfetto e non merita alcun commento che solleciti.
Aggiungo soltanto due brevi considerazioni. La prima riguarda il fatto che si mistifica sui nomi per fare ciò che si vuole. La perequazione (quella vera) è prevista nella legislazione urbanistica dal 1942 (anno di approvazione della legge fondamentele). Ma in quella sede ci si poneva il problema di equiparare tutti i proprietari inseriti all'interno di un'area di trasformazione urbanistica in modo da non premiare alcuni con edificazione privata e penalizzare altri con la previsione di servizi pubblici da realizzare attraverso l'esproprio. Quella del XIII municipio non è perequazione, dunque. E' un premio di cubatura dato ad un unico propietario perche non si hanno le risorse economiche per espropriare i terreni. Basterebbe aprire una vertenza con il governo centrale e chiedere fondi ad hoc, ma non lo fanno le nostre amministrazioni figurati loro. Le città sono in mano alla speculazione. La seconda riflessione riguarda il fatto che le aree "167" sono state utilizzate storicamente per attenuare la carenza di servizi urbane nelle città. Quello che tu scrivi è sacrosanto. Se aumenta la volumetria grazie alla finta perequazione non restano aree da destinare a verde e servizi. Le città si impoveriscono.
Un caro saluto.

Paolo
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Secondo la Legge 22 ottobre 1971, n. 865, le aree comprese nei Piani di Zona approvati, a norma della legge 18 aprile 1962, n. 167, sono espropriate dai comuni o dai loro consorzi (Art.35, comma 2). Per l'acquisizione di tali aree i comuni, possono utilizzare i fondi di cui dispongono per tali fini o propri fondi di bilancio (Art. 22), ma possono (qualora deficitarii) anche richiedere anticipazioni alla Cassa Depositi e Prestiti (Art. 23).

Il Comune di Roma, per sua stessa ammissione, non ha fondi per eseguire gli espropri: né propri, né ottenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Un fattore di crisi è stata la crescita costante dei costi dell’esproprio: con la legge 865/71 questi erano parametrati sul valore agricolo delle aree, nel 1992 sono saliti a circa la metà del valore di mercato, mentre attualmente fanno riferimento al valore di mercato pieno.

Per sopperire alla mancanza di fondi, il Comune di Roma ha introdotto la perequazione, un concetto urbanistico che consiste in uno scambio fra il proprietario, che cede le aree al Comune, e il Comune che cede diritti edificatori al privato.

Ma poiché la principale caratteristica della perequazione urbanistica riguarda l’individuazione di aree 'cedenti' capacità edificatoria e di aree 'riceventi' capacità edificatoria, risulta anomalo (per le 167 del XIII Municipio) che invece entrambe queste tipologie di aree coincidano con gli stessi Piani di Zona. In altre parole, i diritti edificatori acquisiti dai proprietari dei terreni da espropriare sono stati considerati interni agli stessi Piani di Zona e considerati non trasferibili altrove, con conseguente aumento delle cubature negli stessi Piani di Zona e relativa densificazione abitativa.

In più, si è concesso ai proprietari, mediante atto di impegno, di scegliere la cubatura non residenziale al posto di quella residenziale, stravolgendo di fatto la pianificazione dei Piani di Zona stessi. Non esiste quindi nell'applicazione della perequazione dentro i Piani di Zona del XIII Municipio alcun intento pianificatore ma solo la necessità di sopperire (con tale strumento) a una difficoltà economica relativa ai costi di esproprio.

Poiché tali Piani di Zona sono limitrofi ad aree aventi strumenti urbanistici non ancora attuati (p.es., zona O N.51 Infernetto-Macchione, toponimo 13.8 Infernetto-Via Lotti, toponimo 13.4 Infernetto-Ponte Olivella), l'aumento di cubatura e la maggiore densificazione abitativa dei Piani di Zona finiscono addirittura per non apportare alcuna riqualificazione del contesto, per non sopperire alla mancanza dei servizi e per peggiorare la situazione attuale delle aree a loro limitrofe.

