giovedì 28 gennaio 2021
MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (Ep. 3)
MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (EP. 2)

MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (EP. 1)
LO STATO DELL'ARTE AL VERDE - Ep. 1
L'Agenzia Roma - ACoS Roma Capitale monitora ogni anno tutti i servizi. Ha già anticipato parte della relazione che presenterà a Febbraio 2021. Verde pubblico Municipio X n.p. perché il decentramento da parte del ricco Assessore al "verde", Alessandro Ieva (detto Esorciccio Esorcieva) viene scambiato per 'faccio come mi pare e non rendiconto a nessuno'. Quello che si sa dalla relazione è che il X municipio, proprio per la gestione in esclusiva delle aree verdi urbane presenti nel suo territorio, ha investito da solo oltre 6MLN di euro (!!!). Per capirci, il IV municipio è l’unico che supera il milione di euro impiegati. Viene però segnalata l’aggiudicazione della gara per la piantumazione di nuove alberature nel X municipio, pubblicata l'11 novembre 2020 (ma ne parlerò nelle prossime puntate) relativamente alla piantumazione di nuove essenze arboree volte a compensare gli abbattimenti avvenuti nell'anno 2019. Quanti e quali abbattimenti non si sa. Ovvio, Esorciccio fa come gli pare. Andiamo avanti. L'unico 'aggiornamento' è datato 24/2/2020 in cui si parla di Direttive di Giunta della grande famiglia della Casalinga di Voghera Beach del 21 febbraio 2020. In una di queste scrivono: le piante di Via dei Misenati ad Ostia sono talmente ammalate che bisogna "rimuoverle tutte e procedere all'acquisto e piantumazione di 25 Washingtonie (o palme della California) di medio-alto fusto, complete di tubo drenante e terra idonea e fertilizzata, sostituendo tutte le alberature presenti con la stessa essenza". Bene. Nei commenti vi faccio vedere la situazione a ieri, 22 gennaio 2021.
Chiedo: Dove sono finite caro Assessore Esorciccio Esorcieva? Nel giardino di casa sua?
- Segue Ep. 2-
mercoledì 13 gennaio 2021
ABUSO DI POTERE E FALSO IN ATTO PUBBLICO SULLA PISTA CICLABILE (TRANSITORIA) DI OSTIA
Un pasticcio amministrativo mai visto. La pista ciclabile ("transitoria") finisce sul tavolo del MIT - Ministero delle Infrastrutture e Trasporti grazie al ricorso gerarchico di LabUr-Laboratorio di Urbanistica che decreta l'annullamento della Delibera di Giunta del Municipio X del 5 agosto 2020. Quasi 20mila euro di stipendi mensili alla Giunta, oltre 115mila euro l'anno ad un Direttore che avvalla un atto illegittimo, compiendo un abuso di potere e falso in atto pubblico e causando un danno erariale.
La delibera n.25 della Giunta del Municipio Roma X del 5 Agosto 2020 concerneva l'approvazione dell'elaborato grafico in variante del Piano Strategico di gestione balneare 2020 ad Ostia. Un piano presentato a Maggio 2020 in pompa magna in Campidoglio alla presenza della Sindaca Virginia Raggi. Di quel Piano Stra-traggico, che potete ammirare nel video, è rimasta solo una pista ciclabile definita "transitoria", che giuridicamente non esiste. Talmente "transitoria" da essere ancora lì dopo 5 mesi.
Il MIT, con decreto n.598 del 28.12.2020 a firma del sottosegretario del M5S, Roberto Traversi, lo scrive a chiare lettere: "La Direzione Generale per la Sicurezza Stradale ha richiesto a Roma Capitale le necessarie controdeduzioni rimaste senza riscontro" sia il 2 settembre sia il 9 ottobre. Forse erano impegnati a spendere i quasi 20mila euro di stipendio mensile per rifarsi il guardaroba per i selfie sulla pista ciclabile "transitoria". Sempre il MIT scrive che "il Municipio X di Roma Capitale ha disciplinato" proprio con la Delibera di Giunta n.25, "la viabilità principale la cui regolamentazione rientra invece nelle attribuzioni proprie del Dipartimento della Mobilità e Trasporti di Roma Capitale". Tradotto, non potevano farlo e pertanto l'attuale disciplina del traffico che afferisce alla sicurezza di ciascuno di noi, è nulla e la Giunta del Municipio X ha "travalicato i limiti del proprio potere ... violando l'Art.7 nonché l'Art. 14 del Codice della Strada", cioè hanno fatto abuso di potere e falso in atto pubblico, cioè un reato penale, oltre a quello erariale. Un operato, dunque, strapagato e illegittimo.
