giovedì 1 luglio 2010

mercoledì 30 giugno 2010

La schizofrenia di Alemanno sull'Idroscalo di Ostia.

Le bugie del Comune di Roma sono ormai quotidiane. L'ultima: "Tutto l'Idroscalo passerà dal demanio dello Stato al Comune di Roma che, attraverso il Municipio XIII, è già pronto a valorizzare l’area in senso naturalistico". In realtà nella partita del federalismo demaniale c'è solo l'area che da Tor San Michele arriva fino ai cantieri navali e se ne parlerà, se tutto va bene, tra 6 anni." – dichiara Paula de Jesus, urbanista ed esponente del PD – “Nella delibera nr.100 della Giunta Comunale dell'8 Aprile 2009, si è approvato il Protocollo d'Intesa tra l'Agenzia del Demanio e il Comune di Roma finalizzato ad un processo di razionalizzazione, ottimizzazione e valorizzazione del rispettivo patrimonio. In quella seduta veniva solo individuata ed inclusa la "porzione di area e fabbricati censiti a patrimonio dello Stato con scheda RMB0886 denominata Aeroscalo di Ostia, sita in Ostia (RM) alla via degli Atlantici". Le stesse indicazioni si ricavano anche dall'elenco in possesso dell'ANSA. Sono i beni censiti dal nr.7929 al nr.8059 ('Elenco beni patrimonio disponibile 23A1", pagg. 111 e 112), relativi appunto alla scheda RMB0886, cespite RM2293 di valore d'inventario pari a 6.691.335,3 euro”.

“La lista comprende più di 150 beni classificati come fabbricati.” – prosegue la de Jesus - “Quindi quelle che l’Ass. all’Urbanistica Marco Corsini ha definito 'baracche' sono diventate magicamente fabbricati e incluse nel patrimonio dello Stato ? Stesso discorso per il terreno, che è solo quello all'altezza del civico 259 di Via dell'Idroscalo. Da Via delle Piroghe in poi, non vi è traccia”.

“E’ incredibile la schizofrenia di cui è affetta questa amministrazione. Per mesi afferma che l’Idroscalo è passato al Comune, poi intimorisce i residenti e quando la verità viene a galla fa saltare gli incontri previsti con i cittadini. Senza parlare poi dell’imbarazzante Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, che tiene chiuso nell'armadio del suo ufficio il 'progetto' della parte finale dell'Idroscalo, quella abitata, attuabile solo con le demolizioni delle case.” – conclude Paula de Jesus “Non c’è limite al peggio. Da una parte gli ambientalisti come Alessandro Polinori, dei Verdi e responsabile della LIPU di Ostia, che definisce l'Idroscalo "un cancro"; dall'altra, i progetti di espansione dello stesso porto che sogna un campo da golf in quell’area. A concertare gli appetiti di diversa natura l'arroganza dell'amministrazione comunale. Per fortuna che il TAR ha chiarito, su nostro ricorso, che la finta ordinanza di protezione civile del 23 febbraio scorso, con cui Alemanno fece abbattere una trentina di case, è terminata. Nel frattempo LabUr (laboratorio di urbanistica) denuncerà alla Corte dei Conti l’amministrazione comunale e municipale per le spese sostenute dai cittadini romani per lo sgombero e le demolizioni e tutto quello che ne è seguito”.

domenica 27 giugno 2010

Deficiente: in psicologia e medicina, totalmente o parzialmente minorato sul piano intellettuale.

Criticare la comunicazione del PD è come sparare sulla Croce Rossa, ma a volte non si può resistere alla tentazione. Ieri sera, Festa de l’Unità (si badi bene, non dell’Unità) ad Ostia Antica. Tutto è come 15 anni fa: le stesse facce, gli stessi stand, per fortuna non le stesse salsicce.
Smarrimento, incredulità, stupore, imbarazzo dei (pochi) presenti alla lettura del programma: il 29 Giugno, festa di San Pietro e Paolo, dibattito dal titolo “Una opposizione alle amministrazioni di centrodestra è credibile ? E’ possibile ?”, intervengono Miccoli, Marroni, Droghei e Tassone. “Ma se si rispondono no, si suicidano ?”, si domanda la base scoppiando in una fragorosa risata.
Il disastro è compiuto. Il PD ammette senza vergogna di essere in preda ad un virus mortale. Un virus che prima annebbia la vista, poi dà manie di grandezza e infine spinge a comportamenti masochisti e tenacemente autolesionisti. Il suicidio è l’ultimo atto.
Che sia un virus è evidente: Bersani che va a Sanremo per rendere più popolare e meno seriosa la sua immagine. Letta che invita il partito a essere sexy. Ma il PD non riesce nemmeno ad essere serio.
“Solo l'amore può portare a tanto perverso autolesionismo. Solo l’amore consente di raggiungere queste vette di demenza inimmaginabili. Un amore di quelli adolescenziali, di quei amori non credibili e non possibili, di chi dice sono fidanzato ma lei/lui non lo sa.” dice con ironia un vecchio cattocomunista.
Mentre attendiamo l’esito della seduta pubblica di terapia di gruppo dei dirigenti di partito nel giorno dei Patroni della Capitale, noi della base una risposta ce l’abbiamo al loro dubbio amletico. Un partito che si fa queste domande non è né credibile, né possibile, figuriamoci una opposizione.