Ricordiamo che la legge 18 aprile 1962, n. 167, Art. 1, impegna il Comune di Roma a dotare i singoli Piani di Zona anche delle "opere e servizi complementari, urbani e sociali". Ci chiediamo come questo sia possibile se le stesse opere e servizi, a causa della mancata attuazione, non sono completati in termini di mobilità, di viabilità, di trasporto pubblico, di assistenza sanitaria, di scuole, di centri culturali, etc. nelle aree limitrofe ai Piani di Zona.

Domandiamo pertanto al Sindaco di Roma di giustificare l'applicazione della perequazione urbanistica all'interno dei Piani di Zona del XIII Municipio, in termini di Legge e sulla base della mancata attuazione degli strumenti urbanistici nelle aree limitrofe ai Piani di Zona stessi, perequazione che non solo non ha alcun intento pianificatore e accomuna impropriamente le aree 'cedenti' capacità edificatoria con le aree 'riceventi' capacità edificatoria, ma che finisce addirittura per non portare vantaggi alle aree limitrofe che proprio dai Piani di Zona dovrebbero riceverne.

sabato 7 novembre 2009

Consiglio Straordinario sulle infiltrazioni mafiose nel XIII Municipio

Qui sotto il comunicato stampa del Municipio dopo il consiglio straordinario "Infiltrazioni mafiose sul litorale romano". In parole povere venerdì mattina è andato in onda il bla, bla, bla, cioè il nulla assoluto su un tema delicatissimo e da allarme rosso.
Al consiglio straordinario, richiesto dall’opposizione (che però non rilascia alcun comunicato) non si sono presentati, malgrado fossero stati invitati, il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il Comandante II Gruppo Guardia di Finanza, Pierluigi Sozzo,l’Ass. alla Politiche della Sicurezza della Regione Lazio, Luigina Di Liegro, l’Ass. alle Politiche della Sicurezza e Protezione Civile della Provincia di Roma, Ezio Paluzzi. Il Comandante Gruppo Territoriale Carabinieri Ostia, Canio Giuseppe La Gala, tra gli invitati, vagava nei corridoi, mentre il Dirigente Commissariato Polizia di Stato, Antonio Franco, ha mandato Pietrangeli che si è seduto tra il pubblico.
Forse basterebbe solo questo per far comprendere l’inconsistenza di questa consiglio straordinario, che tra l’altro non ha prodotto alcun documento. Dati e informazioni vaghe, propaganda politica e ... vai cor tango. Concentrato di banalità, lotta alle baracche in Pineta, i furti negli appartamenti, la percezione di insicurezza nei cittadini, le baby-gang, il commercio ambulante abusivo ecc. ecc. Santori, presidente della Commissione speciale del Comune per la sicurezza urbana, che parla di un monitoraggio in corso (cosa ci sarà ancora da monitorare visto che sono decenni che si conoscono nomi, cognomi e reati), necessità di fare attività sui giovani nelle scuole sul valore della legalità, scioccheziario vario sull’iter di assegnazione dei beni confiscati alla mafia, varie ed eventuali dell’inutile nulla.
Nessuno che sottolinei due segnali sconcertanti, che danno la misura della non volontà politica e istituzionale di affrontare l’argomento delle infiltrazioni mafiose nel XIII Municipio. 1) La chiusura (a quanto mi risulta) dello sportello anti-usura (anzi Alessandro Paltoni del PD critica il fatto che sia stata data la gestione ad un’associazione privata, per altro vicina al PD). 2) Il trasferimento del nucleo operativo dei baschi verdi, cioè la Guardia di Finanza, l’unico ente che realmente fa le indagini sui flussi di danaro sporco, in un momento in cui nel XIII Municipio c’è un proliferare impressionante ad esempio di banche e di supermercati sempre vuoti.
