giovedì 28 gennaio 2021

MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (Ep. 3)

Per l'Amministrazione a 5S del Municipio X (che ricordo essere l'unico ad avere sul Verde il decentramento amministrativo, eccetto i mille ettari della Pineta di Castel Fusano) il "Verde" è solo un parco giochi, con corrispettivo prezzo di tagli di quantità, in assenza di contestualizzazione storica e sociale. Ogni giorno ci regalano post trionfanti sul "Verde", senza aver chiaro se è un fine o un mezzo nella trasformazione della città, scevri sempre da ogni misurazione. Ogni loro attività infatti non viene mai misurata, il controllato è anche il controllore che decreta il proprio successo non si sa bene su quali basi. Un ambientalismo d'accatto dove il "Verde" è merce scambiabile. Insomma, un po' come gli appartenenti al movimento dei naturisti o delle diete e stili di vita che rimangono in sovrappeso (e mai, come nel caso dell'Assessore al Verde del Municipio X, un esempio fu più calzante). Come abbiamo già visto nell'Ep. 1 (LINK) e 2 (LINK), il Municipio X ha speso, nel 2020, 6MLN di euro nel Verde, 5 volte di più del Municipio più 'spendaccione' di Roma Capitale, il IV. Ma sono gli unici soldi pubblici che vengono spesi? No, perché molti dei lavori sul "Verde" vengono operati con i bandi dei LL.PP. essendo le alberature considerate "pertinenze" della strada. Prendiamo il caso più eclatante, una vera e propria ferita inferta al patrimonio pubblico, quello di Viale di Castel Porziano, un viale monumentale che dovrebbe essere un patrimonio culturale nazionale, al pari dei complessi archeologici, degli edifici, dei castelli e dei centri storici di maggior pregio, ridotto ad un problema di riasfaltatura. Del pregio architettonico vegetale, paesaggistico e storico-culturale all'Amministrazione 5S non interessa assolutamente nulla. Con riferimento all’appalto lavori di manutenzione straordinaria strade – Opera 1500440001 – P.I. Annualità 2015 – Riqualificazione della pavimentazione stradale di Via di Castel Porziano tratti da Via W. Ferrari e Via Canale della Lingua e da Via Canale della Lingua a Via del Lido di Castel Porziano, il 9 Gennaio 2020 con Prot. QL 139 il Dip. Tutela Ambientale, Direzione Gestione Territoriale Ambientale e del Verde, Ufficio Autorizzazioni Verde Privato e Cavi Stradali, autorizzava l’intervento con procedura d’urgenza per l’abbattimento di n. 37 esemplari arborei di cui n. 3 pini e n. 1 cerro sulla base della richiesta presentata dalla Direzione Tecnica del Municipio X con nota pro. CO188101 del 24.12.2019 per “l’alto rischio al ribaltamento improvviso che rappresentano gli stessi … con potenziale bersaglio su autovetture e persone”. Quindi, per garantire la privata e pubblica incolumità, il Dipartimento dà il via libera all’ “abbattimento immediato”, aggiungendo in maiuscoletto e grassetto che “l’Amministrazione del Municipio X è tenuta a procedere a successiva piantumazione di compensazione ambientale con altrettanti esemplari arborei di stessa specie”. Dove? Non si sa. Quando? Non si sa. Era talmente urgente che gli abbattimenti però iniziano solo 5 mesi dopo, il 25 maggio 2020. Sul cantiere non c’era alcuna cartellonistica, come invece sarebbe prescritto dalla normativa vigente e nemmeno alcun dottore agronomo a verificare la realizzazione di interventi volti a garantire la messa in sicurezza e la sopravvivenza delle essenza arboree (LINK). Peccato che i lavori era stati annunciati dal ricco Assessore al "Verde", Alessandro Ieva, il 10 settembre 2019 con la promessa che sarebbero iniziati entro lo stesso anno per un importo di oltre 1MLN di euro. Tralasciamo di parlare dello scandalo dei "lavori di asfalto" (termine mai più consono) sul viale, concentriamoci invece su un fatto davvero disdicevole. Non solo i pini vengono abbattutti 5 mesi dopo la dichiarazione di emergenza per la pubblica e privata incolumità, ma dopo l'istanza di accesso civico generalizzato di LabUr - Laboratorio di Urbanistica del 3 dicembre, scopriamo che l'Amministrazione non ha fatto niente per salvaguardare le alberature inquadrate in classe C e in C-D dal Dott. For. Rocco Sgerzi a cui era stata commissionata la relazione. L'agronomo aveva infatti descritto una situazione tragica chiedendo di intervenire su tutte le piante (dunque, non solo le 37 da abbattere) perché c'era anche il problema del Blastofago del Pino e di altre patologie come la Toumeyella Parvicornis (Cockerell), nota volgarmente come “cocciniglia tartaruga” che sta facendo una strage. Dunque, doveva essere effettuato un taglio urgente e portato avanti un protocollo fitosanitario che non c'è stato causando di fatto il passaggio delle piante classificate C-D a D (cioè da abbattere con urgenza perché a rischio estremo per un totale di n. 77) e le C in C-D (da abbattere a breve perché a rischio elevato per un totale di n. 405 Pini). Peccato che l'appalto prevedesse "trattamento antiparassitario, a partire da trattamento antiparassitario liquido, eseguito con mezzi meccanici atomizzatori" a 700 euro ad albero, il trattamento delle chiome e estirpazione ceppaie e taglio delle radici dei pini. Ricordo che Viale di Castelporziano è sotto vincolo paesaggistico ex legge 1497/39. Nel PTPR adottato dalla Regione Lazio e in particolare nella Tavola C (Beni dei Patrimoni Naturale e Culturale) è segnata come parte del 'sistema insediativo storico - viabilità e infrastrutture storiche (art.60, c.2, L.R. 38/99, "Definizione degli insediamenti urbani storici aggregati o centri storici e degli insediamenti storici puntuali). C1-1: Zona che comprende le aree situate tra la tenuta di Castel Porziano e la via di Castel Porziano e, in continuità, la zona che si stende in adiacenza alle pinete di Castel Fusano e di Ostia, a monte di queste, come individuate dalle Tavv. E3 . In tale zone sono vietati tagli delle alberature di alto fusto. Quindi, abbattono alberature, soprattutto Pini, dicono che li ripiantumano, ma così non è. E davanti alla richiesta di fare il resoconto degli abbattimenti e delle ripiantumazioni, semplicemente non rispondono. Perché loro sono gli unici in tutta Roma che non rendicontano nulla. Lo vedremo nell'Ep. 4 a breve. 


MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (EP. 2)

 

Abbiamo visto, nell'Ep.1 (LINK), che il Municipio X ha "investito" 6 MLN di euro nel 2020 nel Verde. Ce lo dice la relazione annuale dell'Agenzia Roma, nata per controllare la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale e garantire una informazione tempestiva e documentata sulle condizioni di svolgimento degli stessi. Proprio come il ricco Assessore al Verde, Alessandro Ieva, detto Esorciccio Esorcieva. Racconterò cosa vuol dire esattamente nelle prossime puntate, perché in realtà nel Verde rientrano tanti altri soldi che non sono conteggiate nel Verde, ma nei LL.PP. L'ottimo Esorciccio ogni giorno ci regala su fb quadretti e selfie ineggianti i suoi grandi successi bucolici mentre osserva in estasi la piantumazione di nuovi alberi. E uno pensa: 'che bravo, ama la natura, finalmente qualcuno che pianta nuovi alberi'. Ecco, no. Lo riscrivo, abbattono gli alberi, non si sa quanti, la legge li obbliga a ripiantarli con prescrizioni precise, fanno una gara l'anno successivo per sostituirli ma non c'è alcuna trasparenza sul dove, come, quanti. Quindi non si capisce quale "eredità verde" voglia "donare agli abitanti", che poi mica ce la regala, paghiamo. Vabbé, il Verde si sa, ce lo ha insegnato Mafia Capitale, è un capitolo di spesa ben poco al verde e ben poco trasparente. Comunque, torniamo a noi: sempre il 2 febbraio 2020 la Giunta della Casalinga di Voghera Beach che amministra il Municipio X sotto le stelle, ci aggiorna sulle sue direttive (la n. 36): dopo Via dei Misenati si inventa "il Bosco (!!!) delle Mimose". Almeno 2.000mq di estensione, con una larghezza media minima di 20m di terreno coperto da essenze arboree e arbustive, dovrà averli per essere definita bosco. Ma Esorciccio è preciso e ci dice che nel bosco si deve piantare la specie arborea Acacia baileyana (volgarmente chiamata mimosa) di altezza 2/3m, che ha a disposizione 4.722.360 euro, che l'area è di 33.000 mq e che sarà realizzato il bosco e i camminamenti a basso impatto ambientale con installazione di panchine e pannelli con le informazioni relative alle caratteristiche degli alberi per "la ricorrenza de La Giornata internazionale dei diritti della donna". Quante mimose nel bosco? Non si sa. Quello che si sa sicuramente è che "il bosco di mimose" sarà realizzato nell'area compresa tra Via Francesco Menzio, Via Gigi Chessa e Via Antonio Calderara, cioè dove c'è Villa Fralana.
Ecco in foto il "bosco" alla data del 22 gennaio 2021, cioè un anno dopo gli annunci.
Esorciccio, le Washingtonie dove sono? Nel suo giardino di casa? E con le mimose cosa ne ha fatto? Legna da camino?