mercoledì 9 giugno 2010

Lo scandalo dell'Enalc Hotel di Ostia.

Un altro scandalo del XIII Municipio: L’Enalc Hotel. Ogni anno, in modo del tuo trasversale, la politica annuncia che tornerà a vivere. In questa magnifica struttura (costata solo ultimamente 60 milioni di euro) dove ha la sede la scuola di alta formazione nel settore alberghiero e della ristorazione, ha rappresentato per tanti anni il fiore all’occhiello
dell’accoglienza e della professionalità turistica di Ostia. Questo il collage delle foto da me scattate durante il saggio finale dell'anno accademico 2009-2010. I ragazzi, almeno loro, meritano un omaggio.

Idroscalo di Ostia: il TAR ci da ragione contro Alemanno

Questa mattina il TAR del Lazio ha dato ragione al nostro ricorso contro l'ordinanza del Sindaco di Roma del 23 Febbraio u.s. che aveva portato alla demolizione delle case presso l'Idroscalo di Ostia. La sentenza è andata oltre la nostra richiesta della sospensiva dell'atto stesso. Il Comune di Roma ha infatti depositato il 3 Giugno 2010 una propria memoria in cui afferma che l'intervento del 23 Febbraio si è concluso. E' un successo senza precedenti. Il Comune di Roma non potrà completare le demolizioni previste dall'ordinanza, come invece è stato più volte sostenuto da esponenti del Comune stesso dal 23 febbraio. Rimane in piedi solo l'ulteriore nostra richiesta di annullamento dell'ordinanza, su cui il TAR si esprimerà in merito in non meno di un anno. Nei prossimi giorni forniremo maggiori dettagli.

martedì 1 giugno 2010

giovedì 20 maggio 2010

Patrizia Prestipino e il "legittimo impedimento"

La c.d. questione morale è, anzitutto, difesa strenua e attaccamento ai valori della verità e della legalità. Dire bugie, quando si hanno responsabilità pubbliche, occultare verità o nascondersi dietro il proprio ruolo istituzionale, nel mediocre gioco dello scaricabarile, è una delle colpe e delle responsabilità moralmente più gravi e inaccettabili della politica italiana.
Nell’unica istituzione rimasta al centrosinistra nel Lazio, accade che un Assessore allo Sport e al Turismo della Provincia di Roma riesca a sbagliare tutto offrendo una pessima immagine di sé e dell’Istituzione che rappresenta, oltre che del partito al quale deve la sua carriera.
Nella ‘gelatinosa’ vicenda Balducci-Anemone che occupa quotidianamente la stampa, sono finiti anche gli appalti per i Mondiali di Nuoto Roma 09. Oltre allo scandalo dei circoli privati, si aggiungono quelli ancora più scandalosi degli impianti pubblici. La loro spesa è raddoppiata, portando l’ammontare, ad oggi, da 30 a 60 milioni di euro, soldi pubblici per impianti che, ad un anno di distanza, sono ancora chiusi e non terminati.
Mentre la Procura prosegue le sue indagini, l’Assessore Patrizia Prestipino inscena uno spettacolino deprecabile sul web con un Comitato di cittadini del XIII Municipio, che da oltre due anni porta avanti una battaglia di legalità e trasparenza sugli impianti pubblici e privati sorti per i Mondiali di Nuoto, a colpi di esposti e denunce e subendo minacce e ritorsioni. Il casus belli è stata la XIII edizione del Campionato italiano di nuoto in vasca corta riservato alle Polizie municipali, tenutosi al Polo natatorio di Ostia il 15 e 16 maggio. Con un fax indirizzato alla Provincia, il Comitato chiede all’Assessore di rinunciare alla sua presenza. La Prestipino, “colta in flagranza di reato da legittimo impedimento”, risponde piccata, non via fax come era dovuto, ma sulla pagina di Facebook riservata ai veri amici, dunque nemmeno su quella ufficiale.