Come si intende contrastare allora i fenomeni dell'usura e della criminalità organizzata ? Questi due segnali dimostrano l’abbassamento dell’ impegno da parte delle istituzioni contro l'illegalità. Tant’è che c’è una significativa diminuzione delle denunce che costituiscono la strada maestra per sconfiggere questa piaga sociale. L’usura non è un fenomeno che riguarda solo le imprese, ma anche 70 mila famiglie nel Lazio. Un terzo dei commercianti attivi nel Lazio, pari a 26 mila titolari di negozi (un numero prudenziale perché sarebbero ancora in tanti a preferire la via del silenzio) si trova nella morsa dell’usura, che ormai si estende agli artigiani, professionisti, dipendenti pubblici e pensionati. Per un giro d'affari, solo per il commercio, stimato in non meno di 2,3 miliardi di euro tra interessi pagati ed altre utilità. Il Lazio, secondo dati ufficiali, è una delle regioni più a rischio. Un fenomeno sempre più sommerso, senza denunce e senza colpevoli. Solo negli ultimi anni c'è da registrare una caduta verticale delle denunce nella nostra regione (-59,3%).
Ricordiamo anche che a Roma i procedimenti penali per reati di mafia sono più che a Reggio Calabria, il Lazio è la seconda regione in Italia per diffusione dell’usura e la provincia di Roma ha il record di vittime per questo reato. Come ebbe a dire il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roma è «uno dei punti dove le cosche criminali e i grandi traffici internazionali illeciti trovano sviluppo sotto il profilo economico e il reimpiego di profitti illeciti, non solo da parte di cosche calabresi ma anche di altre criminalità».
Nel nostro territorio, in particolare, operano ‘ndrangheta e camorra. Il XIII Municipio infatti, è tra i più esposti alle infiltrazioni mafiosi a causa della presenza del mare, del porto, dell’aeroporto. Le organizzazioni mafiose sono negli appalti per le grandi opere (come ad esempio nelle opere per i Mondiali di Nuoto), nell’edilizia residenziale, nel settore turistico e della ristorazione, negli esercizi commerciali.
Come ebbe a dire De Ficchy in un convegno recente «Non cerchiamo illegalità e mafie al di fuori delle istituzioni. La mafia che sta fuori del Palazzo è la manovalanza, la cosiddetta “ala militare". Il problema è tutto qua. La mafia, quella vera, sta nelle istituzioni e nella politica. Quando sentiamo le parole di un Ministro della Repubblica, che esorta gli italiani a ”convivere con la mafia”; quando vediamo tutti i giorni che parti importanti delle istituzioni, della politica, dell’economia, del mondo delle professioni, della stessa società civile, sono contigui o addirittura collusi con le mafie; quando noi vediamo che a parlare di criminalità organizzata (la prima emergenza nazionale) sono rimasti in pochi e sempre di meno; quando vediamo che il problema non è nell’agenda politica nazionale ... c’è da domandarsi se non siamo già in un Paese criminale e se effettivamente c’è ancora qualcuno che voglia fare sul serio la lotta alla mafia.
Non ci meravigliamo, poi, se molte indagini non vengono fatte come dovrebbero essere fatte; di patrimoni sporchi se ne individuano meno di quanti ne dovrebbero essere individuati; le tecniche investigative non vengono aggiornate in relazione alle mutazioni delle mafie ed ancora si procede con un’ottica esclusivamente da “ordine pubblico “; qualche Prefetto che vuole fare il suo dovere viene rimosso, come è accaduto a Roma; ci sono Prefetti, Procuratori della Repubblica, Comandanti provinciali delle forze dell’ordine e Questori che arrivano a negare l’esistenza del fenomeno mafioso, alla stregua di come fanno alcuni organi di stampa, smentendo di fatto quanto affermato dai vertici di organismi centrali investigativi e giudiziari qualificati. Mafia e politica sono come il mare ed i pesci. Non ci sono i pesci se non c’è il mare».