(Segue Ep. 3)

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

MUNICIPIO X, LO STATO DELL'ARTE AL VERDE (EP. 1)

 

LO STATO DELL'ARTE AL VERDE - Ep. 1

L'Agenzia Roma - ACoS Roma Capitale monitora ogni anno tutti i servizi. Ha già anticipato parte della relazione che presenterà a Febbraio 2021. Verde pubblico Municipio X n.p. perché il decentramento da parte del ricco Assessore al "verde", Alessandro Ieva (detto Esorciccio Esorcieva) viene scambiato per 'faccio come mi pare e non rendiconto a nessuno'. Quello che si sa dalla relazione è che il X municipio, proprio per la gestione in esclusiva delle aree verdi urbane presenti nel suo territorio, ha investito da solo oltre 6MLN di euro (!!!). Per capirci, il IV municipio è l’unico che supera il milione di euro impiegati. Viene però segnalata l’aggiudicazione della gara per la piantumazione di nuove alberature nel X municipio, pubblicata l'11 novembre 2020 (ma ne parlerò nelle prossime puntate) relativamente alla piantumazione di nuove essenze arboree volte a compensare gli abbattimenti avvenuti nell'anno 2019. Quanti e quali abbattimenti non si sa. Ovvio, Esorciccio fa come gli pare. Andiamo avanti. L'unico 'aggiornamento' è datato 24/2/2020 in cui si parla di Direttive di Giunta della grande famiglia della Casalinga di Voghera Beach del 21 febbraio 2020. In una di queste scrivono: le piante di Via dei Misenati ad Ostia sono talmente ammalate che bisogna "rimuoverle tutte e procedere all'acquisto e piantumazione di 25 Washingtonie (o palme della California) di medio-alto fusto, complete di tubo drenante e terra idonea e fertilizzata, sostituendo tutte le alberature presenti con la stessa essenza". Bene. Nei commenti vi faccio vedere la situazione a ieri, 22 gennaio 2021.
Chiedo: Dove sono finite caro Assessore Esorciccio Esorcieva? Nel giardino di casa sua?

- Segue Ep. 2-

mercoledì 13 gennaio 2021

ABUSO DI POTERE E FALSO IN ATTO PUBBLICO SULLA PISTA CICLABILE (TRANSITORIA) DI OSTIA

Un pasticcio amministrativo mai visto. La pista ciclabile ("transitoria") finisce sul tavolo del MIT - Ministero delle Infrastrutture e Trasporti grazie al ricorso gerarchico di LabUr-Laboratorio di Urbanistica che decreta l'annullamento della Delibera di Giunta del Municipio X del 5 agosto 2020. Quasi 20mila euro di stipendi mensili alla Giunta, oltre 115mila euro l'anno ad un Direttore che avvalla un atto illegittimo, compiendo un abuso di potere e falso in atto pubblico e causando un danno erariale.

La delibera n.25 della Giunta del Municipio Roma X del 5 Agosto 2020 concerneva l'approvazione dell'elaborato grafico in variante del Piano Strategico di gestione balneare 2020 ad Ostia. Un piano presentato a Maggio 2020 in pompa magna in Campidoglio alla presenza della Sindaca Virginia Raggi. Di quel Piano Stra-traggico, che potete ammirare nel video, è rimasta solo una pista ciclabile definita "transitoria", che giuridicamente non esiste. Talmente "transitoria" da essere ancora lì dopo 5 mesi.

Il MIT, con decreto n.598 del 28.12.2020 a firma del sottosegretario del M5S, Roberto Traversi, lo scrive a chiare lettere: "La Direzione Generale per la Sicurezza Stradale ha richiesto a Roma Capitale le necessarie controdeduzioni rimaste senza riscontro" sia il 2 settembre sia il 9 ottobre. Forse erano impegnati a spendere i quasi 20mila euro di stipendio mensile per rifarsi il guardaroba per i selfie sulla pista ciclabile "transitoria". Sempre il MIT scrive che "il Municipio X di Roma Capitale ha disciplinato" proprio con la Delibera di Giunta n.25, "la viabilità principale la cui regolamentazione rientra invece nelle attribuzioni proprie del Dipartimento della Mobilità e Trasporti di Roma Capitale". Tradotto, non potevano farlo e pertanto l'attuale disciplina del traffico che afferisce alla sicurezza di ciascuno di noi, è nulla e la Giunta del Municipio X ha "travalicato i limiti del proprio potere ... violando l'Art.7 nonché l'Art. 14 del Codice della Strada", cioè hanno fatto abuso di potere e falso in atto pubblico, cioè un reato penale, oltre a quello erariale. Un operato, dunque, strapagato e illegittimo.