Riporto la risposta dell’Assessore e quella del Comitato Civico 2013:

a) la sottoscritta è vicina da anni al gruppo sportivo della PM, importante realtà sportiva del territorio (lo scorso anno ho patrocinato i campionati di basket dentro città futura); b) che non è competenza di un assessore provinciale interferire sulla scelta di location di una associazione sportiva la cui piscina, che doveva essere la sede originale dei campionati non è peraltro agibile x motivi tecnici c) che l'associazione x svolgere le gare ha avuto il permesso del comune di roma d) ricordo x ultimo e non ultimo che trattasi di vigili urbani cioè organi preposti al controllo della legalità, anche in ambito urbanistico, e quindi funzionari perfettamente consapevoli e responsabili delle proprie scelte. Detto questo la mia motivazione piu sportiva, legata al grande affetto che ho x il nuoto e i suoi valori e al distinguo che si deve fare rispetto a scandali ed illeciti vari che pure hanno colpito questo meraviglioso sport, è ben chiara nelle parole da me espresse ieri in conferenza stampa e sotto riportate.
Chi vuole avanzare polemiche sterili su questo concentri le proprie energie su battaglie più proficue a favore della legalità, x le quali mi troverà sempre schierata in prima linea. Da amministratore e cittadina".


Il Comitato risponde nuovamente via fax:

a) il fatto di essere “da anni vicina al GS della Polizia Municipale di Roma” non Le impedisce di avere una Sua opinione sulle loro scelte;
b) la piscina Battistelli (interna al GS della Polizia Municipale, Lungotevere Dante, 311) è ad oggi perfettamente agibile e comunque la scelta di andare a gareggiare presso il Polo Natatorio di Ostia risale a Marzo 2010;
c) l’impianto di Ostia non è stato concesso dal Comune di Roma come Lei sostiene, ma dalla F.I.N. (può chiedere ad Alberto Scolari, consigliere nazionale ASPMI per il settore nuoto);
d) Angelo Moretti, attuale comandante del XIII Gruppo della P.M., fino al 29.01.2009 era comandante del IV Gruppo della P.M., competente sul centro sportivo del Salaria Sport Village (sequestrato per abusi ediliizi): è ancora così certa che i Vigili Urbani come “organi preposti al controllo della legalità, anche in ambito urbanistico” siano infallibili ?

Sul Polo Natatorio di Ostia (costato il doppio e ancora chiuso, progettato dall’Arch. Zampolini) c’è una ricca letteratura. Avrebbe dovuto leggerla: forse anche Lei avrebbe potuto partecipare alle NOSTRE battaglie “a favore della legalità”.



Come ha scritto un cittadino “che la manifestazione dei VV.UU. si sia svolta in una location senza le dovute ‘carte in regola’ è semplicemente ridicolo quando non scandaloso, così come la risposta dell'Assessore, al limite dell'indecenza. E’ come se il capo della polizia ed il comandante della guardia costiera andassero a cena da un clandestino mangiando datteri di mare e fumando sigari di contrabbando solo perché sono estimatori di quel cibo e di quei sigari”.
Eh sì, caro Assessore. Affermare, come ha fatto alle agenzie di stampa, che si deve partecipare perché “il nuoto non si può non amare” la dice lunga sulla degenerazione della politica e di quanto essa sia lontanissima dai cittadini. E’ una questione morale, quella di cui si riempiono la bocca i partiti, ma che è troppo spesso vuota di contenuto.
Un nuovo rapporto tra etica e politica è inderogabile. I valori di legalità, di trasparenza, di verità debbono essere primari. Poi si dovrebbero aggiungere anche un po’ di indignazione e di azione. Se nel PD non siamo in grado di promuovere una nuova ‘religione civile’, non usciremo mai dalla “gelatina marroncina” nella quale nuotano indistintamente tutti i partiti. Dobbiamo dire e dimostrare che una politica diversa è possibile. Le sue parole invece non lasciano alcuna speranza.

No al federalismo demaniale, senza demagogia o pressapochismi.

