domenica 12 settembre 2021

IL TUO QUARTIERE DÀ LAVORO AGLI AMICI DELLA RAGGI

 

Come nella 'migliore' tradizione politica di questo Paese, il M5S diventa un comitato d'affari... suoi. Avevamo noi denunciato questo scandalo già le settimane scorse. A Piazza Capelvenere ad Acilia, l'ex consigliere capitolino grillino, poi dimessosi e ora nuovamente candidato nelle fila del M5S, Nello Angelucci, ha avuto in assegnazione un locale commerciale sito in Largo del Capelvenere 2-3 di 141 mq (piano terra, bagno e interrato), 1.300 euro/mese e circa 2.000 euro di lavori da fare, per 24 mesi. Angelucci è vincitore del Lotto 1 del bando "Il lavoro nobilita il quartiere" voluto da Federica ANGELI da sempre estimatrice di Virginia RAGGI. Per entrare non serve il Green Pass e non vaccinatevi: dovete essere contagiati da questa nuova ondata di legalità e trasparenza amministrativa" (Scritto il 7 agosto 2021).

Napoletano, ex ufficiale di complemento, è stato eletto al consiglio comunale di Roma nel 2016 con 790 voti. Poi si è dimesso nel 2019 diventando il ventriloquo attivista di Paolo Ferrara. Ha proseguito a maggio 2021 prendendosi un bel locale del comune in Largo del Capelvenere a prezzi stracciati non essendoci "motivi di conflitto". Per ultimo, ad agosto 2021, si ricandida per il M5S nel municipio dove ha avuto il locale che non avrebbe avuto se fosse rimasto consigliere. A sua insaputa, ringrazia.

Se volete che tutto rimanga come prima, votate quelli di prima

#quellideprima #REvoluzioneCivica
 #PauladeJesusPresidenteXMunicipio 

venerdì 13 agosto 2021

OSTIA, IL BOLLINO CHIQUITA SULLE SPIAGGE LIBERE

Martedì scorso, il trio stellare (Raggi, Ferrara e Ieva) si è fatto un selfie con in mano il bollino Rome Safe Tourism per decantare “il lavoro fatto bene” in termini di sicurezza delle spiagge libere “di Ostia, Castelporziano e Capocotta”.
L’elenco delle spiagge Safe Tourism sono:

Grigia – Bau beach, Cotto, Ocra, Senape, Limone, Rosa, Sabbia, Verde, BAHIA (nei commenti al post l'elenco ufficiale). 
Quindi non hanno ottenuto il bollino Roma Safe Tourism le seguenti spiagge libere: Bianca (quella proprio di fronte al camping internazionale di Castel Fusano), Gialla, Sposi, Blu, SPQR (interamente occupata dall’ XVillage).
 
Il bollino è stato rilasciato il 14 luglio e per ottenerlo bisogna rispondere ad una CHECK LIST PER LA VERIFICA DELLE ATTIVITA’
DI  BALNEAZIONE E SPIAGGIA LIBERA emessa il 25/06/2021 che prevede i seguenti protocolli di sicurezza anti-contagio per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 (che però sul sito della Quaser Certificazioni Srl viene definita una influenza - nei commenti lo screenshot) e si applica anche agli eventuali chioschi che nelle spiagge libere di Ostia non esistono.

Tra i requisiti (quelli disattesi li potete verificare da soli):
1) Assicurare la ventilazione e la pulizia dei locali, delle attrezzature e di ogni postazione di lavoro
2) Pulizia manuale di passerelle, zone d’ombra e rampe di ingresso con materiali usa e getta
3) Vagliatura meccanica giornaliera
4) Pulizia dei servizi igienici e dei bagni chimici attraverso areazione, pulizia e sanificazione
5) Predisposizione di cartelli multilingue di avviso all’utenza per evitare assembramenti
6) Misurazione all’ingresso della temperatura
7) Controllo del dispenser per il sapone, soluzione disinfettante, salviette monouso nei servizi igienici e all’ingresso.
8) Per i bagnini: mascherine, sanificazione mani, guanti monouso, occhiarli protettivi, pallone autoespansibile e maschera facciale, bombola di ossigeno
9) La gestione di una persona sintomatica
10) L’App Mare di Roma
11) Registro degli accessi mediante APP sul sistema CMS
12) Distanziamento degli ombrelloni almeno di 3m
13) Cartelloni per sensibilizzare al distanziamento/movimento sulla battigia per garantire almeno 1m
14) Vietare le attività ludico-sportive, giochi di gruppo o intrattenimenti musicali

Fa già ridere così. 