E' incredibile dunque l'arrampicata sugli specchi del Movimento 5 Stelle locale, a partire dall'ex capogruppo del M5S, Paolo Ferrara, che esordisce con "un lungomare dove tutto è abusivo". Dopo 5 anni di amministrazione Raggi è un'ammissione di incapacità. L'unico abuso che hanno affrontato è stato quello di abbattere i chioschi sulle spiagge libere dopo la sentenza ANAC scaturita dall'esposto di quelli che lui definisce i "poco di buono", perché anche quando era all'opposizione con l'attuale Presidente del Municipio X, Giuliana Di Pillo, non aveva visto nulla. Non c'è alcun errore di interpretazione da parte del MIT, come si affanna a dichiarare l'amministrazione municipale e per altro ammettono che c'è stata una "comunicazione errata" perché "Roma Capitale non ha risposto", ma per loro è tutto normale.

Nel frattempo, giustamente, avendo il MIT decretato l'annullamento della Delibera di Giunta, LabUr-Laboratorio di Urbanistica ne chiede l'applicazione, diffidando Polizia locale, Campidoglio e Ministero affinché diano attuazione al decreto ministeriale n. 598 del 28 dicembre, cioè "l'annullamento in autotutela di ogni disciplina di traffico relativa alla suddetta pista ciclabile 'transitoria' " (LINK). L'Assessore alla Mobilità Pietro Calabrese, forse in un momento di confusione scrive: "“La ciclabile di Ostia è legittima e rimarrà dov’è. Abbiamo agito in completa trasparenza e nel rispetto delle regole. Per dipanare ogni dubbio chiariamo sin da subito che il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti non annulla il progetto della ciclabile approvato lo scorso maggio, ma un’altra delibera approvata il 5 agosto 2020 che va ad annullare la pedonalizzazione del lungomare. Gli effetti non incidono sulla legittimità della ciclabile”. Peccato che con Determinazione Dirigenziale n.1711 del 6 agosto 2020 l'ex direttore del Municipio Roma X, Nicola DE BERNARDINI, ha istituito la pista ciclabile in via transitoria in applicazione del mandato ricevuto con delibera di Giunta del Municipio Roma X n.25 del 5.08.2020, oggi annullata. 

Belli i tempi in cui sventolavano gli scontrini in aula Giulio Cesare contro Marino, poi assolto in Cassazione. 

 

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venerdì 18 dicembre 2020

OSTIA, M5S: IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE AMBIENTALI, DALL’ENTROTERRA A CASTELPORZIANO

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Falsi proclami. False promesse. Mistificazione dei fatti. Omertà su dubbie vicende del passato. Un fallimento totale che va dal rischio idrogeologico all'erosione, dall'abbandono delle aree verdi al taglio incontrollato degli alberi. Oggi, per ultima, si è aggiunta la questione Castelporziano: violata la convenzione?

Tutto a questo LINK

Alcune considerazioni.

Oggi è andata in scena l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione della classe politica che guida la maggioranza in questo Municipio, ma anche la Regione non scherza (LINK). Tralasciamo che di erosione ad Ostia se ne parla dal 1951, tralasciamo il fatto che il M5S convochi un consiglio straordinario sull’erosione come se fosse un fenomeno causato dalle mareggiate, tralasciamo anche l’uso disinvolto dell’espressione ripascimento come sinonimo di difesa costiera, tralasciamo che il pentastellati scoprono nel 2020 che ci sono le mareggiate e il vento forte (sul litorale romano per esempio, c’è stato vento a velocità record: 117 km/h novembre 2019, ma è un fenomeno che si ripete ogni anno con raffiche che in media sono di 80km/h, ma anche il 29-30 ottobre 2018 c'è stato vento forte e marggiata e così via), tralasciamo tutto questo e entriamo nel merito delle competenze di questa amministrazione municipale, che convoca un consiglio straordinario per parlare dell’erosione, un argomento molto tecnico adatto agli scienziati, ma non è in grado di fare il lavoro del manovale, cioè posare “due mattonelle”, scusate “passerelle”, preoccuparsi che sulla “spiaggia dei separati” un rumeno prenda la riconcorsa e si tuffi in acqua e venga ricoverato al Pronto Soccorso del Grassi dopo essersi ‘nfrociato sugli scogli perché non c’era nemmeno un cartello di pericolo, che spari la sabbia dalla zozza imboccatura del Porto di Roma sulla spiaggia “cotto” in piena stagione balneare lasciando il tubo insabbiato che alla prima mareggiata è spuntato tipo mostro di lockness, che al Canale dei Pescatori abbia lasciato la stessa situazione di quelli prima. 

Io mi auguro che il nuovo Direttore, Giacomo Guastella, abbia acquisito esperienza ‘marinaresca’ almeno sul lago di Albano, essendo lui di Velletri, perché sarebbe ora che questo Municipio mostrasse cosa sa fare per le cose di sua competenza sul Litorale. E’ da quando governano questo Municipio che si leggono i loro impegni.