E' incredibile dunque l'arrampicata sugli
specchi del Movimento 5 Stelle locale, a partire dall'ex capogruppo del M5S,
Paolo Ferrara, che esordisce con "un lungomare dove tutto è abusivo".
Dopo 5 anni di amministrazione Raggi è un'ammissione di incapacità. L'unico
abuso che hanno affrontato è stato quello di abbattere i chioschi sulle spiagge
libere dopo la sentenza ANAC scaturita dall'esposto di quelli che lui definisce
i "poco di buono", perché anche quando era all'opposizione con
l'attuale Presidente del Municipio X, Giuliana Di Pillo, non aveva visto
nulla. Non c'è alcun errore di interpretazione da parte del MIT, come si
affanna a dichiarare l'amministrazione municipale e per altro ammettono che c'è
stata una "comunicazione errata" perché "Roma Capitale non ha
risposto", ma per loro è tutto normale.
Nel frattempo, giustamente, avendo il MIT decretato l'annullamento della
Delibera di Giunta, LabUr-Laboratorio di Urbanistica ne chiede l'applicazione,
diffidando Polizia locale, Campidoglio e Ministero affinché diano attuazione al
decreto ministeriale n. 598 del 28 dicembre, cioè "l'annullamento in
autotutela di ogni disciplina di traffico relativa alla suddetta pista
ciclabile 'transitoria' " (LINK). L'Assessore alla Mobilità Pietro Calabrese, forse in un momento di confusione scrive: "“La ciclabile di Ostia è legittima
e rimarrà dov’è. Abbiamo agito in completa trasparenza e nel rispetto
delle regole. Per dipanare ogni dubbio chiariamo sin da subito che il
decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti non annulla
il progetto della ciclabile approvato lo scorso maggio, ma un’altra
delibera approvata il 5 agosto 2020 che va ad annullare la
pedonalizzazione del lungomare. Gli effetti non incidono sulla
legittimità della ciclabile”. Peccato che con
Determinazione Dirigenziale n.1711 del 6 agosto 2020 l'ex direttore del
Municipio Roma X, Nicola DE BERNARDINI, ha istituito la pista
ciclabile in via transitoria in applicazione del mandato ricevuto con
delibera di Giunta del Municipio Roma X n.25 del 5.08.2020, oggi
annullata.
Belli i tempi in cui sventolavano gli scontrini in aula Giulio Cesare contro
Marino, poi assolto in Cassazione.


venerdì 18 dicembre 2020
OSTIA, M5S: IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE AMBIENTALI, DALL’ENTROTERRA A CASTELPORZIANO
Falsi proclami. False promesse. Mistificazione dei fatti. Omertà su dubbie vicende del passato. Un fallimento totale che va dal rischio idrogeologico all'erosione, dall'abbandono delle aree verdi al taglio incontrollato degli alberi. Oggi, per ultima, si è aggiunta la questione Castelporziano: violata la convenzione?
Tutto a questo LINK
Alcune considerazioni.
Oggi è andata in scena l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione della classe politica che guida la maggioranza in questo Municipio, ma anche la Regione non scherza (LINK). Tralasciamo che di erosione ad Ostia se ne parla dal 1951, tralasciamo il fatto che il M5S convochi un consiglio straordinario sull’erosione come se fosse un fenomeno causato dalle mareggiate, tralasciamo anche l’uso disinvolto dell’espressione ripascimento come sinonimo di difesa costiera, tralasciamo che il pentastellati scoprono nel 2020 che ci sono le mareggiate e il vento forte (sul litorale romano per esempio, c’è stato vento a velocità record: 117 km/h novembre 2019, ma è un fenomeno che si ripete ogni anno con raffiche che in media sono di 80km/h, ma anche il 29-30 ottobre 2018 c'è stato vento forte e marggiata e così via), tralasciamo tutto questo e entriamo nel merito delle competenze di questa amministrazione municipale, che convoca un consiglio straordinario per parlare dell’erosione, un argomento molto tecnico adatto agli scienziati, ma non è in grado di fare il lavoro del manovale, cioè posare “due mattonelle”, scusate “passerelle”, preoccuparsi che sulla “spiaggia dei separati” un rumeno prenda la riconcorsa e si tuffi in acqua e venga ricoverato al Pronto Soccorso del Grassi dopo essersi ‘nfrociato sugli scogli perché non c’era nemmeno un cartello di pericolo, che spari la sabbia dalla zozza imboccatura del Porto di Roma sulla spiaggia “cotto” in piena stagione balneare lasciando il tubo insabbiato che alla prima mareggiata è spuntato tipo mostro di lockness, che al Canale dei Pescatori abbia lasciato la stessa situazione di quelli prima.