Quindi, ad esempio, la spiaggia SPQR non l’ha ottenuto altrimenti come facevano ad occupare la spiaggia interamente per attività ludico/sportive? E le altre spiagge libere dunque non rispettano questi standard?

Da LabUr - Laboratorio di Urbanistica
Il Municipio Roma X guidato da Giuliana DI PILLO, spaccia con l’aiuto mediatico della sindaca Virginia RAGGI e del candidato presidente per il M5S alle prossime elezioni, Alessandro IEVA (oggi, vice presidente municipale) le spiagge libere di Ostia come ‘imprese turistiche’.

Ciò accade all’interno dell’iniziativa partita un anno fa a cura del Dipartimento del Turismo di Roma Capitale di predisporre il c.d. bollino “Rome Safe Tourism”, come un marchio che dichiari la conformità degli esercizi ricettivi e commerciali alle disposizioni anti Covid 19 al solo fine di supportare le strutture turistiche romane. Nell’Albo istituito dal Comune di Roma per tale rilascio, risulta la Quaser Certificazioni s.r.l. che ne ha fatto richiesta solo il 7 giugno 2021 e che si è prestata a ‘certificare’ 9 delle 33 spiagge libere del litorale romano equiparandole, senza titolo, a ‘imprese turistiche’.

La gravità è ancor maggiore in quanto ciò avviene in piena emergenza sanitaria ed in assenza quasi totale delle misure di prevenzione sulle spiagge libere imposte dall’Istituto Superiore della Sanità, come già denunciato da LabUr in un esposto inviato alla Prefettura di Roma.
Lo scheletro di irregolarità amministrative che le spiagge libere portano con sè da troppi anni sarà discusso prima in un dossier e poi in un incontro pubblico il 17 agosto p.v. a cui è invitato a partecipare anche il Municipio Roma X.
A seguito di quanto sopra descritto. è stata inviata dettagliata segnalazione all’Ente accreditatore ACCREDIA Spa che garantisce l’operato dell’organismo di certificazione Quaser Certificazioni srl responsabile di aver rilasciato il marchio ‘Rome Safe Tourism’ a 9 delle 33 spiagge libere equiparate ad imprese turistiche.

martedì 10 agosto 2021

PINETA DI CASTELFUSANO, SATELLITI SENZA AUTOBOTTI

La difesa tecnologica della pineta di Castel Fusano, tanto pubblicizzata in questi giorni, è solo teoria.

Brucia l’Italia. Gli incendi boschivi negli ultimi 20 anni, hanno mandato in fumo circa 760.000 ettari di foresta del Bel Paese, il 7,5% della superficie forestale nazionale corrispondenti a 760.000 campi di calcio “coltivati” a bosco. Tutti si indignano davanti alla tragedia e tuonano le solite frasi di circostanza, di chi vive in perenne stato di emergenza. Quanto può durare un’emergenza? Di solito poco, giusto il tempo di risolverla. E invece viviamo in uno stato di eccezione divenuto la norma (*). Cosa è cambiato in questi anni? Gli slogan. Quest’anno il più gettonato è “più droni per tutti”. Anche in Sicilia, ad esempio, sono stati acquistati in primavera 90 droni per un costo complessivo di 109 mila euro, un mercato che nei prossimi anni supererà gli 880 milioni di euro.

l'area sorvegliata della pineta (circa 600 ettari)

l’area sorvegliata della pineta (circa 600 ettari)