18 febbraio 2019, presso la sede della Regione Lazio, audizione “Erosione costiera, audizione di soggetti istituzionali e associazioni in commissione” LINK). La Presidente Di Pillo ha detto testualmente “Da quando sono bambina mi ricordo che c’è sempre stato un problema di erosione costiera, con interventi più o meno risolutivi. In questo momento c’è un punto della costa dove siamo arrivati alla strada. Quindi oltre al pericolo che la strada non ci sia più c’è il pericolo che vada giù la strada”. Passano 9 mesi e dichiara (21 novembre 2019) “Urgente tutela della costa laziale e delle attività produttive. Partiranno a breve i primi interventi di RIPASCIMENTO STRUTTURALE del #litorale ricollocando le sabbie presenti alla foce del #canaledeipescatori sui tratti di spiaggia soggette ad erosione”. Il ripascimento strutturale è consistito nel prelevale con i camion 4 mila metri cubi di sabbia proveniente dalla foce del Canale dei Pescatori e accumulata per anni sull’argine alla destra del corso d’acqua, depositandola sul corridoio di costa maggiormente danneggiato dall’erosione liberando la foce del Canale dall’insabbiamento con benefici per il deflusso delle acque e della navigabilità”.

Senza parlare della draga per liberare e disostruire la foce del Canale. In quella occasione la Presidente ha anche aggiunto un “ripascimento morbido”, cioè l’aspirazione di circa 11 mila metri cubi di sabbia prelevata dai fondali depositata sulla costa e ‘sparata’ tra la rotonda e il Canale dei Pescatori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sempre in quell’occasione, qualche scienziato le ha passato una velina in cui ha dichiarato: «L’erosione va affrontata con studi scientifici ed in modo organico per tutta la costa laziale. L’esperienza maturata a Ostia dimostra che ogni intervento realizzato in strutture rigide senza una visione complessiva del problema, non fa altro che spostare il punto di erosione verso sud. A questo si associa il mancato apporto dei sedimenti provenienti del fiume Tevere trattenuti dagli sbarramenti a monte. Sollecitiamo da tempo la Regione per un intervento di consolidamento delle scogliere alla foce del fiume per l’incolumità pubblica degli abitanti dell’Idroscalo». Stiamo ancora aspettando il promesso “coordinamento per l’incolumità pubblica degli abitanti dell’Idroscalo da 2 anni. C’è forse qualche problema con gli alleati in Regione? 

Abbiamo speso milioni di euro di fondi pubblici in opere evidentemente assolutamente inutili e forse sarebbe ora di sapere quanti ne sono stati spesi in tutti questi anni perché abbiamo perso il conto. Di sicuro sappiamo che l’amministrazione Di Pillo ha speso 90 mila euro di finanziamento regionale per eseguire un ripascimento “ricostruttivo” (fa già ridere così) mediante ricollocazione delle sabbie depositate sopra l'argine in destra idraulica del Canale dei Pescatori di Ostia presso la spiaggia a levante con accesso dallo stabilimento balneare Nuova Pineta – Pinetina (LINK). 

Quello che invece non sappiamo è che fine ha fatto, o meglio, cosa ha prodotto il decantato protocollo d’intesa che la Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo ha firmato con l’Università degli Studi Roma Tre, finalizzata allo scambio di informazioni, dati e studi tecnico-economici relativi al territorio con particolare attenzione all'ambito della mobilità sostenibile (visto il fallimento della sedicente pista ciclabile transitoria sul Lungomare), del monitoraggio ambientale e marino e contrasto all’erosione e al dissesto idrogeologico. Era il 30 gennaio 2019 e questo annuncio fu fatto dalla Presidente in tandem con l’Assessore al Bilancio - Paola Zanichelli (30 gennaio 2019) (LINK)

Ma anche il capogruppo, dopo un solo anno, a seguito dell’ennesima mareggiata a novembre 2019, il 31 Gennaio 2020 ha tuonato la sua perla alla stampa parlando di “redazione del Piano della costa, inteso come strumento territoriale di Coordinamento dell’intero litorale laziale, in grado di monitorare e individuare le migliori soluzioni ambientalmente sostenibili per il contrasto all’erosione della linea di costa, da cui poi, far derivare studi di fattibilità e progetti specifici per ogni singolo tratto di litorale (LINK). Lo stesso decantato oggi.

Ecco, insomma l’ennesimo consiglio straordinario inutile dove il manovale dice allo scienziato (che ancora non ha trovato una soluzione), cosa deve fare.     

