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giovedì 6 maggio 2010

De Jesus, LabUr: ombre pesantissime sui Mondiali di Nuoto Roma '09 anche ad Ostia

Commissione Europea: l’aggiudicazione del Polo Natatorio di Ostia non è mai stata pubblicata. "Incompatibile con le norme europee". E intanto il Polo da 26 milioni di euro rimane incompleto e chiuso.

L’interrogazione alla Commissione Europea dell’europarlamentare IDV Niccolò Rinaldi sull’appalto pubblico del Polo Natatorio di Ostia per i Mondiali di Nuoto Roma ‘09, ha confermato quanto da noi dichiarato da mesi: l’aggiudicazione dell’appalto non è stata mai pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE), cosa che “non è compatibile con le norme europee in materia di appalti e concessioni”.

Questo fatto è di una gravità inaudita e getta un’ombra pesantissima sull’intera vicenda, soprattutto alla luce delle inchieste in corso, che vedono coinvolti, anche sul Polo Natatorio di Ostia, il Commissario Claudio Rinaldi e l’Arch. Angelo Zampolini, progettista esecutivo del Polo Natatorio di Ostia e protagonista delle dimissioni del ministro Scajola.
Sull’aggiudicazione di questa gara d’appalto abbiamo sollevato più volte delle fortissime perplessità già ai tempi dell’apertura delle buste, alla quale eravamo presenti, inerenti il balletto sia della ditta aggiudicataria, sia dei sub-appalti, sia dei tempi di aggiudicazione.
Una cosa è certa: ad oggi il polo natatorio di Ostia non è terminato e non è mai stato aperto al pubblico, come invece promesso anche da Alemanno più volte. Da alcuni giorni il cantiere del polo sembra completamente abbandonato dalla ditta appaltatrice. Non si sa nulla nemmeno della causa intentata dalla Marziali nei confronti della FIN per mancato pagamento di oltre 8 milioni di euro, invece inspiegabilmente inclusi nelle previsioni di bilancio del Comune di Roma. Così come non è mai stato giustificato il raddoppio dei costi dell’impianto, passato da 13 milioni a oltre 26 milioni di euro.

domenica 7 febbraio 2010

Polo Natatorio Ostia, Corbucci-De Jesus: "impianti senza omologazione e con barriere architettoniche"

"Siamo entrati finalmente nel Polo Natatorio di Ostia. E' servito un continuo e coerente impegno politico da parte nostra, la collaborazione con la cittadinanza attiva e il buon senso della F.I.N. per far aprire i cancelli, seppur temporaneamente, in concomitanza con un seminario tecnico dedicato agli arbitri della pallanuoto. Oggi finalmente abbiamo avuto conferma di quello che sosteniamo da un anno: la piscina scoperta è lunga 51,50 m e non 50 m e i lavori non sono finiti. Tutto è praticamente rimasto come a Luglio 2009. D’altronde, in soli 11 mesi non era pensabile che si terminasse l’intero impianto del Polo Natatorio di Ostia, nonostante il Commissario Delegato grazie ai poteri straordinari, avesse promesso che in 8 mesi l’impianto sarebbe stato consegnato ultimato e collaudato per i Mondiali. Dalla fine dei Mondiali sono passati altri 7 mesi e tutto è rimasto come allora, non finito e non collaudato. Ci viene da sorridere nel ricordare le affermazioni del progettista Ing. Renato Papagni, del Sindaco Alemanno, del Presidente del XIII Municipio Vizzani e soprattutto dell’Ing. Claudio Rinaldi, Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto Roma '09, quando affermavano che era "Tutto a posto. Apriremo il Polo Natatorio ai Cittadini appena dopo i Mondiali". Gli annunci di apertura sono stati molteplici, l’ultimo segnava la data del 30 gennaio 2010. Oggi si parla di fine Febbraio per Ostia e per Pietralata. Valco San Paolo ancora nulla" lo dichiarano in una nota congiunta Paula De Jesus, esponente del Pd del XIII Municipio e Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio.