Anche la Sindaca Raggi non è stata da meno. Ha pubblicizzato in pompa magna i droni nella pineta di Castel Fusano. Il primo annuncio il 23 marzo, poi il ritorno ‘in loco’ il 28 luglio, ma questa volta sottotono nonostante il cerimoniale delle grandi occasioni. Il motivo? Sembra proprio che fosse un attacco di annuncite quella del 23 marzo: “Sicurezza e controllo per la Pineta di Castel Fusano. Roma Capitale e Leonardo presentano un progetto sperimentale con utilizzo di satelliti, droni, sensori, Intelligenza Artificiale e 5G, in un’ottica di sostenibilità e tutela ambientale. Ma è così? Il protocollo di intensa per il progetto sperimentale “Ses5G”, avrebbe dovuto consentire “di monitorare in tempo reale la situazione dell’area e di intervenire tempestivamente”. Il sistema doveva essere “operativo a partire da luglio” e rimanere “in esercizio fino a metà 2022”. Un mese lo abbiamo già perso. Siamo ad agosto. Il progetto non è stato terminato. Mancano ancora tutti i pali, per cui il pattugliamento da parte dei droni che servono sotto “il profilo dell’ordine pubblico, degli incendi e della protezione dell’ambiente” di fatto è minimo.

Pensate che il satellite PRISMA impiegato “è in grado di effettuare da 615 km di altezza un’analisi chimico-fisica dell’area, restituendo informazioni sullo stato di salute della vegetazione e permettendo di generare un modello di rischio incendi”. Come sia ridotta la Pineta sotto il profilo della “salute” dei pini è evidente ormai ad occhio nudo. Le chiome secche per via della cocciniglia tartaruga sono visibili a chilometri e i 500mila euro messi a disposizione della Regione non sono sufficienti per gli interventi fitosanitari. Ma la domanda dalle cento pistole è un’altra. Se tutti stanno monitorando in sala di comando, chi spegne gli incendi?

Due autobotti del Servizio Giardini, una dei primi anni ‘90 l’altra addirittura degli anni ’80. Però abbiamo un autobotte nuova di pacca, costata 148mila euro, per annaffiare non si sa bene cosa, visto come è ridotto il verde nel Municipio X. Se nella prima fase, quella della prevenzione, la tecnologia può essere determinante nella valutazione del rischio grazie alla rete satellitare e l’utilizzo di droni, se la seconda fase è quella della individuazione del rogo dove la tempestività è fondamentale per evitare che il fuoco dal terreno salga in chioma e si propaghi da un albero all’altro diventando spesso incontrollabile, la terza fase è quella dello spegnimento. Salvo casi rarissimi, tutti gli incendi alla Pineta di Castel Fusano (nel parco urbano più grande della Capitale di 1.000 ettari, 100 ettari andati in fumo solo nel 2017) sono stati dolosi. Da anni la vasca antincendio tra via del Circuito e la Cristoforo Colombo ospita solo la ‘raccolta’ di rifiuti ingombranti. La recinzione è divelta. Al 30 maggio il Piano antincendi boschivo (Aib2021, che definisce il numero di pompieri e volontari assegnati ai parchi) non era stato ancora attivato, ma ancora più grave, la verifica delle bocchette anti-incendio non è stata ancora effettuata e siamo ad agosto.

Possiamo davvero parlare di Smart-City come scrive la Raggi o di Roma come città tecnologica come afferma Profumo? La prossima volta quale fumo ci venderanno? Quello dei droni che seminano le nuvole per indurre le piogge come negli Emirati Arabi e causare poi allagamenti? Servono mezzi nuovi, servono autobotti 4×4 in grado di penetrare nella parte più interna della Pineta di Castel Fusano, serve acqua per spegnere gli incendi, servono le bocchette. Non ci si può limitare a mettere in sicurezza le case e i loro abitanti. Servono meno parole, meno esperimenti e più fatti concreti. Sono diversi i mezzi usati dell’esercito e dell’aeronautica adatti allo scopo, ma per motivi squisitamente amministrativi non si è potuto mai procedere alla loro acquisizione. Non c’è un po’ da vergognarsi quando l’amministrazione dice che tutela il verde? 


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(*) Qualche numero: il danno economico causato dal fenomeno degli incendi boschivi è stimato in circa un miliardo di euro l’anno, limitando questo conteggio alla sola analisi della perdita della produzione legnosa, ai costi collegati alla tutela idrogeologica, alla perdita della funzione cosiddetta ricreativa ed ai servizi ecosistemici di stabilizzazione climatica. In questo calcolo non sono ricompresi i costi per la lotta attiva (spegnimento) pari a circa 200 mln di Euro/annui sostenuto dagli organi preposti.