E ora due parole sull’incompetenza anche della Regione Lazio. 6 anni fa, lo abbiamo scritto su LabUr (LINK), la Regione Lazio ha stimato che occorrono 75mila mc all’anno di sabbia. Di questi 75 mila mc, si pensa di riutilizzare le quantità provenienti dal dragaggio del Porto di Roma (circa 15mila mc all’anno) e quelle del Canale dei Pescatori (circa 35mila mc all’anno). I criteri adottati per ‘fissare’ un ordinario intervento manutentivo e non uno straordinario intervento ricostitutivo per Ostia Levante, erano: considerare la linea storica di costa alla data del 1944 (non troppo discordante dall’attuale), aggiornare e approvare la Convenzione tra Regione e Comune stabilita nel 2000 in funzione dell’art.33 Legge Regionale 53 del 1998, stipulare delle Convenzioni tra Comune e Concessionari per affidare ai Concessionari gli oneri degli interventi, utilizzare sistemi avanzati per la gestione della manutenzione (Convenzioni con ARDIS, Concessioni di Servizi, ecc.). È stato definito in questi anni? Doveva essere fatto al fine di garantire ai Concessionari un’ampiezza “utile” proporzionata alle loro attività turistiche, in funzione dell’approvazione del PUA (Piano di utilizzo dell’Arenile, a che punto siamo?) e nello stesso tempo garantire una fascia di sicurezza per contrastare la tendenza erosiva e consentire il periodo di ricarica per l’apporto dei sedimenti. Secondo sempre la Regione Lazio, tutta Ostia avrebbe dunque bisogno di 100mila mc all’anno di sabbia da distribuire sui 10 km di arenile, vale a dire 10 metri cubi all’anno per ogni metro di fronte spiaggia, a un costo di 10 euro al metro cubo (100mila metri cubi, 1 milione di euro).

Ferme restando le competenze della Regione Lazio è da considerare che con Delibera di Assemblea Capitolina n.18 del 18-19 aprile 2011 (decentramento amministrativo) la gestione delle subdeleghe regionali del Demanio Marittimo (d.G.R. Lazio, n.1161 del 30 luglio 2001) è divenuta competenza dell’attuale Municipio X, che si definisce solo un semplice ‘operatore’ ma che in realtà, come ente amministrativo di maggiore prossimità al territorio, agisce come elemento di disturbo, evidentemente attraverso operazioni inutili visti i risultati, nelle decisioni finali da intraprendere. 

Insomma, negli ultimi 4 anni tra Municipio e Regione una manica di incompetenti.


martedì 13 ottobre 2020

DONATO MARIA PEZZUTO, PORTO DI OSTIA: ARCHIVIAZIONE DI QUERELA INTIMIDATORIA

Fine dell'ennesima querela intimidatoria nei miei confronti. In questo caso si tratta di un Amministratore Giudiziario del Tribunale di Roma di un bene sequestrato per bancarotta fraudolenta, il Porto di Roma, che per ben due volte prova a 'silenziarmi'. La prima volta costituendosi parte civile in un processo che mi ha vista assolta con formula piena dopo 7 lunghi anni (non indagata, caro Dott. Pezzuto, come Lei sa bene perché ha perso la causa). La seconda volta, non contento, denunciandomi personalmente. Nonostante sia un uomo dello Stato, che amministra un bene pubblico dato in concessione, ha utilizzato il suo ruolo per tentare di azzittire un "citizen-watchdog" che da anni si batte per la piena trasparenza e legalità degli atti amministrativi nella gestione dei beni pubblici, cioè un suo dovere, per cui viene, per altro, profumatamente pagato.
Invece di andare in giro a spargere venticelli calunniosi, come altri squallidi personaggi da baraccone mediatico - che chiamare politici o giornalisti o imprenditori è un'offesa alla categoria - anche nell'aula di un Tribunale, sarebbe meglio che impiegasse il suo tempo a chiarire a chi gli paga lo stipendio (cioè ai cittadini) quanto è emerso durante la puntata di Report e quanto dichiarato in questo post (LINK).
Spero vivamente per la collettività che si metta mano una volta per tutte alla gestione dei beni confiscati e sequestrati per evitare gestioni opache e criminali come nel caso Saguto.
Ne abbiamo le tasche piene di questa finta quanto sedicente antimafia e di finti eroi della legalità e della trasparenza un tanto al chilo nel giorno delle calende greche.

 

giovedì 17 settembre 2020

IDROSCALO DI OSTIA, LE MENZOGNE A 5 STELLE

 