Io mi auguro che il nuovo Direttore, Giacomo Guastella, abbia acquisito esperienza ‘marinaresca’ almeno sul lago di Albano, essendo lui di Velletri, perché sarebbe ora che questo Municipio mostrasse cosa sa fare per le cose di sua competenza sul Litorale. E’ da quando governano questo Municipio che si leggono i loro impegni.
18 febbraio 2019, presso la sede della Regione Lazio, audizione “Erosione costiera, audizione di soggetti istituzionali e associazioni in commissione” LINK). La Presidente Di Pillo ha detto testualmente “Da quando sono bambina mi ricordo che c’è sempre stato un problema di erosione costiera, con interventi più o meno risolutivi. In questo momento c’è un punto della costa dove siamo arrivati alla strada. Quindi oltre al pericolo che la strada non ci sia più c’è il pericolo che vada giù la strada”. Passano 9 mesi e dichiara (21 novembre 2019) “Urgente tutela della costa laziale e delle attività produttive. Partiranno a breve i primi interventi di RIPASCIMENTO STRUTTURALE del #litorale ricollocando le sabbie presenti alla foce del #canaledeipescatori sui tratti di spiaggia soggette ad erosione”. Il ripascimento strutturale è consistito nel prelevale con i camion 4 mila metri cubi di sabbia proveniente dalla foce del Canale dei Pescatori e accumulata per anni sull’argine alla destra del corso d’acqua, depositandola sul corridoio di costa maggiormente danneggiato dall’erosione liberando la foce del Canale dall’insabbiamento con benefici per il deflusso delle acque e della navigabilità”.
Senza parlare della draga per liberare e disostruire la foce del Canale. In quella occasione la Presidente ha anche aggiunto un “ripascimento morbido”, cioè l’aspirazione di circa 11 mila metri cubi di sabbia prelevata dai fondali depositata sulla costa e ‘sparata’ tra la rotonda e il Canale dei Pescatori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sempre in quell’occasione, qualche scienziato le ha passato una velina in cui ha dichiarato: «L’erosione va affrontata con studi scientifici ed in modo organico per tutta la costa laziale. L’esperienza maturata a Ostia dimostra che ogni intervento realizzato in strutture rigide senza una visione complessiva del problema, non fa altro che spostare il punto di erosione verso sud. A questo si associa il mancato apporto dei sedimenti provenienti del fiume Tevere trattenuti dagli sbarramenti a monte. Sollecitiamo da tempo la Regione per un intervento di consolidamento delle scogliere alla foce del fiume per l’incolumità pubblica degli abitanti dell’Idroscalo». Stiamo ancora aspettando il promesso “coordinamento per l’incolumità pubblica degli abitanti dell’Idroscalo da 2 anni. C’è forse qualche problema con gli alleati in Regione?
Abbiamo speso milioni di euro di fondi pubblici in opere evidentemente assolutamente inutili e forse sarebbe ora di sapere quanti ne sono stati spesi in tutti questi anni perché abbiamo perso il conto. Di sicuro sappiamo che l’amministrazione Di Pillo ha speso 90 mila euro di finanziamento regionale per eseguire un ripascimento “ricostruttivo” (fa già ridere così) mediante ricollocazione delle sabbie depositate sopra l'argine in destra idraulica del Canale dei Pescatori di Ostia presso la spiaggia a levante con accesso dallo stabilimento balneare Nuova Pineta – Pinetina (LINK).
Quello che invece non sappiamo è che fine ha fatto, o meglio, cosa ha prodotto il decantato protocollo d’intesa che la Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo ha firmato con l’Università degli Studi Roma Tre, finalizzata allo scambio di informazioni, dati e studi tecnico-economici relativi al territorio con particolare attenzione all'ambito della mobilità sostenibile (visto il fallimento della sedicente pista ciclabile transitoria sul Lungomare), del monitoraggio ambientale e marino e contrasto all’erosione e al dissesto idrogeologico. Era il 30 gennaio 2019 e questo annuncio fu fatto dalla Presidente in tandem con l’Assessore al Bilancio - Paola Zanichelli (30 gennaio 2019) (LINK)
Ma anche il capogruppo, dopo un solo anno, a seguito dell’ennesima mareggiata a novembre 2019, il 31 Gennaio 2020 ha tuonato la sua perla alla stampa parlando di “redazione del Piano della costa, inteso come strumento territoriale di Coordinamento dell’intero litorale laziale, in grado di monitorare e individuare le migliori soluzioni ambientalmente sostenibili per il contrasto all’erosione della linea di costa, da cui poi, far derivare studi di fattibilità e progetti specifici per ogni singolo tratto di litorale (LINK). Lo stesso decantato oggi.