VIA DI ACILIA, L'UNICO RADDOPPIO È QUELLO DEI CARTELLONI PUBBLICITARI

La propaganda grillina prosegue come se non ci fosse un domani. 
La Sindaca e l'assessore Coia annunciano l'installazione di 145 nuovi impianti come riforma epocale. Ennesimo RAGGIro. In tema di pubblicità esterna i grillini hanno fatto peggio di quelli di prima: proclamano “che la riforma tanto attesa diventa realtà“, “la giungla degli impianti pubblicitari a breve sarà solo un ricordo“.
Cosa capisce il cittadino? Che le strade saranno liberate da migliaia di cartelloni in nome del decoro?! 
E invece NO.
La verità è che è stato pubblicato un bando che permetterà di installare sul territorio 145 nuovi cartelloni in strade poco urbanizzate. 145 impianti che andranno ad aggiungersi a quelli GIÀ esistenti. Si tratta di 19 siti non urbanizzati individuati in 53 allegati dove il bando permetterà di installare 127 cartelloni da 3 metri per 2 e 18 cartelloni da 1,40X2 per una superficie totale di 896,4 mq che si aggiunge ai quasi 62mila mq che furono approvati con i Piani di Localizzazione e sono proprio questi 62mila mq che vanno messi a bando per eliminare la “giungla”.
Il M5S ha perso dunque 5 anni di tempo. L’unico vero passo avanti compiuto è stata l’approvazione dei Piani di Localizzazione nel novembre del 2017 (tra l’altro voluta dal precedente assessore Meloni cui fu dato il benservito). Per il resto nulla di nulla.

Quindi, ad esempio, su via di Acilia (dove ci sono già 10 cartelloni) dopo il magnifico bando ve ne saranno 16, perché se ne potranno aggiungere altri 6, alla faccia del decantato decoro.
Mentre i cittadini del Municipio X aspettano dal 12 Giugno 2017 (*) il fantomatico raddoppio di Via di Acilia e il sottopasso sulla Colombo, l'unico raddoppio che vedranno sarà quello dei cartelloni pubblicitari. 

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(*) Nello ANGELUCCI M5S: "abbiamo aperto il vaso di pandora sull'annosa vicenda del mancato raddoppio di via di Acilia e sottopasso della Colombo... vista la inadempienza del proponente nella realizzazione delle opere a scomputo, Roma Capitale ha richiesto l'escussione della fidejussione a garanzia delle opere a scomputo ma il proponente ha fatto ricorso in giudizio.
Questa amministrazione intende sbloccare lo stallo legale-amministrativo per consentire la realizzazione di opere che il quartiere attende da oltre vent'anni. (12 giugno 2017)

EX GIL AD OSTIA, I BALILLA STELLARI

Oggi “taglio del nastro” della Sindaca Raggi all’ex GIL di Ostia.
Per fortuna è l'ultimo teatrino elettorale pagato con soldi pubblici perchè dal 19 agosto si entrerà in amministrazione ordinaria (45 gg prima delle votazioni).

Se ci si ferma ai titoli dei giornali uno si immagina di vedere la parata del corpo della Polizia Municipale Gruppo X Mare che prende possesso della nuova sede. E invece no. Si tratta semplicemente dell’annuncio del futuro avvio dei lavori nell’ex casa per i Balilla del Litorale. La Raggi e Ferrara alzano la posta: non sarà solo la caserma dei caschi bianchi, ma ospiterà gli Uffici del Giudice di Pace di Ostia e addirittura un operation center per la smart city. Peccato che un simile annuncio sia la copia di quello del 3 luglio del 2020 quando si finse (vedi foto) di consegnare una parte dei locali della sede municipale di piazza Capelvenere al Ministero della Giustizia proprio per ospitare il Giudice di Pace.

Farebbe pertanto già ridere così l’ultima trovata della Sindaca che ogni tanto spara pure un inglesismo (smart city) per buttarla in caciara. Un centro operativo nell’ex GIL suona curioso in una capitale che non è sostenibile, aperta, collaborativa, trasparente, partecipata, connettiva, creativa, inclusiva. Forse è solo resiliente per la pazienza che hanno i cittadini di questo vuoto pneumatico amministrativo.
Rimane l’imbarazzo delle mezze verità dette dal M5S per coprire le mezze bugie che ogni giorno cercano di sostenere tramite i canali istituzionali, rasentando il limite del falso ideologico.

