domenica 19 settembre 2010

PD XIII: mentre tu ti rimbocchi le maniche io mi rimbocco la coperta.

“Rimbocchiamoci le maniche”. E’ questo lo slogan scelto dal PD per la nuova campagna di comunicazione. Il PD si pone “come il vero schieramento del fare, concretamente, seriamente, responsabilmente e umilmente, tutto ciò che necessario per vivere giorni migliori”

Forse non tutti sanno che l’espressione “rimbocchiamoci le maniche” è la traduzione italiana dal dialetto neretino che letteralmente significa piegare le maniche attorno al braccio rafforzandole con pieghe multiple, e che metaforicamente significa darsi da fare perché la manica costituisce un impaccio, perciò va ridimensionata.

E’ decisamente un’espressione evocativa forte perché prelude nell’immaginario anche al venire alle mani. In effetti l’istinto ci sarebbe quando si legge sul sito del PD XIII che, mentre in altri Municipi di Roma si volantina da giorni davanti alle scuole e nei mercati sui grandi e gravi problemi che attanagliano i cittadini, nel XIII Municipio non si volantina affatto (malgrado la riapertura scolastica sia una delle più brutte dal dopoguerra e il XIII sia il secondo municipio più giovane di Roma con fortissimo deficit di aule), ma si organizza un seminario di formazione sulla comunicazione dal titolo “Comunicare la politica”.

Interessantemente inutile o inutilmente interessante, a seconda del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Mentre qualcuno si “rimbocca le maniche”, qualcun altro parla del sesso degli angeli. In effetti, se prima dormivano a casa, ora dormono ai seminari. Mentre studiano come comunicare, qualcuno può dirgli cosa comunicare ?

Certo però che l’espressione “schieramento del fare” non è proprio una grande idea comunicativa. Echeggia destrorsi pensieri. Ma il coordinatore del PD XIII, Giuliano Droghei, ha le idee chiare: “Il ‘non fare’ a volte può danneggiare più del “fare male”. Amen.

sabato 4 settembre 2010

Comunità Foce del Tevere e CdQ Fiumara Grande insieme per raccontare la loro storia e non dimenticare


La Comunità Foce del Tevere e Cdq Fiumara Grande, hanno organizzato il primo evento per ricordare a tutti chi sono e soprattutto per non dimenticare quanti oggi vivono nei residence dopo la demolizione delle loro case ad opera del Sindaco Alemanno. Un pomeriggio di narrazione tra foto,storie e musica per parlare e far conoscere queste due comunità.
Le mie foto durante i preparativi.

venerdì 3 settembre 2010

L'ennesima vampa d'agosto su Roma Capitale

Questa amministrazione viaggia nel caos più assoluto, mostrando tutta la sua incapacità. Il 7 maggio 2009 Berlusconi ed Alemanno hanno presentato la bozza dell’ordinamento di Roma Capitale all’interno della Carta delle Autonomie locali, un colpo al cerchio della Lega e uno alla botte di AN, finito in un bel spezzatino politico. Il 20 Luglio 2010 il Comune di Roma all’unanimità ha presentato la proposta che modifica la bozza del primo decreto attuativo per la riforma dello status del Comune nell’ottica di ridurre i costi della politica: meno consiglieri, meno assessori, meno municipi. Secondo il testo governativo i Municipi infatti dovevano passare da 19 a 12, ma il Comune di Roma ha proposto che “il numero, comunque inferiore a quello attuale, viene individuato dallo statuto di Roma Capitale in modo da garantire l’efficace ed efficiente espletamento delle funzioni di loro competenza, nonché una conseguente riduzione dei costi”. Ora, il buon funzionamento della pubblica amministrazione non è un obiettivo bipartisan, ma è strettamente correlato all’impostazione politica complessiva di chi governa. Come un problema di “finanza” si sposi con l’urbanistica rimane però un mistero.