C’è in giro troppa gente che ritiene di aver fatto il proprio dovere limitandosi a parlare di mafia.
E ieri non si è parlato nemmeno di quello. Aggiungiamo che nel XIII Municipio non ci facciamo mancare niente. Ad esempio c’è il grosso fenomeno del gioco d’azzardo, c’è il business colossale dei videopoker e poi c'è la droga, in grandissima quantità, naturalmente. Come affermò Pier Luigi Vigna, ad Ostia c’è la mafia, quella vera.
Il progetto mafioso è di una semplicità spietata: mettere le mani sul territorio, controllare i bar, i chioschi sulle spiagge libere, nel porto turistico … ma la mafia ha bisogno dei colletti bianchi, ad esempio per le concessioni edilizie. Certo non è un bel segnale dunque che il colonnello La Gala non abbia nulla da dire, che Pietrangeli nemmeno, che i vigili urbani, primo organo di controllo, non siano presenti in aula, ma soprattutto che vengano richiamati, ad esempio, dalla Procura perché non vanno a mettere i sigilli, come richiesto, agli impianti abusivi … ma di questo in aula non si parla. E fra poco nel XIII Municipio pioveranno mega investimenti sul secondo polo turistico della capitale, ponte della scafa, water-front, casinò e molto altro ancora. Ma tant’è … basta fare qualche corso nelle scuole sulla legalità, mentre i consiglieri giocano al poker texano e "organizzano" gli spettacolini dell’erotica tour, e Ciardi, il delegato alla sicurezza del Comune di Roma, propone una raccolta firme contro il degrado della Pineta.


Comunicato Stampa

Analizzare le problematiche relative alla sicurezza e porre in essere tutte le misure per garantire la legalità sul territorio. È quanto emerso dal Consiglio Straordinario del XIII Municipio che si è tenuto questa mattina presso l'Aula Consiliare "Massimo di Somma". L'assise ha visto la presenza dei rappresentanti del Comune di Roma, Fabrizio Santori, Presidente Commissione Speciale Sicurezza Urbana, e Giorgio Ciardi, Delegato del Sindaco alle Politiche per la Sicurezza, e di Serena Visentin, Assessore alla Tutela dei Consumatori e Lotta all'Usura della Provincia di Roma.
"Da parte mia- ha spiegato Fabrizio Santori, Presidente Commissione Speciale Sicurezza Comune di Roma- ci sarà un impegno costante e continuo per mettere in campo tutte le azione volte a contrastare il fenomeno della criminalità organizzata. Chiederemo al Sindaco di Roma e al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica di avviare maggiori controlli e di sensibilizzare i cittadini a denunciare episodi di racket e usura. Il valore della legalità deve arrivare anche ai giovani ed è per questo che organizzeremo incontri anche nelle scuole, proprio per poter parlare con i ragazzi".
"Anche la Provincia - ha aggiunto, Serena Visentin, Assessore alla Tutela dei Consumatori e Lotta all'Usura della Provincia di Roma- darà il suo contributo predisponendo, in collaborazione con l'amministrazione locale, una serie di iniziative nella lotta all'usura".
"E' stata una giornata di confronto- ha fatto sapere Salvatore Colloca, Capogruppo Pdl XIII Municipio- il Consiglio vuole affrontare il problema in modo più approfondito ed è per questo che ha rimandato alla Commissione preposta e all'Osservatorio per la Sicurezza di effettuare un'attenta analisi del fenomeno criminalità sul territorio".
"Oggi si è aperto un canale diretto con il Comune di Roma- ha spiegato Luigi Zaccaria, Presidente Commissione Sicurezza XIII Municipio- siamo in linea con il piano che sta portando avanti il Campidoglio, e presentato in aula dai Consiglieri Santori e Ciardi, che prevede che saranno messi a disposizione della comunità e per fini sociali gli immobili sequestrati alla malavita. Invito l'opposizione a lavorare insieme a questa maggioranza per raggiungere obiettivi importanti, attraverso lo spirito di collaborazione e il dialogo".
"E' emersa anche una preoccupazione di fondo- ha aggiunto Stefano Salvemme e Pierfrancesco Marchesi, rispettivamente Presidente Commissione Attività Produttive e Presidente Commissione Lavori Pubblici XIII Municipio- in vista del futuro sviluppo di questo territorio. Per questo, lavoreremo insieme alle altre forze preposte, politiche e non solo, per garantire la massima trasparenza negli atti relativi ad appalti, licenze e concessioni edilizie".
"Affronteremo con determinazione il problema in tutti i suoi aspetti- ha concluso Giacomo Vizzani, Presidente XIII Municipio- come stiamo facendo dall'inizio del nostro mandato. C'è un rapporto di collaborazione costante con le forze dell'ordine, che proprio tra Ostia e l'entroterra stanno facendo un ottimo lavoro, e considerate le peculiarità e la vastità del territorio, l'impegno è e sarà al massimo".