Ricordiamo che nel piano delle performance 2020-2022, redatto dal Ministero della Giustizia (Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi) è chiaramente scritto che "dei 182 uffici a gestione interamente statale la sede di Ostia risulta non operativa". Sarà necessario uno specifico decreto ministeriale per la fissazione della data di inizio del relativo funzionamento. Per ora non c'è nulla ed è tutto in alto mare. Dunque l’operazione del ‘taglio del nastro’ è propaganda pura, iniziata nel 2017 su iniziativa dell’allora sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri (deputato di Italia Viva), di cui nel 2020 si chiese, dopo lo scandalo Palamara, il processo disciplinare. Era dunque un'enorme marchetta politica all'insegna dell'inciucio politico tra Raggi e Zingaretti. Per altro nel 2014 il Comune di Roma era stato condannato al pagamento di 30.397.290,56 euro a titolo di risarcimento del danno conseguente all'occupazione abusiva dell'ex GIL dal 29 settembre 1990 al 31 dicembre 2012. Poi tutto si risolse a tarallucci e vino grazie a una dubbia sentenza della Corte d’Appello di Roma che annullò il 30 luglio 2020 tale richiesta risarcitoria grazie alla 'mediazione' di Zingaretti.

Nonostante ciò si parla addirittura di risparmiare 1,2 milioni di euro l'anno, senza motivare lo scandalo della caserma dei vigili in via Capo delle Armi parte del ricco dossier redatto nel 2015 dal prefetto Marilisa Magno durante la commissione di accesso che portò a Mafia Capitale. E per finire, la stessa Raggi deve ammettere che forse i soldi non basteranno. 

Annuncite o imbroglite?