Oggi durante il Consiglio Straordinario del X Municipio tenutosi in videoconferenza per timori di proteste, i residenti dell’Idroscalo di Ostia hanno affisso due striscioni davanti al Palazzo del Governatorato con la scritta “Potete costruire muri, ci troverete ad abbatterli” e “I neo fascisti siete voi”.
Smentiamo categoricamente quanto dichiarato dal ras del Municipio X, Paolo Ferrara: NESSUNO dei residenti dell’Idroscalo ha detto che questa amministrazione è l'unica speranza per l'Idroscalo. Anzi, tutti i rappresentanti delle associazioni e dei comitati di quartiere hanno criticato il progetto dell’Amministrazione per l’Idroscalo di Ostia.
Riteniamo davvero stupefacente anche il comunicato stampa della Presidente Giuliana Di Pillo, per altro non presente, pieno di falsità ed inesattezze e gravemente omissivo per quanto riguarda la pubblica e privata incolumità degli abitanti.
1) “La riqualificazione e l’edilizia sociale all’Idroscalo è realtà”.
Falso. Roma Capitale si è aggiudicata un bando regionale per accedere a fondi statali (Delibera CIPE n. 127/2017) per l’edilizia residenziale sociale, bando finito al centro di polemiche nel gennaio scorso per la mancata partecipazione da parte del Comune di Roma nei tempi previsti. Si tratta di una proposta di intervento di “riqualificazione ambientale e nuova edilizia residenziale sociale”. Tradotto: prima si sgomberano 329 famiglie, per un totale di 845 persone (più 300 animali), poi si ‘riqualifica’ l’area dove attualmente risiedono e infine, quando saranno pronti gli alloggi, cioè fra diversi anni, forse decenni, 126 famiglie saranno trasferite lì. E le restanti 203 famiglie? E le 35 famiglie già sgomberate nel 2010 ancora in attesa dell’assegnazione della casa e a cui non è stato rinnovato il buono casa, quando l’avranno l’alloggio? Senza la demolizione dell’Idroscalo di Ostia NON potranno essere erogati i soldi del CIPE, per cui deduciamo che i 5MLN e passa di cofinanziamento di Roma Capitale servano allo sgombero dell’Idroscalo, esattamente la stessa cifra che pagò Alemanno nel 2010 per demolire le case prospicenti il mare. Non c’era NESSUNO a rappresentare l’Assessore Valentina Vivarelli per le Politiche Sociali e Abitative nel Consiglio Straordinario, NESSUNO che sia stato in grado di dire che fine faranno centinaia di famiglie! Ricominciamo con il film dei Residence?
2) Il “progetto”, che è una PROPOSTA, di cui parla la Signora Di Pillo è lo stesso IDENTICO vecchio progetto di Alemanno. Gli stessi affari rimodulati per farli digerire ai residenti dell’Idroscalo. Le due aree in cui dovrebbero venire, chissà quando, 126 alloggi, sono le stesse che furono individuate dall’ex Assessore all’Urbanistica Marco Corsini nel famigerato Waterfront di Alemanno, con la differenza che almeno Corsini si era degnato di includere il processo partecipativo. Non solo. Incredibile, ma vero: l’Area 2 in Via Acqua Rossa è in zona R4, cioè a massimo rischio idrogeologico (dove dovrebbero venire i 126 alloggi). Poi ci sarebbe una seconda area, nel Piano di Zona B55, a Lido Nord, che sembrerebbe non a rischio esondazione, peccato che sia proprietà dell’ATER, DUNQUE DELLA REGIONE E NON DEL COMUNE DI ROMA. Per altro, a nostro avviso, non ha gli standard urbanistici in esubero da poter consentire nuove edificazioni. Vedremo quale sarà la supercazzola tecnica che si sono inventati per giustificare l’operazione. Perché una cosa è certa: l’ABT, Autorità di Bacino del Fiume Tevere, ha chiaramente ribadito anche oggi che l’area è tutta a rischio R4 mancando l’argine.
3) L’unica preoccupazione di questa Amministrazione pentestallata è il parco con le paperelle alla foce del Tevere. Nonostante spetti loro la privata e pubblica incolumità, sono riusciti a cassare il documento presentato da Monicapiccaofficial, capogruppo Lega Municipio X, concordato con tutta l’opposizione e i residenti, in cui si chiedeva conto degli impegni presi dal Municipio X nel tavolo tecnico del 10 gennaio scorso (in cui è stata vietata la presenza dei consiglieri) e di cui, INCREDIBILMENTE, non esiste ancora il verbale, ma esistono le registrazioni audio.
Fra pochi mesi inizieranno il maltempo e le mareggiate. La Signora Di Pillo, con il suo Direttore apicale, il suo Vice Presidente e il capo della Protezione Civile di Roma Capitale, si erano presi l’impegno URGENTE di mettere in sicurezza Via dell'Idroscalo, unica via di fuga in caso di esondazione del fiume o mareggiate. Sono passati 9 mesi e non sono riusciti a partorire nulla, in compenso i soldi che hanno utilizzato anche per la pista ciclabile “transitoria” sul Lungomare sono stati distolti dal fondo per la manutenzione delle strade, compresa Via dell'Idroscalo. Sempre per motivi di sicurezza, cioè per privata e pubblica incolumità, dovevano realizzare le palancole a fiume, previste nell’ordinanza sindacale del 2010. Dovevano coordinare i lavori della scogliera a mare previsti per luglio. Siamo a settembre e non c’è notizia all’orizzonte. Infine, doveva essere rivisto il piano di evacuazione in funzione di un nuovo censimento che è avvenuto il 12 febbraio 2020. Ricordiamo che è in capo al Municipio X di Roma Capitale il piano speditivo e che l’unica via di fuga è via dell’Idroscalo. Le condizioni della strada, continuamente allagata, non permettono agli autobus di caricare le persone in caso di emergenza, a maggior ragione ora che c’è una emergenza sanitaria.
Tutto questo è gravissimo ed è l’ennesima dimostrazione di come questa Amministrazione si riempia la bocca di propaganda cinica e di bassa lega, quando scrive, come oggi “grande successo. Le case servono per mettere in sicurezza le persone”.