Ieri è stato approvato a maggioranza il parere sul primo decreto che trasferisce i beni demaniali dello stato agli enti locali: 17 sì (Pdl, Lega, Svp e Idv), 3 contrari (Udc/Api) e 10 astenuti del Pd. Oggi pomeriggio il cosiddetto “federalismo demaniale” sarà approvato anche dal consiglio dei ministri e si avvierà un gigantesco processo di trasferimento politico ed economico dal quale tornare indietro sarà molto difficile.
Molti i commenti, tra cui quello di Causi, che spiega, attraverso il suo blog, le ragioni dell’astensione del PD.
Personalmente da molti mesi porto avanti una battaglia contro il federalismo demaniale (marittimo e idrico) senza demagogia o pressapochismi. L’argomento è complesso e meriterebbe di essere trattato punto per punto, cosa che richiede tempo e spazio. Mi preme però far notare un punto fondamentale che è l’errore alla base di tutta l’operazione sul federalismo: Siccome lo Stato gestisce male il bene pubblico demaniale, lo aliena agli enti di prossimità, spezzettandolo e modificandone la destinazione urbanistica, derogando alla pianificazione, affinché venga finalmente valorizzato economicamente.

Vi prego di rileggere questa frase, più volte, perché il nodo e la gravità di quanto sta accadendo è tutta qui. Sinteticamente potrei cavarmela con una battuta: siccome la mia azienda è in perdita risolvo il problema VENDENDO l'azienda a chi l’ha amministrata male sino ad ora! In pratica siccome non sono stato in grado di “valorizzare economicamente” il bene pubblico lo vendo. Stiamo però parlando di beni demaniali che sono stati considerati sino a ieri costituzionalmente inalienabili e imprescrittibili perché, per la loro natura, soddisfano in modo diretto un bisogno pubblico nazionale, non regionale o localistico. E’ il caso del demanio marittimo (spiagge, porti, lido del mare, ecc.), di quello idrico, (fiumi, torrenti, laghi, ecc.). Sul demanio militare invece bisognerebbe fare un discorso a parte. L’abbiamo visto anche nell’ultima puntata di Report sulla questione delle spiagge: già oggi sono di fatto gestite dai privati in modo privatistico e non ‘rendono’ allo Stato per assenza di controllo.
Quindi, è come se lo Stato dicesse: siccome non sono in grado di controllare la mia cassaforte decido di vendere i miei beni, che sottolineo sono beni pubblici riconosciuti fondamentali!
Per cui, come giustamente commenta qualcuno, è pauroso il segnale politico e culturale che emerge da questa vicenda. La “valorizzazione economica” diventa l’obiettivo principe che cancella l’obiettivo della natura di quel bene.
Perché dunque il PD si accoda a questa visione neo-liberista del centrodestra disquisendo solo sulle modalità di dismissione e non sulla natura dei beni che andrebbe difesa proponendo un modello di gestione che preveda i controlli mai applicati ?
O ci aspettiamo, ad esempio, che Renato Papagni, Presidente dell’Assobalneari, una volta che le spiagge saranno date alla Polverini e ad Alemanno, venga redarguito perché non paga il canone ? Già oggi il Comune non esige da diversi balneari ciò che è dovuto, figuriamoci quando ne diventeranno proprietari, visto che rappresentano un bel pacchetto di voti ! E siccome le casse regionali e comunali sono vuote, cosa accadrà quando i balneari continueranno a non voler pagare gli aumenti della valorizzazione ? Cosa faranno la Polverini ed Alemanno? Invocheranno da papà Tremonti la calamità naturale per mancato pagamento o alzeranno le tasse ? Se i balneari fino ad oggi sono scesi in piazza, ricattando i partiti ogni volta che si è tentato di aumentare il canone irrisorio e di applicare le leggi europee, cosa accadrà dopo ? Le amministrazioni locali gli venderanno le spiagge per non sentirli più ? Forse che alcune categorie stanno spingendo l'operazione di "sdemanializzazione" solo perché così potranno chiedere estensioni delle concessioni trasformando defintivamente un bene demaniale in privato de facto? Forse che il PD si astiene proprio per questo motivo ?

Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma chiudo con quest’ultimo pensiero di Edoardo Salzano: a nessuno (o a troppi pochi) viene in mente che il “federalismo”, predicato e praticato per dividere ciò che è unito, è una contraddizione in termini, e che la rottura dello stato unitario è una negazione della storia, dal Risorgimento alla resistenza e alla Costituzione, giustificata solo in alcuni dal rapace egoismo dei più ricchi e dei più ciechi rispetto al futuro, in altri dalla rassegnazione all’impossibilità di migliorare lo stato quale oggi doroteismo, craxismo e berlusconismo lo hanno ridotto.

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Di oggi la notizia su Corsera:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_maggio_20/demanio-spiagge-affitto-fulloni-1703050012291.shtml