lunedì 19 luglio 2021

OSTIA, “CONTRATTO DI FIUME”: INGERENZA DEL MUNICIPIO X

In data 8 giugno 2021 con Pro. CO/76935 da parte di Francesco Vitolo (M5S) che presiede la Commissione Ambiente Territorio e Sicurezza viene redatta una proposta di risoluzione per lo Sviluppo di parchi di affaccio sul Tevere per i quartieri in riva idraulica del tratto di pertinenza del Municipio X con l’obiettivo “di dare mandato alla Presidente e alla Giunta del Municipio X affinché attivi la segreteria tecnica del Contratto di Fiume Tevere Castel Giubileo – Foce sulle progettualità necessarie per realizzare aree di affaccio in riva sinistra idraulica del Tevere ricadenti nel Municipio X individuando opportune aree nei seguenti siti: Idroscalo, Ostia Antica, Bagnoletto/Dragone, Dragoncello, Casaletto di Giano …” e si aggiunge che “si risolve di evidenziare che le aree di Ostia Antica e Casaletto di Giano … siano le prime su cui sviluppare le predette progettualità” attraverso “soluzioni tecniche che comprendano l’utilizzo dell’argine stipulando accordi e/o servitù con l’attuale concessionario”. Nel documento, davvero imbarazzante sotto il profilo tecnico/giuridico/amministrativo, si parla addirittura di “libera fruizione della continuità spondale, degli argini e delle golene”, di “fruibilità sostenibile”, di fantomatiche “analisi condotte”. Il M5S del Municipio X, nel disperato tentativo di mantenere una promessa elettorale fuori tempo massimo, tenta di forzare la realizzazione del sentiero cicloturistico sull’argine del Tevere in sponda sinistra che per fortuna ha smesso almeno di essere chiamato nei documenti ufficiali “Sentiero Pasolini” e di cui LabUr ha ampiamente parlato evidenziandone tutte le criticità, le illegittimità e illegalità (LINK 1 LINK 2 LINK 3 LINK 4 LINK 5). Dopo aver dato ampia dimostrazione in 5 anni di non conoscere la materia demaniale, dopo aver illuso il proprio elettorato cavalcando slogan privi di fondamento giuridico (confondendo il demanio fluviale con quello marittimo), dopo che gli organi preposti al controllo gli hanno ribadito in tutti i consessi che avevano imboccato una strada cieca, dopo aver tentato senza fortuna di infilare questo sedicente progetto in qualunque tavolo anche quelli ‘amici’, dopo che la Polizia Municipale è stata inviata anche dal Prefetto per comprendere il motivo di deliranti affermazioni da parte dell’Amministrazione municipale, tentano il piano variante Delta in campagna elettorale. Con la scusa di aver aderito al Contratto di Fiume Tevere Castel Giubileo-Foce (CFT) attraverso una mozione in cui si motivava la scelta con “intende garantire l’accessibilità e la fruizione del fiume”, l’Amministrazione pentastellata del Municipio X, nella totale assenza di pubblicità e trasparenza che ha contraddistinto il suo operato, chiama dei “tavoli tecnici” per operare di fatto pressioni illecite. Nell’ultimo tavolo tecnico, tenutosi settimana scorsa (che non è pubblico e pubblicato), l’Ing. Giorgio Pineschi (Vigilanza e Bacini Idrografici Regione Lazio) ha testualmente ribadito: “Noi siamo l’Ufficio preposto alla Vigilanza e Rispetto delle Regole, che sono quelle del Diritto del Codice Civile e Penale ,che parte dalle concessioni, e non possiamo avvallare illeciti. Siamo chiamati in ambito idraulico al rispetto delle regole. Abbiamo fatto diverse denunce, non contro ignoti ma contro noti, cioè l’associazione che si è resa responsabile di illeciti sull’argine in sponda sinistra del fiume Tevere. Abbiamo demolito infrastrutture pericolose, perché la priorità è la sicurezza dei ciclisti e di chi percorre queste aree. Per noi il rispetto delle regole, come funzionari pubblici, è la prima cosa. Il Sentiero Pasolini, o come lo volete chiamare, NON esiste. Se mai esisterà questo percorso dovrà partire dal rispetto delle regole. Questa è la strada maestra. Le regole sono chiare: ci sono cose che si possono fare e cose che non si possono fare”. Ricordiamo all’Amministrazione pentastellata del Municipio X, in particolare all’Assessore Alessandro Ieva e al Presidente della Commissione Ambiente Francesco Vitolo, che il Contratto di Fiume Castel Giubileo – Foce non è stato ratificato e comunque non è il luogo preposto per fare campagna elettorale. Ricordiamo loro che si tratta di uno strumento di programmazione negoziata e non di imposizione politica da parte di un partito. Che ogni soggetto partecipante al tavolo vale quanto gli altri (uno vale uno, in questo caso sì) e non può portare avanti questioni ideologiche contrarie a leggi, norme e regolamenti. Ricordiamo loro anche che l’Art. 68 bis Codice dell’ambiente ( D.Lgs. 152/2006) è molto chiaro: “i contratti di fiume concorrono alla definizione e all’attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico”. Quindi non perseguono finalità ludiche, non sono il gingillo del potentato di turno. I CdF devono dare vita a processi partecipativi aperti e inclusivi, con condivisione di intenti, di impegni e di responsabilità tra i soggetti aderenti, pubblici e privati, che hanno come obiettivo primario la tutela dell’ambiente, la prevenzione dei danni ambientali, la corretta gestione delle risorse idriche, la salvaguardia del rischio idraulico e la valorizzazione dei territori fluviali che evidentemente i grillini scambiano per un lunapark. I soggetti che aderiscono al contratto di fiume hanno tutti lo stesso peso e voce in capitolo. I soggetti aderenti al CdF definiscono un Programma d’Azione (PA) condiviso tra tutti i firmatari e si impegnano ad attuarlo attraverso la sottoscrizione di un accordo che, lo ribadiamo, NON è stato ratificato. L’obiettivo del CdF è quello di ottenere un livello di protezione ambientale elevato grazie al raggiungimento di risultati mirati e all’introduzione di nuove formule idonee a dare attuazione, ma mai in contrasto con leggi, norme e regolamenti nazionali e sovranazionali. Non ci può essere alcun rendimento economico senza la sostenibilità ambientale e l’utilità pubblica, secondo i principi di sussidiarietà orizzontale e verticale. I CdF hanno l’obiettivo di stimolare la progettualità territoriale dal basso, non dall’alto, attraverso il raggiungimento dell’“equilibrio delle tre E”: Ecologia, Equità, Economia, partendo da un’analisi delle criticità del bacino e del territorio interessato. In particolare, l’alto rischio idraulico, la compromissione della qualità delle acque superficiali, il degrado ambientale del fiume e dei territori circostanti. E’ uno strumento dunque di soft law, l’approdo di un lungo iter di studi e comparazioni, che serve alle Regioni per chiedere finanziamenti al Ministero. In un sistema di governance multilivello i Contratti di fiume si configurano come processi continui di negoziazione tra le Pubbliche Amministrazioni e i soggetti privati coinvolti a diversi livelli territoriali e si sostanziano in accordi multisettoriali e multiscalari caratterizzati dalla volontarietà e dalla flessibilità tipiche di tali processi decisionali. I CdF contribuiscono al perseguimento degli obiettivi propri delle normative in materia ambientale, in particolare in riferimento al raggiungimento del “buono stato” di qualità dei corpi idrici previsto dalle direttive dell’U.E. in materia. Qualunque progetto presentato da un CdF, non da un soggetto del CdF, deve dunque, come ha ribadito fino alla nausea l’Autorità di Vigilanza e Bacini Idrografici della Regione Lazio rispondere alla leggi ed essere preceduto dall’analisi sulla fattibilità finanziaria ed economica, cosa mai avvenuta nel fantomatico Sentiero Pasolini (ora trasformato in affacci sul Tevere spacciati per opera di pubblica utilità, manifestazione evidente di ignoranza amministrativa). E tra le analisi preliminari ci sono quelle dei portatori di interesse e le reti esistenti tra gli stessi. Per questa ragione si parla di “processi partecipativi aperti ed inclusivi“, proprio perché si cerca di raggiungere una “piena condivisione di intenti”, cosa anche questa mai avvenuta. Solo al termine di questa attività preparatoria, si procede alla conclusione del CdF vero e proprio, cioè quell’atto di impegno vincolante che formalizza le decisioni condivise nel processo partecipativo, definendo gli impegni specifici di ciascun contraente e tutte le fasi del procedimento devono essere improntate ad alti standard di trasparenza. Una parola fuori dai radar di questa Amministrazione.