"E’ stato possibile vedere gli impianti solo attraverso le vetrate sporche. Secondo quanto ci è stato riferito, non funziona ancora perfettamente il riscaldamento dell’acqua della piscina coperta, tanto che non si tengono più competizioni per questo motivo e la foresteria non è agibile perché ancora un cantiere. Finalmente però è stata fatta chiarezza, con foto e filmati, su alcuni punti, smentendo così le tante bugie che sono state raccontate alla cittadinanza e le gravi omissioni di chi avrebbe potuto e dovuto chiedere conto e non lo ha fatto. E’ così che si fa politica, con i cittadini, i quali non hanno bisogno della propaganda, ma della verità. Il Polo di Ostia è costato quasi 30 milioni di euro e della foresteria sono state completate solo 20 stanze su 80, secondo quanto riferisce la FIN. Il progetto prevedeva due piscine, oltre a quelle di riscaldamento, le cui dimensioni non sono quelle attuali" continuano la De Jesus e Corbucci. "Ad esempio la piscina scoperta è omologata dal CONI e dichiarata dalla FIN essere di 51,50m, motivo per cui non si possono tenere gare di livello olimpico. Non c’era bisogno dell’omologazione. La scoperta infatti è avvenuta durante gli allenamenti della Nazionale di Fondo, in prossimità dei Mondiali, quando agli atleti non tornavano i tempi di gara ed è stato necessario, sempre secondo quanto riferisce la FIN, ordinare una “parete mobile” per restringerne le misure. Parete che però nessuno ha mai visto. Chi ha sbagliato dovrà pagare ed il Polo si potrà aprire solo dopo aver ristabilito la verità, superato tutti i collaudi, molti dei quali ancora mancanti, ma soprattutto solo dopo aver giustificato fino all'ultimo euro di spesa le opere eseguite".

"Su questa posizione ci auguriamo che si sposti anche la UISP perché se questo impianto dovrà esser funzionale anche per i diversamente abili, si dovrà prima adeguare la piscina scoperta abbattendone le barriere architettoniche, un altro errore progettuale. A questo punto chiediamo che Alemanno, così come il Presidente del XIII Municipio si comportino da corretti amministratori restituendo le chiavi del Polo Natatorio al Commissario Rinaldi, esigendo il rispetto verso tutta la cittadinanza che lui dovrebbe rappresentare" conclude la nota del Pd.

lunedì 28 dicembre 2009

Polo Natatorio di Ostia: la FIN sfila le chiavi dell'impianto dalle mani di Alemanno

Polo Natatorio denominato ormai il Dolo Natatorio. Anche sotto le feste non smette di regalare l’ennesimo scandalo. Secondo quanto riferito dal deputato della PDL alla Camera, Marco Marsilio “oggi i rappresentanti della FIN, accompagnati da un ufficiale giudiziario si sono presentati al polo natatorio di Ostia e in virtù di un mandato ottenuto da un giudice hanno chiesto di prendere in consegna l'impianto. Avendovi trovato a custodia dello stesso solo vigilanza privata e non i titolari dell'impresa, si sono impossessati di fatto dell'impianto sostituendo catene e lucchetti."
I lavori non sono mai stati finiti e soprattutto l’impianto sembra non sia mai stato collaudato e senza i collaudi non poteva essere utilizzato. Eppure il Sindaco Alemanno e il Presidente del XIII Municipio lo hanno inaugurato a inizio Luglio, promettendone l’apertura alla cittadinanza, con tanto di consegna delle chiavi dalle mani di Alemanno a quelle Vizzani. Poi l'Ingegner Renato Papagni, Presidente dell'Assobalneari, nonché progettista FIN del Polo Natatorio, ha organizzato nell’impianto, il 17 Luglio, il Lympha Aqua show. Infine si è allenata la Nazionale di Nuoto di Fondo in una piscina (secondo i documenti del CONI) lunga 51,50 metri e non 50, senza contare tutta una serie di attività ed iniziative della FIN svoltesi in questi mesi.
Doveva costare 13 milioni di euro, ma il Commissario Delegato (Claudio Rinaldi) ne ha chiesti il doppio senza mai giustificarne gli aumenti. Sono mesi che denunciamo questi fatti su cui la Procura di Roma sta indagando. Ci siamo anche recentemente indignati che il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, e tutta la maggioranza del centro destra, abbiano bocciato in aula municipale un documento presentato dall’allora capogruppo del PD Paolo Orneli, che chiedeva l’impegno della Giunta e del Consiglio di controllare l'esistenza dei collaudi necessari per fare aprire al pubblico un centro federale come quello del Polo Natatorio di Ostia.
Dunque ha fallito il Commissario Delegato (indagato per abusivismo), ha fallito la FIN (che non ha soldi per pagare le opere), ma ha fallito soprattutto la politica della Giunta Alemanno incapace di far aprire a Roma ben 3 impianti pubblici. Per ultimo, il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, che, come un burattino, è comparso sul palco del Polo Natatorio, a chiamata del potente di turno, per dare l'immagine di un consenso territoriale che non c’era. Se la collettività perde, qualche imprenditore locale, 'furbetto' del quartierino, 'aiutato' dalla indifferenza di chi era invece preposto al controllo, forse ci ha guadagnato. I fatti denunciati dal deputato Marsilio sottolineano ancora una volta che Vizzani non ha nessun potere, nemmeno dopo la finta cerimonia del decentramento amministrativo di Ostia da Roma, visto che oggi gli hanno ‘sfilato’ anche le chiavi del Polo Natatorio. Insomma, il Dolo Natatorio assomiglia sempre più ad una partita a carte dove il Presidente del Municipio, che dovrebbe rappresentare i cittadini, conta come il due di coppe quando regna bastoni. Come i cittadini.