mercoledì 16 settembre 2020

OSTIA, BANDO EX-UFFICIO TECNICO: GRAVI IRREGOLARITA’

 

Ne ho parlato il 21 Luglio scorso (LINK).
Dopo aver fatto il sopralluogo tecnico il 23 luglio ecco cosa è accaduto.

Per conto di Mare in Vista che ha partecipato alla manifestazioni di intenti e ricevuto invito al Bando, abbiamo presentato ieri, entro le ore 12 (scadenza del bando) una istanza di annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione e richiesta di riformulazione del bando per gravi irregolarità.

Il 21 marzo 2019, la Giunta del Municipio X, a guida M5S, ha deliberato la concessione e valorizzazione dell'ex Ufficio Tecnico sito sul Lungomare Paolo Toscanelli. E’ seguito il 19 aprile un avviso pubblico di manifestazione di interesse per selezionare un soggetto che fosse titolare del riuso e della valorizzazione dell'immobile a fini sociali, educativi, culturali, ambientali e sportivi gratuiti per la cittadinanza, sulla base di una concessione di 12 anni. Hanno risposto poche realtà e ben due, compresa Mare in Vista, hanno chiesto istanza di annullamento.
Il sopralluogo obbligatorio per visionare l’unità immobiliare, avvenuto per Mare in Vista il giorno 23 Luglio 2020, ha evidenziato che l’immobile non solo versa in situazione di grave degrado ed è inagibile, ma è anche occupato da un numero imprecisato di famiglie, che vivono lì stabilmente in condizioni igienico sanitarie pessime. Poiché lo stabile non è fornito di corrente elettrica, l’edificio viene illuminato dagli occupanti con candele e bombole a gas atte alle cottura dei cibi e al riscaldamento, con grave pericolo per la privata e pubblica incolumità. Ad aggravare la situazione di pericolo, la presenza in tutte le stanze, compresi i corridoi, di un numero impressionante di cataste contenenti faldoni e documenti cartacei della Direzione Tecnica del Municipio X, oltre beni mobili di proprietà del Municipio Roma X. L’immobile dunque non risulta libero da cose e persone, per cui il bando disattende di fatto la delibera Capitolina N°140 del 2015.
Per altro, i criteri di aggiudicazione sono altamente discrezionali tanto da far apparire, come già aveva evidenziato la stampa nel 2019, di fatto il bando come un c.d. “bando fotografico”, contrario ad ogni principio di imparzialità, parità di trattamento, proporzionalità, trasparenza, non discriminazione e condizioni di effettiva concorrenza.
Inoltre, la stima redatta per il calcolo del canone risulta fortemente viziata da diversi errori gravi e il bando non è congruente con la Deliberazione della Giunta municipale e da nessuna parte appare in modo chiaro che la ristrutturazione è a carico dell'aggiudicatario, nemmeno nell'importo della fideiussione richiesta a garanzia dell'impegno di investimento nei confronti del municipio.
Infine, riteniamo anche molto grave che l’Amministrazione Municipale e Capitolina non abbiano MAI risposto alle nostra PEC di richieste di informazioni, compreso l’atto di provenienza dell’immobile e l’originale titolo edilizio, impedendo di fatto la produzione della documentazione tecnica come richiesto dal bando. Come se non bastasse questa mattina, come riportato dal bando, alle ore 10 si sarebbe dovuta tenere la Commissione di Valutazione, Istruttoria e Assegnazione in seduta pubblica per la verifica dei requisiti di partecipazione. Ebbene, abbiamo scoperto con stupore che nessuno sapeva niente e il Direttore apicale, l’Arch. Nicola De Bernardini, interpellato dalla segreteria telefonicamente, ha fatto riferire verbalmente che non aveva ancora formato la commissione e che saremmo stati riconvocati per il 22 pv.
Dunque nessun avviso e/o comunicazione ufficiale e regolare è giunta a Mare in Vista, come previsto per legge.
Poiché era presente solo Mare in Vista e l’Associazione Ostia Antica Viva, ci pare evidente quale sia il livello di attenzione con il quale è stato redatto il bando, un atto pubblico di un bene pubblico così importante come l’ex Ufficio Tecnico del Municipio X.

Comunicato stampa Mare in Vista, Ostia 15 settembre 2020.
Per Mare in Vista, Stefano Salvemme