domenica 1 novembre 2009

Se questi sono gli uomini di un partito.


Lettera aperta ai consiglieri del PD Paltoni, Spanò, Caliendo, Bergamini, Sesa, Belmonte, Tassone.

Non voglio nemmeno sforzarmi più di domandarmi perché il PD sia diventato un Partito di Disperati, di Desaparecidos in questo municipio. Avete sempre una scusa: delle primarie, della campagna elettorale, delle scissioni, delle correnti, del capogruppo … beghe, beghe e beghe. Le vostre beghe da salotto sfigato.
Siete il partito più lontano dalla gente che io abbia mai visto negli ultimi anni.
Sempre gli stessi, uguali a voi stessi, passate il vostro tempo a scambiarvi le poltrone. Mandate i giovani, i militanti più generosi e volenterosi allo sbaraglio, come carne da macello a chiedere i voti ogni volta che vi servono per le elezioni, per le primarie, per la raccolta di fondi, per la sagra borgatara di una festa dell’unità che è di unità fra di voi, pochi intimi di corrente. Contenuti zero. La gente (non quella “vera” come la definisce volgarmente D’Ausilio, perché tutta la gente è vera, la gente è gente e basta) … la gente voi non la frequentate, non sapete nemmeno chi è, non conoscete nemmeno i loro problemi o i loro desiderata, e quest’ultima cosa è la più grave. Ripetete a papera le solite quattro cose che leggete sul dispaccio di agenzia del leader di turno, frutto di slogan televisivi. Voi che dite di non guardare la televisione. Voi infarcite i vostri comunicati stampa di frasi vuote. Non vi ricordate nemmeno quello che avete scritto pochi mesi prima. Cadete in contraddizione pensando che la gente è stupida e acritica, che la gente dimentica. Voi, voi non fate battaglie, voi non fate nemmeno opposizione, voi semplicemente non ci siete, né in aula, né nelle piazze. E avete pure il coraggio di dire che i cittadini sono auto referenziali. Voi ??? Voi lo dite ??? Voi che siete sempre gli stessi nelle sezioni da decenni ? Che giocate a prendervi sul serio parlandovi addosso dentro le quattro mura delle sezioni ? Che non siete in grado nemmeno di cavalcare una sola iniziativa cittadina ? Che non sapete “usare strumentalmente” per la dignitosa propaganda nemmeno l’accaduto del pestaggio di un giornalista ad Ostia ad opera di beceri fascisti ? Voi avreste dovuto essere i promotori. Voi, voi siete i primi autoreferenziali. Voi che entrate nell’aula municipale solo per mostrare ad una giornalista una maglietta a difesa della vostra pro-loco su cui avete interessi privati. Voi, che fingete di non sapere quello che dovreste sapere e che invece sapete eccome perché ormai non ci prendete più per fessi a noi cittadini. Noi vi informiamo sempre, con i fax, con le e-mail, con FB, quando vi incontriamo. Ma voi dite di non sapere nulla. E allora, cari consiglieri, cari dirigenti del PD locale, evitate di scrivere che siete in mezzo alla gente vera. Ma di quale gente parlate ? Dei vostri parenti ? Voi dovreste sapere più degli altri. Voi non dovreste essere informati dai cittadini. Se voi foste veramente in mezzo alla gente lo sapreste da voi. Voi invece vi interessate solo di ‘lisciarvi’ il vostro piccolo elettorato familiare. Voi non vi dovete permettere di dire ai cittadini che sono auto referenziali. Voi siete la vergogna della politica, del PD per lo spirito che lo ha animato e la vergogna di un partito che si definisce di sinistra. Voi dovreste vergognarvi di disertare l’aula municipale costantemente, di non essere mai preparati su alcun argomento, di essere approssimativi, superficiali, disinteressati su tutto ciò che accade di veramente importante in questo municipio. Il vostro silenzio è assordante nelle parole e nei fatti. Oggi, alla manifestazione organizzata in tre giorni, da semplici cittadini, che ha portato in piazza 300 persone, che ha camminato in mezzo a centinaia di persone ad Ostia di Sabato, gli unici che mancavano eravate proprio voi del PD su un tema così importante, difficile e delicato come l’omofobia e la violenza in generale, a pochi giorni dal gesto fascista al vostro circolo di Talenti. Io mi vergogno di essere rappresentata da voi. Se ancora vi è rimasta un po’ di dignità politica fate l’unica cosa che vi è rimasta da fare … e mentre voi ci chiedete due euro per le primarie, noi non vi abbiamo nemmeno chiesto un euro per la manifestazione … e non vi chiediamo indietro i soldi con cui vi paghiamo lo stipendio di consiglieri.