Ecco, insomma l’ennesimo consiglio straordinario inutile dove il manovale dice allo scienziato (che ancora non ha trovato una soluzione), cosa deve fare.
E ora due parole sull’incompetenza anche della Regione Lazio. 6 anni fa, lo abbiamo scritto su LabUr (LINK), la Regione Lazio ha stimato che occorrono 75mila mc all’anno di sabbia. Di questi 75 mila mc, si pensa di riutilizzare le quantità provenienti dal dragaggio del Porto di Roma (circa 15mila mc all’anno) e quelle del Canale dei Pescatori (circa 35mila mc all’anno). I criteri adottati per ‘fissare’ un ordinario intervento manutentivo e non uno straordinario intervento ricostitutivo per Ostia Levante, erano: considerare la linea storica di costa alla data del 1944 (non troppo discordante dall’attuale), aggiornare e approvare la Convenzione tra Regione e Comune stabilita nel 2000 in funzione dell’art.33 Legge Regionale 53 del 1998, stipulare delle Convenzioni tra Comune e Concessionari per affidare ai Concessionari gli oneri degli interventi, utilizzare sistemi avanzati per la gestione della manutenzione (Convenzioni con ARDIS, Concessioni di Servizi, ecc.). È stato definito in questi anni? Doveva essere fatto al fine di garantire ai Concessionari un’ampiezza “utile” proporzionata alle loro attività turistiche, in funzione dell’approvazione del PUA (Piano di utilizzo dell’Arenile, a che punto siamo?) e nello stesso tempo garantire una fascia di sicurezza per contrastare la tendenza erosiva e consentire il periodo di ricarica per l’apporto dei sedimenti. Secondo sempre la Regione Lazio, tutta Ostia avrebbe dunque bisogno di 100mila mc all’anno di sabbia da distribuire sui 10 km di arenile, vale a dire 10 metri cubi all’anno per ogni metro di fronte spiaggia, a un costo di 10 euro al metro cubo (100mila metri cubi, 1 milione di euro).
Ferme restando le competenze della Regione Lazio è da considerare che con Delibera di Assemblea Capitolina n.18 del 18-19 aprile 2011 (decentramento amministrativo) la gestione delle subdeleghe regionali del Demanio Marittimo (d.G.R. Lazio, n.1161 del 30 luglio 2001) è divenuta competenza dell’attuale Municipio X, che si definisce solo un semplice ‘operatore’ ma che in realtà, come ente amministrativo di maggiore prossimità al territorio, agisce come elemento di disturbo, evidentemente attraverso operazioni inutili visti i risultati, nelle decisioni finali da intraprendere.
Insomma, negli ultimi 4 anni tra Municipio e Regione una manica di incompetenti.
martedì 13 ottobre 2020
DONATO MARIA PEZZUTO, PORTO DI OSTIA: ARCHIVIAZIONE DI QUERELA INTIMIDATORIA
Invece di andare in giro a spargere venticelli calunniosi, come altri squallidi personaggi da baraccone mediatico - che chiamare politici o giornalisti o imprenditori è un'offesa alla categoria - anche nell'aula di un Tribunale, sarebbe meglio che impiegasse il suo tempo a chiarire a chi gli paga lo stipendio (cioè ai cittadini) quanto è emerso durante la puntata di Report e quanto dichiarato in questo post (LINK).
Spero vivamente per la collettività che si metta mano una volta per tutte alla gestione dei beni confiscati e sequestrati per evitare gestioni opache e criminali come nel caso Saguto.
Ne abbiamo le tasche piene di questa finta quanto sedicente antimafia e di finti eroi della legalità e della trasparenza un tanto al chilo nel giorno delle calende greche.
giovedì 17 settembre 2020
IDROSCALO DI OSTIA, LE MENZOGNE A 5 STELLE
mercoledì 16 settembre 2020
OSTIA, BANDO EX-UFFICIO TECNICO: GRAVI IRREGOLARITA’
Dopo aver fatto il sopralluogo tecnico il 23 luglio ecco cosa è accaduto.
Per conto di Mare in Vista che ha partecipato alla manifestazioni di intenti e ricevuto invito al Bando, abbiamo presentato ieri, entro le ore 12 (scadenza del bando) una istanza di annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione e richiesta di riformulazione del bando per gravi irregolarità.