domenica 7 giugno 2009

XIII Municipio la sequenza della "guitteria" delle ultime 2 settimane: dalle Terrazze alle Tazze

Un Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto che ritira un comunicato stampa, il terzo, dopo averne scritti ben due (uno la smentita dell'altro) nello spazio di un'ora e mezza, perché si accorge di essersi tirato la zappa sui piedi con la Procura. L'ultimo atto di una sequenza incredibile di minchiate colossali fatte, dette e scritte da questo servitore dello Stato, che però preferisce definirsi un muratore.

Un Presidente dell'Assobalneari, che è pure Ingegnere, costretto a recintare abusivamente, in fretta e furia di notte, un terreno demaniale per farci un parcheggio per i suoi abbonati, e che affermava, solo due mesi fa, che mancavano 4 mattonelle ad una piscina del Polo Natatorio che ad oggi non è ancora terminata.

Un Assessore Comunale al Commercio che fa asfaltare una strada di campagna dove ci pascolano le capre del suo prediletto zerbino.

Un mercante d'arte con velleità da mecenate, pseudo acculturato, presidente dell'ass. Anco Marzio, che propone un "premio internazionale" ad un vecchio rincoglionito stragista e depistatore, che i veri massoni definiscono un quaquaraqua.

Un Vice Comandante della Polizia Municipale che passa il tempo alle presentazioni dei suoi amici più che in ufficio.

Un Municipio che non convoca i Consigli Municipali perché afferma di non avere argomenti sui quali dibattere, quando tutto il XIII cade a pezzi.

La pedonalizzazione di P.zza Anco Marzio di cui in Municipio dicono di non aver mai visto i progetti. Tranciano per ben due volte i cavi dell'ACEA (sarà mica il nome che porta sfiga?) e tranciano pure tutti i platani. Mentre si infuoca il dibattito tra gli esperti se il platano viva 80 anni o 800, la piazza è stata ribatezzata "Tienamenno". Il deserto dei Tartari è meno assolato.

Terrazze del Presidente: 12 palazzi alti più di 40 metri che solo un Ufficio Tecnico con a capo il Signor Tabacchiera non è riuscito a vedere (sarà perché Tabacchiera per far fede al suo nome s'era fumato?).
In Comune non riescono a trovare la convenzione, nemmeno le fidejussoni ... non trovano un'emerita minchia, ma in compenso si inventano un nuovo contratto con Pulcini che è indagato. Insomma, un nome una garanzia. Dalle Terrazze del Presidente alle Tazze del Residente.

Un Presidente del Municipio che baratta terreni dell'Infernetto per un sottopasso della Colombo ad altezza del Drive-In di Casal Palocco con i costruttori Parnasi/Casini.

Per oggi direi che può bastare ...