Gli accorpamenti proposti modificano di fatto i cardini del piano regolatore, a partire ad esempio dalle Centralità, che andrebbero ricalibrate, ma soprattutto salta il concetto di 'periferia' che Alemanno, con i suoi architetti compiacenti, vuole demolire, delocalizzare, densificare, verticalizzare … ma anche no. Alcuni Municipi oggi sono 'periferia', ma se uniti ad altri interni alla cinta del GRA non manterrebbero più la stessa vocazione urbanistica, a meno di creare un secondo livello all’interno del medesimo Municipio. Per fare un esempio concreto il Municipio XIII, che ad oggi non riesce nemmeno a ricucire urbanisticamente Ostia con il suo entroterra, avrebbe dei nuovi e più ampi confini sulla base di un progetto turistico, quello del Secondo Polo, cioè un’”unità di misura” che non si applicherebbe però per tutti i Municipi. Con lo stesso principio allora non si capisce a questo punto perché non creare un solo "Municipio del Fiume" lungo tutta l’asse del Tevere da Castel Giubileo ad Ostia per coerenza e vocazione turistica, con grandi risparmi di costi. Rimane dunque un mistero come si sposino esigenze funzionali, amministrative e urbanistiche tra di loro. In tutti i workshop (presunti) urbanistici che questa amministrazione ha svolto in questi due anni e mezzo non si è mai parlato del ridisegno della città secondo questa 'innovazione'. Più che amministratori sembrano imbanditori di tavole d’affari o sarebbe meglio dire un modo per rimanere in sella altri 5 anni dopo la scadenza. Più che amministratori sembrano dei contabili creativi. La città è un luogo della vita umana, non una partita doppia.

giovedì 2 settembre 2010

XIII Municipio: le lacrime di Vizzani e l'accorpamento con l'EUR: è ora di Ostia Comune.

Dal passato e falso decentramento al futuro e assurdo accorpamento dei Municipi, intercorre solo il presente stato di confusione amministrativa del Comune di Roma. Basta leggere le dichiarazioni del vice sindaco Cutrufo: "Eur e Ostia, l'uno incardinato nel XII municipio, l'altro nel XIII, con territori del XVIII e del XV, formeranno non un municipio ma il Secondo Polo Turistico". Peccato che non più di 4 mesi fa, durante l'ennesimo inutile convegno presso l'Università Luiss, lo stesso Cutrufo implorava il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a concedere a Roma maggiori poteri proprio per accorpare i Municipi. Certo è che se l'offerta turistica è il principale obiettivo di questa sgangherata amministrazione Alemanno, siamo messi male. Dove sono finite le promesse elettorali per rendere il XIII Municipio più autonomo verso Roma ? Al contrario, sempre più si sta evidenziando l'inutilità e l'incapacità del parlamentino ostiense e l'arroganza dei poteri romani, che vedono il XIII Municipio solo come un lungomare dove portare alberghi, casinò e nuovi porti turistici. Mandiamo via questa casta politica locale e rifondiamo il Municipio nell'ottica di Ostia Comune. I poteri romani (non solo politici) neppure sono riusciti a far decollare lo scempio del Polo Natatorio o a terminare l'ignobile deportazione della gente dell'Idroscalo per liberare un'area destinata a speculazioni edilizie. Ricordiamo che la giunta di Alemanno il 24 Novembre 2009, nel 'decentramento-day', spese circa 217 mila euro per imbandierare Ostia, rifare alla menopeggio strade e giardini dove passava Alemanno, pubblicare opuscoli e attaccare manifesti, pagare centinaia di uomini delle forze dell'ordine nonchè organizzare la maxi cena al ristorante Bajniero (1000 persone), vicino al Park Hotel su Via dei Romagnoli dove nel pomeriggio tutti gli imprenditori che avevano pagato la campagna elettorale di Alemanno e Vizzani si erano riuniti a centinaia per ascoltare le solite baggianate sullo sviluppo economico del litorale romano. I cittadini ? Pochi curiosi erano accorsi sotto il Municipio per vedere dai maxi schermi predisposti sulla piazza (perchè non ammessi in aula), lo 'storico' momento pagliaccesco della consegna dei nuovi poteri al XIII Municipio, condito dall'imbarazzante pianto dirotto del presidente Giacomo Vizzani che parlò nell'occasione di "svolta epocale". A questo punto, visto che è passato quasi un anno e le carte in tavola sono di nuovo cambiate, la "svolta epocale" non sarà nè il decentramento nè l'accorpamento, ma il convincimento che Vizzani, Alemanno e compagnia bella hanno finito di raccontarci bugie.

mercoledì 1 settembre 2010

sabato 21 agosto 2010

Mondiali di Nuoto, Corbucci-De Jesus (Pd): "pericoloso l'utilizzo del Polo Natatorio in assenza di collaudo e assicurazione"

"Dopo le fandonie che campeggiano sui manifesti affissi abusivamente dal Sindaco Alemanno sui presunti 'impegni mantenuti', ancora non abbiamo visto quello sui tre impianti pubblici sorti per i Mondiali di Nuoto Roma '09"" affermano Riccardo Corbucci e Paula De Jesus del Pd.