mercoledì 16 giugno 2021

IL DEMOCRISTIANO MARIO FALCONI ESPRESSIONE SINISTRA

19 Luglio 2010, viene nominato coordinatore UDC Lazio/verso il Partito della Nazione, con il sostegno di Pier Ferdinando Casini. Nel X Municipio (allora XIII) viene ad aprire con Alessandro Onorato, legato al costruttore Alfio Marchini, la nuova sede del partito. Amico di Ciocchetti e di Mastella, il Dott. Mario Falconi, è stato ospite fisso da Giletti per parlare delle diete di Adriano Panzironi, quando non impegnato su TV2000. Sicuramente è un ottimo medico che vanta amicizie importanti dedicando da anni molto tempo alla difesa della categoria (essendo Presidente dell'Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri). Fatico a capire come possa essere considerata una candidatura civica (???) di centrosinistra a meno che non si intenda per centrosinistra quella parte 'sinistra' e 'sinistrata' del PD e di Sinistra Inutile, che voterà un personaggio televisivo dalla faccia pulita per coprire gli stessi affari sporchi.

Ricordo, giusto qualche episodio (perché sono davvero troppi e tutti disdicevoli) che dal 2010 abbiamo assistito agli sgomberi all'Idroscalo (*) per far posto al progetto del raddoppio del Porto finito sequestrato e confiscato per bancarotta fraudolenta a Mauro Balini, dove il direttore dei lavori era l'Ing. Paolo Solvi (condannato nel processo Mondo di Mezzo) coordinatore della campagna elettorale di Tassone e coordinatore UDC del Municipio X, per arrivare a Mafia Capitale.
Ora, le cose sono due: o Falconi era troppo impegnato da non aver tempo di conoscere cosa stessero facendo i suoi 'coordinati' (mentre chiudeva protocolli di intesa con Alemanno) e dunque il territorio non lo conosce, o lo conosce, ne ha condiviso le vicissitudini politiche del suo partito e dunque si replica il solito disegno degli ultimi 32 anni.
Abbiate pietà. Levate la parola sinistra.

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(*) ricordo che l’UDC non ha partecipato alla votazione dell’ordine del giorno per la messa in sicurezza dell’Idroscalo di Ostia, per altro dovuta sul lato fiume, mentre ha votato a favore, solo 13 minuti prima su un ODG del PD di Nuova Ostia, opere previste già dalle amministrazioni precedenti e che non sono mai state realizzate.