venerdì 30 ottobre 2009

Francesco (ha bisogno) d'Ausilio

Pubblicata oggi sul Giornale di Ostia la lettera del responsabile organizzazione PD Lazio, Francesco D'Ausilio.
Incipit da manuale. "Straordinaria partecipazione" ... "cittadini determinati e resistenti che vogliono contare" (ecco, bravo, soprattutto resistenti !!! e che non conteranno più visto che le primarie sono finite) ... "reazione al populismo della destra" ... "il popolo del PD è un popolo di cittadini protagonisti" (quando si chiede loro il voto)... Poi, inizia il delirio ... "La vittoria di Bersani disegna un partito che intende essere vicino alla gente normale, che va nei posti dove stanno le persone vere" (sarebbe ora perché non ce ne siamo accorti) ... "donne e uomini liberi, senza fronzoli, senza troppa televisione" (mhmhmhmhm) "un partito che prova ad andare al cuore dei problemi senza scrupoli (ahahahahhahaha). "Con Bersani cala il sipario su una stagione politica intrisa di eccletismo, simbologia e retorica vuota" (ahahahhahah ma non c'eri sempre tu ???).
E qui il capolavoro di spirito di unità del partito "così si spiega il flop di alcune liste alle primarie e di alcune autorevoli personalità politiche anche sul nostro territorio" (ahahahhahahah, qui mi sono sbellicata dal ridere ahahahhahaha ... della serie "volemose bene" tra una 'corrente' d'aria e l'altra).

Signore e Signori ecco a voi il filmato (un capolavoro da non perdere !!!) tratto dalla lettera, sempre di D'Ausilio, al termine delle primarie dell'ottobre 2008 con i volti di coloro che furono eletti allora e il link agli eletti delle ultime primarie. Ogni commento sarebbe superfluo ... Francesco, dammi retta, hai bisogno d'Ausilio per i comunicati stampa ...



http://www.pdlazio.it/wp-content/uploads/2009/10/eletti-assemblea-regionale-2009.pdf).

I comportamenti dissennati di alcune persone hanno sempre più l'aria dei personaggi di quella poesia di Brecht in cui, dopo aver compatito i compagni piombati nell´abisso per avere segato il ramo sul quale stavano seduti, gli astanti hanno proseguito compunti a segare il ramo su cui erano seduti.