"I cittadini attendono dopo un anno dalla fine dei Mondiali l'apertura al pubblico così come promesso dal Sindaco durante le finte inaugurazioni del 2009. Non è bastato l'abuso da parte della Protezione Civile dello strumento delle deroghe per i Grandi Eventi per avere tre impianti non terminati, chiusi al pubblico e costati complessivamente il doppio di quanto preventivato. Si è aggiunta anche la beffa per i cittadini romani: mentre Alemanno taglia servizi essenziali per la cittadinanza, al contempo stanzia milioni di euro a copertura di ulteriori spese per gli impianti natatori pubblici. Perché non ci pensa il Governo a saldare il conto visto che è stata la Presidenza del Consiglio a dichiarare Roma 2009 un'emergenza?" – continua Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio dove è sorto l'impianto abusivo del Salaria Sport Village.

"E' davvero incredibile come il primo cittadino, a capo della Protezione Civile di Roma, la utilizzi come un gendarme per fare sgomberi spesso illegittimi come all'Idroscalo di Ostia con la scusa dell'incolumità pubblica, non preoccupandosi invece del fatto, ad esempio, che all'interno del Polo Natatorio di Ostia di proprietà comunale e ancora non collaudato, si tengano gare in presenza di pubblico senza alcun controllo da parte della concessionario FIN. Saremmo curiosi di sapere se esiste un'assicurazione a tutela del pubblico" spiega Paula De Jesus, fra i primi a denunciare gli abusi dei Mondiali di Nuoto e l'aumento dei costi degli impianti pubblici.

"Se lo stesso Castellucci, responsabile dell'impianto di Ostia, è costretto ad ammettere che non ha il permesso per fare entrare più di 200 persone, senza riuscire però a controllarne il numero effettivo, perché Alemanno nel luglio 2009 ha invece permesso che si svolgesse la serata inaugurale con 1.000 invitati, affidandone l'organizzazione al progettista Renato Papagni? Se i mondiali di nuoto sono stati il banco di prova per testare l'incapacità dell'attuale amministrazione, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere per le Olimpiadi 2020" concludono Corbucci e De Jesus.



mercoledì 4 agosto 2010

Il mare di Ostia è inquinato ? De Jesus: "Valori sopra i limiti di Legge".

"Sosteniamo l'iniziativa del Consigliere Regionale, Claudio Bucci (IDV) per fare chiarezza sulla non applicazione del divieto di balneazione alla foce del Canale dello Stagno (o dei Pescatori), ad Ostia" dichiara Paula de Jesus, urbanista di LabUr - "Era il 30 Novembre 2009 quando presentammo un esposto alla Procura di Roma denunciando che si erano superati di ben 10 volte i valori dei coliformi e degli streptococchi fecali proprio alla foce del canale, dove è previsto uno dei punti di prelievo per stabilire la balneazione delle acque marine di Ostia (nr.416)". L'Arpalazio ha infatti classificato la foce del Canale dello Stagno, in termini di inquinamento di tipo civile e agricolo, di qualità 'scadente', utilizzando come indicatore il Livello di Inquinamento Macrodescrittori (LIM). Addirittura, fino a pochi anni fa la foce era l'unico punto del litorale vietato alla balneazione. Ciò confermava quanto già esistente dal 1971, quando un'ordinanza del Sindaco di Roma, n.48435, 16/07/1971, imponeva il divieto di balneazione allo sbocco a mare del Canale dello Stagno per una estensione di mt. 200 a destra a e a sinistra dello sbocco stesso. Il cartello con la scritta ‘Divieto di Balneazione’ ancora è presente sul lungomare ma le distanze sono scomparse. "Anche quest'anno, il 4 aprile, il 22 maggio e il 26 giugno, i valori sono andati ben oltre i limiti consentiti per Legge (dati resi pubblici dall'Arpalazio). Nessuno interviene, neppure Alemanno, che dovrebbe tutelare la salute dei romani. Ad Ostia si discute solo virtualmente del libero accesso alla spiaggia e della riqualificazione del lungomare, trascurando completamente la risorsa primaria, cioè la salute del mare", conclude Paula de Jesus. LabUr presenterà nei prossimi giorni un dossier sull'argomento che verrà reso pubblico su internet.