PS: Elezioni 2013 ipse dixit.
"Mi è stato chiesto da parte di autorevoli esponenti del Centro democratico di impegnarmi in prima persona per le prossime elezioni amministrative per il comune di Roma e soprattutto per il nostro Municipio. Dopo ampia e meditata riflessione ho deciso di mettermi in gioco in questa avventura, senza candidarmi, ma favorendo la formazione di una lista di giovani donne e uomini , dando il mio pieno sostegno e appoggio incondizionato.

Chi come me vive ad Ostia da circa 45 anni, territorio in cui sono nati i miei 3 figli, dove ho operato e opero come medico sia all'ospedale G.B. Grassi che nel territorio del X Municipio che considero mia vera patria, anche se adottiva, non può non ribellarsi al degrado ambientale e sociale cui è purtroppo giunto, sia per la scarsa attenzione del comune di Roma ai nostri reali bisogni, sia per l'incapacità amministrativa locale di una dirigenza mediamente inadeguata. Ci piacerebbe poter continuare ad "amare" un territorio che per le sue caratteristiche ha delle enormi possibilità di poter essere vissuto pienamente e felicemente e non anche "maledetto" per le gravi carenze e inefficienze di cui è permeato.

Il primo successo lo abbiamo già conseguito con la partecipazione di Patrizia Salis candidata del Centro democratico alle primarie nella coalizione di centro-sinistra. Con pochissime giorni a disposizione abbiamo ottenuto che circa 1.100 cittadini siano andati nei vari uffici elettorali a scrivere il suo nome. Con l'entusiasmo che tutti i candidati hanno manifestato, possiamo realmente, votando la lista del Centro Democratico, contribuire ad un profondo cambiamento gestionale del nostro municipio e anche del comune di Roma.

L’impegno che ho personalmente preso con tutti i componenti della lista del Centro Democratico è che, anche se non candidato, sono e sarò sempre uno di loro e che in ogni caso il gruppo di amiche e amici che abbiamo coinvolto non si disperderà all'indomani della proclamazione degli eletti, ma continuerà ad operare quale cittadinanza attiva e sarà non solo di supporto, con le proprie competenze, agli amministratori pubblici eletti ma anche di verifica e controllo del loro operato”.

domenica 13 giugno 2021

NUOVA OSTIA, CASE EX ARMELLINI: TUTTI FUORI IL 12 AGOSTO 2021

 

Dopo le palazzine della Larex a Via Fasan, arriva l’ordinanza di sgombero per le palazzine ex Armellini. Tutti fuori entro il 12 agosto 2021. Con sentenza TAR Lazio 10833 del 4 luglio 2018 e pubblicata il 12/11/2018 si davano 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza per l’esecuzione del rilascio del complesso immobiliare (cioè fino al 12 febbraio 2019) e veniva nominato commissario ad acta il Prefetto. Con ordinanza 14076 del 9 dicembre 2019 veniva invece concessa, su richiesta del Prefetto, la proroga del termine per l’esecuzione del giudicato di ulteriori 18 mesi, a decorrere dalla scadenza del termine già assegnato dalla sentenza n.10883 del 2018 (cioè fino al 12 agosto 2020). Di nuovo il Prefetto ha richiesto proroga il 5 marzo 2021, come da noi riportato , poi riconosciuta in altri 12 mesi a decorrere dalla scadenza del precedente termine prorogato, cioè fino al 12 agosto 2021 con ordinanza 07028 del 9 giugno scorso e pubblicata l’11 giugno. L’Amministrazione comunale a guida Raggi dunque ha avuto ben 3 anni dalla prima sentenza per trovare una soluzione alloggiativa per le 5.000 persone che “versano in condizioni di fragilità”. Nonostante le promesse della Sindaca già a gennaio 2019 su un ipotetico acquisto degli immobili da parte del Comune di Roma, la Raggi pensa solo a giocare con lo skate park, la pista ciclabile, la fontana e il villaggio dello sport e a spacciare arte d’accatto a Nuova Ostia. Non si comprende davvero con che coraggio l’Amministrazione continui a fingere che nulla stia accadendo. Un comportamento davvero criminale. La bomba sociale, come sempre, sta per esplodere in piena estate.

paula de jesus per LabUr- Laboratorio di Urbanistica